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Buon compleanno Doraemon, il gatto spaziale

Il 3 settembre si festeggia un compleanno davvero speciale: quello di Doraemon, uno dei personaggi più amati del mondo dell’animazione giapponese e del manga. Anche se il suo “vero” compleanno, come raccontato nella serie, avverrà il 3 settembre 2112, l’affetto per questo iconico gatto robot nato nel 1969 dalla mente creativa di Fujiko F. Fujio (pseudonimo dei mangaka Hiroshi Fujimoto e Motoo Abiko) è intramontabile.

Doraemon è un gatto robot inviato dal futuro per aiutare un giovane ragazzo di nome Nobita Nobi. La missione del nostro eroe blu è chiara: impedire che Nobita, goffo e poco intraprendente, compia errori che potrebbero danneggiare il futuro dei suoi discendenti. Nonostante gli sforzi di Doraemon e l’uso di gadget tecnologici provenienti dalla sua “gattopone” quadridimensionale, i due spesso finiscono in situazioni comiche e rocambolesche. Ogni avventura, però, è carica di importanti lezioni di vita, dove amicizia, lealtà e coraggio sono protagonisti.

Il personaggio di Doraemon ha esordito nel 1970 con il manga pubblicato da Shogakukan. Le avventure del gatto robot si diffusero rapidamente in Giappone, conquistando il cuore di grandi e piccoli. Nel 1979 arrivò il grande salto verso il piccolo schermo con la serie anime prodotta da TV Asahi, che tuttora continua a essere un successo di pubblico.

Nobita e i suoi amici: un cast indimenticabile

Accanto a Doraemon e Nobita, troviamo un gruppo di personaggi che rende la serie ancora più memorabile. Shizuka Minamoto, la dolce e intelligente amica di Nobita, è il suo amore segreto; Takeshi “Gian” Goda, il temibile bullo che ama cantare nonostante la sua stonatura cronica; e Suneo Honekawa, vanitoso e ricco, sempre pronto a vantarsi dei suoi possedimenti. Ogni personaggio aggiunge una sfumatura speciale al mondo di Doraemon, contribuendo al suo fascino universale.

Dal manga all’anime: il successo planetario di Doraemon

Nonostante una prima trasposizione animata nel 1973 non abbia avuto il successo sperato, nel 1979 la serie divenne un fenomeno di massa. L’anno successivo, nel 1980, venne prodotto il primo film d’animazione di Doraemon, inaugurando una tradizione di lungometraggi annuali che prosegue ancora oggi. Questi film portano i protagonisti in avventure epiche e fuori dal comune, con ambientazioni esotiche e straordinarie: dall’era dei dinosauri ai confini della galassia, ogni storia esplora temi profondi come l’ambiente, la tecnologia e la storia.

In Italia, Doraemon è arrivato per la prima volta nel 1982, quando fu trasmesso su Rai Due. La seconda edizione, andata in onda su Mediaset nel 2003, ripristinò i nomi originali dei personaggi, facendo conoscere Doraemon e i suoi amici a una nuova generazione di spettatori.

Un successo senza tempo

Il franchise di Doraemon ha attraversato decenni e confini, divenendo un vero e proprio fenomeno culturale. Con 40 lungometraggi e migliaia di episodi animati, il simpatico gatto robot ha fatto sognare generazioni di bambini, trasmettendo valori positivi come l’impegno, l’integrità e l’amore per l’ambiente.

Doraemon è molto più di un semplice cartone animato: è un amico fidato per i piccoli spettatori e un’icona della cultura pop. Il suo coraggio, la sua simpatia e il desiderio di aiutare Nobita insegnano l’importanza di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà, ricordando che è sempre possibile migliorare il proprio futuro con impegno e perseveranza.

Nonostante il passare del tempo, il fascino di Doraemon non sembra conoscere declino. Il franchise continua a produrre film, serie televisive, manga e perfino videogiochi, mantenendo viva la passione dei fan di tutto il mondo. Il lungometraggio del 2014, interamente in CGI, ha consolidato Doraemon come un’icona intramontabile, capace di adattarsi alle nuove tecnologie pur restando fedele alle sue origini.

Mentre attendiamo il 2112 per celebrare il vero compleanno di Doraemon, continuiamo a goderci le sue avventure che, attraverso risate e insegnamenti, ci ricordano il valore dell’amicizia e della bontà. Buon compleanno, Doraemon, e grazie per averci accompagnato nel viaggio della vita con la tua saggezza e il tuo sorriso!

 

Honō no Tōkyūjo: Dodge Danko – L’Erede di Dodgeball arriva sullo Schermo nel 2026!

Preparatevi, nerd della pop culture e veterani del dodgeball! Ieri, il cosmo dell’animazione giapponese ha vibrato di una notizia che ci ha fatti balzare dalle sedie con l’eccitazione di un bambino che scarta l’ultimo modello di Gundam! Shōgakukan ha sganciato la bomba atomica: Honō no Tōkyūjo: Dodge Danko, il sequel del leggendario Honō no Tōkyūji: Dodge Danpei, sta per trasformarsi in una serie animata nel 2026!

