Premio Andersen 2025: “I sette fratelli Cervi” di Federico Attardo vince come Miglior Libro a Fumetti – Il graphic novel che restituisce voce alla memoria resistente

C’è un momento dell’anno che ogni lettore appassionato di narrativa per ragazzi, insegnanti illuminati, librai con l’occhio lungo e – perché no – nerd dei fumetti d’autore attende con trepidazione: l’annuncio dei vincitori del Premio Andersen, il più prestigioso riconoscimento italiano per la letteratura dell’infanzia e dell’adolescenza. Giunto alla sua 44esima edizione, il Premio Andersen si conferma ancora una volta non solo come una vetrina d’eccellenza editoriale, ma come una lente d’ingrandimento sull’evoluzione culturale del nostro tempo. E quest’anno, nella categoria “Miglior libro a fumetti”, il riconoscimento è andato a un’opera che è molto più di una graphic novel: è un atto d’amore verso la memoria storica, un tributo disegnato alla Resistenza italiana, un libro necessario. Parlo de “I sette fratelli Cervi. Una famiglia antifascista”, scritto e illustrato da Federico Attardo e pubblicato da BeccoGiallo, casa editrice che da vent’anni si distingue nel panorama italiano per la sua proposta di fumetto civile e d’inchiesta.

Sì, perché “I sette fratelli Cervi” non è solo un racconto storico. È un mosaico emotivo che combina rigore documentaristico e poesia visiva, in un linguaggio che parla tanto ai ragazzi quanto agli adulti, agli storici come ai lettori occasionali. Il libro, realizzato con la collaborazione dell’Istituto Cervi – da sempre custode dell’eredità morale e culturale della famiglia – arriva in libreria in un momento simbolico: l’Ottantesimo anniversario della Liberazione d’Italia. Un anniversario che non poteva trovare miglior interprete visivo dell’opera di Attardo.

Ma chi erano davvero i fratelli Cervi, dietro i nomi scolpiti nelle vie delle nostre città e nelle aule delle nostre scuole? Erano sette giovani contadini di Campegine, in provincia di Reggio Emilia, figli di Alcide e Genoveffa, cattolici dal pensiero aperto e progressista. Fin dalla giovinezza, i fratelli si distinsero per il loro amore per la cultura e la giustizia. Organizzarono una biblioteca itinerante, con cui diffondevano i classici della letteratura e testi politici nelle campagne emiliane, in un’epoca in cui la cultura veniva soffocata e strumentalizzata dal regime fascista. Il sapere, per i Cervi, era un atto rivoluzionario.

E quando la dittatura divenne ancora più brutale, la famiglia fece una scelta netta e coraggiosa: ospitare disertori, proteggere fuggiaschi, unirsi alla Resistenza armata. I fratelli divennero così una minaccia per i fascisti locali, una banda partigiana temuta e rispettata. La loro fine, tragica e violenta, avvenne il 28 dicembre 1943, quando vennero fucilati dai fascisti nel poligono di tiro di Reggio Emilia. Ma la loro memoria, grazie all’impegno dell’Istituto Cervi, non è mai stata dimenticata. E oggi, attraverso la potente narrazione per immagini di Attardo, rivive in una forma nuova, accessibile e profondamente toccante.

Federico Attardo, classe 1997, non è solo un autore promettente: è un narratore visivo con una missione. Nato a Montecchio Emilia e formatosi tra l’Accademia di Brera e l’ISIA di Urbino, Attardo ha fatto della memoria il fulcro della sua ricerca artistica. La sua tesi su “Novecento” di Bernardo Bertolucci, così come i suoi studi sulla trasformazione del paesaggio rurale emiliano, testimoniano un’urgenza narrativa autentica: raccontare ciò che rischia di essere dimenticato. E nel fumetto trova la sua voce più efficace.

