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Sarah Cosmi, l’eleganza ribelle di una musa tra cinema e rinascita

Roma, un bar del centro. La luce del pomeriggio si riflette nei bicchieri di vetro e nel sorriso enigmatico di Sarah Cosmi, che sorseggia un succo di frutta dello stesso colore dei suoi occhi: un verde intenso, ipnotico, quasi alieno. Di lei si dice tutto e il contrario di tutto: ex musa di Tinto Brass, cantante, attrice, giornalista, oggi autrice premiata e professionista della comunicazione. In realtà, Sarah è molto più di un’etichetta: è un universo narrativo che attraversa decenni di spettacolo italiano, con la grazia di chi ha imparato a danzare tra le luci di scena e le ombre dell’anima. Nata a Venezia ma cresciuta artisticamente tra l’Umbria e Roma, Sarah Cosmi inizia a studiare danza a soli quattro anni. È il movimento, dice, la prima lingua che impara a parlare. A quindici anni debutta nel musical Benvenuti a Broadway accanto a Raffaele Paganini, portando sul palco l’energia di una ragazzina che sa già di voler raccontare storie. Negli anni Novanta, mentre il mondo dello spettacolo italiano si trasforma e la televisione privata vive il suo periodo d’oro, Sarah trova una seconda casa davanti alle telecamere umbre, lavorando come giornalista sportiva e presentatrice per TeF e Umbria TV. La sua voce, calda e vellutata, la accompagna anche in un percorso musicale sorprendente: interpreta la sigla canora del Giro Festival della Canzone Italiana e incide in Svezia il brano Never Cry for Boys, che raggiunge il diciottesimo posto in classifica. È un successo che la porta a collaborare come corista in programmi di Rai Uno come Numero Uno, ma è al cinema che Sarah lascia un’impronta indelebile.

Nel 1995 arriva la chiamata di Tinto Brass, il regista che ha fatto dell’erotismo un linguaggio estetico e politico. Sarah interpreta un piccolo ruolo in Fermo posta Tinto Brass, ma è nel 2003, con Fallo!, che conquista la scena e viene notata anche all’estero: Stati Uniti, Spagna, Giappone, dove la sua immagine diventa simbolo di una sensualità colta, mai volgare. “Con Tinto ho imparato a non avere paura dello sguardo”, racconta. “Non del suo, ma del mio. Guardarsi davvero significa accettarsi, e questo non è mai facile, né davanti a una cinepresa né nella vita.” Sull’onda di quel successo, Sarah diventa protagonista del calendario 2004 della rivista Boss, firmato dal fotografo Roberto Rocchi e distribuito dalle Edizioni Cioè. Ma non si lascia mai intrappolare in un solo ruolo. Recita in spot televisivi – come quello dei Chocofriends Bahlsen, che le vale una nomination al Festival di Cannes – e si lancia anche nel teatro comico, entrando nel gruppo I Picari. Con la commedia Vengo anch’io debutta al Teatro dei Satiri e porta la sua ironia su palchi di tutta Italia. Il passaggio al piccolo schermo arriva nel 2005: Sarah compare nella soap Vivere e nella trasmissione cult Cronache marziane su Italia 1. È un periodo intenso, ma anche un crocevia. “Sentivo che la mia vita stava cambiando,” confida. “Avevo bisogno di cercare un senso più profondo, di capire cosa ci fosse dietro la scena.” È così che nasce la sua seconda vita. Sarah comincia a studiare la Bibbia, un percorso interiore che la porta ad allontanarsi progressivamente dal mondo dello spettacolo. Nel 2005 lascia le luci dei riflettori per dedicarsi alla comunicazione in modo diverso: diventa direttrice creativa di un’agenzia pubblicitaria, e nel 2012 completa un master in Programmazione Neuro Linguistica. Oggi è una professionista che unisce empatia e strategia, mente e cuore, spiritualità e creatività.

La incontro poco dopo che ha ritirato un premio per il suo libro a Palazzo Valentini, nel cuore di Roma. È raggiante, elegante, eppure autentica. Ha lo stesso sguardo magnetico di un tempo, ma nei suoi occhi si legge qualcosa di più profondo: la consapevolezza di chi ha attraversato molte vite e non ha smesso di imparare da nessuna.

Come sono stati i tuoi primi passi nel mondo dello spettacolo?

