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“Saintia Sho: il cuore segreto delle guerriere di Atena” – Una lettura personale sullo spin-off al femminile dei Cavalieri dello Zodiaco

C’è qualcosa di irresistibile in quelle storie che decidono di riscrivere il mito da una nuova prospettiva, soprattutto quando lo fanno con eleganza, rispetto e, perché no, un pizzico di rivoluzione. Saintia Sho – Le sacre guerriere di Atena rappresenta esattamente questo: un atto d’amore nei confronti del mondo dei Cavalieri dello Zodiaco, ma anche un’inedita celebrazione della forza femminile, finalmente libera dalle maschere (in tutti i sensi). E da appassionata di anime e manga da una vita, non potevo certo ignorare questo gioiellino firmato da Chimaki Kuori.

Pubblicato in Giappone sulla rivista Champion Red di Akita Shoten dal 2013 al 2021 e approdato in Italia grazie a Panini Comics sotto l’etichetta Planet Manga tra il 2015 e il 2022, Saintia Sho è uno spin-off dichiarato del celebre Saint Seiya di Masami Kurumada, ma allo stesso tempo si muove con un’identità tutta sua, distinta e determinata. Non è un semplice omaggio, ma un racconto parallelo che si incastra tra le pieghe della storia originale come un tessuto segreto, invisibile ai più, ma essenziale.

Il manga si apre in un momento particolare della saga classica, proprio poco prima della celebre battaglia alle Dodici Case. In questo contesto carico di tensione cosmica, emergono le Saintia, guerriere scelte, ancelle personali della reincarnazione della Dea Atena, Saori Kido. Queste nuove protagoniste sono donne che combattono senza dover nascondere il volto dietro una maschera – già solo questo basterebbe a far scattare l’applauso – e che vengono presentate come un ordine distinto rispetto alle donne Saint che conoscevamo nella serie classica.

La storia ruota attorno a Shoko, una giovane apparentemente normale, studentessa e sorella minore di Kyoko, che è già una Saintia. Il destino le è stato incollato addosso sin da bambina: lei è il ricettacolo designato della dea Eris, la divinità della Discordia. Ma proprio nel momento in cui Eris tenta di risvegliarsi attraverso di lei, Kyoko si sacrifica per proteggere la sorella, diventando temporaneamente il corpo ospite della dea. Questo evento traumatico segna il vero inizio del viaggio di Shoko, che decide di raccogliere l’eredità spirituale e marziale della sorella, diventando la Saintia di Equuleus.

Ecco, già da questa premessa si percepisce chiaramente che Saintia Sho non è solo una storia d’azione o una variante più rosa del mito dei Cavalieri. È una storia di legami familiari, di sorellanza, di destino e di autodeterminazione. Shoko, da ragazza impaurita e ignara, cresce volume dopo volume in determinazione, forza e consapevolezza. Non è un percorso facile, e questo lo rende meravigliosamente umano.

Nel mezzo di questa guerra divina che si snoda tra il piano terrestre, l’Olimpo e i nuovi templi eretti da Eris, le Saintia si ritrovano a combattere non solo contro le Driadi, spiriti maligni al servizio della dea della Discordia, ma anche contro le ombre più oscure del Grande Tempio. Incontriamo personaggi noti come Milo dello Scorpione, Deathmask di Cancer e Aphrodite di Pisces, in versioni talvolta ambigue, talvolta sorprendenti, sempre cariche di fascino.

Uno degli elementi più affascinanti per me è stata la presenza, come antagonista ricorrente, di Ares – il dio della guerra – evocato come l’incarnazione del male che si cela dietro Gemini (Saga), ormai liberato dallo scudo di Atena grazie al caos provocato da Eris. Ares non è solo una minaccia cosmica, ma è il simbolo della disgregazione dei valori e degli ideali, e il fatto che a contrastarlo siano proprio le Saintia – donne di cuore, intelletto e forza – dà alla narrazione una sfumatura epica e poetica insieme.

Il background familiare di Shoko e Kyoko, poi, si arricchisce di rivelazioni sorprendenti: le due sorelle discendono da una stirpe storicamente legata a Eris, e sono figlie di Olivia, antica leader delle Saintia e candidata anch’essa a essere posseduta dalla dea della Discordia. Questo elemento, quasi mitologico, introduce nel manga un livello ulteriore di tensione emotiva e spirituale che ho trovato magnetico.

La battaglia finale, ambientata in un nuovo tempio oscuro eretto da Ares, ci regala momenti di autentica potenza narrativa. Le Saintia affrontano i Phantom, cavalieri oscuri al servizio della guerra, mentre i Cavalieri d’Oro difendono l’umanità. È una sinfonia epica, in cui ogni colpo di scena, ogni sacrificio e ogni risveglio del Cosmo contribuisce a un crescendo degno delle migliori saghe classiche.

Il sacrificio delle Saintia, il risveglio di Saori Atena, il ritorno di Eris in una nuova forma, e infine la freccia del Sagittario che conclude lo scontro con Ares… tutto si chiude con un’esplosione emotiva che difficilmente dimenticherò. Perché sì, leggere Saintia Sho è stato per me un viaggio coinvolgente, fatto di lacrime, grinta e stupore.

E non posso non menzionare lo stile grafico di Chimaki Kuori: elegante, dinamico, capace di fondere il classico con il moderno. Le armature sono scolpite come opere d’arte, e le espressioni dei personaggi riescono a trasmettere l’intero universo emotivo della storia.

In conclusione, Saintia Sho non è solo uno spin-off per nostalgici o un manga per lettrici in cerca di eroine. È una storia potente, che arricchisce l’universo dei Cavalieri dello Zodiaco con nuove prospettive, una narrazione al femminile coraggiosa e mitologica al tempo stesso, e un messaggio chiaro: la vera forza non risiede solo nel braccio armato, ma nel cuore che decide di combattere.

E voi? Avete già letto le avventure di Shoko e delle altre Saintia? Oppure le avete scoperte grazie all’anime su Crunchyroll? Raccontatemi la vostra esperienza e condividete questo articolo con i vostri amici, magari proprio quelli cresciuti a pane e Pegasus! Il Cosmo, d’altronde, arde ancora dentro di noi…


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