Nel realizzare “I sette fratelli Cervi”, Attardo non solo ha restituito una nuova linfa al genere del graphic novel storico, ma ha anche dimostrato come il fumetto possa essere uno strumento educativo potente, capace di coniugare bellezza visiva e impegno civile. Con il suo tratto essenziale ma evocativo, e una regia delle tavole che alterna ritmo incalzante a pause di riflessione, l’autore riesce a far parlare i luoghi, i volti, le emozioni. Ogni pagina è intrisa di rispetto, di ascolto verso la voce del territorio e di chi ancora oggi custodisce il ricordo dei Cervi. Un’opera che affianca le parole dei Modena City Ramblers, di Salvatore Quasimodo, di Marco Paolini, a quelle dei testimoni comuni, della terra e delle sue memorie non scritte.

BeccoGiallo, la casa editrice padovana che pubblica il volume, non poteva essere una scelta più azzeccata. Fondata nel 2005, prende il nome dallo storico giornale satirico antifascista Il Becco Giallo, la cui missione era – e resta – quella di “gridare verità scomode” attraverso il disegno. Proprio come fa questo libro. E proprio come ci ricorda il direttore editoriale della collana, “il fumetto è uno strumento straordinario per raccontare la realtà”, un linguaggio trasversale e accessibile, perfetto per parlare alle nuove generazioni di temi complessi, come la Resistenza, la libertà, l’impegno civile.

La vittoria al Premio Andersen 2025, dunque, non è solo un premio a un libro ben fatto: è un riconoscimento alla forza del fumetto d’autore italiano, alla sua capacità di affrontare il presente raccontando il passato, di farsi testimone e interprete di storie che altrimenti rischierebbero di svanire nel rumore del contemporaneo. E non è un caso che la cerimonia di premiazione si terrà il 24 maggio, a Genova, nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale, un luogo simbolico per la cultura democratica italiana.

“I sette fratelli Cervi. Una famiglia antifascista” è un libro da leggere, da far leggere, da discutere. È un invito a non dimenticare, a rifiutare ogni forma di indifferenza e a riconoscere nella memoria storica uno strumento fondamentale per la costruzione di un futuro più consapevole. Perché, come ci insegnano i Cervi, la cultura è sempre un atto di resistenza. E questo libro è una bellissima, commovente, potente forma di resistenza disegnata.

Il delitto Matteotti di Francesco Barilli e Manuel De Carli

Il 30 maggio 1924, Giacomo Matteotti, con un discorso alla Camera, firma la propria condanna a morte. Soprannominato “Tempesta” per il suo carattere combattivo, il deputato socialista era perfettamente consapevole del rischio che correva. Dopo aver denunciato con coraggio l’uso sistematico della violenza da parte dei fascisti per intimidire e manipolare le elezioni, concludeva con parole profetiche rivolte ai colleghi:

«Io, il mio discorso l’ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me.»

Pochi giorni dopo, il 10 giugno, Giacomo Matteotti fu rapito a Roma. Era da poco passate le quattro del pomeriggio quando una squadra di fascisti, guidata da Amerigo Dumini, lo prelevava con la forza. Caricato su un’auto, Matteotti venne brutalmente picchiato e accoltellato a morte. Il suo corpo fu poi seppellito in fretta e furia nel bosco della Quartarella, a venticinque chilometri dalla Capitale.

La morte di Matteotti scatenò un’ondata di indignazione e proteste, ma rappresentò anche un momento di svolta nel consolidamento del regime fascista. L’assassinio del deputato socialista non fu solo un atto di barbarie, ma un messaggio chiaro e spietato: l’opposizione al regime sarebbe stata schiacciata senza pietà. Il sacrificio di Matteotti resta un monitoraggio per le generazioni future, un ricordo doloroso ma necessario per comprendere le derivate autorità e difendere la democrazia.

Francesco Barilli, con la sua opera, non solo riporta alla luce questo tragico episodio, ma invita a una riflessione profonda sul valore della libertà e della giustizia. La memoria di Giacomo Matteotti, attraverso il racconto accurato e appassionato di Barilli e le evocative illustrazioni di De Carli, continua a vivere ea ispirare, un secolo dopo, la lotta contro ogni forma di oppressione.

