Le prime immagini dal set di Rapunzel live action hanno trasformato una produzione rimasta a lungo sospesa tra indiscrezioni, rinvii e casting immaginari in qualcosa di finalmente concreto. Teagan Croft indossa l’abito della principessa dai capelli impossibili, Milo Manheim si prepara a sfoderare il sorriso di Flynn Rider e Kathryn Hahn raccoglie l’eredità inquietante di Madre Gothel, mentre scenografie, costumi e piccoli dettagli riconoscibili riportano il Regno di Corona fuori dall’animazione. La domanda, però, non riguarda soltanto la fedeltà visiva: questa nuova fiaba Disney saprà crescere insieme al pubblico che nel 2010 aveva seguito una lanterna nel cielo?
Che cosa mostrano davvero le immagini dal set di Rapunzel?
Gli scatti circolati online arrivano dalle riprese europee e mostrano Teagan Croft nei panni di Rapunzel, con un costume viola immediatamente riconoscibile ma non identico a quello animato, oltre a scene che sembrano richiamare alcuni passaggi molto amati del film originale. La produzione del nuovo Tangled è ormai entrata nella sua fase concreta e le fotografie rubate stanno inevitabilmente diventando materia da microscopio per il fandom, quello capace di osservare una cucitura del corpetto con la stessa attenzione con cui una fotografa naturalista controlla la forma di un’impronta nel fango.
Tra gli elementi riconoscibili compaiono ambientazioni dal sapore medievale, acconciature intrecciate e dettagli che sembrano collegarsi alla fuga attraverso il Regno di Corona. Basta questo per capire l’intero approccio del film? Ovviamente no. Una fotografia scattata a distanza racconta la superficie, non la luce definitiva, la musica, il montaggio o il tono della scena. Lo sappiamo bene anche dalle convention: fotografare un cosplay dietro le transenne, prima che entri sul palco e trovi l’illuminazione giusta, significa osservare soltanto una fase della metamorfosi. Il rischio di giudicare già l’intero progetto dal tessuto di un vestito resta quindi altissimo, anche se discutere ogni dettaglio fa parte del divertimento.
Teagan Croft può diventare la nuova Rapunzel?
La scelta di Teagan Croft come Rapunzel appare meno casuale di quanto possa sembrare a chi la conosce soltanto attraverso queste prime fotografie. L’attrice australiana ha interpretato Raven in Titans, lavorando su un personaggio costretto a contenere emozioni, poteri e paure dentro uno spazio personale quasi claustrofobico. Rapunzel parte da coordinate diverse, ma condivide quella tensione tra isolamento e desiderio di scoprire il mondo: non è semplicemente una principessa allegra con una quantità ingestibile di capelli, bensì una ragazza cresciuta sotto controllo, abituata a dubitare delle proprie percezioni e improvvisamente chiamata a scegliere chi diventare.
Disney ha annunciato Croft insieme a Milo Manheim nel ruolo di Flynn Rider all’inizio del 2026, affidando i due personaggi centrali a interpreti già legati a pubblici molto presenti nella cultura seriale e musicale contemporanea. Croft porta con sé l’esperienza maturata in un immaginario supereroistico; Manheim arriva dal franchise Zombies, dove canto, danza e identità adolescenziale convivono con una rilettura pop delle creature mostruose. Il loro casting suggerisce che la componente musicale non sarà trattata come un accessorio nostalgico, ma come parte essenziale della narrazione.
Flynn, d’altra parte, è uno di quei personaggi Disney che funzionano grazie al ritmo. Il suo fascino non nasce soltanto dal volto o dalla celebre espressione seducente, ma dal modo in cui la sicurezza da ladro professionista si incrina davanti all’entusiasmo incontrollabile di Rapunzel. Trovare quella chimica sarà molto più importante che ricreare perfettamente i manifesti da ricercato, anche se vedere il suo naso sbagliato sui cartelli rimane una di quelle piccole promesse che il fandom pretende quasi per contratto morale.
Perché Kathryn Hahn sembra perfetta per Madre Gothel?
Kathryn Hahn sarà Madre Gothel, e probabilmente questa è la parte del casting che ha prodotto meno resistenza. Dopo WandaVision e Agatha All Along, l’attrice ha dimostrato di saper trasformare ironia, teatralità e minaccia in aspetti inseparabili della stessa presenza scenica. Madre Gothel richiede precisamente questo equilibrio: deve risultare divertente per qualche secondo, affascinante durante una canzone e profondamente disturbante appena si comprende il meccanismo del suo potere. La conferma del coinvolgimento di Hahn è arrivata nel marzo 2026, dopo le trattative iniziate nei mesi precedenti.
