Addio a Jacopo Camagni: il talento italiano che ha conquistato Marvel e fatto sognare una generazione

Una notizia che non avremmo mai voluto scrivere. A soli quarantotto anni si è spento Jacopo Camagni, e ancora faccio fatica a mettere insieme le parole senza sentire quel nodo alla gola che arriva solo davanti alle perdite vere, quelle che non riguardano solo un artista ma un pezzo della nostra storia nerd.

Jacopo non era semplicemente un disegnatore. Era uno di quei nomi che, pronunciati tra appassionati, fanno brillare gli occhi. Era il ragazzo che da Bologna era riuscito a portare il proprio tratto dentro alcune delle saghe più iconiche dell’immaginario pop mondiale. Era l’autore che aveva attraversato continenti creativi, passando da Lupin III alla Casa delle Idee, senza mai perdere quella sensibilità tutta italiana nel raccontare l’eroismo, il dubbio, l’ironia.

E oggi, mentre la community del fumetto italiano piange, resta la consapevolezza di aver avuto tra noi un talento raro.

Dalle botteghe italiane a Lupin III: l’inizio di un viaggio

Classe 1977, nato il 21 dicembre, Jacopo Camagni ha iniziato a lavorare nel mondo del fumetto nel 1998. Non un ingresso qualsiasi, ma una vera e propria formazione “a bottega”, di quelle che sanno di matite consumate, tavole corrette a mano, maestri severi e sogni enormi.

Proprio in quegli anni disegna per Kappa Edizioni e arriva a firmare un volume inedito dedicato a Lupin III sotto la supervisione diretta di Monkey Punch, il creatore del ladro gentiluomo più iconico dell’animazione giapponese. Fermiamoci un attimo a realizzare cosa significhi: un autore italiano che mette mano a Lupin con l’approvazione del suo stesso padre creativo.

Per chi è cresciuto tra VHS consumate di Lupin III e notti passate a discutere su chi fosse il miglior rivale tra Zenigata e gli altri, quella è una medaglia che pesa quanto una vittoria mondiale. E Jacopo quella medaglia l’aveva conquistata con talento puro.

Il salto negli Stati Uniti: la chiamata di Marvel Comics

Nel 2008 arriva il momento che cambia tutto. Jacopo vince il Chesterquest, concorso mondiale indetto da Marvel per selezionare nuovi disegnatori. In mezzo a centinaia di artisti da tutto il mondo, spunta il suo nome.

Da lì in poi, la sua carriera prende residenza alla Casa delle Idee. E non parliamo di comparsate fugaci, ma di un lavoro costante su personaggi che hanno costruito l’immaginario collettivo di generazioni intere.

Jacopo interpreta Longshot, si misura con Occhio di Falco, entra nel mondo folle e meta-narrativo di Deadpool, disegna gli X-Men, si muove tra le stelle con Kanan nell’universo di Star Wars. Ogni tavola porta il suo segno riconoscibile, dinamico, potente, ma sempre attento all’espressività dei volti e alla narrazione.

Tra le sue collaborazioni più recenti figurano storie di Capitan Marvel e S.W.O.R.D., fino ad arrivare a X-Men Red. Non è semplice, per un autore italiano, inserirsi in un contesto competitivo come quello statunitense e rimanerci per anni con autorevolezza. Jacopo ci è riuscito con naturalezza, senza mai perdere il legame con le sue radici.

Tra Italia e Francia: Magna Veritas e le prime collaborazioni

Prima ancora dell’esplosione internazionale, il percorso di Camagni aveva già dimostrato ambizione e visione. Nel 2006 realizza due volumi di Magna Veritas su testi di Marco Felicioni per Soleil Edition, casa editrice francese. Una produzione che testimonia la sua capacità di muoversi tra mercati diversi, adattando il proprio tratto a linguaggi narrativi differenti.

Il fumetto europeo, quello americano, quello giapponese. Jacopo ha attraversato questi universi come un viaggiatore instancabile, senza mai farsi intrappolare in un’unica etichetta.

Studio Dronio e l’incontro con Marco B. Bucci

Alcuni incontri sembrano scritti nel destino. Quello tra Jacopo Camagni e Marco B. Bucci è uno di questi.

Nel 2004 fondano insieme lo Studio Dronio, e da lì nasce una collaborazione artistica che avrebbe segnato profondamente il fumetto italiano contemporaneo. Dopo Magna Veritas, il loro sodalizio creativo esplode nel 2017 con Nomen Omen, serie che mescola urban fantasy, introspezione, simbologia e un’estetica potente e riconoscibile.

Nomen Omen non è solo un fumetto. È un manifesto generazionale. È il racconto di identità, di destino, di scelte che pesano. È l’ennesima dimostrazione che il fumetto italiano può parlare al mondo senza complessi di inferiorità.

Il progetto prosegue poi con Arcadia, ancora in corso di pubblicazione, mentre Jacopo lavorava contemporaneamente su produzioni Marvel. Una doppia vita creativa che solo chi vive di matite e deadline può comprendere davvero.

Sergio Bonelli Editore e il lato horror

Il legame con l’Italia non si è mai interrotto. Per Sergio Bonelli Editore realizza nel 2017 una storia breve di Groucho e nel 2022 crea la miniserie horror SIMULACRI, dimostrando una versatilità sorprendente.

Dal supereroismo cosmico al thriller psicologico, dall’urban fantasy al mash-up ironico come Deadpool the Duck. Jacopo Camagni non si è mai adagiato su un genere. Ha esplorato, sperimentato, rischiato.

E questa è forse la lezione più grande che lascia ai giovani autori italiani: non smettere mai di mettersi in gioco.

Un talento generoso, un amico vero

Oltre al professionista, resta l’uomo. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo parla di un artista disponibile, ironico, capace di ascoltare. La sua età rende tutto più ingiusto. Quarantotto anni non sono un epilogo, sono un capitolo interrotto.

Pensare a quello che avrebbe ancora potuto regalarci fa male. Nuove serie, nuove sperimentazioni, nuove collaborazioni. Eppure, guardando la sua bibliografia, resta un patrimonio creativo che continuerà a vivere tra le nostre mani ogni volta che apriremo una sua tavola.

Il fumetto italiano perde una voce autorevole. La community geek perde un punto di riferimento. Bologna perde uno dei suoi figli più talentuosi. E noi perdiamo un artista che aveva ancora tanto da raccontare.

L’eredità di Jacopo Camagni nel fumetto italiano

Jacopo Camagni rappresenta una generazione di autori italiani che hanno dimostrato come il confine tra “fumetto nazionale” e “mercato internazionale” sia sempre più sottile. Ha aperto strade, ha mostrato che si può partire da Mondo Naif e arrivare agli X-Men senza snaturarsi.

Il suo percorso è un ponte tra tradizione e contemporaneità, tra bottega artigianale e industria globale dell’intrattenimento. È la prova che il talento, quando è sostenuto da disciplina e passione, può attraversare oceani.

Per chi sogna di lavorare nel mondo dei comics, la sua carriera resta un faro. Per chi ama leggere fumetti, resta una certezza: ogni tavola firmata Jacopo Camagni è un frammento di dedizione assoluta.

Oggi salutiamo un artista. Domani continueremo a leggerlo.

E adesso tocca a noi, community di CorriereNerd. Qual è la tavola di Jacopo che vi è rimasta nel cuore? Il suo Lupin, una splash page Marvel, Nomen Omen? Raccontiamocelo qui sotto. Facciamo vivere il suo segno attraverso i nostri ricordi.

Perché i grandi autori non se ne vanno davvero. Restano tra le pagine. E nelle emozioni che hanno saputo accendere.

Deadpool 4 si muove nell’ombra: Ryan Reynolds torna a giocare con Wade Wilson?

Qualcosa si muove. Si sente proprio quell’odore strano da set che si riaccende, da battuta scritta alle tre di notte su un foglio spiegazzato, da costume rosso che torna a essere stirato con troppa cura. Non è un annuncio in pompa magna, non è un teaser con musica epica. È più una vibrazione di fondo, di quelle che chi vive il fandom riconosce subito. Deadpool sta tornando a far rumore. E sì, pare che Ryan Reynolds abbia già rimesso le mani sul personaggio come si fa con un controller consumato: istinto puro, memoria muscolare, zero freni.

La cosa che mi manda in tilt, però, non è tanto il “si farà”. È il come. Perché Deadpool non funziona mai quando viene incasellato. Vive di deviazioni, di scarti improvvisi, di battute che arrivano fuori tempo massimo e ti fanno ridere proprio per quello. Pensare a un quarto capitolo non è come contare i sequel di una saga qualsiasi: è chiedersi se esista ancora spazio per rompere tutto senza rompere davvero la magia.

Wade Wilson non è mai stato un eroe come gli altri. Lo sappiamo, lo sentiamo. Anche chi lo ha incrociato solo al cinema percepisce che non gioca secondo le stesse regole. Parla troppo, guarda in camera, commenta la sceneggiatura mentre la scena è ancora in corso. Sa di essere dentro una storia e si diverte a sabotarla dall’interno. È quel personaggio che ti fa sentire complice, come se fossi seduta accanto a lui sul divano mentre binge-watchate qualcosa di assolutamente trash.

Ed è qui che entra in gioco il momento delicato dei Marvel Studios. Perché il Multiverso ha allargato tutto, ma allo stesso tempo ha reso più fragile l’equilibrio. Funziona quando c’è un centro emotivo. Deadpool & Wolverine ha giocato tantissimo col fan service, è vero, ma ha anche dimostrato che l’irriverenza può ancora salvare la giornata. Non a caso Deadpool & Wolverine è diventato una specie di valvola di sfogo collettiva, un respiro dopo mesi di dibattiti su cosa stia diventando l’MCU.

