Giugno ha sempre qualcosa di speciale per chi vive il cinema come una passione che va oltre la semplice visione di un film. È il periodo in cui le giornate si allungano, le sale iniziano a svuotarsi lentamente a favore delle arene estive e molti appassionati riscoprono il piacere di costruire una collezione domestica fatta di edizioni curate, restauri prestigiosi e titoli che meritano di essere tramandati. Proprio in questo scenario si inserisce il nuovo calendario di uscite di CG Entertainment, che inaugura la stagione estiva con una proposta capace di attraversare decenni, continenti e linguaggi cinematografici diversi, offrendo un vero viaggio tra cinema d’autore, fantascienza, animazione, thriller psicologici e grandi classici restaurati.
Chi segue da tempo il mercato home video italiano sa bene quanto CG Entertainment abbia costruito negli anni una propria identità editoriale molto precisa. Non si tratta semplicemente di distribuire film, ma di recuperare opere fondamentali, valorizzare produzioni indipendenti e permettere a nuove generazioni di spettatori di entrare in contatto con pellicole che hanno cambiato la storia del linguaggio cinematografico. Il catalogo di giugno rappresenta perfettamente questa filosofia, mettendo insieme titoli apparentemente lontanissimi tra loro ma accomunati da una forte personalità artistica.
Tra le uscite più interessanti spicca sicuramente Gioia Mia, opera diretta da Margherita Spampinato che, dopo aver conquistato festival e critica, arriva finalmente in edizione DVD. Il film racconta il percorso esistenziale di una donna anziana che si ritrova a fare i conti con ricordi, rimpianti e ferite mai completamente rimarginate. Lontano dalle rappresentazioni stereotipate della terza età, il racconto costruisce un ritratto delicato e autentico della memoria e dell’identità, sostenuto da una straordinaria interpretazione di Aurora Quattrocchi. È uno di quei film che dimostrano come il cinema italiano contemporaneo sia ancora capace di raccontare emozioni universali con sensibilità e profondità.
Se però esiste un titolo destinato a far battere forte il cuore degli appassionati di fantascienza e animazione d’autore, quel titolo è senza dubbio Il Pianeta Selvaggio. Il capolavoro realizzato da René Laloux e illustrato dal genio visionario di Roland Topor continua ancora oggi a mantenere intatta la propria forza immaginifica. Guardarlo nel 2026 significa ritrovarsi davanti a un’opera che sembra arrivare da una dimensione alternativa del cinema, un luogo in cui la fantascienza incontra la filosofia, la critica sociale e il surrealismo più radicale.
La storia degli umani ridotti a esseri inferiori sul pianeta dominato dai giganteschi Draags conserva una modernità impressionante. Dietro le immagini oniriche e disturbanti si nascondono riflessioni sul colonialismo, sull’oppressione culturale e sul rapporto tra conoscenza e libertà. Per molti spettatori cresciuti tra anime, manga e animazione contemporanea, la visione di Il Pianeta Selvaggio rappresenta ancora oggi una scoperta sorprendente. L’edizione proposta da CG Entertainment in Blu-ray e 4K UHD restituisce finalmente tutta la straordinaria ricchezza visiva dell’opera.
Dalla Francia degli anni Settanta si passa poi alla Corea del Sud contemporanea con The Roundup: Punishment, capitolo conclusivo della popolarissima saga action guidata dal carismatico Don Lee. Chiunque abbia seguito l’ascesa del cinema coreano negli ultimi vent’anni sa bene quanto il genere action sia diventato uno dei punti di forza dell’industria cinematografica del Paese. Inseguimenti, combattimenti spettacolari e criminalità digitale si fondono in una pellicola che riesce a essere adrenalinica e divertente senza perdere ritmo nemmeno per un istante.
Un discorso a parte merita invece Battle Royale, autentica leggenda del cinema giapponese e opera che continua a esercitare un’influenza enorme sulla cultura pop contemporanea. Molto prima che videogiochi come Fortnite, PUBG o Apex Legends trasformassero il termine “battle royale” in un fenomeno globale, Kinji Fukasaku aveva già raccontato una società distopica in cui un gruppo di studenti veniva costretto a eliminarsi a vicenda per sopravvivere.
Rivedere oggi quel film significa rendersi conto di quanto fosse avanti rispetto al proprio tempo. Dietro l’elemento shock e la violenza esplicita si nasconde infatti una critica feroce ai meccanismi di controllo sociale, alla competizione esasperata e al rapporto tra giovani generazioni e autorità. La Director’s Cut restaurata in 4K UHD rappresenta una delle uscite più importanti dell’intero mese e probabilmente una delle più attese dagli appassionati di cinema asiatico.
Accanto al primo capitolo arriva anche Battle Royale II – Requiem, sequel che amplia l’universo narrativo della saga spostando il focus verso temi apertamente politici e antimilitaristi. Un’opera spesso discussa e controversa, ma che continua a suscitare interesse proprio per la sua capacità di spingersi oltre i confini del semplice survival movie.