Gothel non domina attraverso incantesimi spettacolari o eserciti digitali. Si comporta piuttosto come certe specie che imitano colori, suoni o forme dell’ambiente per confondere chi le osserva: usa il linguaggio dell’amore materno per nascondere il possesso, trasforma la paura in prudenza e l’isolamento in protezione. È una villain terribilmente moderna perché il suo vero talento consiste nel modificare la percezione della vittima, convincendola che il mondo esterno sia pericoloso e che ogni possibilità di libertà rappresenti una minaccia.
Una versione live action potrebbe rendere questa dinamica ancora più scomoda, soprattutto davanti a un pubblico ormai abituato a riconoscere termini come manipolazione emotiva, dipendenza affettiva e controllo coercitivo. Hahn possiede la capacità di sorridere senza rendere quel sorriso rassicurante, qualità preziosa per una Gothel che non dovrebbe ridursi alla copia tridimensionale del personaggio animato.
Michael Gracey farà di Rapunzel un vero musical cinematografico?
La regia è affidata a Michael Gracey, autore di The Greatest Showman, mentre la sceneggiatura porta il nome di Jennifer Kaytin Robinson. Gracey conosce la grammatica del musical popolare, quella capace di trasformare un’emozione privata in una scena collettiva, far dialogare coreografie e macchina da presa e costruire immagini destinate a sopravvivere sui social ben oltre la sala cinematografica. Disney non ha ancora annunciato ufficialmente la data d’uscita del film.
La sfida più grande avrà inevitabilmente la forma di migliaia di lanterne. I See the Light, composta da Alan Menken e Glenn Slater, non è rimasta nella memoria soltanto per la bellezza visiva: quella sequenza rappresenta il momento in cui Rapunzel vede realizzato il sogno inseguito per tutta la vita e scopre, nello stesso istante, che il desiderio può cambiare forma. Ricostruirla fotogramma per fotogramma sarebbe facile dal punto di vista concettuale e forse costosissimo da quello produttivo; restituirne l’intimità senza dare l’impressione di osservare una demo tecnica sarà assai più complicato.
Il film animato del 2010, doppiato in originale da Mandy Moore e Zachary Levi, superò i 590 milioni di dollari al botteghino mondiale e contribuì a definire una nuova fase dell’animazione Disney, mescolando il modello della fiaba musicale classica con ritmo comico, grafica digitale e personaggi consapevoli delle convenzioni del genere. Per molte persone cresciute tra anime, primi fandom online e maratone su Disney Channel, Rapunzel – L’intreccio della torre non rappresenta un reperto del passato remoto: è un ricordo ancora abbastanza vicino da rendere ogni cambiamento immediatamente personale.
Un altro remake Disney era davvero necessario?
La risposta più onesta resta: dipende da ciò che il film avrà il coraggio di fare. Riprodurre le stesse scene con scenografie fisiche, animali digitali e attori molto somiglianti ai personaggi non basta più. Il pubblico ha imparato a distinguere l’omaggio dalla fotocopia, e ogni nuovo live action Disney viene accolto con una combinazione di curiosità autentica e stanchezza preventiva.
Rapunzel possiede però materiali narrativi ancora fertili. La reclusione, la paura del mondo esterno, il bisogno di costruire un’identità separata da quella imposta dalla propria famiglia, la manipolazione nascosta dentro gesti apparentemente affettuosi: sono temi che possono parlare con forza al presente senza trasformare Corona in un trattato psicologico travestito da musical. Anche Pascal e Maximus, inevitabilmente ricreati attraverso effetti visivi, avranno un compito più delicato del previsto. Un camaleonte e un cavallo possono sembrare semplici spalle comiche, ma chi osserva davvero gli animali sa che postura, sguardo e movimento raccontano moltissimo prima ancora dell’intervento di una voce umana.
Le immagini dal set non possono ancora dirci se la nuova Rapunzel avrà una propria identità o se resterà prigioniera della torre della nostalgia. Mostrano però un progetto vivo, attori finalmente nei costumi e un mondo fiabesco che comincia a occupare luoghi reali, muri reali, strade sulle quali qualcuno ha lasciato impronte e cavi di produzione. Ora tocca a Disney dimostrare che dietro quelle finestre non sia stata costruita soltanto una replica molto costosa.
Kathryn Hahn è davvero la Madre Gothel che avevate immaginato? Teagan Croft e Milo Manheim riusciranno a restituire la complicità di Rapunzel e Flynn, oppure nella vostra versione ideale della storia vive ancora un altro casting? Le lanterne sono tornate a salire, e la community ha già iniziato a seguirle con teorie, ricordi e una quantità prevedibilmente ingestibile di confronti fotografici.
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