Tra le figure che hanno trasformato il fumetto in un linguaggio adulto, libero e capace di attraversare arte, cinema, politica e desiderio, il nome di Milo Manara continua a occupare uno spazio quasi mitologico nell’immaginario collettivo italiano e internazionale. Le sue tavole non hanno semplicemente raccontato storie erotiche: hanno spalancato un dibattito culturale enorme sul corpo, sul piacere, sulla censura e sul modo stesso in cui il fumetto poteva essere percepito fuori dalla nicchia. Per questo motivo l’arrivo in streaming di “Manara”, il nuovo documentario diretto da Valentina Zanella, disponibile in anteprima esclusiva su CG TV, assume il peso di un vero evento culturale per chiunque abbia vissuto almeno una volta l’emozione di sfogliare un albo di Manara sentendo quella sensazione stranissima di trovarsi davanti a qualcosa di proibito e raffinatissimo allo stesso tempo.
Oltre cinquant’anni di carriera, milioni di copie vendute in tutto il mondo, traduzioni internazionali, mostre, collaborazioni leggendarie e un tratto immediatamente riconoscibile hanno reso Milo Manara molto più di un autore di fumetti erotici. Ridurre il suo lavoro a quell’etichetta significherebbe ignorare la rivoluzione culturale che ha attraversato l’Italia dagli anni Settanta in poi, un periodo in cui il fumetto iniziava lentamente a liberarsi dall’idea di prodotto per ragazzi per diventare un territorio di sperimentazione narrativa, politica e persino filosofica. Il documentario di Valentina Zanella entra proprio dentro questa trasformazione storica, ricostruendo il percorso umano e artistico di un autore che ha avuto il coraggio di portare il desiderio femminile al centro della scena in un Paese ancora profondamente intrappolato nei propri tabù.
L’aspetto più affascinante di “Manara” sta proprio nella sua capacità di raccontare non solo l’artista, ma il contesto culturale che lo ha generato. Guardando il film si ha quasi la sensazione di attraversare una gigantesca macchina del tempo che riporta lo spettatore dentro l’Italia delle riviste scandalose nascoste nei cassetti, dei dibattiti televisivi infuocati sulla morale pubblica, delle edicole che diventavano punti di incontro segreti per adolescenti curiosi e adulti apparentemente rispettabili. Quel mondo fatto di carta stampata, inchiostro e provocazione viene ricostruito con una sensibilità che evita la semplice celebrazione nostalgica e preferisce scavare nella complessità di un autore che ha continuamente camminato sul confine tra arte alta e cultura popolare.
Naturalmente il documentario dedica ampio spazio all’incontro fondamentale con Hugo Pratt, una figura che per Manara è stata molto più di un maestro. Pratt rappresenta quasi il ponte tra il fumetto avventuroso classico e una nuova idea di narrazione adulta. La loro amicizia, fatta di viaggi, discussioni, visioni artistiche condivise e libertà creativa assoluta, emerge come uno dei motori principali della maturazione artistica di Manara. Guardando le immagini del film viene spontaneo pensare a quanto il fumetto europeo abbia vissuto in quegli anni una stagione irripetibile, una sorta di New Hollywood della nona arte dove gli autori sembravano avere finalmente il potere di rompere tutte le regole.
Poi arriva inevitabilmente lui, Federico Fellini, e il documentario cambia quasi pelle. L’incontro tra Fellini e Manara appartiene a quelle collisioni creative che sembrano uscite da una fanfiction perfetta scritta da qualche divinità nerd del multiverso culturale italiano. Da una parte il regista che aveva trasformato il cinema in sogno, memoria e carnevale psichedelico; dall’altra un disegnatore capace di rendere il desiderio qualcosa di etereo e sensuale insieme. Il loro sodalizio artistico viene raccontato nel film come una continua contaminazione tra fumetto e cinema, tra storyboard e fantasia, tra erotismo e surrealismo. Guardando certe sequenze si percepisce chiaramente quanto Manara sia riuscito a tradurre l’universo felliniano in immagini disegnate senza mai perdere la propria identità grafica.