Ero lì, incollato allo schermo, quando è apparso il video promozionale e la visual mozzafiato. Il mio cuore da nerd ha fatto un doppio carpiato e un triplo avvitamento all’idea di rivedere quel campo da dodgeball infuocato prendere vita, ma questa volta con una protagonista tutta nuova, eppure così familiare. È l’apoteosi, ragazzi, la continuazione di un’eredità sportiva che ha segnato un’intera generazione!

Un Retaggio Infuocato: Da Danpei a Danko, il Sangue del Dodgeball Non Mente!

Per chi, come me, ha passato l’infanzia a emulare le mosse speciali di Danpei, lanciare palloni invisibili gridando “Fiammata Rotante!” nel cortile di casa, questa notizia è più di un semplice annuncio. È un ritorno alle origini, ma con una ventata di freschezza che solo l’era Reiwa poteva portare. La storia di Danko, la figlia del nostro amato Danpei, che si propone di creare la squadra di dodgeball più forte dell’era attuale, è un concept che mi fa venire i brividi. Ha ereditato quell’anima ardente, quella “hot soul” che rendeva ogni partita di Danpei un vero e proprio spettacolo pirotecnico di sudore, grinta e amicizia. Vederla scendere in campo, pronta a scatenare la sua potenza, è qualcosa che aspettavo da anni.

L’Annuncio: Un Trailer Infuocato e una Visual da Brividi!

Non appena il nuovo sito web e l’account X dedicati sono stati lanciati l’11 luglio, la mia feed è esplosa. E non a tortito! Lo staff ha svelato una “Soul Succession visual” e un teaser promozionale che mi hanno lasciato senza fiato.

La visual… oh, la visual! C’è Danko, in piedi davanti alla lapide di suo padre, Danpei, che si erge verso il cielo. È un’immagine potente, simbolica, che grida “eredità” da ogni pixel. La sua espressione è decisa, fiera, e quella frase… quella dannata frase che risuona nella mia testa: “Andiamo, papà Danpei!” È un mix perfetto di rispetto per il passato e di un’irrefrenabile spinta verso il futuro. Mi ha fatto pensare a quanto l’ombra del padre sia un’ispirazione costante, una fiamma da cui attingere energia. È la dimostrazione che il dodgeball non è solo uno sport, è una questione di cuore, di legami familiari e di passione bruciante.

E il teaser? Mamma mia! Pannelli direttamente dal manga originale che prendono vita, mostrandoci quelle feroci partite di dodgeball che ci hanno tenuto incollati allo schermo per anni. Ogni frame trasuda energia, la stessa intensità che ricordavo dalle battaglie di Danpei. E la conferma: 2026. Non vedo l’ora di sapere la data esatta, di conoscere il cast, lo staff, lo studio di produzione. La curiosità mi sta divorando! Chi darà la voce a Danko? Sarà all’altezza dell’eredità di Danpei? E lo studio… spero che scelgano qualcuno che possa catturare appieno lo spirito originale.

Honō no Tōkyūji: Dodge Danpei – Un Classico Indimenticabile

Per chi è capitato su questo articolo per puro caso, o per chi ha vissuto sotto una roccia per gli ultimi trent’anni (scherzo, ma neanche tanto!), è bene ricordare le origini. Honō no Tōkyūji: Dodge Danpei è stato un pilastro della mia infanzia. Il manga di Tetsuhiro Koshita, serializzato su Monthly CoroCoro Comic dal 1989 al 1995, ci ha regalato un protagonista indimenticabile e partite che sembravano battaglie campali. L’anime, prodotto da Animation 21, ha mandato in onda ben 47 episodi tra il 1991 e il 1992, e ogni singolo episodio era un’iniezione di adrenalina. Ricordo ancora le discussioni con i miei amici su quale fosse la tecnica più forte, chi avrebbe vinto il prossimo match.

Adesso, con Danko che prende in mano il testimone, la storia si ripete, ma con un tocco di modernità. La sua missione di creare la squadra più forte dell’era Reiwa non è solo una sfida sportiva, è un inno alla perseveranza, alla determinazione e, soprattutto, alla passione che si tramanda di generazione in generazione. È la dimostrazione che certi valori, certi sport, certe fiamme non si spengono mai.


Insomma, il 2026 si preannuncia un anno esplosivo per i fan di Dodge Danpei e per l’intera comunità nerd. Io sono già pronto, con la mia divisa da dodgeball dell’infanzia (che purtroppo non mi entra più) e la mia voglia di tifare a pieni polmoni. Preparatevi a sentire il ruggito del campo, il fischio della palla e le urla di battaglia di Danko. L’eredità bruciante del dodgeball sta per tornare!

