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I Templari a Monopoli

Monopoli è una città meravigliosa in cui è possibile ammirare chiese barocche, palazzi settecenteschi e fortificazioni medievali. Perdersi tra i suoi vicoli, circondati da casette bianche decorati con fiori colorati, è una vera esperienza tra storia e leggenda. Infatti la cittadina pugliese custodisce segreti antichi e affascinanti molti dei quali legati ai Cavalieri Crociati e Templari, che hanno lasciato le loro tracce in monumenti, chiese e castelli. Girando per i vicoli di Monopoli ancora oggi infatti si ha l’impressione di sentire il tintinnio delle spade e le parole che narrano storie di mille anni fa. Allora chiudiamo gli occhi, prendiamo un respiro profondo e ci prepariamo a intraprendere un viaggio che ci porterà chissà dove, un viaggio che oscilla tra il sacro e il profano.

I Templari, famosi per la loro travagliata e affascinante storia, erano attivi anche in Puglia, solitamente trovando rifugio in chiese, cattedrali o masserie. Nonostante siano stati perseguitati e l’ordine sia stato sciolto, alcuni segni della loro presenza sono stati rinvenuti anche a Monopoli. Croci patenti sono presenti in alcune chiese rupestri e cripte, testimonianza di un passato avvolto in mistero e leggenda1.

La cittadina pugliese è ricca di antichi simboli che si possono scoprire su monumenti, chiese e portoni: sono proprio i segni che i Cavalieri Crociati e Templari hanno lasciato, uomini coraggiosi che hanno scritto pagine importanti nella storia di Monopoli. Infatti, sia i Crociati che i Cavalieri Templari hanno attraversato questa città.

Ad esempio, i castelli di Monopoli sono testimonianza della presenza dei Cavalieri di Malta. Il castello di Carlo V, costruito nel XVI secolo, domina il mare e si trova circondato da mura che abbracciavano un’antica torre normanna. Questo castello, noto anche come Castello di Santo Stefano, sorge su di un antico sperone di roccia e ha una storia affascinante. Inizialmente era un convento dei monaci benedettini, successivamente divenne sede di un ospedale dell’Ordine Gerosolimitano. Infine, i Cavalieri di Malta lo trasformarono in una base per controllare i traffici verso la Terra Santa durante le Crociate. Monopoli divenne un importante crocevia di viaggi e contatti con l’Oriente. La città era animata da pellegrini, nobili, cavalieri, mercanti e religiosi che si preparavano per un lungo viaggio carico di fede o interessi economici.

Monopoli custodisce anche luoghi sacri legati ai Cavalieri Templari e ai Cavalieri di Malta. La chiesetta di San Giovanni, situata in largo San Giovanni, fu costruita nel XV secolo e successivamente riedificata nel 1707 da frate Domenico Recco, Commendatore dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. Sebbene sia stata privata delle sue opere d’arte, la croce maltese sopra il portale ricorda il suo glorioso passato.

Monopoli è una città che sa sorprendere con la sua storia millenaria e i suoi tesori nascosti. Visitandola si può scoprire il suo volto più antico e misterioso, ma anche quello più moderno e vivace. Tra mare e movida, tra sacro e profano, Monopoli è una città dai mille volti.

Il mistero del quadrato magico di Pompei

Il mistero del quadrato magico di Pompei, ritrovato nel novembre del 1936 da  Pompeo Della Corte, inciso su una colonna della Grande Palestra, non distante dall’Anfiteatro, è avvolto in una nebbia di oscurità e segreti. Il quadrato del Sator, che risale a un periodo compreso tra il II e il IV secolo d.C, è un enigma che è stato rinvenuto anche in numerosi altri luoghi in Europa e compare anche in antichi testi e monumenti. Gli studiosi hanno dedicato molti sforzi per cercare di svelarne l’origine e il significato, ma la verità rimane nascosta tra le pieghe del tempo. La sua origine potrebbe essere di stampo cristiano, ma il vero significato rimane un enigma: potrebbe essere anche solo di un semplice gioco di parole.

Un aspetto intrigante di questo misterioso quadrato è la sua capacità di essere letto sia da sinistra a destra che da destra a sinistra, come un palindromo. La frase “rotas opera tenet arepo sator” si rivela in modo identico anche se letta al contrario. Un enigma nel mezzo di un enigma.

L’ipotesi più accreditata è che si tratti di una “cruces dissimulatae”, una rappresentazione cifrata utilizzata dai primi cristiani per adorare la croce in segreto. Non a caso, le 25 lettere del quadrato possono essere riarrangiate per formare le parole “A-PATERNOSTER-O”. Le lettere A e O, corrispondenti alle primordiali lettere greche alfa e omega, potrebbero rappresentare l’inizio e la fine di tutte le cose. Inoltre, se il quadrato viene letto a spirale, emergono le parole “sator opera tenet – tenet opera sator”, che suggeriscono che il Creatore sia il padrone dell’opera (Dio signore del creato).

