Super Mario Galaxy + Super Mario Galaxy 2: la raccolta stellare arriva su Switch e Switch 2

Amici e amiche di CorriereNerd.it, preparate le vostre tute spaziali e allacciate le cinture! Nintendo ha sganciato una notizia che ha fatto vibrare le corde della nostalgia e dell’emozione in ogni videogiocatore che si rispira: una collection rimasterizzata che riunisce due pietre miliari del genere platform, Super Mario Galaxy e il suo acclamato sequel, Super Mario Galaxy 2. L’appuntamento con il cosmo è fissato per il 2 ottobre, quando questa imperdibile raccolta sbarcherà su Nintendo Switch e, con un tocco di magia futuristica, anche sulla nuova, attesissima, Switch 2.

La casa di Kyoto, che non smette mai di sorprenderci, ha accompagnato l’annuncio con un trailer panoramico di ben sette minuti. E se c’è una cosa che il team di Nintendo sa fare è stuzzicare la nostra curiosità, trasportandoci istantaneamente in quell’atmosfera onirica, stellare e un po’ folle che aveva stregato milioni di giocatori ai tempi del Wii. Rivedere il nostro amato idraulico che fluttua leggiadro tra pianeti colorati, accompagnato da una colonna sonora orchestrale che è pura poesia per le orecchie, è un po’ come riaprire un vecchio album di fotografie, ma con un’emozione viva e tangibile che si rinnova. Non è solo un’operazione di restyling; è un’artefatta opera di restauro, pensata per i fan di Mario di vecchia data e per una nuova generazione pronta a scoprire la magia galattica.

L’Universo Espanso di Mario

Questa collezione è molto più di un semplice porting. Nintendo ha lavorato per offrire un’esperienza ottimizzata, con nuove modalità e contenuti extra che promettono di arricchire un gameplay già di per sé leggendario. Il primo capitolo ci catapulterà di nuovo al fianco di Rosalina, la misteriosa custode dei Luma, in un’avventura epica che vede l’universo in pericolo e la principessa Peach, ancora una volta, nelle grinfie di Bowser. Il sequel, invece, rilancia la formula con una dose massiccia di creatività, portando Mario a bordo della stravagante Starship Mario e, soprattutto, introducendo l’inseparabile compagno a quattro zampe (o meglio, due) Yoshi. La presenza di questo carismatico dinosauro aggiunge un livello di profondità e divertimento al gameplay, con poteri unici sbloccati dai suoi frutti speciali che fanno letteralmente volare la fantasia.

Ma il cuore pulsante di questi capolavori videoludici resta lui, Mario, con le sue trasformazioni iconiche che ci fanno sentire come un bambino al luna park. Dalla tuta dell’ape che gli permette di volare, all’invisibilità spettrale di Boo Mario, fino alle novità del secondo capitolo come il poderoso Rock Mario o l’etereo Cloud Mario, ogni potere è una chiave per scoprire un nuovo modo di esplorare e interagire con il mondo circostante. Senza dimenticare il vasto cast di personaggi che hanno reso questi giochi immortali: l’instancabile Toad, il coraggioso Luigi, la regale Peach, l’imponente Bowser e il carismatico Lubba, capitano della Starship.

Un Salto nel Futuro Tra 4K e Nuove Funzionalità

Dal punto di vista tecnico, il salto generazionale è evidente. Su Switch, potremo goderci questi due titoli a una risoluzione di 1080p, ma la vera chicca arriva con la prossima console: Switch 2 porterà l’esperienza fino al 4K grazie a un aggiornamento gratuito. L’interfaccia è stata completamente ripensata per essere più intuitiva, i menu sono più fluidi e, per chi si avvicina per la prima volta a queste avventure, è stata introdotta la Assist Mode, che offre aiuti extra per rendere il gioco accessibile anche ai meno esperti. E per i veri appassionati di videogiochi, non mancano le sorprese: capitoli aggiuntivi che espandono la trama, una colonna sonora completa con ben 154 brani da ascoltare a piacimento e il supporto agli amiibo, che permetterà di sbloccare oggetti e potenziamenti esclusivi.

