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Il misterioso papero del Giappone – Migliori nemici: il ritorno dell’eroe più assurdo del fumetto italiano

Ci sono ritorni che arrivano in punta di piedi e altri che piombano sulla scena con l’eleganza di una paperella azzurra lanciata contro il destino. Il misterioso papero del Giappone appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il suo rientro sulle pagine del nuovo fumetto firmato DAW – Il misterioso papero del Giappone – Migliori nemici, pubblicato da Gigaciao – è un piccolo terremoto nel multiverso dell’umorismo illustrato, una di quelle scosse che fanno vibrare non solo il cuore dei fan, ma anche l’intera tradizione del fumetto demenziale italiano.

Il papero più improbabile della storia e il suo acerrimo rivale, il Ninja Blu, tornano infatti in una nuova avventura che non ha alcuna intenzione di prendere prigionieri. Come da miglior tradizione dawiana, il fumetto non chiede il permesso al lettore: lo trascina subito dentro un vortice di colpi di scena surreali, battute affilate come katane temperate male, duelli epici che sfiorano l’assurdo e svolte narrative che sembrano uscite da un incubo febbricitante di Tex Avery e Rumiko Takahashi chiusi nello stesso dojo.

Un papero, un ninja e una rivalità che è leggenda

La forza del papero del Giappone non è solo nella sua iconografia buffa e immediatamente riconoscibile, ma in quella rivalità giocosa eppure totalizzante con il Ninja Blu che, capitolo dopo capitolo, prende sempre più la forma di un destino inevitabile. Non parliamo solo di un antagonista: parliamo dell’“arci-miglior nemico”. Una definizione che solo DAW avrebbe potuto concepire, un ossimoro che racchiude l’essenza del loro rapporto. Avversari, sì, ma legati dall’unica regola inderogabile della narrativa comica: uno non può esistere senza l’altro.

In Migliori nemici questa danza di coltellate comiche si spinge oltre, complice un assortimento di spade maledette, attacchi laterali, colpi provenienti da universi paralleli e minacce che sembrano partorite da un generatore casuale di caos. DAW gioca con la struttura stessa del fumetto, piega la logica come fosse un foglio di carta e usa il nonsense come un’arma di distruzione di massa.

Eppure, sotto i colpi di scena e l’ironia tagliente come lama a doppio filo, c’è il cuore del papero: quel sensei riluttante dell’assurdo che prova, stavolta più che mai, a superare ostacoli che nessun animale acquatico dovrebbe affrontare. Forse – e il fumetto lo suggerisce senza mai dirlo apertamente – questa volta non ce la farà da solo.

Un bundle da collezione per veri fan (e per chi ama fare il bagno con stile)

Gigaciao accompagna l’uscita del fumetto con un bundle che è già una reliquia geek. Oltre al volume, infatti, arriva uno shikishi formato A5 con sketch e firma originale di DAW: un piccolo tesoro per chi ama l’arte fisica, quella che profuma di pennarello, passione e “ops, mi è caduta una goccia di inchiostro ma ora sembra voluto”.

E poi lei: la paperella da bagno azzurra. Potrebbe sembrare un gadget, ma è in realtà un simbolo, un totem, un oggetto magico con la stessa dignità narrativa di una spada leggendaria… solo molto più morbida, galleggiante e assolutamente instagrammabile. Perfetta sia per la vasca, sia per un posto d’onore sulla libreria nerd.

In fumetteria, libreria e online… il papero torna a casa

Il misterioso papero del Giappone – Migliori nemici è disponibile in tutte le fumetterie, librerie e sul sito ufficiale Gigaciao. E se siete fra quelli che amano leggere con una paperella guardiana piazzata accanto alla tazza di tè (sì, esistete), questa è l’occasione perfetta per completare un rituale di lettura degno del papero.

DAW: il sensei del nonsense che non sa tenere una matita… ma non ditelo a lui

Davide “DAW” Berardi è una figura atipica nella scena del fumetto italiano. Disegna da quando era piccolo, o meglio: da quando era troppo piccolo per impugnare una matita correttamente. E, a quanto pare, questa cosa non è mai cambiata. Lui non lo sa, dice la sua biografia ufficiale, e forse è meglio così: perché proprio da quella presa sbilenca nascono i suoi personaggi più iconici, storti al punto giusto, divertenti nel modo più spontaneo possibile.

Nel 2023 DAW entra nella squadra di punta di Scottecs Gigazine, dove si diverte – parole sue – a far impazzire il suo editor. Si tiene in forma camminando in montagna, ma noi ormai sappiamo che dietro questa frase si nasconde probabilmente uno sketch, un pannello che deve ancora trovare la pagina perfetta in cui esplodere.

Un finale da veri fan

Il ritorno del papero del Giappone non è solo l’uscita di un nuovo fumetto. È l’ennesima dimostrazione che il nonsense, quando è scritto con cura, amore per il medium e talento comico, diventa un universo coerente, un mondo dove tutto è possibile e nulla è vietato. E dove, soprattutto, un papero e un ninja possono essere “migliori nemici” per sempre.

E voi?
Avete già incontrato il papero del Giappone nella sua nuova avventura? Qual è la vostra scena preferita di DAW? Lo leggerete in vasca con la paperella azzurra accanto?
Parliamone nei commenti: perché il nonsense è bello solo se condiviso.

