CorriereNerd.it

Storie Nere di Alfonso Font arriva in Italia: il lato oscuro del fumetto europeo torna a brillare

Ogni generazione di lettori di fumetti ha quei nomi che ritornano ciclicamente, quasi fossero coordinate segrete di una mappa condivisa. Per chi è cresciuto tra le pagine ingiallite delle riviste specializzate, tra le edicole che profumavano di carta stampata e le fumetterie che iniziavano appena a diventare luoghi di ritrovo, Alfonso Font è uno di quei nomi che non hanno mai davvero smesso di accompagnarci. Eppure, nonostante una carriera immensa e un’influenza che attraversa decenni di fumetto europeo, alcune delle sue opere più affascinanti sono rimaste sorprendentemente difficili da recuperare in maniera organica. Proprio per questo l’arrivo di “Storie Nere” rappresenta qualcosa di molto più significativo di una semplice pubblicazione editoriale.

Dal 29 maggio, grazie alla collaborazione tra Sergio Bonelli Editore e Nona Arte, i lettori italiani possono finalmente mettere le mani su una raccolta che restituisce integralmente uno degli aspetti più affascinanti della produzione del maestro catalano. Una di quelle uscite che forse non finiranno immediatamente nei trend dei social, ma che meritano tutta l’attenzione possibile da parte di chi ama davvero il fumetto come linguaggio capace di raccontare il mondo attraverso prospettive impreviste.

La sensazione, sfogliando queste pagine, è quella di ritrovare un certo modo di intendere la narrazione che appartiene a un’epoca irripetibile. I racconti che compongono “Storie Nere” arrivano infatti dai primi anni Ottanta e furono pubblicati originariamente sulle leggendarie riviste spagnole Creepy e Cimoc, due testate che hanno contribuito a definire una stagione straordinaria del fumetto europeo. Chi ha vissuto quegli anni ricorda perfettamente quanto fossero importanti queste pubblicazioni: laboratori creativi nei quali autori e disegnatori potevano sperimentare senza le rigidità delle serie tradizionali, dando vita a storie brevi, taglienti e spesso sorprendentemente adulte.

Font sfrutta proprio questa libertà per costruire una serie di racconti che sfuggono continuamente alle etichette. A volte sembrano episodi horror, altre volte virano verso la fantascienza più ironica, poi all’improvviso diventano satire feroci dei comportamenti umani. Il filo conduttore non è mai il genere, ma l’essere umano stesso, osservato con uno sguardo che alterna sarcasmo, compassione e una certa malinconia.

Leggendo “Storie Nere” si percepisce chiaramente come Alfonso Font appartenga a quella generazione di autori europei che non avevano paura di mescolare registri differenti all’interno della stessa opera. Oggi siamo abituati a classificare tutto con estrema precisione: fantasy, horror, fantascienza, thriller, dark comedy. Font sembra ignorare completamente queste barriere. Una vicenda può partire come una cronaca bellica e trasformarsi gradualmente in una riflessione grottesca sull’assurdità della violenza. Un’apparizione aliena può diventare il pretesto per raccontare l’egoismo umano. Una semplice esecuzione può trasformarsi in una tragicommedia nera capace di far sorridere e inquietare nel giro di poche vignette.

Ed è proprio questa capacità di muoversi continuamente tra registri differenti che rende le sue storie ancora incredibilmente moderne. Anzi, forse oggi risultano persino più attuali di quanto apparissero quarant’anni fa. Viviamo immersi in un flusso costante di contenuti che spesso semplificano ogni sfumatura morale, mentre Font continua a ricordarci che la realtà è fatta di contraddizioni, zone grigie e paradossi.

Chi conosce il suo lavoro attraverso le sue collaborazioni con Tex potrebbe restare sorpreso dalla varietà di toni presenti in questa raccolta. Font è stato uno degli artisti più versatili del fumetto europeo e la sua carriera lo dimostra ampiamente. Nato a Barcellona nel 1946, ha attraversato decenni di evoluzione del fumetto mantenendo sempre una personalità grafica immediatamente riconoscibile. Il suo tratto possiede una qualità rara: riesce a essere elegante senza diventare freddo, dettagliato senza risultare pesante, realistico senza perdere espressività.

