Cranio Creations premiata a Le Fonti Awards nella categoria Board Games

Durante la XIV edizione de Le Fonti Awards, prestigioso evento dedicato al riconoscimento delle eccellenze italiane nei settori delle professioni, della consulenza e delle imprese – che si è svolto lo scorso venerdì presso Palazzo Mezzanotte in Piazza Affari a Milano – la casa editrice italiana di giochi da tavolo è stata insignita del premio “Eccellenza dell’Anno Innovazione & Leadership Board Games”.

La cerimonia, presentata da Manuela Donghi, Head of Summit di Le Fonti, e Asia Angaroni, Anchor di Le Fonti, è stata occasione di approfondimento e dibattito su tematiche cruciali riguardanti business, leadership e innovazione. Durante la serata, sono state premiate le realtà imprenditoriali che si sono distinte per i loro significativi successi.

Tra queste eccellenze spicca Cranio Creations, casa editrice italiana specializzata in giochi da tavolo, che è stata insignita del premio “Eccellenza dell’Anno Innovazione & Leadership Board Games”. Un riconoscimento che ha voluto premiare l’azienda per essere riuscita ad affermarsi sia livello nazionale che internazionale, grazie alla sua capacità di unire innovazione e design grafico, integrando nuove tecnologie nel proprio business attraverso la digitalizzazione dei prodotti e realizzando strumenti utili nell’ambito educativo e pedagogico. Cranio Creations, negli anni, è stata capace di ridefinire le proprie categorie di appartenenza e di consolidare sempre di più la sua posizione di rilievo nel mercato globale.

Lorenzo Tucci Sorrentino, fondatore di Cranio Creations, ha commentato:

“Siamo onorati e profondamente grati di ricevere il premio Eccellenza dell’Anno Innovazione & Leadership per la categoria Board Games ai Le Fonti Awards. Questo riconoscimento rappresenta un’importante testimonianza del nostro impegno costante nell’innovazione e nella qualità del settore dei giochi da tavolo… da sempre, Cranio Creations ha l’obiettivo di creare esperienze uniche e coinvolgenti per i giocatori di tutto il mondo. Questo premio non è solo un riconoscimento per il nostro lavoro, ma anche un incoraggiamento a continuare a esplorare nuove idee e a spingere i confini dell’innovazione. Vogliamo ringraziare il nostro talentuoso team, i nostri partner internazionali e, soprattutto, i nostri appassionati fan, senza i quali nulla di questo sarebbe stato possibile. Continueremo a lavorare con passione e dedizione per portare sul mercato giochi sempre più innovativi e di alta qualità”.

Il cranio umano che ha sconvolto i paleontologi cinesi

Se fino ad ora eravamo “quasi certi” del complicato albero genealogico dell’essere umano pare che il mondo della scienza sia stato scosso da un nuovo fossile scoperto nell’Asia orientale nel 2019. HLD 6, come è stato chiamato il fossile, ha gettato gli studiosi dell’Accademia Cinese delle Scienze nel panico, perché cercare di collegarlo a una linea evolutiva conosciuta è stata un’impresa fallimentare.

A quanto pare, il faccino di questo ominide ha una struttura simile a quella dei nostri cari umani moderni, ma senza il famoso mento che ci contraddistingue. Ecco perché qualcuno ha avuto l’ardire di paragonarlo a un Denisovano, una specie umana estinta in Asia. Ma che combinazione strana! Ora sembra che potremmo avere una nuova linea evolutiva, un incrocio tra il ramo che ci ha portato all’umanità moderna e quello che ha dato vita ad altri antichi ominidi nella regione, tipo i Denisovani. Non ci vedo l’ora di scoprire quale sarà il nome di questa nuova specie ibrida!

In Cina, sembra che i fossili di ominidi del Pleistocene trovati finora abbiano sempre messo in difficoltà gli scienziati. Non ha senso! Questi fossili sembrano essere delle variazioni intermedie sulla strada che ci ha portato all’umanità moderna. Bene, questa spiegazione rettilinea e semplicistica è davvero controversa. Anche se Homo erectus è sopravvissuto fino a soli 100.000 anni fa in Indonesia, i reperti trovati nella Cina orientale sembrano seguire linee evolutive diverse e più moderne.

Il cranio fossilizzato appartiene a un adolescente di 12 o 13 anni, e per quanto il suo visino assomigli a quello dei moderni umani ma la sua mandibola ancora conserva tratti più primitivi. È davvero un mix strano, mi chiedo quali altri dettagli incredibili scopriremo in futuro. Insomma, non vedo l’ora di scoprire quale sarà il verdetto definitivo su questo fossile misterioso. Forse troveremo risposte ancora più strane di quelle che ci siamo posti inizialmente. Stay tuned!

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