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Strategie e trucchi dei cosplayer professionisti: l’arte segreta del costume design

C’è un momento magico, un’epifania creativa, in cui l’atto di indossare un costume smette di essere un semplice travestimento e si innalza a vera e propria arte performativa. Non parliamo del fan con la maglietta della salute e la maschera di cartone, ma di quell’elite di artigiani e visionari che popolano i palchi sacri dei grandi eventi nerd e geek: i cosplayer professionisti. L’arena è la stessa che ospita i sogni di intere generazioni – da Lucca Comics & Games a Romics, dal Comicon partenopeo al nipponico Japan Expo – ma la loro missione è ben più ambiziosa: trasformare la fibra, la resina e la plastica in un’emozione tangibile, in una narrazione tridimensionale.

Questi maestri del costume design non sono solo sarti o semplici appassionati; sono veri e propri alchimisti dell’immaginazione, figure ibride che uniscono l’occhio di un regista alla precisione di un ingegnere, la pazienza di un chimico alla maestria di un performer. Dietro l’armatura scintillante o l’abito fluente che ci lasciano a bocca aperta nei contest più importanti, si cela un universo di tecniche sartoriali, materiali innovativi e, soprattutto, una strategia che fa la differenza tra un buon costume e una vera e propria opera d’arte vivente.

Dalla Ricerca all’Architettura del Costume: Quando la Passione si Fa Strategia

Il primo passo in questo viaggio nel cuore pulsante del cosplay d’eccellenza non è mai il taglio di un tessuto, ma una ricerca maniacale e quasi accademica. I professionisti del settore operano con la stessa meticolosità di un character designer di Hollywood. Studiano ogni singola fonte: i concept art originali, le texture del videogioco o dell’anime, le proporzioni, la fisica dei tessuti sullo schermo.

L’obiettivo è creare un vero e proprio “progetto tecnico” del costume, una scheda di produzione dettagliata che anticipa ogni fase del work in progress (WIP). Non si tratta di una pedissequa imitazione, bensì di una profonda interpretazione artistica. L’artista deve capire come la luce del palco modificherà il colore di una vernice, come un’armatura in EVA Foam reagirà a un movimento coreografico e come la stoffa dovrà cadere per risultare coerente con il personaggio, sia che provenga da un manga, un fumetto o una serie TV fantasy. Ogni scelta di materiale, ogni sfumatura di colore ha una logica funzionale, visiva ed emotiva.

Il Laboratorio del Cosmaker: Tra Termoplastici e Stampa 3D

Se la preparazione è l’anima, i materiali innovativi sono la muscolatura del cosplay professionale. L’era del crafting 3.0 ha spalancato le porte di un laboratorio che un tempo era dominio esclusivo degli studi cinematografici di fantascienza. Resine epossidiche, i celebri termoplastici come il Worbla o il Foam Clay, fibre di carbonio, e naturalmente i filamenti per la stampa 3D (essenziale per replicare dettagli di tecnologia o props complessi) sono il pane quotidiano di questi artigiani digitali.

Ogni elemento ha un ruolo preciso in scena: l’EVA Foam, leggero e versatile, è il re delle armature massicce; il resin casting permette di catturare dettagli impeccabili per gioielli o piccoli componenti, sebbene imponga una precisione quasi chimica nel suo utilizzo; la stampa 3D, la vera rivoluzione tecnologica nel settore, consente di produrre repliche fedelissime di elementi meccanici, ma esige una perfetta integrazione nel design finale.

La regola d’oro sussurrata dietro le quinte è che nessun materiale è universale, ma è la combinazione sapiente e strategica di diverse tecnologie a creare la magia. I cosplayer più esperti sperimentano senza sosta, testano la resistenza, l’elasticità, la resa fotografica, agendo come veri e propri scienziati per ottimizzare il costume per la performance finale.

Sartoria e Ergonomia: Il Corpo Come Tela Scenica

Il cuore pulsante di ogni costume è la sua anima sartoriale. Qui, il costume design incontra l’ergonomia e la vera alta moda. Un abito da cosplayer professionista non deve solo apparire magnifico, deve essere funzionale. Deve permettere a chi lo indossa di muoversi, lottare, posare per ore sotto i riflettori e resistere allo stress di una convention.

