Il 2 gennaio non è un giorno qualunque per chi vive di immaginazione, ipotesi ardite e futuri possibili. È una data che profuma di carta ingiallita e di astronavi lucenti, di robot che pongono domande scomode e di civiltà lontane che parlano, in fondo, di noi. Science Fiction Day non nasce come festività ufficiale, ma come rito condiviso da lettrici e lettori, spettatrici e spettatori che hanno trovato nella fantascienza una bussola per orientarsi nel presente. Una celebrazione spontanea, potente proprio perché nasce dal basso, dal desiderio di rendere omaggio a un genere che ha modellato la cultura pop e il nostro modo di pensare il domani.
La scelta del 2 gennaio non è casuale. In questa data venne al mondo Isaac Asimov, una delle menti più luminose mai apparse nel firmamento della fantascienza. Parlare di lui significa evocare un autore capace di trasformare formule, leggi e teoremi in narrazione pura. Nato nel 1920 e cresciuto tra due mondi, quello russo delle origini e quello statunitense dell’adozione, Asimov ha saputo fondere rigore scientifico e immaginazione con una naturalezza disarmante. Le sue storie non si limitano a raccontare futuri lontani: li interrogano, li mettono alla prova, li usano come specchio per osservare le contraddizioni dell’essere umano. Il ciclo delle Fondazioni e i racconti sui robot, con le celebri Tre Leggi, hanno segnato un prima e un dopo, influenzando generazioni di scrittori, registi, scienziati e nerd di ogni latitudine.
Scopri di più da CorriereNerd.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.












Grazie mille! Un pensiero fantastico. Una nascita e una morte, che per chi ama la fantascienza in fondo possono rappresentare solo inizio e fine di cicli di esistenza diversi.