Torna anche la modalità cooperativa, una funzionalità che già all’epoca aveva dimostrato il potenziale di Super Mario Galaxy come esperienza socialmente condivisa, perfetta per unire amici o membri della famiglia sul divano. Un secondo giocatore potrà supportare l’idraulico, raccogliendo astroschegge e immobilizzando i nemici, in un gioco di squadra che rende ogni galassia ancora più divertente.

Ma al di là della tecnica, ciò che rende questi titoli immortali è il loro design. Rivedere le galassie inventate dal team di Nintendo EAD Tokyo è come visitare un museo di creatività. Ogni livello, dal mondo dei giocattoli a quello dei dolciumi, dalle biblioteche sospese ai deserti cosmici, è una meraviglia architettonica costruita per giocare con la gravità e la fisica in modi inaspettati. È qui che Super Mario Galaxy e Super Mario Galaxy 2 brillano ancora oggi: non puntano solo alla sfida, ma alla continua sensazione di stupore, a quel desiderio irrefrenabile di esplorare, di scoprire ogni angolo, di lasciarsi sorprendere.

L’uscita di questa collection, al prezzo di 69,99 euro, non è casuale. A pochi mesi dal quarantesimo anniversario di Mario, Nintendo ci ricorda ancora una volta perché questo personaggio non è solo una mascotte, ma un’icona immortale, un simbolo della capacità del videogioco di reinventarsi e di emozionare.

Con questa imperdibile collection, la grande N ci invita a tornare tra le stelle. Non solo come un viaggio nel passato, ma come una nuova opportunità per riscoprire il motivo per cui amiamo i videogiochi: per la magia che sanno creare, per quel senso di meraviglia infantile, per l’idea che dietro ogni pianeta possa esserci un segreto da scoprire, un salto da tentare, una musica da canticchiare. Il 2 ottobre non sarà solo l’uscita di un videogioco, ma la riapertura di un portale verso il cosmo immaginato da Nintendo, dove la gravità si piega alle regole del divertimento.

E voi, siete pronti a ripartire per questo incredibile viaggio interstellare? Quali sono i vostri ricordi più belli legati a Super Mario Galaxy? Condividete questo articolo con gli amici e fateci sapere le vostre aspettative nei commenti qui sotto!

Super Mario Bros. a 40 anni: il salto che ha riscritto la storia dei videogiochi

C’è un momento nella storia del videogioco che non è segnato da una rivoluzione tecnologica o da un’epica narrazione, ma da un semplice, perfetto, inebriante salto. Quel salto, così elementare eppure così potentemente evocativo, è quello che ha dato il via a tutto, il 13 settembre 1985. Quella data non ha visto solo il debutto di Super Mario Bros. su Famicom/NES, ma ha sancito la nascita della grammatica stessa del platform. Shigeru Miyamoto e la sua squadra non si sono limitati a disegnare un idraulico baffuto. Hanno scolpito un intero universo di regole non scritte, insegnandoci che ogni blocco nasconde un segreto e che ogni tubo può essere un portale per un altrove. È stato il salto che ha trasformato un videogioco in una lingua universale, un rito che tutti abbiamo celebrato almeno una volta.

Dall’Arcade al Salotto: La Rivoluzione Silenziosa

Prima che Mario si lanciasse alla conquista del Regno dei Funghi, il suo creatore, Jumpman, era un carpentiere. Era il 1981 quando, in Donkey Kong, un omone dai salti improbabili sfidava una scimmia gigante. Due anni dopo, Jumpman diventò Mario, un nome omaggio a Mario Segale, un imprenditore italo-americano, e il suo mondo si espanse con Mario Bros., uscendo dal singolo cabinato per risuonare nelle sale giochi di tutto il mondo. Ma è stato il prefisso “Super” a proiettarlo nella leggenda, trasformando un semplice idraulico nell’alfiere di Nintendo e di un’intera generazione.

Super Mario Bros. non fu solo un gioco: fu la prova che il divertimento più autentico non si trovava solo nelle rumorose sale giochi, ma poteva prosperare nel silenzio del salotto. Con oltre quaranta milioni di copie vendute, la cartuccia del gioco, spesso in bundle con Duck Hunt e la Zapper, diventò un punto di riferimento. Mentre il mercato statunitense barcollava, Mario lo rimise in piedi con un sorriso, un sonoro “bing” di moneta e la bandierina che, alla fine di ogni livello, celebrava un piccolo trionfo personale.