Si lavora su cartamodelli personalizzati, spesso realizzati dopo un’analisi dettagliata delle proporzioni del proprio corpo. Non si bada a spese per le cuciture, spesso rinforzate a mano per la massima resistenza. Alcuni artisti utilizzano persino software di modellazione 3D per simulare la caduta del tessuto o la vestibilità di un’armatura prima ancora di affondare le forbici, sposando la tecnologia con l’antica arte della sartoria. È qui che l’abilità di cucito si unisce alla scienza del design.

L’Ultima Metamorfosi: Make-Up, Wig Styling e Segreti di Scena

Spesso si sottovalutano, ma il trucco e lo styling delle parrucche sono la vera “firma” di un’interpretazione d’alto livello. Attraverso il make-up correttivo, il contouring teatrale e l’applicazione di protesi in lattice o silicone, il volto cessa di essere quello del cosplayer e diviene la tela dinamica del personaggio.

Le wig artist di questo circuito non sono semplici parrucchieri: applicano styling termico avanzato, fibre miste e colorazioni gradient per effetti ultra-realistici. Le lenti a contatto cosmetiche, spesso realizzate su misura, aggiungono la profondità e l’intensità espressiva necessaria a bucare l’obiettivo e a ipnotizzare il pubblico. Ogni fibra, ogni pennellata è calibrata per rendere il personaggio vivo e credibile anche al microscopio di una reflex professionale.

Lo Storytelling In Scena: L’Anima che Manca all’Abito

Un costume può essere l’apice della tecnologia e della sartoria, ma se non ha un’anima, è solo un manichino costoso. Il vero segreto dei grandi cosplayer è lo storytelling e la presenza scenica. L’artista si trasforma in un attore consumato, studiando la mimica, la gestualità, il ritmo e la posa.

Le performance che vincono i premi più ambiti nascono dal perfetto, quasi sacro, equilibrio tra estetica e interpretazione. È l’istante in cui l’osservatore smette di vedere l’appassionato sotto l’armatura e inizia a vedere l’eroe, il cattivo o l’icona proveniente dal mondo dei videogiochi, degli anime o della fantascienza. L’impegno non è solo nel crafting, ma anche nello studio attoriale e nella capacità di incarnare l’identità del personaggio.

Condivisione e Comunità: La Cultura che Fa Crescere il Fandom

Nel mondo del cosplay professionale non esiste la parola fallimento, ma solo la parola prototipo. Ogni errore, ogni cucitura storta, è un passo verso l’eccellenza. I maestri del costume design di oggi documentano i loro processi, condividendo tutorial e preziosi WIP sui social e nei forum specializzati, dimostrando che l’umiltà e la condivisione sono la vera chiave del successo a lungo termine.

Il cosplay è, prima di ogni altra cosa, una cultura di collaborazione e di rispetto per l’opera originale. Nessuno nasce esperto, ma l’accesso a una vasta rete di conoscenza nerd e tecnologica permette a chiunque sia curioso e dedito di trasformare una passione in un mestiere, o perlomeno in un’arte di altissimo livello.

Dietro ogni grande cosplayer c’è una visione, un desiderio profondo di rendere omaggio ai mondi che hanno plasmato la nostra identità geek e pop. Il costume design nel cosplay è un linguaggio universale che unisce fandom e generazioni, un atto d’amore e di estremo rispetto per il dettaglio. È lì, tra un punto a mano invisibile e una finitura con la colla termica, che si compie la vera magia: quella di chi non si limita a indossare un personaggio, ma lo vive, lo respira e lo fa rivivere per tutti noi.


E tu, quale costume design professionale ti ha lasciato senza fiato? Hai mai provato a cimentarti con materiali complessi come il Worbla o la stampa 3D? Raccontaci la tua esperienza o la tua opera preferita nei commenti qui sotto! Non dimenticare di condividere questo viaggio nella scienza del perfetto sui tuoi social: aiutaci a diffondere la cultura geek d’eccellenza!

Perché fare cosplay? Un viaggio tra passione, creatività e comunità

Il cosplay è molto più di un semplice hobby: è una forma d’arte, un’espressione creativa e, per molti, un vero e proprio stile di vita. Chiunque si avvicini a questo mondo scopre un universo fatto di costumi spettacolari, interpretazioni appassionate e un senso di appartenenza a una comunità accogliente e solidale. Ma quali sono le ragioni che spingono una persona a indossare i panni di un personaggio immaginario? Perché dedicare ore, giorni o persino mesi alla creazione di un costume? Per capirlo, occorre esplorare le diverse motivazioni che rendono il cosplay un’attività così affascinante e coinvolgente.

