L’atmosfera attorno a PLAY – Festival del Gioco 2026 è carica di quell’energia speciale che solo gli eventi capaci di unire memoria, cultura e passione sanno generare. BolognaFiere si prepara ad accogliere tre giornate che promettono di lasciare un segno profondo, non solo nel calendario degli appassionati, ma anche nel modo in cui il mondo ludico racconta la propria identità. L’edizione del 2026, infatti, coincide con l’ottantesimo anniversario del diritto di voto alle donne in Italia e il festival ha scelto di trasformare questa ricorrenza in un tema narrativo potente, racchiuso nel claim che accompagnerà tutta la kermesse: #LaPLAY.
PLAY non si limita mai a essere una semplice fiera. È un ecosistema, una fucina di storie, un luogo in cui creatività, comunità e memoria dialogano come pedine su una plancia in continua evoluzione. Mettere al centro il ruolo delle donne, nei giochi e attraverso i giochi, significa costruire un percorso culturale che intreccia la storia dell’emancipazione con quella del design ludico contemporaneo. Un ponte ideale che unisce generazioni, linguaggi, esperienze.
Per mesi il cantiere creativo di PLAY ha lavorato nell’ombra, tra brainstorming, progetti, partnership e proposte. Il risultato si svela ora come un mosaico ricchissimo che trova il suo epicentro in un tema che non vuole essere una celebrazione sterile, ma una finestra aperta sul presente e sul futuro: il diritto, conquistato e ancora da difendere, di scegliere, partecipare, esprimersi. Il gioco, del resto, è sempre stato una palestra di libertà, immaginazione e possibilità.
PLAY 2026 ritrova la sua collocazione di maggio e si espande in ogni direzione
Il festival torna nella sua tradizionale finestra di fine maggio, dopo il successo travolgente della scorsa edizione. I numeri del 2025 parlano da soli: oltre 34mila visitatori hanno animato i padiglioni rinnovati di BolognaFiere, trasformando ogni angolo in una taverna fantasy, una plancia in movimento, un dungeon affollato da avventurieri di ogni età. L’edizione 2026 vuole superare quel traguardo, puntando su un ampliamento degli spazi, un maggior respiro internazionale e un focus culturale che farà vibrare i tavoli da gioco come mai prima d’ora.
La formula resta quella che ha reso PLAY un punto di riferimento europeo: Entra, Scegli, Gioca. Tre parole che sono un mantra, una promessa, un invito. Chi varcherà i cancelli di BolognaFiere dal 22 al 24 maggio sarà accolto da migliaia di tavoli sempre attivi, quattro padiglioni immersivi, una ludoteca monumentale e una community pronta a condividere consigli, strategie, risate e avventure.
PLAY non vive solo nei padiglioni. Vive nei corridoi gremiti, nelle file che diventano occasioni per conoscere nuovi compagni di missione, nei regolamenti consultati al volo, nelle partite improvvisate tra sconosciuti che in pochi turni diventano alleati. Vive soprattutto nella sensazione di entrare in un mondo in cui il tempo rallenta e ogni dado lanciato costruisce un ricordo.
Una special guest che porta con sé storia, impegno e game design visionario
Il primo nome annunciato come ospite speciale anticipa perfettamente lo spirito di questa edizione. A Bologna arriverà Tory Brown, autrice di Votes for Women, uno dei giochi più premiati e acclamati degli ultimi anni. Il suo lavoro è un esempio straordinario di come il gioco possa essere un linguaggio capace di raccontare movimenti politici, lotte sociali e conquiste civili senza perdere un grammo del suo potenziale ludico.
Votes for Women ricostruisce il percorso delle suffragette statunitensi dal 1848 al 1920. Le analogie con la storia italiana sono immediate, quasi inevitabili. Giocare significa vivere, turno dopo turno, la determinazione delle attiviste, gli ostacoli politici, le battaglie parlamentari e l’evoluzione di un movimento che ha cambiato la società. L’opera di Brown, premiata con il Summit Award nel 2023, dimostra come la progettazione ludica possa diventare strumento educativo, politico e culturale allo stesso tempo.
A PLAY 2026, Brown offrirà uno sguardo privilegiato su come nascono giochi in grado di raccontare il mondo e trasformarlo. Il suo intervento promette di essere uno dei momenti più intensi del festival.