 

In libreria Cresci piano pensa a me! di Walter Leoni

Il talentuoso fumettista Walter Leoni continua a stupire e intrattenere il suo pubblico con la sua ultima opera, “Cresci Piano Pensa A Me!”, una collezione ricca di strisce comiche che catturano la vita quotidiana con uno spirito irresistibile. Pubblicato su Linus e amato sui social network, Leoni è noto per il suo stile unico e il suo umorismo contagioso. In questa raccolta completa, arricchita da inediti, il fumettista offre al pubblico una panoramica esilarante sulla genitorialità, la cultura pop e il rapporto con le nuove generazioni.

Il protagonista indiscusso di queste strisce è il padre di famiglia, Walter stesso, un abile disegnatore che trasforma le banalità quotidiane in avventure esilaranti. Attraverso il suo sguardo ironico, Leoni cattura il crescere del suo giovane figlio, regalando al lettore momenti di risate e di autentica risonanza emotiva.

Con centinaia di situazioni comiche, “Cresci Piano Pensa A Me!” affronta con leggerezza le sfide della genitorialità, rendendo la famiglia il fulcro delle sue creazioni. Il libro si trasforma così in un’ode alle gioie e alle difficoltà dell’essere genitori, mantenendo sempre viva l’attenzione del lettore grazie all’umorismo contagioso di Leoni e alla sua capacità di cogliere l’essenza della vita quotidiana con genialità.

Grazie alla sua popolarità nel mondo dei fumetti, Walter Leoni riesce a conquistare i lettori di tutte le età con questa collezione, confermando il suo status di maestro nell’arte di catturare l’ilarità e l’umanità della vita di tutti i giorni.

School of Love 2 – Una canzone d’amore

Il mondo degli adolescenti è un mosaico di emozioni in continua evoluzione, fatto di scoperte e di incertezze. È qui che il secondo volume della serie School of Love si inserisce, continuando a tessere la trama di un racconto che parla di amore, amicizia e crescita personale, tutto sotto il caldo sole dell’estate italiana. Con una narrazione che affascina e coinvolge, questo volume ci offre uno sguardo profondo e autentico nelle vite di Nina, Viola, e delle loro amiche, mentre affrontano le sfide dell’adolescenza.

Il libro si apre con Viola, che si ritrova a dover fare i conti con una situazione familiare complessa: la separazione dei genitori. Il racconto esplora con sensibilità il dolore e la confusione di una ragazza che deve imparare a dividersi tra due case, cercando di trovare un equilibrio in una realtà che le è ormai estranea. La scrittura si sofferma con delicatezza su questi momenti, permettendo al lettore di sentire la vulnerabilità e la forza di Viola, in un viaggio emotivo che riflette il tumulto interiore di molti adolescenti costretti a confrontarsi con la rottura del nucleo familiare.

Accanto a Viola, emerge la figura di Adele, un’altra giovane alle prese con le difficoltà della vita domestica. Il suo rapporto conflittuale con la matrigna è trattato con una profondità che va oltre gli stereotipi, mostrando le complesse dinamiche che si instaurano all’interno di una famiglia ricostituita. La vicinanza tra Viola e Adele diventa un rifugio sicuro, un luogo dove l’amicizia fiorisce nonostante le difficoltà, dando vita a momenti di tenerezza e solidarietà che illuminano la narrazione.

Nel frattempo, Nina, un personaggio che incarna la lealtà e il coraggio, si ritrova a dover aiutare la sua amica Chiara Aurora in una situazione delicata. Un ragazzo eccessivamente insistente mette a rischio la tranquillità di Chiara, e Nina, con la sua determinazione, diventa una figura di sostegno essenziale. Questo tema, affrontato con tatto, offre una riflessione importante sulla necessità di riconoscere e affrontare i comportamenti tossici nelle relazioni, un aspetto fondamentale nell’educazione sentimentale dei giovani lettori.

L’estate, con il suo carico di promesse e libertà, arriva a sciogliere le tensioni accumulate durante l’anno scolastico. Le ragazze partono per la Sardegna, una terra che, con la sua bellezza selvaggia e i suoi paesaggi mozzafiato, diventa il palcoscenico perfetto per nuove scoperte. L’isola non è solo uno sfondo, ma un personaggio a sé stante, che contribuisce a modellare le esperienze delle protagoniste. Lontane dai vincoli familiari e dalla routine scolastica, Nina, Viola, e le loro amiche si immergono in un’avventura che le porta a esplorare le gioie e i dolori dell’amore.

