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Quando gli incendi diventano così enormi da crearsi il meteo da soli: ecco le nuvole di fuoco (e no, non è un film apocalittico)

Mettete via i manuali di meteorologia delle medie, perché la realtà ha deciso di superare la fantascienza più distopica. Gli incendi boschivi in Europa sono ormai così potenti e devastanti da essersi evoluti letteralmente in sistemi meteorologici autonomi. In Francia, durante un maxi-rogo nel sud-ovest del paese, è apparsa per la prima volta nella storia nazionale una pirocumulonembo (chiamata in gergo pyroCb), una spettacolare e terrificante nuvola di fuoco che solitamente siamo abituati a vedere solo nelle estati infuocate del Canada.

Che faccia hanno le nuvole di fuoco?

Se vi state figurando una normale nuvola bianca da copertina di libro di scienze, siete fuori strada. Le nuvole pyroCb sembrano mostri giganti a forma di cavolfiore, così mastodontici da poter essere visti a oltre 200 chilometri di distanza, sospesi sopra a colonne di fumo nerissimo.

Nascono come normali nuvole di calore (pyrocumulus) a circa cinque chilometri d’altezza, ma alimentate dalla furia di un incendio gigantesco possono lievitare fino a oltre una dozzina di chilometri nel cielo. Per capirci: la NASA ha monitorato un monster pyroCb in Canada nel 2021 che ha sparato fumo fino a 16 chilometri di altezza, coprendo un’area di oltre 160.000 chilometri quadrati. Roba da far sembrare Stranger Things una gita fuori porta.

Come nascono questi mostri meteorologici?

La dinamica è folle quanto fisica:

  1. Il calore estremo dell’incendio crea una corrente ascensionale potentissima (un vero e proprio ascensore d’aria rovente).

  2. Questo flusso si porta dietro umidità, fumo e persino braci ardenti.

  3. Arrivato negli strati più alti e freddi dell’atmosfera, il vapore acqueo si condensa e si spande, creando la nuvola direttamente sopra la colonna di fumo.

Mentre in Europa sono una rarità assoluta (anche se Francia e Spagna iniziano a fare i conti con questa brutta novità), in Nord America sono di casa. Come spiega il meteorologo Mike Fromm del Naval Research Lab di Washington, “il Canada è probabilmente l’angolo del mondo che colleziona più pirocumulonembi in assoluto”.

Perché sono pericolose? (Spoiler: peggiorano tutto)

Il vero problema è che quando queste nubi crescono a dismisura, iniziano a comportarsi esattamente come dei temporali, ma con una marcia malvagia in più:

  • Venti impazziti: l’aria fredda in quota collassa improvvisamente verso il basso, generando raffiche di vento violentissime che cambiano direzione in un millisecondo, spingendo le fiamme dove pare a loro.

  • Effetto buio pesto: oscurano completamente il cielo, trasformando il pieno pomeriggio in un’inquietante notte fonda e azzerando la visibilità dei poveri vigili del fuoco.

  • Fulmini “secchi”: l’aria è così piena di particelle di fumo che le goccioline d’acqua faticano a crescere, quindi non piove quasi per niente. In compenso, si scatenano tempeste di fulmini che appiccano nuovi incendi boschivi dove prima non c’era nulla.

Per dare i numeri: sempre nel 2021, il super-mostro canadese ha scaricato a terra quasi 113.000 fulmini in un colpo solo, pari al 5% di tutti i fulmini annuali del Canada. Ciliegina sulla torta? Sparano cenere e fumo direttamente nella stratosfera, dove possono fare il giro del globo e restare in sospensione per mesi o anni. Insomma, Madre Natura sta decisamente giocando a livello Difficile.

Note: AI-Generated Content

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maio

Massimiliano Oliosi, nato a Roma nel 1981, laureato in giurisprudenza, ma amante degli eventi e dell'organizzazione di essi, dal 1999 tramite varie realtà associative locali e nazionali partecipa ad eventi su tutto il territorio nazionale con un occhio particolare al dietro le quinte, alla macchina che fa girare tutto.

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