Un teaser con atmosfere da fine del mondo, versioni alternative dei personaggi di The Big Bang Theory, riferimenti a Matrix sparati addosso senza alcuna vergogna e Stuart Bloom trasformato improvvisamente in una specie di antieroe multiversale incapace di gestire persino la propria vita sentimentale figurarsi la realtà intera. Giuro, mentre guardavo le prime immagini di Stuart Fails to Save the Universe ho avuto la stessa identica sensazione di quelle fanfiction assurde che leggevamo anni fa alle tre di notte dopo una maratona di binge watching e troppi energy drink: roba talmente folle da sembrare inventata da un fandom impazzito su Tumblr… e invece HBO Max l’ha resa ufficiale davvero.
La cosa più incredibile? Funziona. O almeno sembra funzionare in quel modo caotico, scomposto e totalmente nerd che manda in tilt il cervello di chi è cresciuto tra sitcom, fumetterie polverose, LAN party improvvisati e discussioni infinite sui multiversi Marvel dopo Avengers: Endgame. Stavolta il centro della storia non è Sheldon Cooper con il suo ego cosmico, non è Leonard con le sue nevrosi romantiche e nemmeno Penny con la sua ironia disarmante. Stavolta il protagonista assoluto è Stuart Bloom, il personaggio che per anni abbiamo guardato come si guarda un NPC tragicomico destinato a perdere sempre, uno di quei volti che sembrano nati per essere meme viventi.
E forse è proprio questo il dettaglio più geniale dell’intero progetto.
Perché Stuart è sempre stato il nerd “vero” della serie. Non il genio. Non il prodigio scientifico. Non il protagonista cool nascosto sotto gli occhiali. Stuart era quello stanco, depresso, economicamente a pezzi, socialmente disastroso, quello che viveva praticamente dentro la fumetteria come noi vivevamo dentro GameStop durante i saldi o dentro i forum anime negli anni d’oro di internet. Kevin Sussman gli ha dato una fragilità stranissima che col tempo è diventata quasi affettuosa. Ridere di Stuart era facile, ma empatizzare con lui ancora di più.
Adesso immaginate questo povero essere umano costretto a salvare il multiverso dopo aver accidentalmente distrutto la realtà usando un dispositivo creato da Sheldon e Leonard. Solo a scriverlo sembra il pitch di una campagna folle di Dungeons & Dragons masterata da qualcuno che ha appena finito una maratona di Rick and Morty.
La sinossi ufficiale sembra letteralmente uscita da una timeline alternativa dove le sitcom classiche hanno iniziato a fondersi con la fantascienza hardcore. Stuart rompe un macchinario sperimentale, il tessuto della realtà collassa, il multiverso entra in modalità Armageddon e lui si ritrova accompagnato da Denise, Bert e Barry Kripke in una missione disperata attraverso universi alternativi popolati da varianti dei personaggi storici di The Big Bang Theory. E già qui il cervello nerd parte da solo. Perché appena senti “varianti” inizi automaticamente a immaginare qualsiasi cosa. Sheldon malvagio. Howard diventato un leader militare interdimensionale. Raj cacciatore cosmico. Penny scienziata geniale. Leonard trasformato in una versione cyberpunk piena di rabbia repressa. Questo concept apre possibilità praticamente infinite e HBO Max lo sa benissimo.
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