Il documentario di Valentina Zanella non si limita però alla dimensione storica o celebrativa. Uno degli elementi più riusciti è la coralità delle testimonianze. Sullo schermo si alternano artisti, scrittori, musicisti e autori che hanno incrociato il percorso di Manara o che sono stati profondamente influenzati dal suo lavoro. La presenza di Frank Miller ha un valore simbolico enorme, perché dimostra quanto il segno di Manara abbia attraversato oceani culturali apparentemente lontanissimi. Pensare all’autore di Sin City che parla di Manara significa vedere due modi opposti ma complementari di intendere il fumetto adulto: uno sporco, violento e noir, l’altro elegante, sensuale e quasi onirico.
Accanto a Miller compaiono figure come Tanino Liberatore, Paolo Bacilieri, Matteo Bussola, Vincenzo Mollica, Paolo Conte e persino Elodie, a dimostrazione di quanto il lavoro di Manara abbia attraversato generazioni e linguaggi differenti. Particolarmente interessante risulta anche la presenza di Fumettibrutti, che crea un ponte ideale tra il fumetto contemporaneo e la rivoluzione visiva iniziata da Manara decenni fa. Queste voci costruiscono un mosaico emotivo che evita continuamente la retorica del “genio intoccabile” e restituisce invece l’immagine di un uomo curioso, ironico, a tratti fragile, ma sempre fedele alla propria idea di libertà artistica.
Una parte centrale del film riguarda inevitabilmente “Il Gioco”, l’opera che più di ogni altra ha trasformato Manara in un simbolo mondiale dell’erotismo a fumetti. Ancora oggi basta pronunciare quel titolo per evocare discussioni infinite sul rapporto tra desiderio, fantasia, potere e rappresentazione del corpo femminile. Il documentario affronta il tema senza paura, mostrando come quelle tavole abbiano generato contemporaneamente accuse, scandali, adorazione e riflessioni profondissime sulla sessualità nell’arte. In un’epoca dominata da social network, cancel culture e dibattiti continui sulla rappresentazione del corpo, rivedere oggi il percorso artistico di Manara diventa quasi uno specchio per capire quanto il rapporto tra erotismo e libertà espressiva sia ancora incredibilmente irrisolto.
Dal punto di vista produttivo, “Manara” conferma anche il talento registico di Valentina Zanella, già nota per progetti molto diversi tra loro ma sempre caratterizzati da una forte attenzione al racconto umano. La sua carriera attraversa cinema, documentario, musica e televisione, passando da lavori come “Disco Ruin”, “Sound Gigante” e il documentario dedicato a Gilles Villeneuve, fino ad arrivare a questo ritratto intimo e potente di Milo Manara. La regista evita intelligentemente il rischio della biografia scolastica e costruisce invece un flusso narrativo emotivo, quasi sensoriale, che sembra seguire il movimento stesso delle linee disegnate dall’artista.
L’uscita streaming in anteprima esclusiva su CG TV rappresenta inoltre un passaggio importante anche per la diffusione del documentario presso una nuova generazione di spettatori. Molti ragazzi e ragazze conoscono Manara solo per sentito dire, magari attraverso meme, citazioni online o polemiche nate sui social. Questo film offre invece l’occasione di capire davvero perché il suo nome continui a essere così centrale nella storia del fumetto mondiale. Non soltanto per il tratto raffinato o per la sensualità delle sue figure femminili, ma perché Manara ha contribuito a demolire l’idea che il fumetto fosse un linguaggio minore.
Guardando “Manara” emerge chiaramente una sensazione molto precisa: il documentario non parla soltanto di un artista, ma racconta un pezzo enorme della cultura italiana contemporanea, con tutte le sue contraddizioni, le sue provocazioni e le sue improvvise esplosioni di libertà creativa. Per chi è cresciuto leggendo fumetti di nascosto, collezionando albi consumati dal tempo o discutendo per ore su quanto il fumetto potesse essere considerato arte vera, questo film assomiglia quasi a una dichiarazione d’amore verso la potenza narrativa delle immagini disegnate.
Il docufilm “Manara” è disponibile da oggi in anteprima streaming esclusiva su CG TV