In Sardegna, ogni incontro, ogni sguardo e ogni sorriso assume una nuova sfumatura, sotto il sole dorato che sembra amplificare ogni emozione. Le ragazze vivono un’estate indimenticabile, fatta di giornate al mare e serate sotto le stelle, ma anche di momenti di introspezione e crescita. È qui che i lati positivi e negativi dell’amore si manifestano con maggiore intensità, costringendo le protagoniste a confrontarsi con le proprie paure e desideri. Le relazioni si fanno più complesse, i legami di amicizia più profondi, e ogni esperienza contribuisce a definire chi sono e chi vogliono diventare.

Il secondo volume di School of Love è molto più di una semplice continuazione della storia; è un tuffo nel cuore dell’adolescenza, un periodo di vita in cui tutto sembra possibile, ma allo stesso tempo incerto. La scrittura, limpida e evocativa, cattura perfettamente l’essenza di questi anni turbolenti, offrendo un ritratto sincero e toccante delle sfide che i giovani devono affrontare. Attraverso le vicende di Nina, Viola, e delle loro amiche, il lettore viene trasportato in un mondo dove l’amore e l’amicizia sono i protagonisti indiscussi, e dove ogni pagina è un invito a ricordare le emozioni di quegli anni formativi.

 

L’Europa spiegata alle bambine e ai bambini arriva in libreria

Dalle stesse autrici de Lo StatoLa Resistenza e La Costituzione spiegata alle bambine e ai bambini, un libro illustrato per cominciare a parlare di Europa con i più piccoli.  

E se l’Europa fosse nata in un’isola? Durante una vacanza a Ventotene a casa dei nonni, Nilde scoprirà una storia incredibile.

Seguendo le tracce del passato, imparerà che non ci sono sogni impossibili da realizzare. Che i confini possono unire anziché dividere. Che la pace si può costruire anche in tempo di guerra.

E che nessuno può confinare le idee.

  • Da leggere in vista delle elezioni del Parlamento europeo di sabato 8 e domenica 9 giugno 2024.

Titolo: L’Europa spiegata alle bambine e ai bambini
Autrici: Francesca Parmigiani e Shu Garbuglia
Caratteristiche: 56 pp. col., cartonato
ISBN: 9788833143132

Il peggior libro di sempre di Elise Gravel arriva in libreria

Il peggior libro di sempre (El peor libro del mundo) di Elise Gravel è una divertente presa in giro della fiaba classica da parte di una delle illustratrici più conosciute e amate.

Elise Gravel è un’autrice e illustratrice canadese di libri per bambini di Montreal, Quebec, vincitrice nel 2012 del Prix du Gouverneur général du Canada per il libro La clé à molette; autrice di più di trenta titoli tradotti in oltre dodici lingue. Famosa per il suo stile umoristico satirico con cui affronta importanti tematiche sociali, questa volta rivolge il suo sguardo alla fiaba classica.

Una principessa bloccata in una torre in attesa che il suo cavaliere la salvi, un libro noioso e banale che tre strambi personaggi cercano di impedire (o migliorare?) con le loro critiche e suggerimenti. Non prendete il titolo come una metafora: è davvero il peggior libro di sempre! Elise Gravel accompagna i lettori in un viaggio inaspettato attraverso il libro più noioso del mondo. Personaggi e lettori onniscienti si infastidiscono rapidamente per l’insipida immaginazione dell’autrice e si ribellano contro i suoi stanchi cliché e le sue scelte anacronistiche, sputando critiche nel tentativo di attirare la sua attenzione e di indirizzare la narrazione in una direzione più interessante. Dopotutto, nessuno è obbligato a comprare un pessimo libro, ma i personaggi? Sono bloccati lì dentro per un’eternità e faranno del loro meglio per divertirsi più possibile, o almeno per non annoiarsi troppo.

Nubìvago. Il ritorno in libreria di Coma Empirico

Arriva in libreria il terzo fumetto di Gabriele Villani, illustratore, disegnatore e musicista, conosciuto sul web come Coma Empirico e seguito da oltre 200 mila followers.

