Il burattino più famoso della letteratura torna… ma questa volta fa davvero paura
Dimenticate la dolce morale della fiaba, il naso che si allunga per dire bugie e il Grillo Parlante che dispensa saggezza. Un’ombra inquietante si allunga sulla figura più iconica della letteratura per ragazzi italiana e la trasforma in qualcosa di radicalmente diverso. Il nuovo film Pinocchio: Unstrung promette di trascinare il celebre burattino creato da Carlo Collodi dentro un territorio narrativo completamente nuovo, dove innocenza e moralità lasciano spazio a vendetta, violenza e follia.
Il trailer diffuso nelle ultime settimane ha immediatamente scatenato discussioni tra appassionati di horror e fan della cultura pop. Non si tratta di una semplice reinterpretazione dark o di una versione più adulta della storia originale. Il progetto diretto da Rhys Frake-Waterfield è una vera e propria decostruzione dell’immaginario fiabesco, una trasformazione brutale che prende un simbolo universale dell’infanzia e lo catapulta in un universo narrativo disturbante e sanguinolento.
Per chi segue da tempo il cinema horror indipendente, il nome di Frake-Waterfield non è certo una sorpresa. Il regista è diventato famoso per aver inaugurato una tendenza che mescola provocazione, nostalgia e splatter: prendere personaggi entrati nel dominio pubblico e trasformarli in protagonisti di incubi cinematografici. Dopo aver reinventato Winnie the Pooh in chiave horror con Blood and Honey e aver annunciato progetti analoghi su Peter Pan e Bambi, il nuovo capitolo di questo filone prende di mira proprio uno dei miti più profondi dell’immaginario europeo.
Il risultato è un Pinocchio che sembra uscito da un incubo gotico più che da una fiaba per bambini.
Un Pinocchio senza fili e senza morale
La premessa narrativa del film è tanto semplice quanto disturbante. Il falegname Geppetto, interpretato dall’inquietante Richard Brake, introduce il giovane nipote James a una misteriosa marionetta chiamata Pinocchio. Il ragazzo, interpretato da Cameron Bell, instaura rapidamente un legame con il burattino, trattandolo come un vero amico.
Il problema emerge nel momento in cui Pinocchio viene esposto al mondo umano.
Il burattino osserva, apprende e interpreta la realtà con una logica tutta sua. Invece di sognare di diventare un bambino vero, come nella storia originale, sviluppa una visione distorta della moralità. Le ingiustizie, le crudeltà e le menzogne che incontra lungo il suo percorso alimentano una spirale di violenza che lo porta a intraprendere una personale crociata contro ciò che considera “cattivo”.
Questa interpretazione ribalta completamente il significato simbolico del personaggio.
Pinocchio non rappresenta più la crescita e l’apprendimento dell’etica umana. Diventa una creatura che osserva l’umanità e decide di giudicarla con metodi estremi. L’innocenza del burattino si trasforma in una forma di giustizia distorta, quasi divina, ma applicata con la brutalità di un predatore.
Quando un gruppo di persone rimane intrappolato in un luogo isolato insieme a lui, la storia assume i contorni di un vero e proprio slasher. Il burattino non è più la vittima degli inganni del mondo adulto. È il cacciatore.
Il Grillo Parlante diventa un demone
Uno degli elementi più disturbanti di Pinocchio: Unstrung riguarda la reinterpretazione del personaggio più iconico della fiaba originale: il Grillo Parlante.
Lontano anni luce dall’immagine rassicurante del simpatico Jiminy Cricket della tradizione animata, questa versione del personaggio assume la forma di una creatura deformata, un incrocio tra insetto e demone. Il suo nome è semplicemente Cricket, e la sua funzione narrativa sembra ribaltare completamente il ruolo morale della storia di Collodi.
A interpretarlo è Robert Englund, una leggenda assoluta del cinema horror conosciuta in tutto il mondo per aver dato vita a Freddy Krueger nella saga di Nightmare. Il solo coinvolgimento di Englund ha già attirato l’attenzione degli appassionati del genere, perché la sua presenza garantisce un carisma oscuro difficilmente replicabile.
In questa nuova versione della storia, Cricket non appare come una guida morale ma come una voce sussurrata nell’oscurità. Più che suggerire la strada giusta, sembra incoraggiare il burattino a lasciarsi trascinare dalla propria furia. Un ribaltamento narrativo che rende la relazione tra i due personaggi molto più disturbante e ambiguo.
Il Twisted Childhood Universe: quando le fiabe diventano horror
Per comprendere davvero il fenomeno di Pinocchio: Unstrung bisogna guardare al contesto più ampio in cui nasce. Il film fa parte di un progetto cinematografico noto tra i fan come Twisted Childhood Universe, una sorta di universo condiviso in cui i personaggi delle fiabe e della letteratura per ragazzi diventano protagonisti di storie horror.