La presenza del quadrato magico nell’antica Pompei solleva numerosi interrogativi. Non esistono prove del culto cristiano in tale contesto eppure il quadrato appare in luoghi di grande importanza storica. D

“Knightfall”: Un’epica medievale tra intrighi, cavalleria e il mistero del Graal

“Knightfall”, la serie tv storica prodotta da History, si tuffa nel cuore oscuro del Medioevo, esplorando le gesta dei temuti e leggendari Cavalieri Templari. Creata da Don Handfield e Richard Rayner, con la produzione esecutiva di Jeremy Renner, questa serie è un’ode viscerale al coraggio, alla fede e alla lotta per il potere, avvolta da intrighi, tradimenti e misteri.

La trama segue le avventure di Landry du Lauzon, interpretato da Tom Cullen, un cavaliere templare dalla forza incrollabile ma segnato dai fallimenti vissuti durante le Crociate. Landry è un uomo tormentato, afflitto dal peso delle sue perdite, ma il suo destino prende una nuova piega quando emerge una speranza che lo guiderà in una missione tanto sacra quanto pericolosa: la ricerca del Santo Graal. L’ordine dei Templari, il più potente e misterioso dei monaci guerrieri medievali, è al centro di una lotta tra il Re di Francia Filippo IV (Ed Stoppard) e la Chiesa, ognuno dei quali cerca di piegare a proprio favore le sorti dell’intero regno.

Nel cuore di questa battaglia si erge Filippo IV, un re ambizioso e astuto che mira a espandere il suo potere, costringendo la Chiesa ad allinearsi ai suoi interessi. La serie dipinge un’immagine complessa di un regno diviso, dove il potere politico e quello religioso si scontrano per il controllo della cristianità, e il Graal diventa il simbolo di una lotta senza fine.

Accanto a Cullen, nel cast troviamo un gruppo di attori che arricchisce ulteriormente la trama. Pádraic Delaney, nel ruolo di Gawain, è l’immagine della lealtà e della nobiltà, mentre Simon Merrells, nei panni di Tancredi, incarna il cavaliere determinato e stratega. Julian Ovenden, noto per le sue apparizioni in “Downton Abbey” e “Person of Interest”, interpreta Guglielmo di Nogaret, un uomo dalle molteplici sfaccettature politiche.

Ma la vera sorpresa arriva con l’ingresso di un’icona del cinema: Mark Hamill, il celebre Luke Skywalker di “Star Wars”, che qui veste i panni di Talus, un cavaliere anziano e saggio, custode dei segreti dell’ordine templare. Il suo personaggio è una figura paterna e misteriosa, che trasmette a Landry le verità più oscure e le responsabilità di un cavaliere templare. La sua presenza aggiunge una dimensione nostalgica e intrigante alla serie, portando con sé il peso dell’esperienza e l’autorevolezza che solo Hamill, con la sua carriera leggendaria, può infondere al ruolo.

“Knightfall” non è solo una serie su battaglie medievali e cavalieri armati di spade. È una riflessione profonda sul conflitto tra fede e potere, tra dovere e ambizione. La sceneggiatura si intreccia abilmente con i temi dell’onore, della redenzione e del sacrificio, ma non manca di momenti che sfiorano il soprannaturale, come il mistero attorno al Santo Graal, un oggetto che, secondo la leggenda, possiede poteri straordinari. La serie mescola elementi storici con il mito, creando un mix che affascina gli appassionati di storia e quelli di fantasia.

L’atmosfera è impregnato di toni cupi e drammatici, con una regia che sa come alternare l’intensità dei combattimenti, caratterizzati da coreografie mozzafiato, con i momenti di tensione politica e personale. La fotografia, ricca di luci e ombre, richiama l’estetica delle epoche medievali, creando un mondo che sembra davvero pulsare di vita, tra castelli oscuri, terre di battaglia polverose e intrighi nei corridoi del potere.

In conclusione, “Knightfall” è una serie che piacerà agli appassionati di storie di cavalieri e epiche medievali, ma che sa anche offrire uno spunto di riflessione più profondo sui temi eterni del potere e della fede. La presenza di attori di talento, la scrittura affilata e la costruzione di un mondo ricco di mistero e dramma fanno di questa produzione un must per chi cerca una serie ricca di intensità e colpi di scena. A chi ama la storia, ma anche le trame avvincenti e i personaggi complessi, “Knightfall” rappresenta un’esperienza da non perdere.