E adesso? Adesso Reynolds sembra volerci tornare con più cautela. Non per stanchezza, ma per consapevolezza. In più di un’occasione ha lasciato intendere che Deadpool rende al massimo quando non è il centro assoluto dell’universo. Funziona come detonatore, come elemento destabilizzante. Messo in mezzo a un gruppo, in un ensemble che lo costringe a reagire invece che a dominare. E qui l’idea di un ritorno massiccio degli X-Men fa brillare gli occhi a chiunque sia cresciuto a fumetti e VHS consumate.

L’ipotesi più affascinante resta quella di una scrittura lasciata sorprendentemente libera. Niente linee guida ferree, niente checklist di collegamenti obbligatori. Mentre lo studio guarda avanti, verso il grande snodo narrativo di Avengers: Doomsday, Wade potrebbe muoversi ai margini, infilarsi dove meno te lo aspetti. Magari per poco. Magari giusto il tempo di dire una cosa sbagliata nel momento peggiore possibile.

E poi c’è quell’elefante nella stanza che tutti fingono di ignorare: l’eventualità di un’apparizione lampo, una di quelle che fanno esplodere Reddit e Telegram nel giro di dieci minuti. Reynolds che sbuca, commenta l’apocalisse in corso, se ne va. Fine. Sarebbe coerente. Sarebbe Deadpool.

Da fan, da cosplayer che ha passato ore a cucire cuciture invisibili e a discutere su quale versione del costume renda meglio in foto, l’idea di un Deadpool meno “protagonista” e più “agente del caos” mi convince. Perché permette al personaggio di respirare. Di non ripetersi. Di non diventare la parodia di se stesso, che è il rischio più grande per chi nasce già come parodia.

Il bello è che niente di tutto questo è davvero confermato. Si parla, si sussurra, si analizzano post Instagram come fossero pergamene antiche. Ed è giusto così. Deadpool è sempre stato anche questo: attesa, rumor, teorie assurde. Un personaggio che vive bene nell’incertezza, perché l’incertezza è terreno fertile per le battute migliori.

Io resto qui, con la sensazione che qualcosa stia per succedere ma senza volerlo incasellare. Perché se c’è una cosa che Wade Wilson ci ha insegnato è che le sorprese funzionano meglio quando non provi a controllarle.
E voi? Lo preferite al centro della scena o come scheggia impazzita pronta a rovinare — nel modo giusto — il momento più solenne del MCU? La chiacchierata è aperta. E sappiamo tutti che Deadpool ascolta. Anche adesso.

Un Crossover Impossibile: James Gunn Voleva Davvero Deadpool in Peacemaker

Ci sono notizie destinate a rimanere relegate a piccole note a margine della cronaca, e poi ci sono quelle che, per la loro pura e folle carica esplosiva, fanno scattare un’allerta sismica in ogni redazione di appassionati di fumetti. L’ultima confessione di James Gunn, il visionario che sta ridisegnando il cosmo DC, rientra di diritto in questa seconda categoria, innescando una speculazione febbrile su un evento che avrebbe mandato in cortocircuito la nostra intera dimensione meta-narrativa. Il regista e co-presidente dei DC Studios ha rivelato un dettaglio di backstage talmente assurdo da sembrare una delle sue battute più irriverenti: un cameo di Deadpool nel finale della seconda stagione di Peacemaker. Sì, proprio il Mercenario Chiacchierone della Marvel.

La notizia, emersa durante una conferenza stampa post-finale di stagione, è di quelle che ti costringono a rileggere due volte. Gunn, l’unico regista ad aver navigato con successo tra le correnti dei due colossi, prima con Guardiani della Galassia e poi con The Suicide Squad, ha confessato di aver accarezzato l’idea, un pensiero di caos puro e crossover interdimensionale, che avrebbe riscritto le regole non scritte di Hollywood.

Il Portale Proibito e il Drink di Wade Wilson

Il contesto narrativo era già un invito al delirio: nel finale di stagione, l’ARGUS si lancia nell’esplorazione delle innumerevoli dimensioni accessibili tramite la misteriosa Quantum Unfolding Chamber (Camera Quantica), un crocevia di realtà alternative, tra folletti di zucchero e pianeti dominati da teschi giganti. Un vero e proprio multiverso marchiato Gunn, dove l’assurdo è la norma. Ed è proprio in questo contesto di caos creativo che l’idea di Deadpool si è fatta strada.

“Volevo che aprissero la porta e vedessero Deadpool in una stanza,” ha rivelato Gunn. Non un’ombra, non un easter egg criptico, ma un’apparizione a tutto tondo dell’anti-eroe per eccellenza, magari intento a sorseggiare un drink con quel suo inimitabile distacco irriverente. L’idea era così concreta che il regista ne ha parlato direttamente con l’interprete di Deadpool, l’attivissimo Ryan Reynolds, il quale, con l’entusiasmo che lo contraddistingue, si era dichiarato immediatamente favorevole.

Il solo fatto che una conversazione di questo calibro sia avvenuta tra le due parti in causa è un evento storico. È la prova che la volontà creativa e il desiderio dei fan possono superare, almeno a livello concettuale, le barriere erette dai colossi dello show business.

L’Incubo Legale e il Sogno del Fandom

Eppure, il sogno si è infranto contro il muro della realtà produttiva. Gunn stesso ha ammesso, con una punta di malcelato rammarigo, che l’ostacolo principale era di natura legale e produttiva, una montagna di cavilli e contratti tra Warner Bros. (DC) e Disney (Marvel) che si è rivelata insormontabile, almeno per un semplice cameo in una serie televisiva.

“Avremmo dovuto superare ostacoli legali e produttivi enormi,” ha spiegato Gunn, aggiungendo poi, con la sua inconfondibile autoironia: “Ora parleremo solo di quel fottuto Deadpool nell’altra stanza. Non avrei mai dovuto dirlo.” E, ovviamente, aveva ragione: la notizia ha oscurato quasi ogni altro dettaglio del finale di stagione.

L’impatto di quel cameo, se si fosse concretizzato, non sarebbe stato solo un momento divertente, ma il primo vero, epocale crossover live-action tra Marvel e DC. E non con i soliti paladini della giustizia, ma con due degli anti-eroi più caustici e irriverenti: il Peacemaker con il suo discutibile patriottismo e l’elmo d’aquila, e il Mercenario con le sue battute che sfondano la quarta parete. Immaginare il loro incontro, un duetto di cinismo e umorismo gore, è un esercizio di puro piacere nerd.

Il Ponte di Gunn e il Futuro Impossibile

La scelta finale di Gunn, pur dolorosa per i fan, è stata quella di mantenere l’attenzione sul cuore narrativo di Peacemaker e sull’espansione del suo nascente DC Universe, un progetto che sta lentamente prendendo forma dopo il reset voluto con Peter Safran. Tuttavia, il solo fatto che questa idea sia stata discussa al più alto livello mostra quanto i confini tra i mondi fumettistici stiano diventando sempre più labili, grazie anche a registi come Gunn che hanno un piede in entrambi gli universi.

Non è un mistero che anche figure chiave come Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, abbiano in passato lasciato la porta aperta a un futuro incontro tra i due universi (“Mai dire mai”, è stata la sua celebre formula). La posta in gioco è troppo alta, il potenziale di guadagno e, soprattutto, l’impatto culturale su una generazione di fan che divora i cinecomics, sono forze inarrestabili.

Quando (Non Se) Accadrà

Il mondo nerd è concorde: l’incontro tra Marvel e DC, in qualche forma, è destinato ad accadere. Non sarà un semplice cameo o un easter egg nascosto, ma un evento pianificato, un terremoto interdimensionale con contratti milionari e schiere di avvocati, un vero e proprio Secret Wars o Crisi sulle Terre Infinite cinematografico. Sarà il culmine di anni di costruzione del multiverso da entrambe le parti, il momento in cui l’industria darà ai fan l’unica cosa che non hanno mai potuto avere.

Fino a quel giorno, però, la mente di ogni appassionato continuerà a indugiare su quella porta mai aperta nella Quantum Unfolding Chamber: la porta dietro la quale Deadpool si godeva il suo drink, un simbolo del crossover che non fu, ma che tutti, nel profondo, vogliamo disperatamente vedere. E se, come suggerisce Gunn stesso, alcune realtà devono restare separate, è solo perché il mondo non è ancora pronto a sopportare l’esplosione cosmica che ne deriverebbe. Un’esplosione che, ne siamo certi, sarà gloriosa, esagerata e, soprattutto, terribilmente irriverente.

Deadpool/Batman e Batman/Deadpool: i crossover Marvel/DC arrivano in Italia con Panini Comics (novembre 2025)

Il multiverso dei fumetti è pronto a regalarci uno di quegli eventi che fanno tremare le fondamenta delle fumetterie e incendiano le discussioni tra fan. Marvel e DC, storicamente rivali ma capaci – in rare occasioni – di creare collaborazioni leggendarie, tornano a unire le forze per due crossover che promettono di diventare materiale da collezione istantaneo: Deadpool/Batman e Batman/Deadpool. A portarli in Italia (e non solo) sarà, come da tradizione, il Gruppo Panini, pronto a diffondere questi albi speciali in diversi Paesi quasi in contemporanea con le uscite americane.

Parliamo di due one-shot esplosivi che metteranno faccia a faccia il Mercenario Chiacchierone e il Cavaliere Oscuro. Due icone diametralmente opposte che si scontreranno, si alleeranno e, soprattutto, metteranno alla prova i limiti stessi della narrazione supereroistica.