Il primo esperimento di questa formula è stato Winnie-the-Pooh: Blood and Honey, un film realizzato con un budget minuscolo ma capace di attirare l’attenzione di tutto il mondo grazie alla sua idea provocatoria. Il successo economico è stato sorprendente: oltre cinque milioni di dollari incassati a fronte di un budget di circa centomila.
Un risultato che ha dimostrato una cosa molto chiara: il pubblico horror ama vedere i simboli dell’infanzia trasformati in qualcosa di inquietante.
Questo approccio funziona perché gioca con un meccanismo psicologico potentissimo. Le fiabe e i personaggi dell’infanzia sono parte della memoria collettiva. Alterare quella memoria significa destabilizzare lo spettatore, creando una sensazione di disagio immediato.
Il Twisted Childhood Universe sfrutta esattamente questo cortocircuito emotivo.
Una lunga storia di Pinocchio al cinema
Il progetto assume un significato ancora più curioso se si pensa alla lunga tradizione cinematografica del personaggio. Nel corso degli anni Pinocchio è stato reinterpretato in moltissimi modi diversi, attraversando epoche e linguaggi narrativi differenti.
Dalla versione live action di Roberto Benigni del 2002 alla rilettura poetica di Matteo Garrone del 2019, fino alla reinterpretazione hollywoodiana firmata da Robert Zemeckis nel 2022, ogni generazione ha trovato il proprio modo di raccontare la storia del burattino.
A questo si aggiunge il capolavoro in stop motion realizzato da Guillermo del Toro, premiato con l’Oscar come miglior film d’animazione, che ha restituito alla fiaba una dimensione oscura ma profondamente poetica.
Pinocchio: Unstrung si colloca all’estremo opposto di questa tradizione.
Non cerca di recuperare il senso morale della storia né di reinterpretarne il messaggio educativo. L’obiettivo è scioccare, disturbare e ribaltare completamente il mito.
Un burattino costruito davvero
Uno degli aspetti più interessanti della produzione riguarda la scelta di realizzare il personaggio di Pinocchio utilizzando un animatronico completamente manuale.
In un’epoca dominata dagli effetti digitali, questa decisione rappresenta quasi una dichiarazione d’intenti. Il regista voleva che la creatura risultasse tangibile, fisica, capace di trasmettere una presenza inquietante sul set. Le riprese si sono svolte tra novembre e dicembre del 2024 e il design del burattino è stato progettato per risultare il più realistico possibile.
Il risultato, almeno dalle immagini promozionali diffuse finora, sembra davvero disturbante.
Il legno appare consumato, scheggiato, quasi vivo. Gli occhi non hanno nulla di infantile. Trasmettono qualcosa di freddo e predatorio.
Un cast che parla la lingua dell’horror
Accanto a Richard Brake, Cameron Bell e Robert Englund, il film include altri volti noti agli appassionati del genere. Tra questi spicca Evan Lloyd, già visto in produzioni come The Witcher e The Last Voyage of the Demeter.
Il cast comprende anche Jessica Balmer, Jack Art Gray e Peter DeSouza-Feighoney, che interpreterà un personaggio chiamato Michael Darling. Un nome che non suona casuale per chi conosce bene la letteratura per ragazzi e che potrebbe suggerire possibili connessioni narrative con altri personaggi delle fiabe.
Questo dettaglio ha già acceso la fantasia dei fan, che ipotizzano futuri crossover tra le varie figure dell’universo horror creato da Frake-Waterfield.
Data di uscita e aspettative
Pinocchio: Unstrung arriverà nei cinema statunitensi il 7 maggio 2026, e tutto lascia pensare che diventerà uno dei titoli più discussi dell’anno nel panorama horror indipendente.
Il progetto divide inevitabilmente il pubblico. Da una parte chi vede queste reinterpretazioni come una provocazione divertente e creativa. Dall’altra chi considera queste operazioni una profanazione delle fiabe classiche.
In mezzo rimane una domanda affascinante.
Quanto è sottile il confine tra innocenza e mostruosità?
La storia originale di Collodi raccontava il percorso di un burattino verso l’umanità. Questa nuova versione sembra raccontare l’opposto: la scoperta della crudeltà umana attraverso gli occhi di una creatura che non dovrebbe comprenderla.
E forse proprio qui si nasconde l’elemento più inquietante della storia.
Perché quando una fiaba viene capovolta, spesso rivela qualcosa di molto più oscuro su di noi.