 Sono stati precoci. Quella che io chiamo la mia prima vita è iniziata da piccolissima con la danza. Ho presentato spettacoli musicali anche all’età di 13 anni, per esempio  il cantante Mal disse ai miei genitori che ero una giovane talento. Poi ho lavorato in piccole televisioni private… sono andata anche in Svezia da sola a 18 anni  perché avevo fatto un disco con 4 canzoni (che lei sottolinea bruttissime )  spedite tramite un amico in Svezia ad un produttore discografico.  A sorpresa  mi chiamarono per sostituire una cantante, simile a me, che era rimasta incinta.   Il disco Never cry for boys edito in Svezia raggiunse il 18º posto in classifica, Poi ci furono problemi contrattuali perché firmai  un contratto capestro. Delusa da quella esperienza tornai in Italia dove ho cominciato a lavorare nel mondo dello spettacolo non come attrice, ma come cantante, ballerina,  show-girl.

Invece il primo provino con Brass ? So che hai lavorato in due film con lui . Un ruolo secondario in “Fermo Posta” e un ruolo primario nel film ad episodi  “Fallo”.

Avevo letto sul giornale che cercava ragazze per un nuovo film. Andai a fare il provino a Cinecittà senza essere stata convocata e senza agente . Infatti non mi volevano fare entrare.  Per fortuna mi aiutò ad entrare il comico Enrico Brignano incontrato per caso…e che non conoscevo.  Inaspettatamente sono riuscita ad entrare e  a superare il provino.

Che ricordo hai di Tinto Brass ?

Tinto è la persona più corretta che io ho conosciuto nel mondo dello spettacolo. Ho un ricordo meraviglioso. Una persona chiara e onesta…diverso dalle sue esternazioni in pubblico. (Ricordo sue frasi celebri: “È sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri.” “Godere, se dipendesse da me, sarebbe un dovere per tutti.”)  … Nei suoi set c’era una grande professionalità e fu molto soddisfatto di me  tanto da chiamarmi anche per fare una parte in “Monella” . Ma non potei accettare perché stavo il dolce attesa. Allora  mi richiamò per un film successivo: “Fallo” dove ero la protagonista femminile dell’episodio. “Alibi”.  Mi disse che avevo un talento sexy comico…e infatti poco dopo mi propose uno spettacolo teatrale che avrebbe realizzato solo se lo interpretavo io.  Purtroppo rifiutai il progetto perché avevo già deciso di non lavorare più nel mondo dello spettacolo.  Io penso che avevo del talento…ma forse io non ero abbastanza preparata per reggere il mondo dello spettacolo. Infatti stracciai ben tre contratti: Vivere per Canale 5,  Cronache Marziane per Italia Uno…e rifiutai anche a continuare una tournée  teatrale con la compagnia I Picari. 

Non è stato un gruppo teatrale romano, comico ? Li conosco.

Si. Nel 2004 avevo fatto parte del loro gruppo teatrale e debuttai con successo come protagonista femminile al Teatro dei Satiri  con la commedia Vengo anch’io, che successivamente venne portata in tournée in tutta Italia. Lavorai un anno con loro.

Quindi ti piaceva il fatto di avere un pubblico dal vivo in sala? Ti trovavi a tuo agio anche a teatro ?

Si si, certo, mi piaceva molto, mi divertivo di più a teatro che nel cinema, infatti ho nostalgia di quel periodo. Anzi tra i miei progetti futuri ci sarebbe quello di tornare a lavorare ad uno spettacolo teatrale tutto mio. Vedremo.

Oltre i Picari so che te hai lavorato con un regista che conosco. Vincenzo Badolisani. Un vero cinefilo che ha vissuto a New York.

Ho fatto una parte in un solo film suo “Tornare indietro” Però la scena più bella che abbiamo fatto è stata tagliata.  Eccetto questo mi sono trovata bene anche con lui.

Riguardo il tuo cammino con il cinema erotico? L’hai interrotto volutamente.

Si certo. Non credo fosse il mio cammino. Avrò un carica erotica…ma quella rappresentata nei film era l’aspetto più superficiale. Mi sento molto più a mio agio in questo mio nuovo percorso, che considero come una seconda vita . Prima ero un’attrice e ora mi sento una formatrice. Penso di avere un forte capacità comunicativa che cerco di utilizzare per migliorare gli altri….sono diventata una coach.

Può dire meglio ?

Sono anche diventata una ipnotista … Ho creato un mio metodo che integra 12 discipline…tra cui la più importante è la PNL  La programmazione neuro linguistica. Programmare la mente attraverso il linguaggio. Ho studiato con Richard Bandler , che certifica quelli che studiano la sua disciplina. (Richard Wayne Bandler è uno psicologo, saggista, linguista, counselor e life coach statunitense. È stato il cofondatore negli anni settanta – insieme a John Grinder – della Programmazione neuro linguistica.)

Come sei arrivata a questo cambiamento?