E voi, siete pronti a scendere di nuovo in campo con Danko? Quali sono le vostre aspettative per questo attesissimo sequel? Fatemelo sapere nei commenti!

Pokémon tremate: arriva Yo-kai Watch

Già da qualche anno in Giappone è esplosa una nuova mania crossmediale, al pari del più famosi Pokémon e Yu-gi-oh! L’obiettivo questa volta non sono mostriciattoli colorati o antiche divinità egizie i ragazzini giapponesi sono impazziti nel catturare fantasmi (creature della mitologia giapponese gli yo-kai,) con un bizzarro orologio, per poi farli, ovviamente, combattere fra loro. Una moda che ha ovviamente interessato il panorama videoludico, le fumetterie, la televisione, i negozi di merchandising e gli app store … e sta per conquistare anche il nostro Paese: ma scopriamo un po’ di più su questa saga cross mediale che ha come protagonista un bambino di nome Nathan, il quale è in possesso dello strano orologio che gli permette di vedere i fantasmini, e intrecciare con questi varie relazioni, in compagnia dell’inseparabile yo-kai, Whisper.

Yo-kai Watch inizia la sua escalation commerciale con una serie di videogiochi di ruolo sviluppata da Level-5, gli stessi di Professor Layton ed Inazuma Eleven. e comprendente Yo-kai Watch, Yo-kai Watch 2, Yo-kai Watch Busters e Yo-kai Watch 3. Il videogioco originale ha venduto oltre un milione di copie in Giappone. Nel 2015 Nintendo ha annunciato l’internazionalizzazione del gioco in seguito al successo dei videogiochi della serie che hanno superato le 7 milioni di vendite. Il sistema di gioco ricorda moltissimo Pokémon: bisogna esplorare città e villaggi per catturare i fantasmi per poi farli combattere in maniera un po’ differente da Pikachu e soci: lo schieramento prevede tre fantasmi per volta, che si possono ruotare con gli altri del team in qualsiasi momento; questi attaccheranno automaticamente, oppure secondo mosse speciali da effettuare con combinazioni di comandi sul touch screen della console Nintendo. C’è un altro elemento che differenzia Yo-kai Watch da Pokémon: il suo umorismo, chiave del successo del brand; i dialoghi ed i personaggi, infatti, ricordano più storie come Keroro o Crayon Shin-Chan. Un altro elemento che è piaciuto sin da subito ai videogiocatori è il teatro delle vicende: una tipica cittadella giapponese, incastonata tra mare e campagna. Ovviamente, il fattore del collezionismo dei fantasmi (tutti bene o male ispirati alla tradizione nipponica) ha avuto il suo peso; come in Pokémon, i ragazzini fanno a gara a chi cattura più creature.

Dalla serie di videogiochi sono stati tratti sei manga, il primo dei quali è uno shōnen pubblicato da Shogakukan su CoroCoro Comic dal gennaio 2013, e una serie anime, prodotta dallo studio Oriental Light and Magic e trasmessa su TV Tokyo a partire dall’8 gennaio 2014. In Italia la serie animata viene trasmessa su Cartoon Network dal 12 aprile 2016 ed in chiaro su Boing dal 12 settembre 2016 mentre il manga viene pubblicato a partire dal 26 gennaio 2017 da Planet Manga.

All’arrivo del videogioco arriva un esercito di prodotti di merchandising multimediali per gli utenti di età più giovane: dall’estate 2016 Hasbro ha lanciato una gamma di giocattoli che vede come prodotto di punta lo Yo-Kai Watch vero e proprio, con le medaglie collezionabili. Sono comunque presenti anche peluche, personaggi e anche il Medallium, un libro che Nathan usa nel cartone animato e nel videogioco per raccogliere tutte le medaglie ottenute nel corso delle sue avventure. Le medaglie inoltre funzionano similmente a quello che succede in gioco come Amiibo, Disney Infinity e Skylanders, unione perfetta tra “fisco” e virtuale: utilizzando il Nintendo 3DS per scansionare il codice QR che si trova sul retro di ogni medaglia, sbloccando vari contenuti nel videogame come punti per acquistare oggetti utili, o direttamente degli Yo-Kai di cui alcuni molto difficili da catturare. Con l’app per smartphone “La terra degli Yo-kai Watch” si può collezionare e registrare virtualmente le medaglie-giocattolo Yo-kai, scoprire tutto ciò che si vuol sapere su ciascun Yo-kai nella wiki, farsi una foto tra le scenografie virtuali del mondo Yo-kai o partecipare ai giochi arcade con il tuo Yo-kai preferito!

Yo-Kai Watch è pronto ad invadere anche il nostro paese dopo il debutto nel Sol Levante ed essere già sbarcato in terra americana, lasciando l’Europa come ultima terra da conquistare  ad essere l’ultima spiaggia su cui far arrivare la nuova proprietà intellettuale di Level-5 nata appunto grazie al videogioco, proprio come accadde per la serie Pokémon 20 anni fa.