Il 10 dicembre promette di profumare di polvere da sparo, vecchie leggende e magia mesoamericana. È una di quelle date che i lettori di Tex fissano come un appuntamento con un vecchio amico che non smette di sorprendere, perché Tex e El Morisco. Diablero! rimette in scena una delle alleanze più affascinanti dell’intero universo bonelliano. Una storia firmata da Gianluigi Bonelli e impreziosita dalle matite di Guglielmo Letteri, due nomi che per ogni appassionato rappresentano un marchio di qualità assoluta, quasi un timbro inciso sul cuoio dei selloni western.
A riaccendere l’immaginazione è soprattutto lui: El Morisco, l’enigmatico studioso di civiltà antiche, l’uomo che conosce gli alfabeti dimenticati dalle sabbie, le formule della magia egizia e i misteri ereditati dagli imperi aztechi. Per molti lettori è la mente arcana che spalanca porte dove Tex preferisce sfondare finestre a calci. Per altri è semplicemente un compagno di viaggio in grado di aggiungere al western un sapore esotico che nessun altro personaggio della serie riesce a evocare. Da decenni, El Morisco è quel punto d’incontro tra il folklore e la scienza, tra la razionalità e la superstizione, tra lo sparo e l’incantesimo che continua a far sognare generazioni.
Il ritorno del lupo… o qualcosa di molto peggio
La nuova avventura non lascia tempo per respirare. Una creatura simile a un lupo mannaro scatena il panico tra gli Apaches delle Sierras, evocando quelle atmosfere da frontiera in cui la leggenda si confonde con il terrore. A chiedere aiuto è El Morisco in persona, consapevole che il mistero che ha davanti non può essere affrontato solo con erbe, riti o archeologia comparata. Sulla pista della giustizia vola così il cavallo di Tex, seguito dai suoi inseparabili pards, pronti a incrociare piste che puzzano di sangue antico e maledizioni azteche.
E proprio qui entra in scena Mitla, una diablera che sembra uscita da un sogno oscuro custodito da un tempio sotterraneo. È legata alla creatura in modi che superano perfino la logica di El Morisco: un vincolo arcano capace di riscrivere il destino di chiunque osi avvicinarsi. La sua presenza spalanca un immaginario che arricchisce la tradizione western con un livello quasi da dark fantasy, dimostrando ancora una volta quanto Tex sia un universo dove il mito non è mai semplice decorazione, ma un motore narrativo potente.
Quando il West incontra il cosmo
Just when you think you’ve seen it all, Tex decide di alzare ancora l’asticella. Nella seconda parte del volume, la minaccia si sposta tra gli Hopi e prende una forma inattesa: un predatore alieno dotato di capacità letali che definire “incredibili” sarebbe riduttivo. Non è un semplice incontro ravvicinato: è un cambio di prospettiva che porta il western italiano a sfiorare la fantascienza pura, rimanendo comunque perfettamente coerente con lo spirito della serie.
Tex non si tira indietro e El Morisco osserva la creatura con lo sguardo affamato di chi sta per aggiungere una nuova pagina ai suoi studi impossibili. Il risultato è un rincorrersi tra mondi e suggestioni dove il senso dell’avventura regna sovrano. È come se il volume prendesse l’essenza di ogni contaminazione narrativa e la fondesse nel marchio bonelliano, ricordando a tutti che Tex non è solo un eroe: è un genere.
Una copertina che chiama all’azione, una prefazione che illumina
La copertina di Claudio Villa è un biglietto d’ingresso in modalità “accendete il fuoco del bivacco e preparatevi a leggere tutta la notte”. La sua arte cattura sempre il momento prima della tempesta, quell’istante sospeso in cui capisci che l’avventura sta per travolgerti.
A completare l’opera arriva la prefazione di Graziano Frediani, che non si limita ad aprire il volume, ma aggiunge contesto, memoria e quella piacevole sensazione di entrare nella storia dalla porta principale. Per i lettori più affezionati è come ritrovare un narratore che sa esattamente come parlare al fandom.
Un viaggio tra superstizioni, scienza e frontiera
DIABLERO! si posiziona come un volume ideale per chi ama i confini narrativi. Se Tex è il West, El Morisco è il richiamo di tutto ciò che il West non riesce a spiegare. In questa storia i due linguaggi si incontrano e si scontrano fino a generare qualcosa di nuovo: un western contaminate che non ha paura di flirtare con l’orrore, la mitologia mesoamericana e perfino la fantascienza aliena.
È una lettura che parla direttamente al nerd appassionato di crossover fra generi, all’esploratore di immaginari, al fan che sa riconoscere quando un’opera non si limita a raccontare un’avventura, ma celebra la forza del fumetto seriale italiano.
E adesso? La parola passa alla community
Non resta che attendere il 10 dicembre per mettere le mani sul volume e immergersi in questa doppia storia che profuma di misteri antichi e minacce cosmiche. Nel frattempo, sono curiosa di sapere cosa ne pensate: qual è il vostro rapporto con El Morisco? Preferite le storie “magiche” o quelle più classicamente western? E soprattutto: quanto vi intrigano le contaminazioni sci-fi nel mondo di Tex?
Ci leggiamo nei commenti: prepariamo insieme la discussione come fosse un bivacco sotto le stelle della Frontiera.
