Lo sappiamo, in< Dragon Ball, ci sono personaggi che brillano di luce propria, scolpiti nella memoria collettiva dei fan con le loro imprese epiche, le trasformazioni mozzafiato e i combattimenti al cardiopalma. Ma ci sono anche personaggi che, pur avendo un potenziale straordinario, sembrano rimanere incastrati in una zona d’ombra narrativa, come comparse in una saga che sembrava volerli esaltare ma che poi li ha dimenticati. Uno di questi è senza dubbio Son Goten.
Goten: l’erede silenzioso di Goku
Goten, il secondogenito di Goku, nasce quasi come un’eco narrativa del padre. Il suo debutto nel manga avviene nel capitolo 230, e fin dal primo istante si percepisce quella familiarità visiva e caratteriale che lo lega al leggendario Saiyan. È letteralmente la copia conforme di Goku da bambino, con la stessa esuberanza innocente e un sorriso che trasuda meraviglia per il mondo che lo circonda. Ma dietro questo specchio c’è qualcosa di più. Goten è anche il simbolo dell’evoluzione genetica dell’epopea saiyan: riesce a trasformarsi in Super Saiyan all’età di sei anni, senza il tormento e l’allenamento estenuante che servì a Goku e Gohan. Una mutazione potente, frutto dell’eredità potenziata dalle “Cellule S” che ha ricevuto da un Goku ormai maturo e fortificato.
Eppure, il suo straordinario talento non ha mai trovato una narrazione degna del suo potenziale. Insieme all’amico e partner in crime Trunks, Goten forma il mitico Gotenks attraverso la danza di Metamor, ma anche quella fusione, pur spettacolare e divertente, è più una parentesi comica che un vero momento di svolta nella saga.
Una creazione funzionale al tono leggero
Akira Toriyama, nella sua genialità creativa, ha ammesso di aver concepito Goten e Trunks con uno scopo ben preciso: alleggerire il tono epico-drammatico che stava prendendo piede nella saga di Majin Bu. La loro introduzione doveva essere una boccata d’aria fresca, una parentesi di spensieratezza e comicità, un contrappunto al crescendo di tensione e distruzione. E in effetti, Goten è perfetto in quel ruolo: bambino allegro, complice di marachelle, spalla brillante di Trunks.
Ma cosa succede quando quel tono leggero non serve più? La risposta è dolorosa per i fan: Goten viene progressivamente accantonato. In Dragon Ball GT lo ritroviamo adolescente, distante anni luce da quell’infanzia esplosiva e prodigiosa. Le priorità sono cambiate: non più l’allenamento e la difesa del mondo, ma le uscite con le ragazze. Da guerriero promesso a semplice ragazzo comune.
Il bozzetto che ha riacceso la fiamma
Di recente, un inedito bozzetto emerso dai “Toriyama Archives” ha riportato Goten sotto i riflettori della community. Si tratta di un’illustrazione originariamente pensata per la copertina del volume 38 del manga, che mostra Goten in un contesto quotidiano e quasi fiabesco: il giovane cavalca con serenità una creatura a metà tra un drago e un dinosauro, con un cesto presumibilmente colmo di provviste per Chi-Chi. Una scena mai apparsa nel manga o nell’anime, ma che racchiude tutta la poetica toriyamiana: personaggi potentissimi immersi in attimi di vita semplice, lontani da guerre galattiche e apocalissi incombenti.
Questo bozzetto è molto più di una curiosità artistica: è una finestra su ciò che Goten avrebbe potuto essere. Una testimonianza silenziosa di un personaggio dimenticato dalla trama ma mai dal cuore dei fan.
Dragon Ball Super: la rinascita che non esplode
In Dragon Ball Super Goten ritorna, ma sempre sullo sfondo. Partecipa a momenti chiave come la festa di Bulma e la nascita di Pan, si fonde con Trunks in un Gotenks mal riuscito per combattere Cell Max, assume persino l’identità di un supereroe chiamato Saiyaman X-2… eppure, il suo ruolo resta marginale. Nonostante un potere latente che farebbe impallidire interi eserciti, non viene mai scelto per i tornei più importanti come quello del Potere, perché ancora “troppo immaturo”.
Una scelta che sembra più una scusa narrativa che una valutazione coerente, soprattutto considerando l’età di Goten nel momento in cui si svolgono questi eventi. C’è in lui un potenziale narrativo colossale, inespresso e frustrante. Cosa potrebbe diventare Goten se ricevesse il giusto sviluppo? Un nuovo tipo di eroe? Un Saiyan che rinuncia alla lotta? Un ponte tra le nuove generazioni?
Goten e il fandom: nostalgia, amore e speranza
La community non ha mai dimenticato Goten. Ancora oggi, tra fan-art, teorie su Reddit, mod di videogiochi e sogni narrativi, il suo nome vive e vibra. C’è chi immagina uno spin-off dedicato interamente a lui e Trunks, chi sogna un ritorno trionfale in un arco futuro di Dragon Ball Super, magari come Super Saiyan Blue, chi addirittura teorizza che Goten possa incarnare una nuova filosofia saiyan, meno bellicosa e più incentrata sulla crescita interiore.
Goten è diventato, in un certo senso, il simbolo di ciò che Dragon Ball ha lasciato in sospeso. Un eroe mai sbocciato, una promessa mai mantenuta, un ragazzo cresciuto troppo in fretta o troppo in ritardo.
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