Deadpool arriva a Gotham

Il primo ad approdare sugli scaffali sarà Deadpool/Batman, pubblicato negli Stati Uniti da Marvel. Alla penna troviamo Zeb Wells, già autore dell’attuale run di The Amazing Spider-Man, mentre ai disegni brilla il nome di Greg Capullo, maestro che ha ridefinito l’immaginario di Batman negli anni dei New 52 e che qui torna a confrontarsi con Gotham, ma da una prospettiva del tutto nuova.

La trama è semplice solo in apparenza: Wade Wilson arriva a Gotham City per un incarico a pagamento. Facile, no? In realtà, per portare a termine la missione dovrà incrociare inevitabilmente la sua strada con quella del Cavaliere Oscuro. Il risultato? Una collisione di stili e approcci alla giustizia: il rigore granitico di Batman contro l’imprevedibile follia metanarrativa di Deadpool.

Ma non è tutto. L’albo da 64 pagine non si limiterà a questa avventura principale: sarà arricchito da mini team-up inediti tra eroi Marvel e DC. Tra le chicche più succose troviamo Daredevil/Freccia Verde scritto da Kevin Smith con i disegni di Adam Kubert, un elegante Capitan America/Wonder Woman firmato da Chip Zdarsky e Terry Dodson, e persino un improbabile incontro tra Jeff lo Squalo di terra e Krypto realizzato da Kelly Thompson e dal duo Gurihiru. Da non perdere anche lo scontro stellare Rocket Raccoon/Lanterna Verde di Al Ewing e *Dike Ruan. Ma il pezzo forte per i lettori hardcore è il ritorno di Frank Miller, che firma e disegna Vecchio Logan/Batman Cavaliere Oscuro: un vero cortocircuito tra due delle sue creazioni più iconiche.

Batman si prende la scena

Il secondo albo, pubblicato da DC, ribalta la prospettiva: Batman/Deadpool. Qui i protagonisti sono gli autori Grant Morrison e Dan Mora, un’accoppiata da sogno. Morrison, autore visionario capace di spingersi sempre oltre i confini del fumetto supereroistico, incontra la matita brillante di Mora, già apprezzata su Justice League Unlimited e World’s Finest.

Questa volta, il cuore della storia non è solo lo scontro tra due personaggi, ma tra due filosofie narrative. Da un lato l’oscurità, il trauma e il rigore del Cavaliere di Gotham; dall’altro il caos slapstick e la rottura della quarta parete tipica di Deadpool. Il fumetto diventa così una riflessione ironica e meta-narrativa sull’essenza stessa dei supereroi, giocando con i limiti del medium.

A completare l’albo, una valanga di storie extra che rendono il volume ancora più imperdibile: John Constantine/Doctor Strange scritto da Scott Snyder, James Tynion IV e Joshua Williamson con i disegni di Hayden Sherman; un incontro mozzafiato tra Nightwing e Wolverine firmato da Tom Taylor e Bruno Redondo; l’imprevedibile coppia Harley Quinn/Hulk raccontata da Mariko Tamaki e Amanda Conner; e, per finire, un’intensa short story con Static e Ms. Marvel di G. Willow Wilson e Denys Cowan.

Uscite ed eventi in Italia

Per i lettori italiani l’attesa sarà brevissima. Deadpool/Batman farà il suo debutto in anteprima nazionale al Lucca Comics & Games 2025, per poi arrivare in edicola, fumetteria e sul sito Panini Comics dal 6 novembre. Poco dopo, sarà il turno di Batman/Deadpool, che debutterà a fine novembre durante la Milan Games Week & Cartoomics.

E non finisce qui: entrambe le pubblicazioni saranno disponibili in versione regular ma anche con numerose variant cover celebrative, vere e proprie chicche per collezionisti che vogliono impreziosire la propria libreria fumettistica.

Perché questi crossover sono importanti

Ogni volta che Marvel e DC decidono di unire le forze, nasce un piccolo grande evento. Gli anni ’90 ci regalarono gemme come Marvel vs. DC e la nascita effimera dell’Universo Amalgam. Oggi, con un mercato del fumetto globale sempre più interconnesso e con un pubblico assetato di novità, questi due albi non sono semplici “what if” divertenti, ma veri esperimenti narrativi che celebrano la storia del medium.

Deadpool e Batman non sono solo due personaggi: rappresentano due archetipi della cultura pop. Metterli nello stesso albo significa non solo offrire spettacolo, ma anche invitare i lettori a riflettere su come il fumetto possa ancora sorprendere, giocare con i generi e reinventarsi.

Chi sono i Fantastici Quattro? Dalla creazione al Grande Schermo, la storia di un Team Iconico

Quando si parla di Marvel Comics, c’è un gruppo che più di ogni altro ha rappresentato l’anima pionieristica della Casa delle Idee: I Fantastici Quattro. Nati nel novembre del 1961 dall’incontro geniale tra Stan Lee e Jack Kirby, sono considerati la vera “Prima Famiglia” Marvel, non solo per l’importanza storica che hanno avuto nella nascita dell’universo condiviso dei supereroi, ma perché incarnano fino in fondo quel mix irresistibile di azione, dramma, conflitti personali, umorismo e fantascienza che avrebbe definito la Silver Age dei fumetti.

La genesi di questo straordinario team non fu casuale. Martin Goodman, all’epoca editore della Marvel, osservò il successo travolgente della Justice League della DC Comics e chiese a Stan Lee di creare qualcosa di simile. Ma Lee, già stanco delle formule stereotipate dei supereroi perfettini e monodimensionali, ebbe l’intuizione di fare qualcosa di diverso: dare vita a personaggi umani, fallibili, capaci di litigare, di sbagliare, di provare gelosia e frustrazione, ma anche di amare e proteggersi a vicenda. Con i disegni dinamici e visionari di Jack Kirby, il risultato fu un capolavoro.

Il quartetto originario era composto da Reed Richards, il brillante scienziato conosciuto come Mr. Fantastic, dotato della capacità di allungare e modellare il proprio corpo come fosse di gomma; sua moglie Sue Storm, la Donna Invisibile, capace di scomparire e di generare potenti campi di forza; Johnny Storm, fratello minore di Sue, conosciuto come la Torcia Umana, un pilota spericolato capace di infiammarsi e volare; e infine Ben Grimm, La Cosa, ex pilota spaziale e amico fraterno di Reed, trasformato in un colosso di pietra dotato di forza devastante. Tutto ebbe inizio durante un esperimento spaziale fallito, quando il gruppo fu investito da raggi cosmici che alterarono per sempre il loro DNA.

Ma quello che li rendeva speciali non erano i poteri. Era il fatto che litigavano, si punzecchiavano, si separavano, facevano pace, sbagliavano e riprovavano. Reed era spesso assorbito dalle sue ricerche a scapito della famiglia, Sue lottava per farsi riconoscere non solo come “moglie di” ma come leader, Johnny si buttava a capofitto in avventure amorose e Ben combatteva costantemente con la sua nuova, mostruosa forma, maledicendo l’amico che lo aveva trasformato. Per la prima volta i lettori si trovavano davanti non a superuomini perfetti, ma a persone che sembravano uscite dalla porta accanto, catapultate in un mondo di galassie lontane, zone negative, dimensioni parallele e minacce cosmiche.

La serie firmata Lee e Kirby superò i 100 numeri, diventando un laboratorio creativo senza eguali. Da lì nacquero icone come il Dottor Destino, lo stregone scienziato sovrano di Latveria, che ancora oggi è il nemico più affascinante della Marvel. Oppure Galactus, il divoratore di mondi, e il suo araldo Silver Surfer, malinconico e poetico. E ancora gli Skrull, razza aliena mutaforma, e Namor, il principe atlantideo che avrebbe messo a dura prova il cuore di Sue Storm. Ogni saga aggiungeva pezzi all’universo Marvel, influenzando anche le altre testate, dai Vendicatori a Spider-Man, dagli X-Men ai Guardiani della Galassia.

Non mancavano momenti assurdi e bizzarri: come dimenticare la volta in cui Reed Richards trasformò un gruppo di Skrull in mucche per fermare la loro invasione? O il processo intergalattico in cui venne giudicato colpevole per aver salvato Galactus, “colpevole” di aver permesso la sopravvivenza di un’entità tanto pericolosa? O tutte le fiamme di passione di Johnny Storm, diviso tra Crystal degli Inumani e Frankie Raye, destinata a diventare a sua volta araldo di Galactus?

Dopo l’epoca Lee-Kirby, molti altri autori hanno lasciato il segno: Roy Thomas, John Byrne (con il suo leggendario ciclo degli anni ’80), Steve Englehart, Walter Simonson, George Pérez e, più recentemente, Jonathan Hickman, che ha portato la serie su binari sempre più epici e cerebrali, esplorando le pieghe del multiverso e della scienza estrema.

Nel frattempo, i Fantastici Quattro hanno conosciuto anche il grande schermo e la televisione. La loro prima apparizione animata risale agli anni ’60, ma il pubblico generalista li conosce soprattutto per i film del 2005 e 2007 diretti da Tim Story, con Ioan Gruffudd, Jessica Alba, Chris Evans e Michael Chiklis. Film di successo commerciale, sì, ma incapaci di catturare la vera magia del fumetto. Il reboot del 2015 è andato anche peggio, diventando uno dei flop più sonori del cinema supereroistico.