Coma Empirico è un webcomics seguito da un pubblico di ragazze e ragazzi fra i 17 e 30 anni che si riconoscono nei dilemmi esistenziali del suo malinconico protagonista: un mix di romanticismo, musicalità, cinismo e tenerezza. I suoi fumetti ci raccontano le difficoltà delle relazioni interpersonali, il disagio quotidiano, le incertezze, le paure e la sensazione di inadeguatezza con cui molti adolescenti e giovani adulti sono costretti a fare i conti durante il loro percorso di crescita.

Temi complessi vengono affrontati con ironia attraverso vari personaggi, con dialoghi intensi e immediati: il protagonista assoluto però è il personaggio maschile, una figura che ci ricorda il marinaio di Hugo Pratt e che si presenta al lettore come un’anima inquieta e continuamente alla ricerca di risposte.

Audrey Hepburn di Michele Botton & Dorilys Giacchetto

Ognuno ha la sua Audrey, per certi ha sempre vent’anni, per altri è in bianco e nero e per altri a colori, a volte è una principessa europea, una newyorchese alticcia o un’ambasciatrice dell’UNICEF. Qui la scoprirete diversa, di inchiostro e carta, in una dimensione molto più intima e non patinata, senza colonna sonora e con la voce che preferite voi. Spero sinceramente che la scoprirete vostra.

Dalla prefazione di Luca Dotti

Quando si cita Audrey Hepburn il pensiero corre a lei bellissima ed elegante, ai suoi film, o a come la sua immagine venga utilizzata per richiamare qualcosa di immortale e alla moda.

Ma Audrey è stata anche una ragazzina che ha visto coi propri occhi la Seconda Guerra Mondiale, una donna a tratti fragile nel lavoro quanto nel privato, con un forte desiderio di maternità e, soprattutto, uno sconfinato amore per i bambini che la porterà a trovare la sua vera vocazione, ben lontana dal ballo o dalla recitazione: diverrà infatti ambasciatrice dell’UNICEF per sensibilizzare il mondo e aiutare i minori in difficoltà.

Quando iniziai a recitare non avevo un metodo, sul set come sul palco fingevo solo di essere qualcun’altra, come possono fare per gioco le bambine. E vinsi un Oscar!
Audrey Hepburn

Le foto che hanno segnato un’epoca – Cronaca Nera

Quali drammatiche, feroci storie sono racchiuse dietro le fotografie più famose della cronaca nera mondiale?

La morte della Dalia Nera Elizabeth Short, l’arresto del mostro di Milwaukee Jeffrey Dahmer, le ventiquattro personalità di Billy Milligan, il sorriso inquietante di John Gacy, il killer clown.

Dall’autore della pagina Le foto che hanno segnato un’epoca, con la prefazione di Stefano Nazzi ideatore e autore del podcast Indagini

Roberto Vitale, appassionato di fotografia, ha fondato le pagine Le foto che hanno segnato un’epocaI dischi che hanno segnato un’epoca e L’arte ai tempi dei social network, seguite da 3 milioni di follower. Nel 2022 ha pubblicato Le foto che hanno segnato un’epoca (BeccoGiallo).

Le Foto che hanno segnato un’epoca di Roberto Vitale

Come sono nati gli scatti che hanno immortalato gli istanti più importanti della nostra epoca? La ragazza afghana, il bambino di Nagasaki, il corpo senza vita di Federico Aldrovandi, Christopher McCandless davanti al Magic Bus in Alaska, Ruby Bridges al suo primo giorno di scuola, il bambino africano e l’avvoltoio alle sue spalle, il clown killer che ha ispirato Stephen King, la prima donna alla maratona di Boston, il soldato giapponese che non credeva alla fine della guerra, il monaco buddista che si diede fuoco per l’uguaglianza religiosa.