L’amore per i personaggi e le storie

Uno dei principali motivi che porta una persona a fare cosplay è l’amore incondizionato per i personaggi e le storie che li accompagnano. I cosplayer trovano ispirazione negli eroi degli anime, nei protagonisti dei videogiochi, nei guerrieri dei fumetti o persino nei personaggi dei film e delle serie TV. Indossare il costume di un personaggio significa rendergli omaggio, dargli vita in un contesto reale e, in un certo senso, fonderne l’identità con la propria.

Interpretare un personaggio non è solo una questione estetica: molti cosplayer studiano a fondo le movenze, le espressioni e i tratti caratteristici di chi stanno impersonando. Alcuni si esercitano davanti allo specchio, altri si ispirano ai doppiaggi originali o alle pose iconiche. Questo processo di immedesimazione consente di entrare più a fondo nel mondo dell’opera originale e di sentirsi, anche solo per un giorno, parte di essa.

La creatività senza confini

Il cosplay è una vera e propria sfida artistica. Creare un costume richiede una combinazione di abilità che spaziano dalla sartoria alla scultura, dalla pittura alla lavorazione di materiali come la schiuma EVA, il worbla o il 3D printing. Ogni progetto rappresenta un’opportunità per apprendere nuove tecniche e migliorare le proprie capacità.

Anche chi non realizza i propri costumi da zero può esprimere la propria creatività attraverso il make-up, le acconciature, gli accessori e la personalizzazione dei dettagli. Il cosplay offre una libertà incredibile, permettendo ai partecipanti di reinterpretare i personaggi in chiave personale, come nel caso dei genderbend (variazioni di genere) o delle versioni originali (original design).

L’adrenalina degli eventi e delle competizioni

Partecipare a una fiera del fumetto o a una competizione cosplay è un’esperienza unica. Il momento in cui si entra in un evento vestiti da un personaggio amato e si viene riconosciuti dagli altri fan è indescrivibile. Le fiere offrono l’opportunità di socializzare con persone che condividono la stessa passione, scattare foto, partecipare a parate e performance.

Le gare cosplay, in particolare, aggiungono un livello ulteriore di coinvolgimento. Salire su un palco e interpretare una scena iconica o un’azione epica davanti a una giuria e a un pubblico rappresenta una sfida emozionante. Alcuni cosplayer realizzano veri e propri spettacoli, combinando recitazione, combattimenti coreografati e effetti scenici sorprendenti.

La comunità: un ambiente inclusivo e solidale

Uno degli aspetti più belli del cosplay è la comunità che lo circonda. Il mondo cosplay è noto per la sua accoglienza e inclusività: non esistono barriere legate all’età, al genere, al corpo o al livello di esperienza. Chiunque può partecipare, indipendentemente dalle proprie capacità artistiche o dalla qualità del proprio costume.

La condivisione di consigli e tecniche è una prassi comune tra i cosplayer. Nei gruppi social e nei forum dedicati, è facile trovare aiuto su come cucire un abito, costruire un’armatura o applicare un make-up specifico. L’atmosfera collaborativa e l’entusiasmo collettivo rendono il cosplay una passione che va oltre il semplice travestimento: diventa un legame tra persone che condividono la stessa passione per l’immaginazione e la creatività.

Il cosplay come crescita personale

Oltre all’aspetto artistico e sociale, il cosplay può essere anche un potente strumento di crescita personale. Molti cosplayer raccontano di aver migliorato la propria autostima grazie a questa passione. Indossare un costume può aiutare a superare la timidezza, sviluppare fiducia in sé stessi e acquisire sicurezza nel rapportarsi con gli altri.

Per alcuni, il cosplay è una forma di espressione che permette di esplorare nuove identità o di abbattere insicurezze personali. La soddisfazione di completare un costume e vedere il proprio impegno riconosciuto dagli altri può essere estremamente gratificante, dando la spinta per affrontare nuove sfide anche al di fuori del mondo nerd.

Conclusione: perché iniziare a fare cosplay?

Il cosplay non è solo un gioco o un passatempo: è un’arte, una sfida e una comunità che accoglie con entusiasmo chiunque voglia partecipare. Che si tratti di un semplice costume comprato online o di una creazione artigianale realizzata con mesi di lavoro, ogni cosplay è una celebrazione della passione e della dedizione.