Eppure, nel cuore dei fan c’è sempre stata la speranza di vederli finalmente brillare nel Marvel Cinematic Universe. Questa speranza sembra ora pronta a concretizzarsi: i Marvel Studios hanno annunciato un nuovo film “I Fantastici 4: Gli Inizi“, diretto da Matt Shakman e con un cast stellare che include Pedro Pascal come Reed Richards, Vanessa Kirby come Sue Storm, Joseph Quinn come Johnny Storm e Ebon Moss-Bachrach come Ben Grimm. E come se non bastasse, i Fantastici Quattro hanno già fatto capolino nel MCU con l’apparizione di John Krasinski come Mister Fantastic in Doctor Strange nel Multiverso della Follia e di Chris Evans in Deadpool & Wolverine, riprendendo ironicamente il ruolo della Torcia Umana da un altro universo.

La loro presenza si è estesa anche al mondo videoludico, con apparizioni nei titoli LEGO Marvel, Marvel Ultimate Alliance, e giochi dedicati come Fantastic Four & Silver Surfer. Nel panorama italiano, il debutto dei Fantastici Quattro avvenne nel 1966 sulle pagine di Linus e poi grazie all’Editoriale Corno, entrando presto nei cuori dei lettori grazie alle loro avventure innovative e ai temi universali che toccavano.

A più di sessant’anni dalla loro nascita, i Fantastici Quattro restano un simbolo di tutto ciò che rende i fumetti Marvel unici: storie spettacolari ma radicate nei sentimenti, personaggi potenti ma umani, vicende epiche che sanno ancora emozionare e sorprendere. Per chi non li ha mai letti, non c’è momento migliore per recuperare gli omnibus o i trade paperback che ripercorrono le loro avventure storiche: vi assicuro che troverete dentro una combinazione irresistibile di cuore, cervello e meraviglia.

E voi? Avete un momento preferito legato ai Fantastici Quattro? Qual è la vostra saga del cuore, o quale personaggio vi ha sempre affascinato di più? Raccontatemelo nei commenti o condividete questo articolo sui vostri social: più siamo, più sarà fantastico parlare insieme della Prima Famiglia Marvel!

AkibaCon 2025: il ritorno epico della fiera nerd che trasforma Alessandria in una capitale del fandom

Se c’è un posto dove la realtà si piega alla fantasia, dove la cultura pop si fonde con l’artigianato creativo e dove ogni nerd sente di essere nel suo elemento, quel posto si chiama AkibaCon. E nel 2025 questo sogno a occhi aperti sta per tornare, più grande, più inclusivo e – tenetevi forte – ancora completamente gratuito. Il 14 e 15 giugno, nella cornice di Spinetta Marengo (frazione di Alessandria), prenderà vita la seconda edizione di un evento che non è solo una convention, ma una vera e propria celebrazione della cultura geek, made in Italy con un’anima che guarda dritta al cuore delle grandi convention americane.

AkibaCon 2025 non è una semplice fiera: è un universo parallelo in cui ogni appassionato può finalmente sentirsi a casa. Immaginate oltre 30.000 metri quadrati dove anime, manga, videogiochi, fumetti, cosplay, youtuber, illustratori e gadget da collezione convivono in perfetta armonia. È come entrare in una dimensione alternativa, un grande luna park nerd dove ogni stand racconta una storia, ogni ospite è un eroe e ogni partecipante diventa protagonista. E sì, l’ingresso resta totalmente gratuito: un dettaglio che dice tanto sulla filosofia dell’evento, fondata sull’accessibilità, l’inclusività e la condivisione.

Organizzata con passione dall’associazione culturale no-profit AkibaCon – nata solo nel 2023 ma già capace di catalizzare l’attenzione di migliaia di fan – questa manifestazione ha debuttato lo scorso anno con un successo oltre ogni aspettativa: più di 4.000 visitatori hanno affollato l’area fieristica, trasformandola in un crocevia di entusiasmo, creatività e voglia di vivere il proprio mondo interiore senza filtri.

E quest’anno? I numeri promettono il raddoppio. Oltre 60 espositori tra artigiani, hobbisti, disegnatori, fumettisti e negozi specializzati porteranno il loro meglio, mentre più di 50 ospiti animeranno i due giorni con incontri, performance dal vivo e workshop imperdibili. Una festa che si preannuncia esplosiva, ma sempre curata nei minimi dettagli, con un occhio attento anche alla valorizzazione del territorio e della sua storia.

Tra gli eventi più attesi c’è ovviamente il Cosplay Contest Ufficiale, che si svolgerà in una spettacolare sala cinematografica dotata di maxischermo e impianto audio immersivo. Qui, i cosplayer non solo sfileranno, ma daranno vita a veri e propri spettacoli, portando in scena la passione e la dedizione che li legano ai loro personaggi preferiti. In giuria siederanno veri mostri sacri del cosplay italiano e internazionale, pronti a valutare ogni costume con la cura di un maestro d’arte: originalità, somiglianza, fattura e interpretazione saranno i criteri per vincere il premio più ambito – un viaggio in Giappone. Sì, avete capito bene: il sogno di ogni otaku diventa realtà proprio qui, ad Alessandria.

Ma AkibaCon è molto di più di un cosplay contest. È un crocevia di esperienze, un luogo dove cultura e intrattenimento si fondono senza soluzione di continuità. Quest’anno, ad arricchire ulteriormente il programma, ci sarà la presentazione di “Tales of Alessandria”, un albo a fumetti originale realizzato da artisti locali e appassionati, che racconta storie ambientate nella città ospitante. Un progetto editoriale distribuito gratuitamente, sia in formato cartaceo che digitale, che testimonia quanto AkibaCon sia anche un motore culturale, capace di ispirare e generare nuove narrazioni.

A rendere il tutto ancora più speciale, ci penserà l’ospite d’onore dell’edizione 2025: Enrico Beruschi, attore e comico iconico, figura ponte tra l’umorismo classico e le nuove espressioni del fandom. La sua presenza rappresenta un bel tributo alla memoria collettiva del nostro Paese, con uno sguardo sorridente e intelligente rivolto al presente e al futuro della comicità nerd.

E se per qualche motivo non riuscirete a partecipare fisicamente, non temete: AkibaCon 2025 sarà anche in live streaming. Una scelta che sottolinea ancora una volta lo spirito inclusivo dell’evento, pensato per arrivare ovunque ci sia un cuore che batte per la cultura pop. Che siate a Roma, a Tokyo o in una galassia lontana lontana, potrete immergervi nell’atmosfera dell’evento in tempo reale.

Non è un caso che dietro tutto questo fermento ci siano anche le istituzioni locali: Comune di Alessandria, Regione Piemonte e Provincia hanno deciso di sostenere il progetto, riconoscendone il valore culturale, sociale e turistico. Perché AkibaCon è sì un grande show, ma è anche una finestra sul futuro, un’occasione per creare ponti tra generazioni, tra creatività e territorio, tra sogni e realtà.

Quindi, preparatevi: AkibaCon 2025 vi aspetta il 14 e 15 giugno ad Alessandria, per regalarvi due giorni indimenticabili, in cui la vostra passione non sarà solo accolta, ma celebrata in ogni suo aspetto. Costumi pronti, telefoni carichi, anime in festa: il conto alla rovescia è iniziato.E voi ci sarete? Raccontatelo nei commenti, condividete l’articolo sui vostri social e fate sapere al mondo che la rivoluzione nerd ha un nome – e si chiama AkibaCon.

Chi sono i Thunderbolts? : da supercriminali a (quasi) eroi – il lato oscuro della Marvel tra redenzione, caos e azione esplosiva

Nel multiverso narrativo della Marvel Comics, popolato da divinità intergalattiche, scienziati con tute high-tech e teenager morsi da ragni radioattivi, c’è un angolo meno illuminato, più torbido e infinitamente più affascinante. È l’angolo dove la redenzione si mescola con l’inganno, dove il confine tra bene e male è così sottile da diventare quasi trasparente. Sto parlando dei Thunderbolts, uno dei gruppi più controversi, camaleontici e sorprendenti mai apparsi nelle pagine di un fumetto.

Un debutto clamoroso: quando i cattivi indossano il mantello degli eroi

Correva l’anno 1997 quando lo scrittore Kurt Busiek, insieme al disegnatore Mark Bagley, sconvolse i lettori Marvel con un colpo di scena da manuale. In un momento in cui molti degli eroi principali erano dati per morti dopo gli eventi legati a Onslaught, un nuovo team fece la sua comparsa in The Incredible Hulk n. 449. Si facevano chiamare Thunderbolts, e sembravano la risposta perfetta al vuoto lasciato dai Vendicatori. Ma sotto le nuove identità si celavano… i Signori del Male!

Il loro leader era il Barone Helmut Zemo, storico avversario di Capitan America, che assunse l’identità dell’eroico Citizen V. Accanto a lui, ex-villain come lo Scarabeo (diventato Mach-1), Moonstone sotto le mentite spoglie di Meteorite, e altri criminali decisi a ingannare il mondo. L’idea? Fingere di essere eroi, ottenere fiducia, e poi colpire dall’interno. Un piano tanto subdolo quanto brillante, ma con una falla imprevista: la natura umana.

Perché, col passare del tempo, molti di questi criminali cominciano a interrogarsi. La maschera eroica inizia a confondersi con la realtà. E, quando entra in scena la giovane e genuinamente eroica Jolt, il gioco dell’inganno si trasforma in un vero percorso di trasformazione.

