Trentunmila presenze in tre giorni non sono soltanto un numero. Raccontano un movimento, una marea colorata e rumorosa che a gennaio ha scelto di riversarsi a UmbriaCON, confermando come il festival Comics, Arts & Games di Bastia Umbra abbia ormai superato la dimensione di semplice appuntamento regionale. Chi ha attraversato i padiglioni di Umbriafiere tra il 16 e il 18 gennaio 2026 lo ha percepito chiaramente: non si trattava di una fiera qualunque, ma di un crocevia di linguaggi pop, generazioni e passioni che parlavano la stessa lingua, quella della cultura nerd. L’atmosfera respirata a Bastia Umbra aveva qualcosa di familiare e insieme di sorprendente. Famiglie con bambini in cosplay, studenti arrivati da fuori regione, appassionati storici cresciuti a pane e anime anni Ottanta, creator e collezionisti provenienti da tutta Italia e da oltre venti Paesi stranieri. Germania, Svizzera, Regno Unito, Brasile, Cina e Giappone non erano semplici bandierine su una mappa, ma voci, accenti, sguardi che rendevano l’esperienza davvero internazionale. Un segnale forte anche in termini di crescita, considerando l’incremento del venticinque per cento rispetto all’edizione precedente, un dato che pesa ancora di più se si pensa che nel 2025 il totale includeva anche un grande concerto extra-festival.
Passeggiando tra i padiglioni, l’impressione era quella di un evento capace di parlare a pubblici diversissimi senza perdere identità. Sul palco si sono alternati volti che hanno segnato l’immaginario collettivo di più generazioni: Giorgio Vanni con Ammiraglio Max, Anna Mazzamauro, Gigi e Andrea, Francesco Pannofino, Lorenzo Branchetti, gli Animeniacs, gli Oliver Onions e uno spettacolo come Disneiamo che ha riportato molti adulti direttamente all’infanzia. Incontri che non si sono limitati alla celebrazione nostalgica, ma hanno creato dialogo, racconti e momenti condivisi.
Il cuore creativo dell’evento batteva forte anche nell’area artisti, dove migliaia di fan hanno potuto incontrare figure leggendarie del fumetto e dell’illustrazione internazionale. Vedere dal vivo Mitsuhiro Arita, stringere la mano a Kevin Eastman, ascoltare Simon Bisley o Sara Pichelli raccontare il proprio percorso creativo ha dato la misura di quanto UmbriaCON sia diventato attrattivo anche per i grandi nomi. Accanto a loro, professionisti amatissimi dal pubblico come Gabriele Dell’Otto, Alex Maleev, Massimo Bonfatti, Natalia Tena, senza dimenticare i creator che parlano alle nuove generazioni, da Caverna di Platone a Sio e Fraffrog, passando per Dario Moccia, Davide Masella, Federic95ita e Pietro Ubaldi.
Intorno a questi incontri si muoveva un ecosistema vivo fatto di oltre ottanta espositori, mostre dedicate al fumetto, spettacoli cosplay sempre più curati, parate dello Star Wars Club e performance k-pop capaci di attirare anche chi si avvicinava per la prima volta a questo mondo. Tutto conviveva senza forzature, con quella sensazione rara di evento pensato per essere vissuto, non soltanto attraversato.
Le parole del direttore artistico Federico Piermaria hanno messo a fuoco il senso di questo percorso: obiettivi ambiziosi, una crescita consapevole e la volontà di fissare uno standard qualitativo alto in un panorama sempre più affollato di manifestazioni simili. Portare il mondo in Umbria e allo stesso tempo raccontare l’Umbria al mondo non è uno slogan, ma una direzione chiara che inizia a tradursi in risultati concreti, anche sul piano culturale e sociale.
L’organizzazione firmata Fidelio srl, con il supporto della Regione Umbria, del Comune di Bastia Umbra e il patrocinio delle istituzioni locali, ha dimostrato che investire in cultura pop significa creare valore reale. UmbriaCON non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un progetto più ampio che guarda già alla quarta edizione del 2027.
Chi ha vissuto questi tre giorni lo sa: certi eventi lasciano addosso una stanchezza felice, quella sensazione di aver condiviso qualcosa che va oltre il semplice intrattenimento. Ora la parola passa alla community. Tu c’eri? Qual è stato l’incontro o il momento che ti ha fatto dire “ok, questo festival è cresciuto davvero”? Raccontacelo nei commenti, perché la storia di UmbriaCON continua anche lì.