La Poesia dello Scorrimento Orizzontale

Se prima i platform sembravano vetrine statiche dove i personaggi si muovevano su schermi fissi, Super Mario Bros. li ha liberati. Ha introdotto lo scorrimento orizzontale, trasformando i livelli in un viaggio continuo, una passeggiata nell’ignoto. Ogni passo in avanti era un invito a fidarsi, a esplorare. I tubi non erano più semplici decori, ma portali verso nuovi mondi, il cielo poteva cambiare colore in un istante, e l’acqua costringeva il giocatore a riapprendere le leggi della fisica. Ma la vera magia erano i segreti, non banali collezionabili, ma vere e proprie promesse: un blocco sospetto, una nuvola solitaria, un “giù” premuto su un tubo che chiedeva solo un atto di fede.

L’universo di gioco del Mushroom Kingdom è una sinfonia di logica onirica. Funghi che ti fanno crescere, fiori che ti donano la capacità di lanciare palle di fuoco, tartarughe che diventano proiettili, piante carnivore che spuntano dai tubi come fossero denti della terra. A dare un’anima a tutto questo, la colonna sonora di Koji Kondo, un metronomo emotivo che fonde melodia e meccanica in un’unica, indimenticabile esperienza. È una musica che non accompagna, ma che guida i tuoi passi, un’armonia che si è impressa nella memoria collettiva tanto quanto l’immagine di Mario.

L’Ombra e il Mito: Il Caso The Great Giana Sisters

Ogni leggenda ha i suoi imitatori, e Super Mario Bros. non fa eccezione. Nel 1987, il mondo videoludico conobbe The Great Giana Sisters, un platform che non si limitava a ispirarsi a Mario, ma lo clonava con una tale audacia che il mondo lo ricorda ancora oggi. Lo scrolling, la fisica, il gusto per il segreto, l’andamento dei livelli… tutto era incredibilmente familiare. Nintendo rispose con i suoi avvocati e il gioco sparì dagli scaffali. Questa storia, più che un monito, è la prova che, a soli due anni dal suo debutto, Mario era già il modello, la metrica, lo standard con cui tutti dovevano confrontarsi. Chi ti copia con una tale perizia, non sta solo cercando di rubare un’idea, ma sta certificando che tu ne hai creata una inimitabile.

L’Eredità in Movimento: Dal 2D al 3D

L’eredità di Mario non è una cronologia, ma una morfologia, un codice genetico che si è evoluto senza perdere la sua anima. Con Super Mario 64 nel 1996, la curiosità che già viveva nei tubi si trasformò in esplorazione libera in un mondo tridimensionale. Super Mario Galaxy ha reso la gravità un giocattolo, e Odyssey ha riportato al centro il gusto della scoperta. In mezzo, una costellazione di spin-off, da Mario Kart a Mario Party, che testimoniano la versatilità di un’icona. La saga principale, tuttavia, rimane il cuore pulsante, la voce guida di un coro che non ha mai smesso di cantare.

Per quarant’anni, l’anima di Mario è rimasta immutata. L’iconica voce di Charles Martinet, un sorriso che ha accompagnato generazioni, è diventata sinonimo di gioia e di trionfo a ogni salto ben riuscito. La mitologia di Mario si è stratificata, creando un immaginario collettivo popolato da Peach, Yoshi, e l’eterno arcinemico Bowser. Anche le curiosità, come il cognome “Mario” che rende i fratelli Mario Mario e Luigi Mario, sono diventate parte del tessuto che lega i fan.

Un Classico che Non Invecchia

Super Mario Bros. è un capolavoro che non ha mai smesso di vivere. Nel 1993, Super Mario All-Stars lo ridisegnò in 16-bit per Super NES, rendendolo una piccola, preziosa storia del platform. Oggi, le riedizioni e le riproposizioni su piattaforme come Nintendo Switch Online mantengono viva la sua fiamma. Ma l’aspetto più straordinario è che, se si rimuove la patina della nostalgia, il primo livello del gioco, l’1-1, ti parla ancora oggi. Ti educa, ti insegna che l’inerzia si doma, che i nemici possono diventare strumenti e che il mondo, se gli parli con i giusti comandi, ti risponde con una moneta o un fungo. La sua fisica non è un costume: è la sua pelle.