La battaglia per l’anima dei Thunderbolts

Il punto di rottura arriva quando Zemo decide di rivelare la vera identità del gruppo, convinto di poter piegare i suoi compagni al proprio volere. Ma qualcosa è cambiato. Il seme della redenzione ha attecchito. Ne nasce uno scontro fratricida, un conflitto che oppone lealtà criminale e speranza di riscatto. In un momento epico, il possente Atlas – un tempo Golia – si ribella al suo stesso mentore, scegliendo di stare dalla parte dei compagni che ora sente come una vera squadra.

Questa ribellione segna un nuovo inizio. I Thunderbolts non sono più semplici criminali sotto mentite spoglie, ma individui in lotta con sé stessi, alla ricerca di un’identità. E sarà Occhio di Falco, l’arciere ribelle degli Avengers, a offrire loro un’occasione di redenzione ufficiale: lavorare per il governo in cambio di una fedina penale pulita. Un patto rischioso, fragile, ma carico di potenziale.

Thunderbolts e la Marvel post-Civil War: la fiducia nei mostri

Ma il cammino dei Thunderbolts non è mai stato lineare. Durante gli eventi della Civil War, che spaccano l’universo Marvel tra chi vuole registrarsi come superumano e chi rifiuta, il team viene completamente riformulato sotto la guida di Norman Osborn, sì, proprio lui: il Goblin Verde. Osborn, con il suo carisma tossico e la sua ambiguità morale, trasforma i Thunderbolts in un’arma governativa per dare la caccia agli eroi dissidenti. È la “fiducia nei mostri”, quella sensazione disturbante che ti fa chiedere se per salvare il mondo bisogna affidarsi ai peggiori elementi che ha da offrire.

In Thunderbolts: Fiducia nei Mostri, magistralmente scritto da Warren Ellis e disegnato da Mike Deodato Jr., l’equilibrio tra controllo e follia raggiunge nuovi apici. La tensione tra chi cerca il potere a ogni costo e chi, sotto sotto, vorrebbe solo una nuova possibilità, è palpabile a ogni vignetta.

Nuove incarnazioni, nuove guerre: Red Hulk, Deadpool e Bucky Barnes

La storia dei Thunderbolts è una continua mutazione. Con il passare degli anni, la formazione cambia, così come le motivazioni. In Thunderbolts: Senza Quartiere, vediamo una versione brutale e sanguinaria del team, guidata da Thunderbolt Ross, alias Red Hulk. Qui il concetto di “combattere il fuoco con il fuoco” prende forma concreta: Deadpool, Elektra, Punisher, Venom… un dream team del caos. Ma anche qui nulla è come sembra, e le reali intenzioni di Ross sono tutt’altro che nobili.

Nel recente Thunderbolts: Attacco al Mondo, la torcia passa a Bucky Barnes, il Soldato d’Inverno, che mette insieme una squadra d’élite per affrontare le minacce che nessun altro è disposto a toccare: Kingpin, Teschio Rosso, Dottor Destino. In questa nuova versione, il team si trasforma in un’unità di “black ops” sotto la supervisione della misteriosa Valentina Allegra de Fontaine, strizzando l’occhio a quello che vedremo (e stiamo già vedendo) sul grande schermo.

Il salto al cinema: i Thunderbolts nell’MCU

Ed eccoli, finalmente, sul grande schermo. “Thunderbolts” è l’ultimo, adrenalinico capitolo della Fase 5 del Marvel Cinematic Universe, diretto da Jake Schreier e interpretato da un cast di prim’ordine che include Florence Pugh, Sebastian Stan e David Harbour. Il film riprende lo spirito della squadra originale: una missione suicida, una squadra instabile, una costante lotta tra istinto eroico e natura distruttiva. Una miscela esplosiva di azione, dilemmi morali e identità confuse.

E proprio in occasione del film, Panini Comics propone ai fan una selezione imperdibile di volumi per conoscere da vicino il mondo dei Thunderbolts. Dall’antologia “Noi siamo i Thunderbolts”, che ripercorre le origini e le evoluzioni del team con storie firmate da leggende come Busiek, Ellis, Deodato Jr. e Bagley, alle edizioni deluxe dei grandi classici post-Civil War, fino alle avventure più recenti che delineano i contorni della nuova incarnazione cinematografica.

I Thunderbolts sono più di un team: sono un concetto

La vera forza dei Thunderbolts non sta solo nel loro potere distruttivo, nella loro estetica da anti-eroi o nelle battaglie spettacolari. Sta nel messaggio che portano: può una persona cambiare? Possono i mostri diventare eroi, o almeno provarci? In un mondo narrativo dove la linea tra bene e male è sempre più sfocata, i Thunderbolts incarnano la tensione tra il passato e la possibilità di riscatto.

Sono un esperimento sociale con i muscoli. Un paradosso narrativo. Un invito a riflettere su come anche il peggiore dei villain, se messo alla prova, può trovare una scintilla di umanità. O forse no.

E voi? Avete già visto il film? Avete letto le storie classiche o siete nuovi a questa banda di (ex?) criminali in cerca di redenzione? Diteci la vostra nei commenti e condividete l’articolo con i vostri amici nerd: perché i Thunderbolts non sono solo fumetti… sono una filosofia. E forse, anche un po’, uno specchio.

Deadpool arriva in Magic: The Gathering con il nuovo Secret Lair x Marvel’s Deadpool

Magic: The Gathering, il celebre gioco di carte strategico che ha conquistato i cuori di milioni di appassionati in tutto il mondo, sta per fare un passo importante nel mondo dei fumetti grazie alla collaborazione con uno dei personaggi più iconici e imprevedibili dell’universo Marvel: Deadpool. A partire da oggi, i fan del gioco e dell’antieroe più chiacchierone dei fumetti possono acquistare l’ultimo drop di Secret Lair, intitolato Secret Lair x Marvel’s Deadpool. Un evento tanto atteso che celebra l’irriverente mercenario con una serie di carte esclusive, ricche di arte tematica e meccaniche uniche.

Questo nuovo set, lanciato in occasione dell’April ‘Pools Day, una festa che gioca con il concetto di scherzo e sorpresa, porta il folle mondo di Deadpool direttamente sulle carte di Magic. In questo drop esclusivo, i fan possono trovare cinque carte che ritraggono il celebre Wade Wilson, alias Deadpool, in tutta la sua stravaganza e imprevedibilità. Ogni carta è dotata di una grafica spettacolare che riflette lo spirito anarchico del mercenario, e include anche una carta speciale, Deadpool, Trading Card, che si distingue per le sue caratteristiche meccaniche uniche, facendo il suo debutto ufficiale nell’universo di Magic.

Deadpool, Trading Card non è solo una carta dal design accattivante, ma è anche completamente legale per i formati Commander, Legacy e Type 1 Vintage, offrendo ai giocatori un’opportunità unica di inserire questa versione del mercenario nel loro mazzo. Ma non è tutto: le altre carte del set sono legali nei formati già disponibili, permettendo ai fan di utilizzare le nuove carte in diversi contesti di gioco. Questo set include carte iconiche come Deadly Rollick, Saw in Half, Blasphemous Act e Vandalblast, tutte arricchite da illustrazioni spettacolari che catturano l’essenza di Deadpool in momenti esilaranti e spesso surreali. In Deadly Rollick, per esempio, vediamo Deadpool cavalcare un unicorno, mentre in Saw in Half compie incredibili magie, e in Blasphemous Act si diverte con prelibatezze in un contesto spaziale. Vandalblast, infine, non manca di esibire la sua signature con punchline incendiari e azione ad alta adrenalina.

Il nuovo drop di Secret Lair è disponibile sia in versione non-foil, semplice ma elegante, che in versione rainbow foil, scintillante e glamour, per chi cerca una resa più vistosa e rara. Le versioni non-foil saranno inoltre disponibili in alcuni negozi aderenti alla Wade’s ‘Pool Network (WPN), garantendo una distribuzione capillare per tutti gli appassionati. Questo nuovo prodotto si inserisce perfettamente nella tradizione di Magic, che ha sempre arricchito il suo universo con collaborazioni esclusive e affascinanti crossover con il mondo dei fumetti, del cinema e della cultura pop.

I fan di Magic e di Deadpool non possono perdere l’opportunità di acquistare queste carte uniche, disponibili in quantità limitate su MagicSecretLair.com. Questo evento non è solo un’occasione per aggiungere nuovi pezzi alla propria collezione, ma anche per vivere una nuova esperienza di gioco, portando il Mercenario Chiacchierone nei propri mazzi e immergendosi in un universo dove l’irreverenza e l’umorismo sono protagonisti.

In questo modo, Wizards of the Coast e Marvel riescono a mescolare due mondi iconici in un’unica, esplosiva esperienza che sicuramente rimarrà nella memoria dei fan per molto tempo. Non resta che prepararsi a una serie di partite indimenticabili, dove le regole saranno distorte dalla follia di Deadpool, e il divertimento sarà garantito.

Halloween da Brivido: I Costumi Imperdibili di Rubies

La notte più spettrale dell’anno è alle porte, e in questa atmosfera affascinante e al contempo grottesca, le strade delle città si preparano a riempirsi di creature sinistre, supereroi irriverenti e personaggi iconici del grande schermo. Ogni 31 ottobre, tra gli appassionati di questa festività e non solo, si apre la sfida a chi riesce a ricreare il travestimento più originale e realistico. Quest’anno Rubies, leader mondiale dei costumi e dei travestimenti per eventi speciali e occasioni di ogni tipo, lancia una nuova collezione per rendere la notte di Halloween memorabile e ricca di sorprese.

