Nel vasto universo di Star Trek, il design delle navi stellari della Federazione è sempre stato un elemento chiave per trasmettere l’evoluzione tecnologica e narrativa della saga. Tra queste, la USS Discovery si distingue per un’estetica innovativa, che affonda le radici nei primi concept della USS Enterprise progettati per Star Trek: Phase II, una serie televisiva mai prodotta del 1977.
Un progetto ambizioso mai realizzato
La genesi di questo design risale a un periodo di grandi trasformazioni per il franchise. Star Trek: Phase II, nota anche come Star Trek II, avrebbe dovuto riportare la saga sul piccolo schermo dopo la cancellazione della serie classica nel 1969. Il progetto prevedeva una versione aggiornata della USS Enterprise, il cui design sperimentale venne successivamente accantonato in favore del refit di classe Constitution, divenuto poi iconico grazie a Star Trek: The Motion Picture. Questo concept iniziale, spesso definito Eyesore Class per il suo aspetto non convenzionale, trovò nuova vita decenni dopo con la USS Discovery, dimostrando la tendenza del franchise a recuperare idee visionarie del passato per adattarle alle esigenze narrative contemporanee.
Il lascito di Phase II
L’influenza di Phase II non si limitò al design della Discovery. L’episodio pilota della serie, In Thy Image, fu rielaborato nella sceneggiatura del primo film cinematografico di Star Trek, mentre molti degli episodi pianificati vennero adattati per Star Trek: The Next Generation. Un esempio emblematico è Incontro a Farpoint, che inizialmente avrebbe dovuto essere uno degli episodi chiave della nuova serie televisiva degli anni ’70.
Un altro modello che condivide questa eredità concettuale è la classe Daedalus. Caratterizzata da una sezione a sfera e un’estetica datata, questa nave deriva anch’essa da un concept scartato della USS Enterprise dell’era The Original Series. Questi recuperi creativi non solo arricchiscono la storia visiva di Star Trek, ma testimoniano anche il costante desiderio degli autori di rendere omaggio alle idee passate, reinterpretandole con una sensibilità moderna.
L’illusione di una nuova era televisiva
L’idea di Phase II nacque come risposta alla crescente popolarità della serie classica nelle trasmissioni in syndication e alla rinnovata attenzione del pubblico per la fantascienza. La Paramount, vedendo il potenziale commerciale del franchise, sviluppò il progetto come punta di diamante della prevista rete televisiva Paramount Television Service, con l’intento di trasmettere la serie il sabato sera. Gene Roddenberry, creatore della saga, si mise all’opera per reclutare una squadra di produzione, inclusi veterani come William Ware Theiss e Matt Jefferies, quest’ultimo responsabile della riprogettazione della USS Enterprise.
Tuttavia, il destino della serie subì una svolta inaspettata nell’agosto del 1977, quando Barry Diller, CEO della Paramount Pictures, decise di trasformare In Thy Image in un lungometraggio cinematografico. I budget previsti per la Paramount Television Service non erano sufficienti a garantire la produzione della serie, e la creazione di una nuova rete televisiva venne accantonata. Nonostante ciò, la produzione di Phase II continuò ancora per qualche mese, fino a quando nel 1978 il progetto venne definitivamente abbandonato in favore di Star Trek: The Motion Picture. Il regista originariamente designato per il pilota, Robert Collins, venne rimpiazzato da Robert Wise, mentre i set e i modelli realizzati per la serie furono modificati o scartati.
L’eredità narrativa e iconografica di Phase II
Negli anni ’70, Gene Roddenberry affrontò numerose difficoltà nel cercare di riportare Star Trek in televisione. Le trattative con il cast originale non furono semplici: Leonard Nimoy rifiutò di tornare nei panni di Spock, mentre William Shatner dovette negoziare il suo ingaggio per continuare a interpretare il Capitano Kirk. Alla fine, il cast firmò contratti vantaggiosi, ma la produzione dovette creare nuovi personaggi, tra cui il vulcaniano Xon e la tenente Ilia.
David Gautreaux fu scelto per il ruolo di Xon, ma dopo la notizia che avrebbe sostituito Spock, ricevette lettere minatorie dai fan. Persis Khambatta, selezionata per interpretare Ilia, dovette affrontare resistenze da parte della produzione per il suo look calvo, voluto da Roddenberry. Anche Grace Lee Whitney tornò nel ruolo di Janice Rand, dopo anni di assenza.
Alla fine, tutto cambiò quando la Paramount decise di trasformare l’episodio pilota in un film per il cinema. Phase II venne cancellata e il progetto si evolse in quello che sarebbe diventato Star Trek: The Motion Picture del 1979.
Nonostante la sua cancellazione, l’impatto di Phase II fu duraturo. I nuovi personaggi pensati per la serie, tra cui il vulcaniano Xon (destinato a sostituire Spock), Willard Decker e Ilia, influenzarono direttamente la creazione di figure come Data, Riker e Troi in The Next Generation. Persis Khambatta riprese il ruolo di Ilia nel primo film della saga, rendendo il personaggio parte integrante dell’universo cinematografico di Star Trek.
La USS Discovery e la continuità creativa del franchise
La travagliata storia di Phase II riflette le sfide produttive affrontate dal franchise nel corso degli anni, ma dimostra anche la sua capacità di adattarsi ed evolversi. La USS Discovery, con il suo design ispirato agli schizzi originali della USS Enterprise, rappresenta un perfetto esempio di questa continuità creativa. Il recupero di vecchi concept non è solo un omaggio alla storia del franchise, ma una dimostrazione della sua resilienza e della sua capacità di reinventarsi, mantenendo viva la tradizione esplorativa che ha sempre caratterizzato Star Trek.
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