Nel 1985, mentre le sale giochi offrivano brividi e sfide ad alta intensità con giochi come Ghosts ‘n Goblins, Super Mario Bros. metteva radici nelle case. Ha insegnato che i videogiochi potevano essere una passeggiata, un rito quotidiano, un segreto prima di dormire. Non una corsa contro il tempo e i gettoni, ma un’esplorazione, un momento di pura felicità.

Quarant’anni dopo, la tentazione di incorniciare Super Mario Bros. e appenderlo al muro è forte. Ma il vero omaggio a questo capolavoro non è parlarne, ma giocarci. Finire il primo livello senza fermarsi. Tornare indietro con lo sguardo a cercare il blocco giusto. Entrare in un tubo come fosse la prima volta. E poi parlarne insieme, perché è così che il mito di Mario continua: ogni salto fa ancora lo stesso, felice, rumore. E, dietro ogni mattoncino, c’è sempre la possibilità che la realtà faccia “pling”.

La Friendzone: il Game Over più crudele della storia

Da quarant’anni lo vediamo saltare voragini, affrontare tartarughe corazzate, schivare palle di fuoco e inseguire la sua principessa tra mondi colorati e castelli pieni di trappole. Abbiamo creduto, ingenuamente, che alla fine di ogni avventura ci fosse una ricompensa romantica: il bacio della principessa Peach, simbolo di un amore segreto ma eterno.
E invece no. Nintendo ha deciso di infliggere un colpo critico alle speranze dei fan, confermando ufficialmente quello che in molti temevano ma pochi osavano dire ad alta voce: Mario è bloccato per sempre nella Friendzone.

La dichiarazione che ha infranto il cuore del Regno dei Funghi

L’annuncio, arrivato tramite l’app Nintendo Today, non lascia spazio a interpretazioni. “La principessa Peach e Mario sono buoni amici e si aiutano a vicenda ogni volta che possono” recita il comunicato. Nessun “forse”, nessun “vedremo”, nessuna apertura narrativa: soltanto una definizione limpida, definitiva, crudele come il game over dopo un salto sbagliato.

Per un istante, è come se il suono iconico della “1-Up” avesse smesso di darci speranza. Mario, il nostro idraulico baffuto preferito, dopo decenni di missioni eroiche, non è il cavaliere che conquista il cuore della principessa. È “solo” l’amico fidato. E per un eroe videoludico, questo è un destino peggiore della lava.

La Friendzone: il dungeon emotivo senza uscita

Se siete nerd, sapete bene che la Friendzone non è una semplice metafora. È un vero e proprio dungeon psicologico, con porte chiuse a chiave e nemici invisibili. È la Shadow Temple delle relazioni sentimentali: buia, labirintica e piena di trappole che si attivano quando pensi di essere al sicuro.

È quell’oscura dimensione in cui i sentimenti non corrisposti si trasformano in assistenze amichevoli, in sorrisi cordiali e in inviti a “prendere un tè” quando il cuore spera in una cena romantica. Non c’è warp pipe che tenga, non esiste stella dell’invincibilità capace di renderti immune al colpo critico del “ti vedo solo come un amico”.

Per Mario, la Friendzone non è arrivata all’improvviso. Come in un JRPG con trama stratificata, ci sono stati indizi: baci fugaci in alcuni titoli, scene dolci ma mai chiaramente amorose, e poi… quell’epico rifiuto alla fine di Super Mario Odyssey, quando Peach, appena salvata, decide di partire per un viaggio da sola. Un colpo narrativo degno di uno spin-off tragico alla Final Fantasy Type-0, dove il sacrificio dell’eroe non garantisce mai il lieto fine.

Perché i nerd temono la Friendzone più di Bowser

Il problema non è solo il rifiuto. È il ruolo secondario che si cristallizza nella storia. Nel mondo nerd, dove ogni missione ha un “loot” da guadagnare, essere relegati al ruolo di “miglior amico” è come completare una quest epica in The Witcher 3 per ricevere… una sedia rotta come ricompensa.