A seguito del grande successo ottenuto da Beetlejuice Beetlejuice, il sequel del celebre cult di Tim Burton, è quasi certo che il costume più gettonato e in voga per Halloween quest’anno sarà proprio quello dello spiritello più irriverente della storia del cinema. Per un’interpretazione perfettamente realistica, Rubies ha lanciato una nuova ed esclusiva linea di costumi ispirati al personaggio di Beetlejuice che permetterà a tutti i fan di immergersi nel suo terrificante mondo. Il classico completo a righe bianche e nere, che ha reso celebre il personaggio, può essere trasformato in un look da brividi grazie agli accessori, come la maschera in latex che riproduce alla perfezione il viso pallido e l’inconfondibile capigliatura arruffata, oppure una parrucca per ricreare lo stile di uno dei fantasmi più bizzarri del grande schermo. Gli amanti dell’horror possono osare ancora di più con la maschera Googly Eyes, che aggiunge un tocco di ironia spettrale alla serata.

Tra le nuove proposte per la notte più spaventosa dell’anno, spicca la collezione ispirata ad Harley Quinn, l’iconico personaggio interpretato da Margot Robbie. Che si scelga il suo stile classico da Suicide Squad o uno dei suoi look più recenti, il costume consente di trasformarsi nella regina del caos e rispecchiarsi perfettamente nella famosa e imprevedibile antieroina dell’universo DC: dalla combinazione di giacca, pantaloncini e calze a rete al look scintillante ispirato a Birds of Prey. Immancabili la mazza gonfiabile o il martello e la parrucca bionda, con le famose meches rosa, e blu per un travestimento impeccabile.

Per chi desidera una serata all’insegna dell’azione e della comicità sa che può contare su Deadpool, grazie all’inconfodibile completo rosso e nero che contraddistingue l’impudente anti-eroe protagonista del grande schermo. La versione Deluxe, realizzata con materiali premium e dettagli accurati, offre un’esperienza ancora più realistica per chi vuole incarnare alla perfezione il personaggio. La maschera e i guanti completano il look, trasformando chiunque nel sarcastico anti-eroe. Non può mancare il mitico Wolverine, con il suo stile graffiante e selvaggio. Disponibile sia per adulti che per bambini, i costumi sono pensati per chi desidera un Halloween ricco di avventure, tra artigli affilati e un fascino da vero mutante.

Non resta che scegliere chi essere: che si tratti di un fantasma irriverente, di un anti-eroe o della regina del caos, Rubies offre un’ampissima gamma di opzioni perfette per tutta la famiglia, per vivere la notte delle streghe all’insegna dell’originalità e del divertimento

Un viaggio tra i Deepool attraverso il Multiverso Marvel

Nel vasto e bizzarro multiverso Marvel, Deadpool emerge come una delle figure più poliedriche e sorprendenti. Conosciuto per il suo umorismo irriverente e la sua capacità di rompere la quarta parete, Deadpool non è solo un personaggio emblematico della Marvel, ma un vero e proprio chiodo fisso in una galassia di versioni alternative. La varietà delle sue incarnazioni, tanto nei fumetti quanto nel cinema, offre uno spaccato affascinante della creatività e della complessità narrativa che definisce il multiverso Marvel.

In Terra-295, nota come l’Era di Apocalisse, Deadpool assume l’identità di Dead Man Wade. In questa realtà distopica, Wade Wilson è un leader cinico e spietato dei Pale Riders di Apocalisse. Il suo corpo è un equilibrio precario tra rigenerazione e decadimento, e la sua missione di sterminare gli Avalon, considerati traditori, lo porta a uno scontro fatale con Nightcrawler. La sua morte e resurrezione, in parte meccanica e in parte mutante, lo rendono un personaggio affascinante ma tragico. I suoi conflitti proseguono nei Deadpool Corps, dove la sua figura incarna la sinistra dualità della sua esistenza.

Nel contesto dell’Universo Ultimate (Terra-1610), Deadpool si presenta con una personalità radicalmente diversa. In Ultimate Spider-Man, Deadpool rapisce alcuni dei più noti eroi dell’universo Ultimate per trasmettere un crudele show di caccia ai mutanti. La sua identità, inizialmente nascosta, viene rivelata in modo drammatico, mostrando un volto zombificato e meccanizzato. Nonostante sembri morto dopo un conflitto con gli X-Men e Spider-Man, Deadpool ritorna, continuando la sua lotta e la sua evoluzione nei vari eventi che lo vedono coinvolto, incluso un breve cameo in Spider-Man: Shattered Dimensions, dove conduce uno show televisivo bizzarro.

Nell’Universo Marvel principale (Terra-616), troviamo il Deadpool Malvagio, una versione oscura del mercenario chiacchierone. Questo doppio maligno viene ricostruito con i pezzi perduti del Deadpool originale e si dedica a uccisioni e distruzioni. La sua prima apparizione in Deadpool #22 lo vede compiere azioni crudeli, solo per essere successivamente ucciso dall’originale Deadpool grazie a un proiettile che annulla il suo fattore rigenerante. Nonostante la sua sconfitta, questo Deadpool malvagio ritorna per ulteriori confronti, aggiungendo ulteriore profondità al tema della dualità e della corruzione.

readpool, proveniente da Terra-12101, è il protagonista di una delle storie più oscure: Deadpool Uccide l’Universo Marvel. Questo Deadpool è un antagonista implacabile che cerca di sterminare tutte le versioni di se stesso attraverso il multiverso, portando a conflitti devastanti con i Deadpool Corps. Questo Deadpool, dalla personalità inquietante e dall’aspetto distintivo, gioca un ruolo cruciale nelle trame che esplorano le conseguenze della sua follia.

Le Varie Incarnazioni dei Deadpool Corps

Il Deadpool Corps è un gruppo di varianti del mercenario che include una serie di figure memorabili. Headpool, per esempio, è la testa decapitata di un Deadpool zombificato proveniente da Terra-2149, che trova una nuova vita come membro dei Deadpool Corps. Lady Deadpool, Wanda Wilson di Terra-3010, è una versione femminile del mercenario che guida una guerra civile e si unisce ai Deadpool Corps per combattere Dreadpool. Kidpool, una versione giovane e adolescente di Deadpool, appare come un giovane problematico che, dopo aver causato danni all’X-Mansion, viene accolto nei Deadpool Corps solo per incontrare una tragica fine. Dogpool, una versione canina di Deadpool da Terra-103173, è un animale da laboratorio che acquisisce poteri rigenerativi e diventa un eroe canino. Nonostante inizialmente sembri una curiosità comica, il suo sacrificio per salvare i compagni in Deadpool Uccide Deadpool ne fa un personaggio commovente e significativo. Altre varianti includono Deadpool Golden Age, un eroe dall’epoca della Seconda Guerra Mondiale, e Deadpool Pulp, ambientato durante la Guerra Fredda e caratterizzato da un Wade Wilson affetto da disturbi mentali.

Varianti Eccentriche e Intrusive

In aggiunta a queste versioni, il multiverso Marvel comprende anche varianti più eccentriche come Venompool, una combinazione di Deadpool e Venom, e Kingpool, una versione regale del mercenario. Personaggi come Fatpool e Pandapool offrono ulteriori interpretazioni creative e umoristiche del personaggio.

Il concetto di Deadpool è talmente flessibile da permettere anche incursioni in altre realtà e universi, come dimostrato dalla sua apparizione in un annual di Superman/Batman della DC Comics, dove una versione ambigua e simile a Deadpool viene introdotta per evitare problemi di copyright.

Con la recente uscita di Deadpool & Wolverine, il cinema ha portato sul grande schermo una gamma incredibilmente ampia di varianti di Deadpool, intrecciando universi cinematografici e fumettistici.

Questo film non solo celebra la figura di Wade Wilson, ma esplora anche l’affascinante e complesso mondo dei multiversi Marvel. La variante di Deadpool più prominente in “Deadpool & Wolverine” è quella conosciuta come Deadpool dell’Universo Terra-10005, l’universo cinematografico Fox. Questo Deadpool è il protagonista che vediamo alla fine di Deadpool 2, in un’epoca in cui ha messo da parte il costume e si è trasformato in un venditore di auto. La sua vita tranquilla viene sconvolta dall’arrivo della TVA, che lo informa di una minaccia al suo universo. Tornato in azione, questo Deadpool si imbarca in un’avventura che lo porta a cercare una variante di Wolverine e a combattere le forze di Cassandra Nova nel Void. Questa versione di Deadpool è quella che riceve maggior attenzione nel film e rappresenta una celebrazione del personaggio così come lo conosciamo dal franchise di Fox.

Ma “Deadpool & Wolverine” non si limita a un’unica versione del mercenario chiacchierone. Il film introduce anche varianti altrettanto affascinanti e bizzarre. Tra queste c’è Dogpool, che appare come un cane in costume da Deadpool, è inizialmente presentata come compagna di un’altra variante di Deadpool nel Void. La sua presenza ricorrente e il suo affetto nei confronti del Deadpool principale lo rendono un personaggio amabile e curioso. Nel finale del film, Dogpool si unisce al Deadpool Corps e gioca un ruolo di supporto durante la battaglia culminante, anche se il suo contributo diretto al combattimento è limitato.

Un’altra variante degna di nota è Nicepool, che inizialmente era stata soprannominata dai fan come il Deadpool samurai, grazie a foto di set che mostrano un Deadpool con capelli lunghi e un aspetto raffinato. Nicepool, che è anche il primo proprietario di Dogpool, aiuta il Deadpool principale e Wolverine nella loro missione. Tuttavia, Nicepool non possiede le stesse capacità rigenerative degli altri e la sua morte è tragicamente comica, seguita da una vendetta da parte del Deadpool originale che utilizza le sue armi.