Chiunque può fare cosplay, senza limiti o restrizioni. Basta la voglia di mettersi in gioco, di sperimentare e, soprattutto, di divertirsi. Perché alla fine, l’essenza del cosplay è proprio questa: vivere, anche solo per un momento, la magia di essere qualcun altro, in un mondo dove tutto è possibile.

Cosplay & Contest, la Rivoluzione “epica” nel mondo Cosplay italiano

Negli ultimi dieci anni, Epicos ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella promozione del cosplay, offrendo servizi specializzati per fiere e eventi e arricchendo l’esperienza di partecipanti e visitatori con personaggi iconici e format di animazione a tema. Questa realtà ha rivoluzionato il mondo del cosplay e del costuming, creando intrattenimento unico grazie a un supporto tecnico di alto livello e una gestione artistica meticolosa per eventi di ogni genere. Con un cast composto da oltre 500 professionisti, Epicos ha sempre garantito un elevato standard di qualità e professionalità.

Grazie a un’esperienza consolidata, Epicos ha sempre gestito con successo direzione artistica, intrattenimento e cosplay contest, promuovendo le competizioni sui social media e selezionando esperti del settore per garantire un alto livello di competizione. Inoltre, hanno portato la magia del cosplay anche in iniziative private tematiche, sorprendendo sia gli adulti che i bambini con oltre 350 personaggi diversi.

Fino ad oggi, Epicos ha organizzato più di 300 contest di cosplay, collaborando con alcuni dei festival di cultura pop più importanti, e ha sviluppato competenze nel management di cosplayer, sia italiani che internazionali, per promuovere fiere e brand con l’obiettivo di aumentare la loro visibilità.

Consapevoli della necessità di evolversi, Epicos ha recentemente annunciato una trasformazione significativa del proprio assetto operativo.

L’idea di base è chiara: liberarsi di qualsiasi “bandiera” che possa aver confuso l’identità dell’azienda con quella delle fiere stesse. Il nome Epicos, pur essendo sinonimo di professionalità e affidabilità, ha spesso generato malintesi, portando le persone a considerare eventi e gare come esclusivamente “di Epicos”, piuttosto che “della Fiera”. Questo ha creato divisioni e fazioni tra le varie comunità, influenzando negativamente la partecipazione agli eventi.

Da qui l’importante decisione di rimuovere l’identità del brand Epicos dalle fiere e dai contest. A partire dal 2025, il team di Epicos metterà a disposizione la propria esperienza e professionalità direttamente a favore delle fiere. Non più gare o attività con l’identità di Epicos, ma tutto ciò sarà riconducibile all’identità delle fiere stesse. Il team di Epicos indosserà uniformi che rappresenteranno la Fiera, e tutte le grafiche e allestimenti seguiranno lo stile unico di ogni evento, creando un’atmosfera personalizzata e coerente. Inoltre, il brand Epicos scomparirà, ma non i suoi valori. Le pagine social subiranno una trasformazione, assumendo un nome neutrale, “COSPLAY & CONTEST”, che riflette l’intento di abbracciare l’intero fenomeno cosplay senza limiti di brand. Attraverso queste nuove piattaforme, verranno condivisi contenuti variegati, presentando i migliori cosplayer e fornendo informazioni utili esclusivamente sulle fiere che collaborano con Epicos.

In questo nuovo capitolo, Epicos si impegnerà a garantire che tutte le informazioni riguardanti gare e attività siano centralizzate sui canali ufficiali delle fiere, rafforzando così la comunicazione e il riconoscimento del lavoro svolto. Grazie alla gestione del dominio cosplaycontest.it, saranno disponibili anche indirizzi email dedicati per facilitare la comunicazione con il pubblico, garantendo una risposta tempestiva a domande e richieste. Questa evoluzione è una risposta alle sfide del settore e un modo per assicurare che ogni evento cresca e si sviluppi in modo armonioso e riconosciuto. Con la nuova visione, Epicos continua a remare nella stessa direzione delle fiere, lavorando insieme per un futuro brillante per il cosplay. La fiducia riposta nella loro esperienza è sempre apprezzata, e il team è pronto a dare il massimo per garantire il successo di ogni singolo evento.

Cosplay: quando la passione diventa sexy! : Evoluzione o deriva di un’Arte?