E mentre l’eroe classico trova consolazione in un’ode malinconica, il nerd reagisce rifugiandosi in maratone di Star Trek: The Next Generation, partite infinite a Dark Souls o discussioni fiume su Reddit per capire se Peach “abbia mai amato davvero Mario” o se si tratti di una strategia politica per mantenere rapporti diplomatici con l’idraulico più famoso del multiverso.
C’è chi sostiene persino che la loro relazione sia in realtà un permadeath mode: una volta caduti nella Friendzone, non puoi ricaricare il salvataggio.

Nintendo rompe la quarta parete… e il cuore dei fan

La decisione di dichiarare pubblicamente questo status relazionale è quasi un atto meta-narrativo. Per quarant’anni, i giocatori hanno riempito i vuoti di trama con la propria immaginazione, costruendo fanfiction, teorie e meme. Ora, Nintendo ha chiuso la porta con la stessa fermezza con cui Ganondorf chiude il portone di Hyrule Castle dopo averlo conquistato.

Eppure, un dubbio resta: se Peach ha baciato Mario in Super Mario World, Super Mario RPG e persino in Super Mario 64, come si collocano questi momenti nella timeline ufficiale? Sono semplici gesti amichevoli? O frammenti di un’altra realtà, magari un universo parallelo come quello di The Legend of Zelda, dove le storie d’amore cambiano da un titolo all’altro?
Dopotutto, anche Link e Zelda vivono in un loop infinito di ambiguità sentimentale: salvare il mondo sì, ma per mano nella mano… forse nella prossima incarnazione.

L’unica via di fuga dal dungeon

Qui il gioco si fa serio: l’unico modo per sfuggire alla Friendzone, dentro e fuori dal mondo dei pixel, è la chiarezza. Come in un anime shōjo, bisogna dichiarare i propri sentimenti apertamente, senza glitch e senza nascondersi dietro missioni secondarie. Certo, c’è il rischio di perdere definitivamente la partita amorosa, ma almeno si evita di rimanere intrappolati in quel loop infinito di “salvataggi” senza ricompensa.

Forse Mario dovrebbe smettere di inseguire la principessa e dedicarsi a nuove avventure: un torneo di kart senza drammi sentimentali, un match di tennis senza sottotesti romantici, o magari una collaborazione con Samus Aran, che almeno saprebbe apprezzare un compagno di squadra pronto a lottare contro alieni e non solo tartarughe giganti.
O, per una svolta narrativa degna di un crossover alla Super Smash Bros., un’alleanza con Lara Croft, dove la posta in gioco non è un cuore da conquistare, ma un artefatto leggendario.

Una lezione per tutti noi

La vicenda di Mario e Peach ci ricorda che non sempre l’eroe ottiene il lieto fine che ci aspettiamo. A volte, anche nel mondo nerd, bisogna accettare di essere comprimari nella storia di qualcun altro… o decidere di scrivere la propria saga, con un finale completamente diverso.

In fondo, come ci insegna Mass Effect, non tutte le scelte portano alla romance perfetta. Ma ogni run è un’avventura a sé. E chissà: magari da qualche parte, in una realtà alternativa del multiverso Nintendo, Mario e Peach vivono felici e contenti.
Fino ad allora, noi resteremo qui, a tifare per il nostro idraulico preferito e a chiederci: e se il vero tesoro del Regno dei Funghi fosse stata la broship lungo il percorso?

E voi? Avete mai affrontato il boss finale della Friendzone? Quali strategie avete usato per uscirne vivi? Raccontatecelo nei commenti: chissà che insieme non si riesca a trovare una warp zone per fuggire da questo temibile livello.

Super Mario: il mistero dietro “It’s-a me, Mario!” e le teorie che stanno facendo impazzire il web

Quando si parla di icone videoludiche, è impossibile non pensare a lui: Super Mario. L’idraulico italoamericano con la maglietta rossa, la salopette blu, i baffoni e il cappello rosso con la “M” bianca cucita sopra non è solo un personaggio: è un simbolo, un frammento indelebile della cultura pop mondiale, una figura che ha attraversato generazioni e console con la stessa agilità con cui salta sui Goomba.