Lady Deadpool è un’altra variante significativa che emerge nel film. Conosciuta nei fumetti come una delle principali leader del Deadpool Corps, nel film è interpretata da Blake Lively, la moglie di Ryan Reynolds. Sebbene non sia mai smascherata, la voce di Lively e l’armamento distintivo della Lady Deadpool la rendono un personaggio fondamentale nella finale, dove guida il Deadpool Corps in una battaglia epica.

Il film presenta anche Kidpool, una versione giovane di Deadpool, e Headpool, una testa zombificata proveniente da un universo infestato da zombie. Kidpool, sebbene non sia molto prominente, aggiunge un tocco di comicità con il suo linguaggio volgare, mentre Headpool, doppiato da Nathan Fillion, è un’affascinante curiosità per la sua natura di zombie vivente.

Infine, Babypool e Cowboy Deadpool completano la gamma di varianti presentate. Babypool, un Deadpool in versione neonato, appare come un elemento comico e adorabile, con Olin Reynolds, il figlio di Ryan Reynolds e Blake Lively, che presta il suo volto a questo personaggio. Cowboy Deadpool, invece, con il suo look da cowboy e la voce di Matthew McConaughey, offre un tocco di atmosfera western al film, rappresentando un altro lato della vasta gamma di varianti di Deadpool.

“Deadpool & Wolverine” è dunque una celebrazione della diversità e della creatività che caratterizza l’universo Marvel. Attraverso un mix di umorismo, azione e apparizioni sorprendenti, il film esplora la ricca mitologia di Deadpool e i suoi molteplici riflessi attraverso i vari universi. Ogni variante di Deadpool porta con sé una sfumatura unica, contribuendo a un’avventura che non solo esalta il personaggio ma amplifica l’incredibile complessità e varietà del multiverso Marvel.

Hugh Jackman: un omaggio al mito con un pizzico di ironia

In un’istantanea che ha fatto il giro del web, Hugh Jackman, l’interprete per eccellenza di Wolverine, ha reso omaggio al suo iconico personaggio con un tocco di autoironia. Riprendendo un celebre meme tratto dalla serie animata degli X-Men, l’attore australiano ha celebrato il trionfo al box office di “Deadpool & Wolverine”, il film che lo ha riunito sul grande schermo con Ryan Reynolds.

Nella scena diventata virale, Jackman riproduce la posa malinconica del Wolverine animato, lo sguardo rivolto a una cornice che in questo caso reca la scritta “film numero 1 al mondo”. Un omaggio al successo del film, ma anche un modo per rievocare l’affetto del pubblico per il personaggio, capace di generare meme e meme che continuano a vivere nel cuore dei fan.

La risposta di Ryan Reynolds non si è fatta attendere. L’interprete di Deadpool, con la sua proverbiale ironia, ha riproposto la stessa scena, stringendo tra le mani l’immagine di Jackman. Un siparietto social che ha divertito milioni di fan in tutto il mondo e che ha ulteriormente consolidato il legame tra i due attori e i loro personaggi.

Il successo di “Deadpool & Wolverine” è stato travolgente. Il film ha incassato oltre 440 milioni di dollari nel primo weekend di programmazione, stabilendo un nuovo record per i film vietati ai minori negli Stati Uniti. Anche in Italia il film ha debuttato al primo posto del botteghino, confermando l’affetto del pubblico per questo universo cinematografico.

Chi è Wanda Wilson alias Lady Deadpool?

Nel vasto e caotico multiverso di Marvel Comics, pochi personaggi emergono con la complessità e il fascino di Wanda Wilson, conosciuta come Lady Deadpool. Questa intrigante variante femminile di Deadpool proviene dalla realtà alternativa di Terra-3010 e offre una narrazione ricca di eroismo, sacrificio e conflitti profondi.

Le Origini di Wanda Wilson

Terra-3010 è un universo sconvolto dalla guerra civile. In questo scenario, il Congresso degli Stati Uniti è lacerato da un devastante scisma che ha diviso il paese tra lealisti e ribelli. I lealisti, guidati da una versione di Steve Rogers noto come Generale America, dominano una parte significativa del territorio, mentre i ribelli, sotto la guida determinata di Wanda Wilson, lottano per il controllo e la libertà. Wanda è una figura centrale in questo conflitto, non solo per le sue abilità straordinarie, ma anche per il suo profondo desiderio di appartenenza e di sentirsi accettata. Questo bisogno di connessione e di significato la spinge a unirsi ai ribelli, impegnandosi in una causa che per lei rappresenta molto più di una semplice battaglia politica: è la sua chance per definire il suo valore e il suo posto nel mondo.

Lady Deadpool fa il suo debutto nel volume Deadpool: In viaggio con la testa (Vol. 2), quando il mercenario Wade Wilson esplora il multiverso. Durante il suo viaggio, Wade incontra diverse versioni alternative di se stesso, tra cui Wanda. Questo incontro avviene in un momento critico, quando Wanda sta guidando una battaglia contro i lealisti. In una scena di grande impatto, Wanda riesce a infliggere una ferita significativa a Generale America, amputandogli un braccio. Questo episodio non solo sottolinea la forza e la determinazione di Wanda, ma segna anche l’inizio di una connessione tra lei e Wade Wilson, aprendo la strada a ulteriori sviluppi nella sua trama.

L’Ingresso nei Deadpool Corps

La vera svolta per Wanda avviene con il suo ingresso nei Deadpool Corps, un team interdimensionale composto da diverse varianti di Deadpool, tra cui Kidpool, Headpool, e Dogpool. In Preludio ai Deadpool Corps n. 1, Wanda viene accolta nel gruppo, che si propone di affrontare minacce che vanno oltre i confini della loro realtà. La sua adesione al corpo rappresenta non solo un’importante alleanza, ma anche un’opportunità per esplorare ulteriormente il suo ruolo come leader e combattente. Il momento culminante del suo arco narrativo si svolge nella miniserie Deadpool uccide Deadpool. Qui, il Deadpool Corps si trova a combattere contro una minaccia terribile e universale: Dreadpool, una versione malvagia di Deadpool proveniente da Terra-12101. Dreadpool ha un piano di sterminio per tutte le varianti di Deadpool nel multiverso, una minaccia che potrebbe avere conseguenze devastanti per l’intero multiverso.

Il Sacrificio Eroico di Wanda

Il momento di massimo dramma e eroismo di Lady Deadpool arriva durante la battaglia finale contro Dreadpool e i suoi seguaci. In un atto di coraggio supremo, Wanda guida la Bea Arthur, la navicella spaziale dei Deadpool Corps, contro Galactipool, una delle incarnazioni più letali del nemico. Consapevole che questo potrebbe essere l’ultimo atto del suo viaggio, Wanda compie un gesto estremo e decisivo. Si sacrifica lanciando deliberatamente la Bea Arthur contro la testa di Galactipool, eliminando non solo il nemico, ma anche se stessa nel processo. Questo sacrificio non è solo un atto di grande eroismo, ma rappresenta anche un momento cruciale per il Deadpool Corps. La morte di Wanda lascia il Deadpool della Terra-616 come l’unico leader rimasto del gruppo, e segna la fine di una fase importante nella lotta contro Dreadpool. La sua morte è celebrata come un esempio di valore e dedizione, mettendo in luce il suo ruolo fondamentale nella salvezza del multiverso.

Le Abilità di Lady Deadpool

Lady Deadpool possiede una serie di abilità straordinarie che la rendono una delle versioni più potenti e affascinanti del mercenario. Il suo fattore di guarigione, simile a quello di Deadpool, le consente di recuperare rapidamente da ferite gravi e persino di rigenerare arti e organi perduti. La sua competenza con armi da fuoco e in combattimento ravvicinato è pari a quella di un atleta olimpico, e la sua resistenza e agilità le permettono di affrontare le sfide più ardue. Inoltre, Wanda ha una resistenza unica alla telepatia, grazie al suo fattore di guarigione che mantiene le sue cellule cerebrali in uno stato di costante rigenerazione. Parla fluentemente diverse lingue e utilizza una varietà di dispositivi di trasporto e equipaggiamenti, tra cui la famosa “borsa senza fondo” che le consente di estrarre armi e altri oggetti da spazi apparentemente impossibili.

Lady Deadpool, è una figura di grande complessità e profondità nel multiverso Marvel. La sua storia, intrisa di eroismo, sacrificio e una ricerca personale di appartenenza, la distingue come una delle versioni più memorabili e impattanti del mercenario chiacchierone. Il suo sacrificio eroico e il suo contributo alla lotta contro le forze del male lasciano un’impronta duratura, celebrando non solo il suo valore, ma anche il potere della dedizione e della speranza in un universo fratturato.

Dogpool. La Cagnolina che ha conquistato l’MCU

Nel caleidoscopico e spesso assurdo universo Marvel, era solo questione di tempo prima che una cagnolina rubasse la scena. Deadpool & Wolverine, l’ultimo capitolo esilarante del franchise dedicato al supereroe più politicamente scorretto dell’MCU, non ha solo riportato sul grande schermo Ryan Reynolds e Hugh Jackman. Ha anche introdotto un nuovo e irresistibile personaggio: Dogpool. Con quattro zampe, una lunga lingua e un fascino innegabile, Dogpool è destinata a diventare una delle co-star più amate della saga.

Dietro il personaggio cinematografico di Dogpool si nasconde Peggy, una cagnolina dalla bellezza unica e innegabilmente affascinante.