Negli ultimi anni, il mondo del cosplay sta vivendo una trasformazione che definire “dirompente” è quasi riduttivo. Da innocente passatempo per appassionati di anime, manga, videogiochi, fumetti e cinema fantasy, il cosplay si è evoluto – o forse sarebbe più corretto dire “mutato” – in un universo dove la spettacolarizzazione del corpo e la sessualizzazione dei personaggi sembrano diventati elementi centrali. Non è raro, oggi, imbattersi in costumi decisamente provocanti, in cosplay che puntano dritti sull’estetica sexy, se non esplicitamente erotica. Ma a quale prezzo? E soprattutto: è ancora corretto chiamarlo cosplay, oppure stiamo parlando di qualcos’altro?

Quando mi sono avvicinato per la prima volta al cosplay, ormai più di vent’anni fa, era pura magia. Ricordo le prime edizioni di Lucca Comics, i primi raduni improvvisati davanti ai fumetterie, i costumi cuciti a mano con pazienza certosina e il tremolio d’emozione nello sfoggiare per la prima volta l’armatura del proprio personaggio preferito. Era tutto passione, dedizione, amore per un universo immaginario che si voleva rendere reale almeno per un giorno. Oggi, invece, il cosplay è anche – e in certi casi soprattutto – uno strumento di visibilità, monetizzazione e, per alcuni, una vera e propria carriera.

Con l’avvento dei social media e la diffusione di piattaforme come Patreon e OnlyFans, il confine tra arte del travestimento e contenuto per adulti si è fatto sempre più sfumato. Certo, da sempre nei fumetti (americani, giapponesi o italiani che siano) le figure femminili sono rappresentate con costumi attillati, scollature vertiginose e pose da pin-up. Stessa cosa, sebbene per motivi diversi, accade anche per i personaggi maschili, spesso idealizzati come superuomini muscolosi e iper-performanti. Ma interpretare un personaggio non significa necessariamente accentuarne solo l’aspetto fisico. Eppure, sembra che oggi, per avere successo nel mondo del cosplay, sia quello l’elemento su cui puntare.

È diventata una prassi quasi scontata: una cosplayer crea un account Instagram o TikTok, posta contenuti sensuali, apre un canale su Patreon o OnlyFans, e inizia a monetizzare. Non sto dicendo che ci sia qualcosa di sbagliato nel guadagnare con il proprio talento – anzi, è una cosa meravigliosa che una passione possa diventare un lavoro – ma mi chiedo dove finisca la passione e dove inizi il marketing del corpo. Siamo ancora nel regno del cosplay o ci siamo spostati in quello della soft-erotica?

La verità, forse, sta nel mezzo. Perché è innegabile che dietro ogni foto, ogni video, ogni post accattivante ci sia comunque un lavoro enorme. Realizzare un costume, anche se sexy, richiede studio, abilità manuale, conoscenze sartoriali, make-up, fotografia e spesso anche montaggio video. Non basta essere belli o in forma: ci vuole dedizione. Quindi sì, molti cosplayer sono diventati veri e propri professionisti e meritano di essere trattati come tali. Ma questo non cancella la sensazione che qualcosa sia cambiato in modo irreversibile.

OnlyFans, ad esempio, è un terreno scivoloso. Nato per offrire un contatto diretto tra creatori e fan, si è ben presto trasformato in una piattaforma dominata da contenuti per adulti. Cosplayer che inizialmente lo usavano per condividere tutorial, set fotografici o making-of dei costumi, si sono trovati nella posizione di dover “alzare la posta” per mantenere l’interesse degli abbonati. Molti hanno scelto consapevolmente di puntare su contenuti sempre più spinti, altri lo hanno fatto per sopravvivere nell’algoritmo della visibilità. Il risultato è un ecosistema in cui la sessualizzazione è diventata quasi una moneta di scambio.

Il problema non sta tanto nel mostrare il proprio corpo – ognuno è libero di esprimersi come vuole – quanto nel rischio di ridurre l’arte del cosplay a una vetrina sensuale. Quando il focus si sposta interamente sull’apparenza sexy, si perde il cuore del cosplay: l’interpretazione, l’empatia con il personaggio, la narrazione visiva. Non dovrebbe trattarsi solo di “chi ha il costume più scollato”, ma di “chi ha saputo incarnare meglio quell’eroe o quell’eroina che ci ha fatto sognare”.

