Maggio, per chi vive di cinema come noi nerd cresciuti tra scaffali di DVD consumati, notti passate a riguardare scene cult e discussioni infinite su restauri, director’s cut e colonne sonore, ha sempre quel sapore strano da “stagione delle riscoperte”. Non è il mese dei blockbuster estivi che urlano dai cartelloni, ma quello in cui ti ritrovi improvvisamente davanti a un catalogo capace di farti saltare da Federico Fellini a Dario Argento, da David Lynch al cinema sudcoreano più adrenalinico, passando per documentari musicali, fantascienza distopica e opere che sembrano pensate apposta per chi ama scavare dentro le immagini. Ed è esattamente la sensazione che lascia addosso la line-up di maggio di CG Entertainment, una selezione che sembra costruita con la mentalità di chi conosce davvero il pubblico cinefilo e sa quanto sia bello perdersi tra generi apparentemente incompatibili.
Basta leggere qualche titolo per capire che non si tratta della classica distribuzione “di riempimento”. Da una parte troviamo il ritorno di pietre miliari come Amarcord e Matrimonio all’italiana in edizioni 4K UHD che faranno impazzire collezionisti e appassionati di restauro cinematografico, dall’altra il cinema contemporaneo più inquieto e politico con L’Agente Segreto e Bacurau, opere che negli ultimi anni hanno trasformato Kleber Mendonça Filho in uno degli autori più discussi e amati del panorama internazionale. In mezzo? Una quantità quasi pericolosa di culto, weird cinema, thriller italiani, fantascienza e documentari che sembrano fatti apposta per chi passa metà della vita a consigliare film agli amici dicendo “fidati, questo devi recuperarlo”.
La sensazione più bella, però, è quella di vedere ancora vivo il supporto fisico in un’epoca in cui tutto sembra destinato a dissolversi dentro piattaforme impersonali. Perché sì, il fascino del Blu-ray e del 4K non è soltanto nostalgia da collezionisti maniaci. È rituale. È esperienza. È il gesto di prendere una custodia, guardare una cover restaurata, infilare il disco nel lettore e sapere che stai guardando il film nel modo migliore possibile. Una cosa che chi è cresciuto tra VHS registrate, DVD pieni di extra e menu animati capisce al volo.
Tra le uscite che fanno immediatamente accelerare il battito geek spicca inevitabilmente 4 Mosche di velluto grigio, uno di quei film che negli anni si sono trasformati in veri oggetti mitologici per gli amanti dell’horror italiano. Rivederlo oggi in una nuova edizione restaurata Blu-ray + 4K significa rientrare dentro quell’estetica malata e ipnotica che Dario Argento riusciva a costruire nei primi anni Settanta, un cinema fatto di sogni febbrili, musica ossessiva e dettagli visivi che ancora oggi sembrano provenire da un’altra dimensione. Chi ama il giallo all’italiana lo sa bene: Argento non girava semplicemente thriller, creava universi paralleli in cui il reale sembrava sempre sul punto di sciogliersi.
E poi Lynch. Sempre Lynch. Perché il ritorno di Twin Peaks: Fire Walk with Me e soprattutto di Strade perdute sembra quasi un promemoria cosmico rivolto a tutta la community nerd: certe opere non invecchiano, mutano. Cambiano insieme a noi. Ogni volta che riguardi “Strade Perdute” hai l’impressione di vedere un film differente, come se Lynch avesse nascosto livelli segreti dentro la pellicola, un po’ come i videogiochi che da ragazzini scoprivamo avere aree invisibili o finali alternativi mesi dopo averli completati.
Chi invece cerca il cinema contemporaneo che mescola tensione sociale, distopia e immagini impossibili da dimenticare probabilmente finirà travolto da 2073: Ultima Chiamata, il nuovo docufilm sci-fi di Asif Kapadia. Kapadia ha sempre avuto la capacità di raccontare il presente come se fosse già memoria futura, e l’idea di un mondo schiacciato dalla sorveglianza e dalla crisi democratica sembra quasi uscita da una timeline cyberpunk dove Orwell incontra Black Mirror dopo una maratona notturna.
Poi arriva quel momento in cui il catalogo cambia improvvisamente atmosfera e ti trascina altrove. In Brasile, ad esempio. Perché Bacurau non è soltanto un film: è un’esperienza collettiva, rabbiosa, sporca, visionaria. Un western futuristico che si comporta come uno slasher, una favola politica che a tratti sembra un videogioco survival horror. Guardarlo oggi significa ricordarsi quanto il cinema possa ancora sorprendere davvero. E lo stesso discorso vale per L’Agente Segreto, opera che conferma Mendonça Filho come uno degli autori più magnetici del nostro tempo, capace di fondere memoria, tensione politica e identità culturale dentro immagini che rimangono addosso per giorni.
Una menzione speciale la merita anche Manara, disponibile in esclusiva streaming. Per chi ha attraversato fumetto europeo, erotismo artistico e immaginario pop italiano, il nome di Milo Manara rappresenta qualcosa di enorme. Non soltanto un autore di fumetti, ma una figura che ha cambiato il modo di raccontare il desiderio, la sensualità e il corpo femminile dentro il linguaggio disegnato. E diciamocelo apertamente: intere generazioni nerd italiane sono cresciute sfogliando Manara di nascosto, con quella sensazione di stare entrando in un territorio proibito e affascinante allo stesso tempo.
Anche il lato streaming di CGtv sembra voler parlare direttamente a chi ama esplorare cinema dimenticato, outsider e titoli da recupero compulsivo. Spuntano opere come Femina Ridens, Che? e perfino follie exploitation come Mondo Cannibale. Roba che farà sorridere chi ha passato anni a caccia di cult improbabili nei mercatini o nelle videoteche underground.
E in mezzo a tutto questo caos cinefilo, il ritorno in 4K di Amarcord assume quasi un valore simbolico. Fellini continua a essere uno di quei registi che persino chi non guarda cinema d’autore conosce per osmosi culturale. “Amarcord” non è soltanto un film: è un pezzo di immaginario italiano collettivo, un flusso continuo di ricordi deformati, caricature, malinconia e fantasia. Rivederlo restaurato oggi significa anche capire quanto il cinema italiano sapesse essere gigantesco, surreale e universale senza perdere la propria identità.
Mentre il mercato dell’home video continua a restringersi e molte etichette sembrano sopravvivere soltanto grazie agli appassionati più ostinati, vedere una programmazione così ampia e coraggiosa da parte di CG Entertainment fa un effetto quasi romantico. Sembra la resistenza di un modo diverso di vivere il cinema, più lento, più fisico, più emotivo. Quello fatto di consigli tra amici, maratone improvvisate, edizioni limitate ordinate mesi prima e scaffali che raccontano chi siamo molto meglio di qualsiasi algoritmo.
E forse è proprio questo il dettaglio più bello di tutte queste uscite di maggio: la sensazione che il cinema, quello vero, continui ancora a parlare linguaggi diversissimi senza perdere la capacità di sorprenderci. Dal thriller lisergico italiano alla fantascienza politica brasiliana, dal documentario musicale al noir lynchiano, passando per Fellini e Manara, sembra quasi di attraversare una gigantesca videoteca geek costruita senza paura di mischiare alto e basso, cult e autorialità, nostalgia e contemporaneità.
Il punto, alla fine, resta sempre lo stesso: quali di questi titoli finiranno direttamente nella vostra collezione personale e quali invece recupererete in streaming durante una di quelle notti infinite in cui si parte con un film “giusto per curiosità” e ci si ritrova alle tre del mattino a cercare interviste, making of e teorie assurde nei forum?