Da nerd cresciuto a pane e pixel, vi confesso che parlare di Mario significa toccare una delle parti più emotive della mia memoria videoludica. Nato nel 1981 dalla mente geniale di Shigeru Miyamoto in quel capolavoro arcade chiamato Donkey Kong, Mario ha fatto subito capire di essere destinato a qualcosa di più grande. All’epoca era semplicemente “Jumpman”, un omino pixelloso che saltava barili per salvare la sua ragazza da uno scimmione incavolato. Nessuno poteva immaginare che, da lì, sarebbe nato un impero capace di plasmare non solo il mondo dei videogiochi, ma anche il nostro immaginario collettivo.

Oggi Mario conta più di 200 apparizioni videoludiche, tra giochi principali, spin-off, sportivi, kart, party game, crossover, RPG e persino film animati. Non è solo la mascotte di Nintendo: è un ambasciatore della gioia digitale. Quante volte ci siamo trovati, pad alla mano, a saltellare tra funghi e castelli, a salvare la Principessa Peach da un Bowser che, ammettiamolo, ormai è quasi più uno zio rompiscatole che un vero antagonista?

Ma dietro la superficie di questo personaggio che sembra uscito da un libro illustrato per bambini si nascondono enigmi e teorie che stuzzicano anche il nerd più smaliziato. Il mistero che ultimamente sta impazzando sui social è proprio uno di questi. Tutto è partito da un video virale su TikTok di un utente chiamato Jawny Sparklez, che ha lanciato una teoria tanto bizzarra quanto intrigante: e se Mario, in realtà, non dicesse “It’s-a me, Mario!”, ma “Itsumi Mario”?

Per chi mastica un po’ di giapponese, “Itsumi” può suonare come un nome proprio, evocando idee di eccellenza, grandezza, quasi fosse un titolo onorifico. È come se Mario, da sempre, ci avesse detto “Sono Itsumi, Mario”, rivelando un’origine e un significato che ci erano sfuggiti per decenni. Capite? Non stiamo parlando solo di un accento caricaturale pensato per gli anglofoni, ma forse di un gioco di parole, di un’identità segreta, di un layer nascosto nel personaggio più famoso del gaming.

La faccenda si complica ulteriormente se ricordiamo che, ufficialmente, i fratelli si chiamano Mario Mario e Luigi Mario. Sì, avete letto bene. Lo ha sancito nientemeno che il film live-action del 1993 — quel pasticcio adorabile che oggi è diventato un cult trash — gettando nel panico migliaia di fan e facendo scoppiare grasse risate a chiunque ami gli easter egg. Ma se ci fermiamo a riflettere, cosa sappiamo davvero delle origini dei fratelli Mario? Perché un idraulico italiano vive in Giappone, parla con accento inglese ma urla “Mamma mia!” a ogni occasione? Che lingua parla, davvero, Mario? E perché, nei primissimi giochi, il nostro eroe comunicava solo in giapponese, lasciando dietro di sé un alone di mistero linguistico che oggi ci fa impazzire di curiosità?

Ogni volta che sento quel suo inconfondibile “Woohoo!”, mi rendo conto che dietro l’apparente semplicità del personaggio si nasconde un mondo stratificato. Mario non è solo un ometto che corre e salta. È un simbolo di resilienza, di trasformazione, di adattamento. Ha cavalcato l’onda degli 8-bit, dei 16-bit, del 3D, della realtà aumentata e della mobile generation senza perdere un grammo del suo fascino. È diventato persino un’icona della moda pop, del merchandising e, perché no, del cosplay. E chi, tra noi, non ha mai sognato almeno una volta di indossare quei baffoni finti e quel cappello rosso a una festa nerd?

La bellezza di Mario sta proprio lì: nella sua capacità di essere semplice e profondo allo stesso tempo. Dietro la faccia buffa e le esclamazioni italianeggianti si cela un mistero che ci invita a scavare, a guardarci intorno, a chiederci se non ci siamo persi qualcosa lungo il percorso. Forse il Regno dei Funghi non è solo un mondo di fantasia, ma un gigantesco enigma disseminato di indizi. Forse la prossima grande rivelazione non verrà da Nintendo, ma da un fan abbastanza curioso e attento da connettere i puntini.