Osservando le tavole raccolte in questo volume si comprende perfettamente perché il suo nome venga spesso citato tra i grandi maestri del fumetto iberico. Ogni vignetta racconta qualcosa anche quando i personaggi non parlano. Gli sguardi, le posture, la costruzione degli ambienti partecipano attivamente alla narrazione. È quel tipo di fumetto che premia una lettura lenta, quasi contemplativa, capace di restituire dettagli che sfuggono a una consultazione frettolosa.

Forse il vero fascino di “Storie Nere” risiede proprio qui. In un periodo storico in cui siamo costantemente spinti verso il consumo rapido di immagini e storie, queste pagine sembrano provenire da una dimensione parallela dove il racconto può ancora permettersi di essere ambiguo, provocatorio e persino scomodo. Font non cerca mai di rassicurare il lettore. Preferisce lasciarlo in bilico, costringerlo a confrontarsi con le fragilità, le ossessioni e le meschinità che appartengono a tutti noi.

Da lettore cresciuto tra gli anni Ottanta e Novanta, confesso che opere come questa riescono ancora a provocarmi una sensazione particolare. Non si tratta soltanto di nostalgia. È qualcosa di più complesso. È il piacere di ritrovare una stagione creativa in cui il fumetto europeo osava continuamente reinventarsi, dialogando con la letteratura, il cinema e la critica sociale senza perdere la propria identità popolare. Una stagione che ha influenzato intere generazioni di autori e che continua a lasciare tracce evidenti anche nelle produzioni contemporanee.

“Storie Nere” arriva quindi come un recupero culturale importante, ma anche come un invito a riscoprire un autore che merita di essere conosciuto ben oltre le opere più celebri. Per chi ama il fumetto d’autore, la fantascienza classica, l’umorismo nero e quelle narrazioni capaci di lasciare un piccolo disagio anche dopo l’ultima pagina, questa raccolta rappresenta una lettura praticamente obbligata.

E voi, avete già avuto modo di leggere Alfonso Font oppure questa sarà la vostra prima incursione nel suo universo narrativo? La discussione è aperta come sempre sui social di CorriereNerd.it, perché certi fumetti non finiscono davvero con l’ultima vignetta: continuano a vivere nelle conversazioni tra appassionati, nei ricordi di chi li ha scoperti anni fa e negli occhi di chi li incontra per la prima volta oggi.

Note: AI-Generated Content

Scopri di più da CorriereNerd.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Enrico Ruocco

Enrico Ruocco

Figlio della GOLDRAKE generation, l’amore che avevo da bambino per il fumetto è stato prima stritolato dall’invasione degli ANIME, poi dall’avvento dei Blockbuster e annientato completamente dai giochi prima per PC e poi per CONSOLE.
In seguito con l’arrivo del nuovo millennio, il tanto temuto millennium bug , ha fatto riaffiorare in me una passione sopita soprattutto grazie ad INTERNET.
Era il 2000 quando finalmente in Italia internet diventava sempre più commerciale, ed io decisi di iniziare la mia avventura sul web creando il mio sito TUTTOCARTONI. Sito nato da una piccola ricerca fatta fra quello che “tirava” sul web e le mie passioni. Sappiamo bene cosa tira di più sul web … sinceramente non lo ritenni adatto a me, poi c’era lo sport, altra mia passione ma campo altamente minato. Infine c’erano i cartoon e i fumetti…beh qua mi sentivo preparato e soprattutto pensavo di trovare un mondo PACIFICO…
Man mano che passava il tempo l’interesse si spostava sempre più verso il fumetto, ed oggi, nel 2017, guardandomi indietro e senza vantarmi troppo posso considerarmi un blogger affermato e conosciuto, uno dei padri degli eventi salernitani dedicati al mondo del fumetto ma soprattutto lettore di COMICS di ogni genere.

Aggiungi un commento

Rispondi