Peggy è un incrocio tra un Carlino e un Chinese Crested Dog, nota per il suo aspetto distintivo che le ha valso il titolo di “Cane più brutto della Gran Bretagna” nel 2023. Ma non lasciatevi ingannare dal titolo: questa denominazione celebra la sua unicità e il suo carattere irresistibile. Peggy vive a Leven, una tranquilla cittadina nell’East Yorkshire, Regno Unito, insieme alla sua umana, Holly Middleton. Holly adottò Peggy quando era ancora una cucciola, l’ultima rimasta di una cucciolata non voluta. Nonostante il suo aspetto insolito, Holly vide subito qualcosa di speciale in Peggy. Con una lingua perennemente pendula e una vivacità contagiosa, Peggy ha conquistato il cuore di molti, incluso quello di Ryan Reynolds, che ha dichiarato: “La ragione per cui sono stato subito un suo grandissimo sostenitore è che lei è praticamente la versione animale di Wade Wilson”.

Dogpool nei Fumetti Marvel

Dogpool fa la sua prima apparizione nei fumetti in Preludio ai Deadpool Corps n. 3. La sua origine è tanto tragica quanto bizzarra. Proveniente da Terra-103173, Dogpool era un animale da laboratorio sottoposto a esperimenti dalla compagnia Mascara X, che testava su di lui i propri nuovi cosmetici. Questi esperimenti lo mutarono, conferendogli il potere di guarire se stesso. Creduto morto e abbandonato in un cassonetto, Dogpool riesce a sopravvivere grazie al suo fattore di guarigione.

La sua fortuna cambia quando viene reclutato da un circo come artista principale, noto come “Deadpool the Daredevil Dog”. Qui, Dogpool esegue acrobazie mortali, sopravvivendo a ogni rischio con grande sorpresa del pubblico. La sua carriera circense continua fino a quando il Deadpool di Terra-616 lo recluta per il Deadpool Corps. Dogpool diventa amico intimo di Kidpool e partecipa a numerose avventure, apparendo in Prelude to Deadpool Corps, Deadpool Corps, Deadpool Family, e Deadpool. Purtroppo, il suo destino si compie in Deadpool Kills Deadpool, dove si sacrifica per salvare la vita a Deadpool-616.

Dogpool sul Grande Schermo

La Dogpool cinematografica di “Deadpool & Wolverine” è una versione più dolce e amorevole rispetto alla sua controparte nei fumetti. Introdotta sulle note de “La Signora in Rosso”, cult movie del 1984 con Gene Wilder e Kelly LeBrock, Peggy ha conquistato subito il cuore del pubblico. La sua presenza nel film non solo aggiunge un tocco di comicità e tenerezza, ma porta anche un messaggio importante sulla bellezza e l’unicità.Peggy ha un profilo Instagram ufficiale che ha già raggiunto quasi 200.000 follower e un Funko Pop a lei dedicato, consolidando il suo status di celebrità internazionale. La sua apparizione ha messo in luce la bellezza dei cani spesso considerati “brutti”, invitando il pubblico a vedere oltre le apparenze e a riconoscere l’unicità di ogni creatura.

L’Ascesa di Dogpool

La scelta di includere Dogpool in “Deadpool & Wolverine” è stata un colpo di genio. Ryan Reynolds ha spiegato che Peggy rappresenta perfettamente l’essenza di Wade Wilson, con il suo carattere irriverente e il suo fascino unico. La sua performance sul set ha sorpreso tutti, dimostrando un talento naturale per la recitazione che ha conquistato cast e troupe. Dogpool, con il suo mix di dolcezza e ironia, rappresenta un’ulteriore evoluzione nel già eccentrico universo di Deadpool. La sua presenza ha reso il film ancora più divertente e ha aggiunto una dimensione emotiva che ha toccato il cuore degli spettatori.

L’apparizione di Peggy come Dogpool in “Deadpool & Wolverine” non solo ha portato un nuovo livello di comicità e tenerezza al film, ma ha anche sottolineato un messaggio potente: ogni cane, indipendentemente dal suo aspetto, ha una bellezza unica e un valore intrinseco. Peggy, con il suo aspetto insolito e il suo carattere affascinante, invita il pubblico a vedere oltre le apparenze e a celebrare l’individualità di ogni creatura. In un mondo dove l’estetica spesso domina, Dogpool ci ricorda che la vera bellezza risiede nella diversità e nell’unicità. Con la sua irresistibile presenza, Peggy ha dimostrato che anche i cani considerati “brutti” possono diventare star del cinema e conquistare il cuore di milioni di persone

La Recensione di “Deadpool e Wolverine

“Deadpool e Wolverine” è un cameo movie ben riuscito e godibile dall’inizio alla fine. La trama è avvincente e riesce a mantenere alta l’attenzione dello spettatore, grazie anche a un perfetto equilibrio tra azione e umorismo.
Deadpool e Wolverine si trovano a collaborare per fermare una minaccia comune che mette in pericolo il mondo. Tra battute taglienti e combattimenti spettacolari, i due eroi devono superare le loro differenze per salvare la situazione. La storia si sviluppa attraverso una serie di eventi che mettono in luce le loro abilità uniche e il loro spirito indomabile.
Ryan Reynolds e Hugh Jackman sono semplicemente straordinari. La loro interpretazione è magistrale, cucendo definitivamente i panni dei loro personaggi addosso.
Reynolds incarna perfettamente il sarcasmo e l’irriverenza di Deadpool, mentre Jackman porta sullo schermo tutta la grinta e la profondità di Wolverine.
La loro chimica sullo schermo è palpabile e rende ogni scena in cui appaiono insieme un vero piacere da guardare.
Anche il cast di supporto è eccellente. Morena Baccarin, nel ruolo di Vanessa, aggiunge una dimensione emotiva al film, mentre T.J. Miller, nei panni di Weasel, offre momenti di comicità irresistibile. Tutti gli altri attori contribuiscono con performance solide che arricchiscono ulteriormente la narrazione.

Gli effetti speciali sono di altissimo livello, con scene d’azione coreografate in modo impeccabile che lasciano lo spettatore senza fiato. La regia riesce a bilanciare perfettamente i momenti di tensione con quelli di leggerezza, creando un ritmo che mantiene l’interesse vivo per tutta la durata del film.

“Deadpool e Wolverine” è un film che omaggia i fan e che riesce a sorprendere con momenti di pura adrenalina e risate. Un’esperienza cinematografica che non delude e che lascia il pubblico desideroso di vedere ancora di più questi due iconici personaggi. Voto finale: 8. 🎬

 

La colonna sonora originale, che include 18 brani, è disponibile dal 24 luglio, giorno di uscita del film nelle sale italiane, su tutte le piattaforme digitali. L’album digitale della colonna sonora originale di Deadpool & Wolverine, con le musiche del compositore Rob Simonsen, uscirà anche in edizione digitale deluxe, che include sia le canzoni che le musiche. Su Spotify è disponibile anche la playlist ufficiale di Deadpool (link: qui).

La colonna sonora originale del film Deadpool & Wolverine include i seguenti brani:
  1. “Only You (And You Alone)” – Interpretato da The Platters
  2. “Bye Bye Bye” – Interpretato da *NSYNC
  3. “Angel of The Morning” – Interpretato da Merrilee Rush & The Turnabouts
  4. “SLASH” – Interpretato da Stray Kids
  5. “Glamorous” – Interpretato da Fergie
  6. “Iris” – Interpretato da The Goo Goo Dolls
  7. “The Power Of Love” – Interpretato da Huey Lewis & The News
  8. “I’m a Ramblin’ Man” – Interpretato da Waylon Jennings
  9. “You Belong To Me” – Interpretato da Patsy Cline (Featuring – The Jordanaires)
  10. “The Lady In Red” – Interpretato da Chris de Burgh
  11. “I’m with You” – Interpretato da Avril Lavigne
  12. “The Greatest Show” (Da “The Greatest Showman”/Soundtrack Version) – Interpretato da Zac Efron e Zendaya e Hugh Jackman e Keala Settle e The Greatest Showman Ensemble
  13. “You’re The One That I Want” – Interpretato da Olivia Newton-John e John Travolta
  14. “I’ll Be Seeing You” – Interpretato da Jimmy Durante
  15. “Make Me Lose Control” – Interpretato da Eric Carmen
  16. “You’re All I Need to Get By” (with the Royal Philharmonic Orchestra) – Interpretato da Aretha Franklin
  17. “Good Riddance (Time of Your Life)” – Interpretato dai Green Day
  18. “LFG” (Theme from “Deadpool & Wolverine”) – Interpretato da Rob Simonsen

I Funko di “Deadpool & Wolverine”

È disponibile da oggi in tutte le sale l’attesissimo Deadpool & Wolverine, il 34° film del Marvel Cinematic Universe che riporta sullo schermo due personaggi amatissimi della Casa delle Idee. In questa nuova avventura, Deadpool dovrà sancire un’improbabile alleanza con Wolverine per salvare il Multiverso.

Fin dalla sua prima apparizione nel 1991Deadpool si è distinto per il suo carattere irriverente e la parlantina inarrestabile, tanto da essere soprannominato “il mercenario chiacchierone”.

Funko per l’occasione presenta la nuova linea di Funko Pop! dedicati ai protagonisti del film. Oltre a Deadpool e Wolverine, saranno disponibili le numerose varianti che i due eroi incontreranno nei loro viaggi attraverso realtà parallele, inclusi KidpoolDogpool e Headpool. Sono perfetti per aggiungere un tocco di follia alla propria collezione!

Sono disponibili anche i nuovi Bitty Pop! dedicati alle diverse versioni di Deadpool. Da rockstar a chef fino a T-rex, l’amato personaggio Marvel porterà tutti i fan in una nuova dimensione del collezionismo.

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