E allora, miei cari lettori, la domanda è questa: siamo davvero sicuri di conoscere Mario? O ci siamo semplicemente accontentati della superficie, di quell’immagine rassicurante e colorata, senza mai chiederci cosa c’è sotto? Magari la chiave per capire tutto è proprio davanti ai nostri occhi, nascosta in plain sight, pronta a essere scoperta nel prossimo salto, nella prossima avventura, nel prossimo videogioco.

Vi lascio con questo pensiero, un po’ nerd, un po’ filosofico: la prossima volta che sentirete “It’s-a me, Mario!”, fermatevi un attimo. Ascoltate bene. Chissà, magari tra quelle sillabe allegre si cela il più grande segreto della storia del gaming. E se volete discuterne con me o con altri appassionati, fatelo: commentate qui sotto, condividete l’articolo sui vostri social, lanciate teorie folli. Perché, alla fine, è questo il bello della nostra comunità nerd: non smettere mai di giocare, né con i giochi, né con le idee.

Il potente Bowser di Lego

Lego, ha annunciato il modello di Bowser l’ultima novità della linea Lego Super Mario Adult: un set in mattoncini mastondontico con ben 2.807 pezzi. Il set 71411 è una ricostruzione altamente dettagliata del Re dei Koopa: per far fede alle enormi e potenti caratteristiche del personaggio, il modello è completamente snodato ed è in grado di lanciare una palla di fuoco. Il set sarà in vendita dal 1° ottobre 2022 presso i Lego Store, lego.com e nei migliori negozi di giocattoli al prezzo di 269.99 €.

Il set è l’ultimo prodotto nato dall’esclusiva collaborazione tra il Gruppo Lego e Nintendo, lanciata per la prima volta nel 2020. La linea Adults comprende una serie di modelli in mattoncini a tema Super Mario, ciascuno progettato per evocare la nostalgia dei fan e delle fan Lego, che ricordano Mario come parte integrante della loro infanzia. Tra gli ultimi prodotti lanciati figurano Lego e Nintendo Entertainment System (NES) e l’iconico Lego Blocco punto interrogativo Super Mario 64 con all’interno i livelli del gioco Super Mario 64.

Il potente Bowser Lego Super Mario, che fa parte appunto della linea “Adults Welcome”, è stato a lungo atteso dai fan adulti di Lego (AFOL), che non vedono l’ora mettersi alla prova con un set così ricco di dettagli e riportare alla mente i ricordi del passato. Il set presenta elementi Lego innovativi, utilizzati per ricreare l’aspetto degli spuntoni di Bowser. Oltre ad avere un lanciatore di palle di fuoco e un pulsante per controllare i movimenti della testa e del collo, anche la bocca, le braccia, le gambe e la coda sono mobili, in modo che gli appassionati possano replicare la temibile indole del Re dei Koopa, che conoscono bene e amano incondizionatamente.

Il potente Bowser Lego Super Mario proprio per essere fedele al vero stile Lego Super Mario, ha anche un elemento interattivo. Chi possiede uno dei Lego Super Mario Starter Pack, può divertirsi a far sfidare Bowser con Lego Super Mario, Lego Luigi o Lego Peach dando vita ad un’esperienza di un gioco coinvolgente e potenziata digitalmente. Ma attenzione: Bowser è armato di una palla di fuoco e non ha paura di reagire!

Carl Merriam, Senior Designer di Lego Super Mario, ha dichiarato:

“Bowser è il boss per eccellenza e siamo lieti di annunciare l’introduzione di questa versione oversize nella linea Lego Super Mario™ per adulti, per aggiungere un pizzico di sfida in più. Quando due anni fa abbiamo lanciato questa fortunata linea, è iniziato un viaggio che ci ha portato ad ampliare man mano i personaggi più iconici e riconoscibili dell’universo Lego Super Mario…. L’aggiunta di Lego Super Mario – Il Potente Bowser è davvero un tuffo nel passato per molti fan adulti di Lego. Sarà anche il grande capo, ma continua a suscitare una calda sensazione di nostalgia nel cuore degli appassionati di Super Mario di tutto il mondo. Così come sconfiggere Bowser è sempre stata la sfida finale nei giochi di Super Mario, qui sfidiamo i fan a costruire il Re dei Koopa con quasi 3.000 pezzi. Sappiamo che sono all’altezza del compito e che non vedranno l’ora di mettere le mani su questa grande novità”.