La Spagna è il Paese ospite di PLAY 2026: un viaggio nella scuola ludica iberica
Dopo il successo della prima edizione di questa iniziativa, PLAY continua la sua tradizione di accogliere ogni anno una nazione ospite. Nel 2026 tocca alla Spagna, un paese che negli ultimi vent’anni ha rivoluzionato il proprio panorama ludico, dando vita a un’ondata di autori, editori e titoli innovativi che hanno conquistato l’Europa.
Il padiglione iberico offrirà uno spazio dedicato agli editori emergenti, agli autori affermati e alle nuove frontiere del game design spagnolo. Un’occasione ghiottissima per scoprire giochi che raramente arrivano nel circuito italiano generalista, conoscere nuove realtà e ampliare il proprio immaginario ludico.
“Play in the City”: Modena apre le danze e porta il gioco nelle strade
Prima ancora di arrivare a Bologna, il festival scalda i motori a Modena con una nuova iniziativa: Play in the City, in programma dal 21 al 23 novembre. Una tre giorni che trasforma il centro storico nella capitale temporanea della cultura ludica, con attività per scuole, famiglie, curiosi e appassionati.
Gli spazi del Collegio, della Chiesa di San Carlo e del Dipartimento di Giurisprudenza diventano teatri di workshop, mostre, tavoli demo e oltre duecento giochi da provare. Un assaggio perfetto per entrare nel mood e iniziare il conto alla rovescia verso #LaPLAY.
Play non è una fiera: è un rito collettivo del mondo nerd
Chiunque abbia anche solo sfiorato PLAY sa quanto sia difficile descrivere la sensazione di varcare l’ingresso e ritrovarsi in un microcosmo dove regna la passione. È un luogo dove le distanze si accorciano, dove un regolamento condiviso crea legami, dove il divertimento diventa linguaggio comune.
I tavoli popolati da giocatori alle prime armi convivono con quelli dei veterani che discutono di deckbuilding, bilanciamento, probabilità, combo impossibili e strategie da manuale. Gli autori firmano copie, ascoltano feedback, raccontano storie. Le famiglie vivono la magia del gioco come momento di condivisione autentica. I cosplayer donano colore, vita, meraviglia, trasformando i padiglioni in un crossover continuo di universi immaginari.
PLAY è un appuntamento dove ogni nerd, geek, appassionato, curioso o collezionista trova uno spazio che parla la sua lingua.
Verso maggio 2026: hype, attese e quel desiderio di tornare a tirare i dadi
L’edizione 2026 sembra destinata a essere una delle più ricche e intense di sempre. L’attenzione culturale, la presenza di ospiti internazionali, il tema dedicato ai diritti delle donne, gli spazi ampliati e il legame profundo con la community rendono #LaPLAY un’esperienza che travalica il concetto di fiera per trasformarsi in un evento corale.
Chi ha vissuto l’edizione 2025 ricorda ancora l’entusiasmo condiviso, i padiglioni in fermento, l’adrenalina dei tornei, la meraviglia degli stand. E molti di loro sanno già che maggio non è una semplice data, ma una questione identitaria.
Anche chi non è mai stato a PLAY dovrebbe concedersi questo viaggio. È un’occasione per scoprire nuovi giochi, conoscere nuovi compagni di avventura, vivere un’esperienza che rimane impressa come una campagna memorabile.
E ora tocca a voi: siete pronti per #LaPLAY?
Io non vedo l’ora di perdermi nei padiglioni, di ascoltare designer visionari, di provare quel gioco indie che farà parlare la community per mesi, di respirare l’allegria contagiosa dei cosplay, e naturalmente di tornare a casa con più scatole di quante ne possa fisicamente trasportare.
E voi? Quali giochi aspettate? Quali storie sperate di vivere? Avete ricordi da condividere delle edizioni passate?
Scrivetelo nei commenti, raccontatecelo, costruite insieme a noi l’hype che ci accompagnerà fino a maggio.
Perché PLAY non è solo un evento da segnare in agenda: è una dimensione da abitare.
Ci vediamo a Bologna, pronti a lanciare nuovi dadi.