E poi c’è l’effetto collaterale più subdolo: le critiche sessiste. Le cosplayer che scelgono di mostrarsi vengono spesso bersagliate da commenti volgari, insulti o insinuazioni. Una mentalità retrograda e maschilista che, purtroppo, continua a infestare anche la nostra nerd community. Come se una donna che interpreta un personaggio sexy debba per forza “meritarsi” l’oggettificazione. Non è così. Non lo è mai stato. E come redattori, fan, appassionati e membri della community, dobbiamo essere i primi a dirlo.

Alla fine, il cosplay resta un atto d’amore. Che si scelga di farlo per gioco, per arte o per lavoro, poco importa. L’importante è non perdere di vista ciò che ci ha fatto innamorare di questa forma di espressione: la possibilità di vivere, anche solo per un momento, in un altro mondo. Di diventare il nostro personaggio preferito. Di raccontare una storia senza bisogno di parole.

E ora tocca a voi, compagni di nerdaggine: cosa ne pensate di questa evoluzione del cosplay? È una naturale espansione creativa o una deriva commerciale? Avete mai sentito la pressione di dover “apparire” più che “interpretare”? Condividete questo articolo sui vostri social e fatemi sapere la vostra opinione: il dibattito è aperto, e il CorriereNerd.it è il posto giusto per farlo esplodere!

Cinderys: la Regina del Cosplay Internazionale tra Arte, Passione e Successi Globali

Nel vasto universo del cosplay, dove la creatività si fonde con la passione, emergono figure che riescono a distinguersi come vere e proprie leggende viventi. Tra queste, spicca senza dubbio Cinderys, la celebre cosplayer francese che ha saputo trasformare il suo amore per i “badass characters” in una carriera internazionale. Con una meticolosità quasi maniacale e una padronanza tecnica fuori dal comune, Cinderys è oggi un’icona globale, capace di portare i personaggi di videogiochi e fumetti a un livello di realismo mai visto prima.

Dai Sogni di Parigi ai Riflettori Internazionali

La storia di Cinderys ha inizio nel 2014 a Parigi, quando la sua passione per i personaggi forti e iconici la spinge a esplorare il mondo del cosplay. L’obiettivo è chiaro fin da subito: non limitarsi a “interpretare” un personaggio, ma incarnarlo completamente, curando ogni singolo dettaglio. La sua visione non si ferma ai confini del cosplay tradizionale. Con competenze che spaziano dalla scultura digitale alla stampa 3D, Cinderys progetta e realizza i suoi costumi con precisione artistica, portando le sue creazioni a un livello ineguagliabile. Questa combinazione di talento e dedizione le ha permesso di affermarsi rapidamente nel panorama internazionale, guadagnandosi il rispetto e l’ammirazione della community globale.

Il talento di Cinderys non poteva passare inosservato agli occhi dei giganti dell’industria videoludica. Blizzard, Bungie, Activision e Larian Studios sono solo alcune delle aziende che hanno deciso di collaborare con lei, affidandole ruoli di cosplayer ufficiale, testimonial e creator di contenuti promozionali. Le sue collaborazioni con Blizzard sono probabilmente le più celebri. Ha dato vita a personaggi iconici tratti da titoli come Warcraft, Diablo, Overwatch e Heroes of the Storm, lasciando il segno in modo indelebile. Le sue interpretazioni di Leah da Diablo e Alexstrasza, la Regina dei Draghi di World of Warcraft, sono diventate vere e proprie leggende nel mondo del cosplay. Ma non finisce qui. Anche aziende come Bungie e Logitech hanno scelto di lavorare con lei, coinvolgendola in eventi promozionali e live streaming. Con il suo stile inconfondibile e la sua presenza scenica, Cinderys è diventata uno dei volti più riconoscibili del mondo geek, partecipando a campagne pubblicitarie e lanci promozionali.

Vittorie Epiche nei Concorsi Internazionali

Il palmarès di Cinderys è degno di una vera campionessa. Ha partecipato ai più importanti concorsi di cosplay al mondo, collezionando premi di assoluto prestigio. Tra le sue conquiste spiccano:

  • Grand Prize al BlizzCon 2019, dove ha incantato la giuria con una creazione magistrale.
  • Fan Favorite al TwitchCon 2020, dimostrando il grande affetto della community.
  • Fan Favorite alla French Cosplay Cup ALL STARS 2022, dove la sua presenza scenica ha lasciato il segno.
  • Vittoria all’International Cosplay Contest di Hearthstone 2018, con un costume che ha lasciato a bocca aperta i giudici.
  • 1° posto alla French Cosplay Cup al Paris Manga 2017, uno dei momenti chiave della sua carriera.

