Cosa succede quando la storia sembra essersi conclusa, ma le cicatrici degli eventi passati iniziano a pulsare più forte che mai? Steven Universe Future, la miniserie sequel del celebre universo animato creato da Rebecca Sugar, ci accompagna proprio in questo spazio-tempo emotivo, sospeso tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. Trasmetta su Cartoon Network a partire dal 7 dicembre 2019, questa miniserie di venti episodi rappresenta non solo l’epilogo ufficiale della serie madre Steven Universe, ma anche una profonda riflessione sul concetto di crescita, trauma e guarigione in chiave fantasy, fantascientifica e – ovviamente – nerdissima.
Ambientata dopo gli eventi del lungometraggio Steven Universe: Il Film, la serie ci presenta un mondo apparentemente in equilibrio. Steven ha finalmente contribuito a costruire un mondo dove Gemme e Umani convivono pacificamente, e ha persino fondato una scuola dedicata alle Gemme per insegnare loro una nuova via, lontana dal colonialismo della Homeworld. Ma, come ogni fan di narrativa sa bene, l’armonia apparente spesso cela fratture profonde. E Steven Universe Future è esattamente questo: uno sguardo dolceamaro sulla post-vittoria, dove la vera sfida non è salvare il mondo… ma imparare a salvare sé stessi.
La trama si snoda come un diario emotivo, dove Steven, ormai adolescente, si ritrova a fare i conti con le conseguenze – volute e non – delle sue azioni passate. Quello che era il ragazzo solare e ottimista che tutti amavano, ora si ritrova smarrito, schiacciato dalle aspettative altrui e da un’identità che fatica a decifrare. A complicare il tutto, l’insorgere di nuovi e terrificanti poteri, mai visti prima, che sembrano manifestarsi proprio quando Steven perde il controllo delle sue emozioni. È il segno inequivocabile che qualcosa dentro di lui si è rotto… o forse sta evolvendo?
Nel corso della miniserie, Steven si imbarca in un viaggio profondamente introspettivo, un cammino personale che lo porterà a confrontarsi con il dolore, con il senso di colpa, con l’eredità lasciatagli da Quarzo Rosa – la madre Gemma ribelle che ha rinunciato alla propria forma fisica per far nascere lui – e con la propria umanità, trasmessagli dal padre, Greg Universe, un ex rockettaro dal cuore grande. In questo percorso non mancano momenti di azione, di umorismo e di magia, ma il vero cuore della narrazione è la fragilità umana e la ricerca di sé, che anche in un mondo abitato da entità extraterrestri, rimane l’unica vera avventura universale.
Le Crystal Gems, ovvero Garnet, Ametista e Perla, sono sempre al suo fianco, ognuna portatrice non solo di poteri unici, ma anche di visioni del mondo e traumi da elaborare. Garnet, la fusion stabile nata dall’amore tra Ruby e Sapphire, è la leader saggia e misteriosa; Ametista, l’animo libero e scanzonato del gruppo, lotta con la sua autostima; Perla, la stratega raffinata, continua a metabolizzare la perdita di Quarzo Rosa. Tutte e tre, pur essendo potenti guerriere aliene, rivelano le loro insicurezze in un modo che le rende profondamente umane… e profondamente riconoscibili a chiunque abbia mai affrontato un cambiamento.
E poi c’è Steven, che porta sul proprio corpo la Gemma rosa di sua madre, incastonata nell’ombelico. È il simbolo perfetto del suo essere ibrido, ponte vivente tra due mondi. Ma essere metà Gemma e metà umano non è solo un dono, è una responsabilità. Perché Steven non ha mai avuto un vero tempo per sé: è nato in un conflitto e cresciuto nella missione di salvare gli altri. In Steven Universe Future, per la prima volta, si trova davanti a una domanda destabilizzante: “Chi sono io, adesso che non devo più salvare nessuno?”.
Annunciata al New York Comic-Con del 2019 e trasmessa in due tranche – con il debutto speciale il 7 dicembre e la seconda parte a partire dal 6 marzo 2020, fino al finale esplosivo del 27 marzo – la serie è stata accolta con entusiasmo dalla critica e dal pubblico. E non è difficile capirne il motivo. Temi come la diversità, l’inclusione, l’amore incondizionato e il rispetto reciproco non sono solo accennati: vengono vissuti e messi alla prova in ogni episodio. Non c’è predica, non c’è morale forzata: c’è un racconto sincero, a volte doloroso, ma sempre pieno di speranza.
Dal punto di vista tecnico e artistico, Steven Universe Future mantiene l’estetica raffinata e colorata della serie originale, ma con una maturità visiva che accompagna perfettamente l’evoluzione del suo protagonista. Le musiche, le atmosfere, i silenzi – tutto è pensato per farci entrare in empatia con Steven, per farci sentire sulla pelle la sua confusione, la sua rabbia, la sua voglia di capire chi è, oltre il ruolo di “eroe”.
Insomma, Steven Universe Future è un piccolo gioiello narrativo che si inserisce perfettamente nel grande mosaico della saga di Steven Universe, ma che riesce a brillare di luce propria. È la serie che tutti noi nerd, geek e sognatori abbiamo bisogno di guardare – e riguardare – per ricordarci che non c’è niente di più coraggioso che affrontare sé stessi, accettare la propria fragilità e scegliere, ogni giorno, di essere gentili.
E tu? Hai già seguito il viaggio di Steven fino in fondo? Hai una Gemma preferita o un momento che ti ha spezzato il cuore (o l’ha fatto battere più forte)? Raccontacelo nei commenti o condividi l’articolo con chi, come te, crede che l’animazione possa insegnare più di mille manuali di psicologia. #StevenUniverseFuture #CrystalGems #CartoonNetwork #CorriereNerd
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