La seconda metà del mese prosegue lungo percorsi molto diversi ma altrettanto affascinanti. Good Boy di Jan Komasa si presenta come uno dei thriller psicologici più intriganti arrivati recentemente in Europa. Atmosfere disturbanti, tensione crescente e una narrazione costruita sull’ambiguità trasformano il film in un’esperienza inquietante che affronta temi legati alla manipolazione e alla costruzione dell’identità.
Accanto a esso trova spazio Il Maestro di Andrea Di Stefano con Pierfrancesco Favino, interprete che continua a rappresentare una delle eccellenze assolute del cinema italiano. Attraverso il rapporto tra un insegnante di tennis e un giovane atleta emergono riflessioni sulla crescita personale, sul talento e sulle aspettative che spesso accompagnano il concetto stesso di successo.
Più intimo e introspettivo appare invece La Gioia di Nicolangelo Gelormini, che affida a Valeria Golino un personaggio impegnato in un percorso di rinascita personale. Il risultato è un racconto intenso che affronta il tema della libertà individuale senza rinunciare a una forte componente emotiva.
Anche La Mattina Scrivo di Valérie Donzelli esplora territori interiori, seguendo una scrittrice alle prese con il difficile equilibrio tra vita privata e aspirazioni artistiche. Un tema che chiunque abbia tentato di trasformare una passione creativa in una professione conosce molto bene.
Tra tutte le uscite di giugno, però, una possiede un fascino quasi mitologico per gli appassionati di cinema visionario. Eraserhead non è semplicemente il primo lungometraggio di David Lynch. È uno di quei film che sembrano provenire da un sogno disturbato e che continuano a sfuggire a qualsiasi interpretazione definitiva.
L’universo industriale e opprimente in cui si muove Henry Spencer resta ancora oggi una delle rappresentazioni più potenti dell’ansia, della paura e dell’alienazione mai apparse sul grande schermo. Molte delle immagini che avrebbero definito l’intera carriera di Lynch nascono proprio qui, in un’opera indipendente che ha influenzato generazioni di registi, artisti e autori. Per gli amanti del cinema surreale, horror psicologico e sperimentazione visiva, questa pubblicazione rappresenta un piccolo evento.
A chiudere il mese arriva invece uno dei pilastri assoluti della cinematografia italiana. I Soliti Ignoti di Mario Monicelli torna in una nuova edizione restaurata in 4K UHD, permettendo di riscoprire tutta la grandezza di una commedia che continua a far ridere e riflettere a distanza di decenni. Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori e Claudia Cardinale danno vita a personaggi entrati ormai nell’immaginario collettivo, protagonisti di un racconto che ha ridefinito il genere della commedia all’italiana.
Parallelamente alle uscite home video, anche la piattaforma CGtv continua ad ampliare la propria offerta con nuove proposte streaming. Tra queste emerge Dragonkeeper – La Custode del Drago, avventura fantasy ambientata nell’antica Cina che unisce immaginario mitologico e racconto di formazione. Draghi, imperi e leggende si intrecciano in una storia capace di parlare sia ai più giovani sia agli appassionati di fantasy classico.
L’offerta streaming include inoltre opere come Non è la fine del mondo, tratto dal bestseller di Alessia Gazzola, insieme a numerosi classici italiani e internazionali che spaziano dal cinema dei fratelli Taviani fino ai lavori di Francesco Rosi.
Particolarmente interessante risulta anche la selezione destinata agli abbonati, che comprende produzioni internazionali come Nido di Vipere, thriller sudcoreano ricco di colpi di scena, Lontano da Qui di Sara Colangelo, La Religiosa di Guillaume Nicloux e lo straordinario La Vita Invisibile di Euridice Gusmao di Karim Aïnouz, opera che negli ultimi anni ha conquistato pubblico e critica grazie alla sua straordinaria capacità di raccontare desideri, sacrifici e legami familiari.
Osservando nel complesso tutte le novità di giugno emerge chiaramente un aspetto che gli appassionati di cinema conoscono bene: la ricchezza culturale non nasce dall’omologazione ma dalla diversità. Pochi cataloghi riescono a mettere sullo stesso scaffale David Lynch, Mario Monicelli, Kinji Fukasaku, René Laloux, il cinema coreano contemporaneo e nuove produzioni italiane mantenendo una coerenza editoriale riconoscibile. Eppure è proprio questo dialogo tra epoche, stili e sensibilità differenti a trasformare ogni nuova uscita in una potenziale scoperta.
Per chi ama il cinema come esperienza culturale, collezionismo, memoria e continua esplorazione, giugno si presenta quindi come uno di quei mesi destinati a riempire scaffali, wishlist e serate davanti allo schermo. E tra un restauro in 4K, una gemma dell’animazione europea e un classico del cinema giapponese pronto a tornare più spettacolare che mai, la sensazione è che questa estate abbia ancora parecchie sorprese da offrire. Quale di queste uscite finirà per conquistare maggiormente la community dei cinefili e degli appassionati di cultura pop?