Ma Cinderys non si limita a vincere. Il suo ruolo di giudice internazionale in concorsi di rilievo testimonia l’autorevolezza e il rispetto che ha conquistato nella scena mondiale del cosplay.

Stile Unico e Cura Manicale per i Dettagli

Se c’è una cosa che distingue Cinderys dagli altri cosplayer, è la sua attenzione ossessiva ai dettagli. Ogni costume che realizza è frutto di un lavoro certosino, fatto di progettazione digitale, scultura 3D e sperimentazione con materiali avanzati. Utilizza resine, Worbla e tecniche di verniciatura avanzate per conferire ai suoi costumi un realismo impressionante. Le sue armature, come quella della Alexstrasza di World of Warcraft, sembrano letteralmente uscite dallo schermo di gioco. Le texture, le finiture metalliche e gli effetti di luci e ombre sono così accurati da sembrare reali. Questo livello di precisione non è solo una questione di abilità tecnica, ma anche di empatia con il personaggio. Quando Cinderys veste i panni di un’eroina o di un antagonista, ne trasmette la forza, la potenza e il carisma.

Oltre a essere una star del cosplay, Cinderys è anche una guida per la community geek. Grazie a Twitch e ai suoi workshop dal vivo, condivide con i fan le tecniche di costruzione dei costumi e i segreti del mestiere. I suoi tutorial e le sessioni di “dietro le quinte” permettono a tanti aspiranti cosplayer di imparare direttamente da una delle migliori al mondo. Il rapporto con la community è uno degli aspetti più importanti della sua carriera. La sua umiltà e disponibilità l’hanno resa una figura amata e rispettata. Ogni nuova creazione diventa un evento atteso con ansia, e i suoi seguaci non vedono l’ora di scoprire quale personaggio deciderà di portare in vita.

Cinderys non è solo una cosplayer, è un simbolo. La sua storia è un esempio lampante di come il talento, la passione e la dedizione possano trasformare un sogno in una carriera straordinaria. Da Parigi ai palchi internazionali, il suo nome è sinonimo di eccellenza nel mondo del cosplay.Ogni nuova creazione è un’opera d’arte vivente, ogni costume racconta una storia. La sua abilità nel portare in vita i personaggi più iconici dei videogiochi e dei fumetti è un dono che continua a sorprendere e ispirare. Per chi vuole scoprire il mondo del cosplay, Cinderys è un faro di ispirazione. E per chi già ne fa parte, è una leggenda vivente. Con nuovi progetti e sfide all’orizzonte, non c’è dubbio che il suo nome continuerà a brillare nel firmamento geek. Restate sintonizzati, perché il prossimo personaggio che porterà in vita potrebbe essere il vostro preferito.

Alla scoperta di Rael Uchiha

Conosciuta come Rael Uchiha (o Rael89), Chiara è una ragazza romana di 30 anni laureata in Archeologia; da poco tempo si è trasferita nel Nord Italia dove attualmente vive e lavora. Fin da bambina ha sempre avuto un grande amore per la cultura giapponese e il mondo dei manga, anime e videogiochi; la passione per il cosplay nasce molto presto, nel 2004, quando con un gruppo di amiche andò per la prima volta ad una fiera del fumetto: da allora non ha mai più smesso di farlo.

In questi 14 anni di “onorata carriera” Chiara ha visto il mondo del cosplay cambiare sempre di più sotto i suoi occhi; parte del merito lo attribuisce ai social network, che hanno decisamente accorciato le distanze, ma ammette che il motore principale di questa evoluzione è stato l’allargamento del numero dei suoi partecipanti. Di conseguenza, aumentando il bacino dei possibili consumatori, sono emerse anche nuove risorse e possibilità: è cresciuto il numero delle fiere ed eventi, localizzati un pò in tutto il territorio nazionale, per permettere a tutti di praticare il proprio hobby in più di un’occasione all’anno; hanno iniziato a prendere sempre più piede i siti di vendita online con i loro infiniti annunci di costumi e parrucche; sono nate nuove figure professionali legate al cosplay, dalla sarta al prop maker al fotografo professionista, che hanno trovato una linfa vitale nella volontà dei cosplayer di apparire sempre al meglio perché, di fatto, oggi si mette la propria “faccia” in rete. Insomma, divertirsi ok ma mettiamoci anche tanto impegno per creare qualcosa di spettacolare: ecco come è far cosplay nel 2020.