Più di un milione e duecentomila follower Facebook, quasi ottocentomila follower su Instagram, una pagina in crescita esponenziale su Tik Tok, un sito frequentatissimo e molto amato e adesso, finalmente, un libro. Di successo. Stiamo parlando diLe Foto Che Hanno Segnato Un’Epoca“, galassia storico-fotografica creata da Roberto Vitale, autore per Becco Giallo di un libro illustrato da Roby Il Pettirosso e con una scelta di foto raccontate dallo stesso Vitale.

Famosi fatti di cronaca, volti noti, frammenti delle terribili imprese di serial killer, pagine di storie e spicchi del nostro presente e del passato più o meno recente. Un lungo viaggio magistralmente raccontato da Roberto Vitale, che ha creato un fenomeno che molti provano a imitare, ma senza la stessa fortuna. 

Roberto Vitale, autore della pagina Le foto che hanno segnato un’epoca, seguita da 3 milioni di follower, racconta con le splendide iIllustrazioni di Roby Il Pettirosso (Ernesto Anderle), le indimenticabili, drammatiche, immortali storie che si nascondono dietro gli scatti che oggi fanno parte della nostra memoria.

Era una bella giornata finché non è iniziata. Il libro dei Diari di Brodo

Il libro dei Diari di Brodo

Diari di Brodo? Non so chi sia.
— FINANCIAL TIMES

Ah sì, Diari di Brodo! Fa delle ottime zuppe pronte.
— SIGNORA LUISA

Diari di Brodo è la nuova voce dell’illustrazione italiana.
— MARTINA FILIPPELLA

Sono Martina Filippella, classe 1993, vengo da Monza e di mestiere faccio l’illustratrice e la grafica. In realtà ho sempre voluto fare l’ingegnere aerospaziale, ma i miei severi e tradizionalisti genitori mi hanno imposto fin da subito la carriera di illustratrice perché più rassicurante. Nel 2020 ho fondato Diari di Brodo, che non è una città, anche se mi piacerebbe fondare una città a essere sincera. È una pagina Instagram di vignette e illustrazioni. Si chiama così perché dentro ci sono le mie personali considerazioni sulla vita di ogni giorno, in ordine sparso e caotico, proprio come un brodo.

Ora la parte in cui mi vanto un po’: ho lavorato per Vanity FairFreedaMTVSmemorandaUniqlo e per l’intelligence britannica. Scherzo, non è vero che ho lavorato per l’intelligence britannica. Che sciocchezza. Ahahah…

Titolo: Era una bella giornata finché non è iniziata. Il libro dei Diari di Brodo
Autrice: Martina Filippella
Caratteristiche: 288 pp. col., brossura con alette
ISBN: 9788833142265

19,00

Storie di vittime innocenti di Mafia

Storie di vittime innocenti di Mafia, a cura di Valeria Scafetta e Avviso Pubblico, con la collaborazione di Giulia Migneco e lee illustrazioni di Dorilys Giacchetto e fumetti di Elleni, racconta le storie di sedici giovani vite spezzate dalla violenza mafiosa, sedici vittime innocenti, come Cristina, Matteo, Marco, Mariangela, Antonio, Annalisa, Claudio, appartenenti a famiglie senza alcun legame con organizzazioni criminali. Ma non è una pubblicazione incentrata sul dolore e la memoria, ma parte dalla sofferenza e dal ricordo dei familiari per diffondere nella società e, in particolare, tra i giovani, i semi della legalità, con l’obiettivo di far crescere comunità più giuste e sane.

Il volume edito da Becco Giallo Editore e finanziato della Regione del Veneto, in prefazione presenta gli interventi del Presidente della Giunta e del Consiglio regionale che ha sottolineato:

“…la necessità di contrastare le mafie, con l’Italia che deve farsi guida a livello europeo nella lotta contro l’infiltrazione e il radicamento della criminalità organizzata, presente soprattutto nel Nord del Paese. La piovra mafiosa ha esteso i propri tentacoli ormai ovunque, in particolare nei settori del narcotraffico, della prostituzione, della tratta di esseri umani, nel riciclaggio: Cosa Nostra, Camorra, Ndrangheta e Sacra Corona Unita traggono benefici da appoggi esterni. La mafia oggi indossa i panni dell’imprenditore insospettabile pronto ad andare incontro alle persone che si trovano in difficoltà economica, offrendo loro una scorciatoia per aggirare le difficoltà della vita. Ma è solo apparenza. Per questo, è fondamentale l’impegno di tutti per diffondere la cultura della legalità, tenendo sempre alta la soglia dell’attenzione, consapevoli che contro il cancro della criminalità organizzata non si fa mai abbastanza. Soprattutto i nostri giovani devono capire che per sconfiggere le mafie non è sufficiente il pur encomiabile impegno profuso dalle Forze dell’ordine e dalla Magistratura: come scriveva Pier Paolo Pasolini, ‘la lotta più dura si combatte all’interno delle coscienze, nell’impegno quotidiano di ciascuno di noi’. Il libro di Valeria Scafetta racconta le storie di tante vittime innocenti di mafia, ma ha il grande pregio di trasformare l’amarezza e il dolore in un segno di speranza, nella consapevolezza di dover difendere i nostri diritti e lottare per la nostra libertà”.

L’autrice,  Valeria Scafetta , ha spiegato che:

“il libro è frutto di un lavoro di squadra. Raccoglie le storie delle famiglie che me le hanno raccontate. Vuole sensibilizzare soprattutto i ragazzi delle scuole sul tema della responsabilità e dell’impegno civico. Pur partendo dal dolore e da un dato negativo, le tante vittime di mafia senza alcuna colpa, cerca di dare una speranza, raccontando il dopo, il percorso che si è fatto all’indomani della morte di questi giovani. Testimonia l’impegno delle loro famiglie, delle associazioni nel ricordare le vittime innocenti, trasformando la sofferenza in semi di legalità, in qualcosa di luminoso, in grado di riaccendere la speranza nei cuori di ciascuno di noi. Il libro ha fatto un lungo viaggio, partendo da Palermo, da una libreria per ragazzi, in ricordo di Claudio Domino, un bambino di solo nove anni, vittima innocente di mafia; ha portato nelle scuole del nostro Paese preziose testimonianze con un linguaggio semplice e un’illustrazione accattivante, anche grazie alla graphic novel; alla fine, un fumetto racconta la mafia del Brenta in modo concreto e serio. Troviamo quindi le storie di ragazzi veneti come Cristina Pavesi, vittima della banda Maniero, e di Matteo Toffanin, ma anche di Silvano Franzolin, che dal Veneto ha trovato la morte a Palermo, indossando la divisa di Carabiniere di cui andava fiero; di Domenico Gabriele e Rossella Casini, e di altri giovani stranieri uccisi in Italia”.

Pierpaolo Romani, Coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, ha evidenziato come

“il libro è nato dal lavoro di tante persone che si sono messe in gioco per coniugare memoria e impegno: grazie alla ‘ Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie ’, promossa dalla Regione del Veneto e realizzata da Avviso Pubblico, in sette anni abbiamo coinvolto cinquemila ragazzi delle scuole che hanno iniziato a ragionare sul fenomeno della criminalità organizzata e mafiosa, supportati da persone competenti e da quasi duecento insegnanti. Aveva ragione il Giudice Caponnetto nell’affermare che ‘la Mafia teme la Scuola più della Giustizia’: dobbiamo rafforzare la cultura, ovvero la corretta conoscenza della mafia, che anche in Veneto è fortemente radicata da almeno trent’anni, favorita dalla consapevole connivenza di chi ha voluto intrattenere affari con essa, mettendo in pericolo la nostra libertà, la nostra sicurezza, lo sviluppo della nostra società. Credo quindi che la mafia sia innanzitutto un problema culturale perché si presenta come una facile e pronta soluzione ai problemi quotidiani. Fondamentale è fare prevenzione, a partire dai giovani, creando una Rete di Legalità organizzata che coinvolga Regione, scuole e Istituzioni locali. Il libro è un prezioso strumento per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi. Ma serve l’impegno di tutti per sconfiggere le mafie, a iniziare da una buona Politica e da una buona amministrazione del bene pubblico”.

 

Il libro si conclude con l’elenco alfabetico delle giovani vittime della criminalità organizzata: Alfredo Manzoni, Andrea Bonforte… Bartolo Pesce…Vittorio Maglione. 

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