Tutti gli Starter Pack, i Pack di Espansione e i Character Pack dell’universo Lego Super Mario offrono infinite possibilità di espandere, ricostruire, personalizzare e creare le proprie sfide, ricche di azione e di divertimento creativo, in un’esperienza altamente interattiva.

 

Il Ritorno di una Leggenda: Super Mario Adventures Sbarca in Italia

Certe storie, si sa, non passano mai di moda. Ce lo insegna il baffuto idraulico in salopette che, da decenni, attraversa i tubi del Regno dei Funghi. Stiamo parlando di Super Mario, ovviamente, una delle saghe videoludiche più amate e longeve di tutti i tempi. Ebbene, preparatevi, perché l’eroe italiano sta per compiere un nuovo viaggio, non più su schermo, ma tra le pagine di un manga. J-Pop Manga, infatti, porta in Italia un pezzo di storia videoludica e fumettistica: “Super Mario Adventures“, disponibile in fumetteria dal 29 novembre e nelle librerie dal giorno seguente.

Questo volume non è una semplice trasposizione, ma un vero e proprio tuffo nel passato. “Super Mario Adventures” raccoglie tutti e 12 gli episodi della serie originale, pubblicata nel 1992 sulla rivista americana Nintendo Power, e aggiunge anche un episodio extra, il 13°, che fece la sua comparsa all’inizio dell’anno successivo. È proprio in questa puntata aggiuntiva che i fan potranno assistere a un evento epocale: il primo incontro tra Mario e il suo tormentato alter ego, Wario.

Il fumetto mantiene intatto lo spirito giocoso e l’atmosfera bizzarra dei videogiochi, ma con una ventata di freschezza narrativa. La trama, sebbene familiare, promette di offrire colpi di scena e situazioni esilaranti. Ancora una volta, il povero Regno dei Funghi è in pericolo, e la Principessa Peach è stata rapita dal solito, inesorabile, Bowser. Il malvagio re dei Koopa ha un obiettivo chiaro: sposare la Principessa a tutti i costi. Saranno i nostri eroi, Mario e il suo inseparabile fratello Luigi, affiancati dal fedele amico Yoshi, a imbarcarsi in una missione impossibile per fermare Bowser e salvare la Principessa.

Il viaggio sarà tutt’altro che semplice. I nostri avventurieri dovranno affrontare nemici insoliti e perdersi in luoghi bizzarri e misteriosi. Si troveranno ad affrontare una serie di ostacoli e sfide che li spingeranno a superare i propri limiti. Riusciranno i due fratelli a “tubare” una soluzione, a trovare la via d’uscita da questo ennesimo pasticcio?

L’opera è stata creata da due talenti del fumetto. Kentaro Takekuma ha ideato la storia. È un autore noto per il suo lavoro in Saru demo kakeru manga kyo-shitsu (Anche una scimmia può disegnare manga), realizzato in collaborazione con Koji Aihara. A dare vita ai personaggi con i suoi disegni è invece Charlie Nozawa, conosciuto in Giappone come Tamakichi Sakura, autore di manga come Shiawase no katachi (Le forme della felicità) e Oyaji no wakusei (Il pianeta di papà).

Il fascino senza tempo di Super Mario è innegabile. Non a caso, con circa duecentocinquanta titoli, la serie ha ricevuto quasi sempre punteggi superiori all’80% da GameRankings, e IGN l’ha addirittura definita la miglior serie videoludica di tutti i tempi. Questo manga promette di soddisfare sia i fan storici, che potranno rivivere le avventure in una veste nuova, sia i giovani lettori che non hanno ancora avuto modo di conoscere a fondo le storie del Regno dei Funghi. È un invito a riscoprire una delle colonne portanti della cultura nerd, dimostrando ancora una volta che Mario e il suo mondo hanno ancora tantissimo da raccontare, tra un tubo e un’altra avventura. Che l’avventura abbia inizio!

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