Oggi come oggi secondo Chiara si può parlare a tutti gli effetti di una Industria nata attorno al cosplay: ed è una vera e propria rivoluzione se si pensa ai primi anni 2000, quando di fiere ce ne erano tre all’anno e ci si ritrovava in piccole comunità. All’epoca ci si accontentava di costumi fatti in casa e non si dava la stessa importanza di oggi a parrucche e lenti colorate; gli scatti di quegli anni sono tutti foto ricordo perchè non esisteva proprio l’idea di “photoset a tema”. L’aspetto esteriore della comunity è cambiato ma sicuramente non il cuore.

Se lei dovesse descrivere il cosplay in poche parole direbbe che è “un modo per evadere dalla realtà di tutti giorni: un hobby creativo fatto per testare i tuoi talenti e indossare i panni del tuo personaggio preferito.” Per lei il punto focale del cosplay è l’interpretazione del personaggio scelto e l’obiettivo primario è cercare di assomigliarci il più possibile: per questo motivo non si dedica quasi per nulla agli original cosplay, ai gijinka o ai genderbend. Al contrario, preferisce proporre più versioni dello stesso personaggio: un metodo questo per sviscerare maggiormente il carattere del suo beniamino, collocandolo in situazioni ed ambientazioni diverse che possano anche metterla alla prova; ed è anche un buona scusa per organizzare ogni volta un gruppo cosplay. Il pregio maggiore di questo hobby sta infatti nella condivisione delle tue passioni con altre persone: andare in fiera ti permette di incontrare nuove conoscenze e, col tempo, di tirare su amicizie durature. Chiara crede che il divertimento stia non soltanto nel momento della fiera ma anche nella fase organizzativa pre-evento e nel post, quando ti ritrovi sui social network a commentare i ricordi e le foto fatte con gli amici; e in questo senso, come già anticipato, Facebook&co. hanno dato un bel contributo!

Al giorno d’oggi Chiara ritiene che la fotografia cosplay sia il miglior mezzo attraverso cui dar vita ai suoi personaggi: per questo motivo dedica una grande attenzione all’organizzazione dei set curandone ogni particolare, dalla location alla scelta di un fotografo che abbia lo stile più consono a quello che cerca. Inoltre, realizza vari accessori per arricchire la scena e contribuire all’immersione del personaggio nel suo habitat; il suo obiettivo è raccontare una storia attraverso i suoi scatti.

Chiara non è una cosmaker eppure non si sente sminuita nel suo “essere cosplayer”: le ritiene due cose del tutto separate. In passato si è anche dedicata alla realizzazione di interi cosplay da zero, consigliata ed aiutata da amiche più esperte; il divertimento principale secondo lei sta anche nell’ingegnarsi sul miglior modo per rendere nella realtà un particolare che funziona solo nella finzione cartacea/animata. Ancora oggi quando può si mette a realizzare qualcosina ma ammette che “non c’è niente di male nel commissionare o comprare i propri costumi, soprattutto quando non si ha la possibilità di farseli da soli.”

Emblematico per descrivere la carriera da cosplayer di Chiara è sicuramente il suo cosplay di Ino Yamanaka, che si è evoluto nel corso degli anni assieme a lei: la sua versione del personaggio nel 2007 era decisamente meno dettagliata rispetto al risultato che è arrivata ad ottenere nel 2019, dopo aver realizzato completamente da sola ogni particolare del costume e aver migliorato anche la resa fotografica grazie a tanti anni di esperienza sulle spalle. “Il cosplay mi ha aiutato anche a maturare come persona.” ammette infine. “Da adolescente ero molto insicura sul mio aspetto e sulle mie capacità: detestavo farmi fare delle foto perchè mi sentivo a disagio e mai avrei creduto di poter costruire qualcosa di decente; infatti agli inizi ero proprio una frana in tutto! Ma con il tempo, tentando e ritentando, supportata dagli amici, ho piano piano capito che mi sbagliavo; e oggi posso dire che sono davvero fiera dei risultati che ho raggiunto.”

Per conoscere ancor meglio la creatività di Chiara, vi invitiamo a visitare i suoi profili:
https://www.instagram.com/_rael89/?hl=it
https://www.deviantart.com/rael-chan89