Dieci anni non sono solo una cifra tonda. Sono una misura del tempo che ti separa da una versione diversa di te stesso. Nel 2015 uscivamo dalla sala con la schiena rigida, come se avessimo dormito sulla neve anche noi, con quella sensazione fisica addosso che solo certi film sanno lasciare. Adesso Revenant – Redivivo torna dal 2 al 4 marzo nelle sale italiane per celebrare il suo anniversario, e non è una semplice riedizione. È un richiamo. Un test di resistenza per chi crede ancora che il cinema possa essere un’esperienza totale.
Nel mezzo di un decennio che ha trasformato il modo di fruire le storie, tra piattaforme che sfornano contenuti a ritmo algoritmico e binge watching notturni, ritrovare sul grande schermo un film come Revenant – Redivivo significa rimettere il corpo al centro della visione. Non è nostalgia. È quasi una prova di maturità cinefila. Ricordo benissimo il primo impatto. Non tanto la trama, che pure è scolpita nell’immaginario collettivo, ma il freddo. Quel gelo che ti entra nelle ossa mentre Leonardo DiCaprio trascina il corpo di Hugh Glass tra neve, sangue e silenzi. L’Oscar arrivò finalmente, dopo anni di meme e attese, ma ridurre tutto alla statuetta sarebbe un torto. Tre Academy Award complessivi, inclusi miglior regia e miglior fotografia, certificano l’eccellenza tecnica. Eppure il punto è un altro: Revenant non si limita a essere premiato, è un film che ti mette alla prova.
Scopri di più da CorriereNerd.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










Aggiungi un commento