Feltrinelli Comics presenta Pupparino di Daw

Torna un pioniere del fumetto nonsense e magnificamente disegnato male, apprezzatissimo da Leo Ortolani e da Sio (che lo ha voluto nel suo Scottecs Megazine e in Evviva!). La forza di Daw, nome d’arte di Davide Berardi, sta anche in una vena autoironica, a tratti persino malinconica, capace di generare simpatia ed empatia nel lettore.

Raccontato con un gusto unico per la parodia e lo sberleffo, il protagonista di queste storie esilaranti è Pupparino, un omaggio al più famoso e sfortunato dei pennuti disneyani, alle prese con surreali, travolgenti avventure.

Dallo stesso autore di Guida per malvagi alieni su come fingersi un essere umano tutta la vita e farla franca, un nuovo libro ironico e dissacrante. Daw è uno dei maestri del nuovo fumetto comico, sostenuto e promosso da colleghi del livello di Leo Ortolani, Giacomo Bevilacqua e Sio, oltre che da una fanbase sempre più ampia. Grazie anche alla sua presenza costante su Scottecs Megazine e all’attività in rete, Daw sta vivendo una fase di rinnovata popolarità.

Davide Berardi, in arte Daw, ha iniziato a fare fumetti da piccolo, prima di imparare a camminare o impugnare una matita, e in effetti le sue prime opere sono fogli bianchi (per molti rimangono tuttora i suoi lavori migliori). Pubblica la serie “A come Ignoranza” e, per Panini Comics, Lov, nato dal successo delle vignette virali che hanno conquistato il web (una su tutte: Ti amo. Cazzi tuoi). Realizza strisce per RCS Quotidiani, “Smemoranda”, “Comix” e illustra libri per Mondadori e DeAgostini. È uno degli artefici del successo del magazine “Shonen Ciao”, curato da Sio e molto amato anche dai lettori di manga. Per Feltrinelli Comics nel 2021 ha pubblicato nell’antologia Identiche diversità, e nel 2022 Guida per malvagi alieni su come fingersi un essere umano tutta la vita e farla franca.

V for Fumetto: Laboratorio creativo di fumetto sperimentale

Tra i vari tipi di fumetto sperimentale, quello che sottopone e costringe l’atto creativo che lo genera a far fronte a un certo numero di ostacoli di tipo grafico, stilistico o linguistico è un caso particolare molto adatto a sviluppare un progetto di fumetto istintivo, capace sia di indagare i propri metodi compositivi, sia di produrre un esito che risulti di volta in volta divertente, appagante, curioso, ma anche adatto a stimolare una riflessione compiuta sugli strumenti creativi e sul linguaggio stesso del medium.

Tutto ciò che vi chiedo è un po’ di fiducia… e un mondo d’immaginazione.

Scott McCloud, Understanding Comics

Ma cosa s’intende con “ostacolo”? Semplicemente, tutto ciò che costringe ad alterare, e talvolta a sopprimere, uno o più elementi costitutivi del linguaggio del fumetto. Fumetti realizzati secondo schemi particolari e stranianti, il cui punto fondamentale non è tanto utilizzare un “trucco” stilistico specifico, quanto tentare di attenersi a una regola predefinita per capire come questa influenzi l’atto creativo ed esplorare i confini più estremi del medium, arrivando il più lontano possibile dalle consuetudini.


Sullo stimolo dello storico laboratorio letterario OuLiPo, e della sua filiazione fumettistica OuBaPo, un gruppo di autori radunati intorno all’evento V for Fumetto, organizzato a Vasto (CH) dall’Associazione Culturale Prospettiva Globale sotto la guida di Giovanni Russo e Gianluca Aicardi, ha dato vita a una serie di esperimenti, guidati o liberi, che questo volume raccoglie, corredandoli di un testo trilingue (italiano, inglese, francese) che testimonia la genesi di ogni surreale e spesso divertentissima tavola, dalle realizzazioni collettive in tempo reale, alle permutazioni e sostituzioni, fino al singolare esperimento del fumetto su ceramica!

Gli otto autori coinvolti coprono varie anime del fumetto italiano: il palermitano Sergio Algozzino, saggista e co-direttore di Mono (Tunué), pubblica in Francia delicati volumi autobiografici in mezza tinta; il bergamasco Davide Berardi (Daw) è l’autore del fulminante “A” come Ignoranza; la giovanissima Alessandra Criseo (Mais2) è un’eclettica autrice siciliana capace dei più diversi stili; il milanese Andrea Pelle alterna l’attività di fumettista a quella di disegnatore pubblicitario; la scrittrice spezzina Susanna Raule si divide tra gli studi di psicologia e la collaborazione con realtà indipendenti come Cut-Up; lo sceneggiatore Davide Rigamonti insegna Teoria e Tecnica della Sceneggiatura presso l’accademia ACME di Milano; il napoletano cosmopolita Armando Rossi ha pubblicato tra gli altri Not from Detroit (Avatar Press), su testi di Joe R. Lansdale, e Ford Ravenstock (Panini), sceneggiato da Susanna Raule; il cagliaritano Daniele Tomasi è un alfiere del fumetto indipendente, che autoproduce con la sua casa editrice omonima.