È stato un segno del destino, anche se io lavoravo già nella comunicazione. Dopo aver abbandonato la carriera nello spettacolo ho aperto una agenzia di comunicazione che si occupava di pubblicità. Insegnavo neuro-marketing. Avevo però una aspirazione più alta, mi piaceva l’idea di poter aiutare gli altri, di insegnare uno stile di vita. All’improvviso, come per miracolo, si è aperto il computer su dei corsi di comunicazione PNL . Mi sono interessata…tanto da iscrivermi ad un corso dimostrativo gratuito. Lì mi sono innamorata di questa disciplina, così ho cominciato a studiare e ad approfondire la materia per insegnarla io stessa.

Sarah so che ha pubblicato di recente un libro: “La responsabilità della bellezza.” Nel libro parli di queste tue esperienze da coach ?

In realtà no. Ho aspettato a pubblicare un libro per trovare l’argomento giusto. Poi l’ho trovato… ed è stato “la bellezza”… Il libro ha vinto 4 premi internazionali Per esempio come eccellenza italiana all’istituto di cultura italiana a  Bruxelles. Oggi, (sabato 25 ottobre) prima di venire qui per questa tua intervista ho ritirato il premio: “Istinti Artistici” a palazzo Valentini a Roma. Il tema del libro è la responsabilità della bellezza, vista a 360 gradi  Tutte le persone dovrebbero prendersi cura di portare e di coltivare la bellezza. Insomma tutti  dovremmo diffondere e avere la responsabilità della propria bellezza…solo in questo modo potremmo salvare il mondo… come scriveva nel suo libro il grande romanziere russo Fëdor Dostoevskij “La bellezza salverà il mondo”

Quindi è un libro che parla di estetica e di filosofia ?

Si certo…infatti lo considero un saggio filosofico. La bellezza  deve essere una luce interiore capace di guidarci e aiutarci ad orientarci nel mondo. (In “La Responsabilità della Bellezza”, Sarah Cosmi ci accompagna in un viaggio straordinario, dove ogni capitolo svela nuovi aspetti di questa potenza invisibile ma onnipresente.  Attraverso riflessioni, dialoghi interiori e “Appunti di Viaggio”, l’autrice ci invita a scoprire come la bellezza possa risvegliare la nostra parte divina, guarire le ferite dell’anima e trasformare la nostra visione del mondo.)

Sarah ora mi saluta per ritornare a Perugia in auto con suo  marito. La sua visita a Roma è finita. Ha impegni con la sua nuova accademia di NEOCoaching:  Dove insegna  un metodo con un protocollo all’avanguardia

“La sua peculiarità è quella di formare professionisti capaci e in linea con la Nuova Era, che abbiano l’ambizione di contribuire alla costruzione di un mondo migliore, fatto di persone in equilibrio con se stesse, consapevoli e ricche di conoscenza, che diano valore alla diversità come risorsa fondamentale a garantire l’unicità di ciascun individuo.”


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Roberto Di Vito

Ho realizzato molti cortometraggi, documentari, backstage e spot che hanno partecipato a tanti festival e rassegne. I miei lavori sono stati acquistati da televisioni nazionali e satellitari e hanno vinto premi come il Globo D’oro, il Festival di Capalbio, il Festival di Montecatini, il Festival di Salerno, il Tellaro Film Festival, l'Akab Short Festival, il Festival di Huesca in Spagna, il Sonar Film Festival, il Festival di Videopolis, ecc.

Ho anche realizzato un backstage su Federico Fellini durante la lavorazione di tre spot per la “Banca di Roma”, che ha vinto due premi al backstage festival di Bologna ed è andato in onda su Rai Uno e Canale 5. Ho avuto la fortuna di lavorare come assistente con grandi registi come Dario Argento, Luigi Perelli, Daniele Luchetti e Nanni Moretti.

Ho anche vinto concorsi indetti da MTV, come l'"Aperol Soda Spot Award" nel 2005 e il "Very Victoria" nel 2008. Nel 2011 ho realizzato il mio primo lungometraggio, intitolato "Bianco", che è stato selezionato al Bari International Film Festival, al Fanta-Festival e al Terra di Siena Festival. Nel 2013, "Bianco" è stato distribuito in tutto il paese su DVD da C.G. Home Video. Inoltre, ho avuto l'opportunità di presentare una rassegna di un'intera giornata al cinema Trevi a Roma, con una retrospettiva dei miei cortometraggi e un dibattito con il critico Domenico Monetti.

Attualmente, scrivo e fotografo per magazine online come Viviroma.it, Stampa Alternativa, African People e Mondo Japan.

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