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NieR: Automata – Il capolavoro di Yoko Taro e PlatinumGames che ha sconvolto il 2017

C’è un momento, nella vita di ogni videogiocatore, in cui la parola “gioco” sembra diventare troppo stretta. Non basta più correre, sparare o collezionare punti esperienza. Cerchiamo qualcos’altro: un significato, un messaggio, un’esperienza che sappia sorprenderci oltre le meccaniche. Con NieR: Automata, Yoko Taro e PlatinumGames sembrano aver deciso di rispondere proprio a questa esigenza. E lo fanno con una delle uscite più potenti del 2017, capace di scuotere il panorama videoludico e di farsi largo in un anno già affollato di titoli giganteschi.

Lontano dalle etichette facili, NieR: Automata è un action RPG, sì, ma è anche un viaggio filosofico, una riflessione esistenziale mascherata da battaglia futuristica. È il sequel spirituale di quel NieR del 2010 che pochi, pochissimi all’epoca avevano davvero giocato, ma che nel tempo è diventato un cult venerato. Ora, con il supporto tecnico di PlatinumGames e la pubblicazione targata Square Enix, questa creatura bizzarra e visionaria ha trovato la forma che meritava.

Una guerra che non parla di uomini, ma di cosa significa esserlo

La trama si apre in un futuro lontanissimo, nel 11945 d.C., quando la Terra non appartiene più agli esseri umani. L’umanità si è estinta da tempo, ma i suoi androidi continuano a combattere in suo nome contro le Macchine create da misteriosi invasori alieni. Una guerra infinita, che più che alla sopravvivenza somiglia a un rituale destinato a non concludersi mai.

I protagonisti di questa danza tragica sono tre androidi: la glaciale 2B, il curioso e sensibile 9S e la ribelle A2. Li seguiamo tra missioni, alleanze fragili e scoperte sconvolgenti. Ogni playthrough non è una semplice ripetizione, ma un tassello che svela nuove prospettive, fino a condurre il giocatore a una consapevolezza amara: non ci sono “veri” vincitori, solo cicli che si ripetono, vite che cercano disperatamente un senso.

È qui che la penna (o meglio, la follia geniale) di Yoko Taro si riconosce in pieno. NieR: Automata non vuole solo raccontarci una storia, ma obbligarci a metterci in discussione. Cosa significa avere un’anima? Perché viviamo, se la morte è inevitabile? Perché combattiamo, se non c’è nessuno da proteggere? Domande enormi che esplodono tra una combo di katana e un duello contro boss mastodontici.

PlatinumGames: il tocco d’oro dell’action

Se il primo NieR era amato per la sua narrativa ma criticato per i comandi legnosi, qui la situazione cambia radicalmente. PlatinumGames – gli stessi di Bayonetta e Vanquish – hanno messo il turbo al sistema di combattimento. Il risultato è un action hack’n’slash fluido e spettacolare, con armi intercambiabili, schivate a tempo che regalano momenti di invulnerabilità e l’immancabile supporto dei Pod, piccoli droni armati capaci di trasformarsi da mitragliatrici a martelli energetici.

Ma la vera magia è la capacità del gioco di cambiare pelle. In un attimo si passa dal terzo-persona a uno sparatutto bullet hell, da sezioni platform a segmenti che richiamano i vecchi adventure testuali. Ogni variazione non è un capriccio, ma un pezzo di un puzzle che rende il viaggio sempre nuovo, sempre sorprendente.

Non solo gameplay: un’estetica che rimane impressa

Il mondo di NieR: Automata non è il classico open world pieno di dettagli fotorealistici. È un pianeta devastato, fatto di deserti infiniti, rovine industriali, città sommerse e villaggi di macchine che sembrano uscite da un incubo di Kafka. Minimalista ma evocativo, questo universo comunica solitudine e malinconia con una forza rara.

A completare il quadro c’è la colonna sonora di Keiichi Okabe, che già aveva firmato le musiche del primo NieR. Brani che oscillano tra il corale epico e il sussurro intimo, in grado di farti venire i brividi anche dopo ore di combattimenti. In certi momenti, quando il coro si fonde con la tua lotta disperata, sembra di assistere a un’opera teatrale mascherata da videogioco.

Difetti? Sì, ma perdonabili

Non è un titolo perfetto. Alcune texture sono datate, qualche calo di frame rate spezza l’immersione e la versione PC ha già sollevato malumori per bug e mancanze di patch tempestive. Ma la verità è che, di fronte alla potenza dell’esperienza complessiva, questi difetti finiscono per sembrare dettagli marginali.

Perché NieR: Automata non si limita a intrattenere: ti lascia qualcosa dentro. E non sono molti i giochi che possono vantarsi di fare lo stesso.

Un invito a non ripetere l’errore del passato

Quando nel 2010 uscì il primo NieR, la maggior parte dei giocatori lo ignorò. Troppi difetti tecnici, troppa concorrenza. Ma chi ci mise mano, col tempo, lo ha elevato a titolo di culto. Oggi la storia si ripete, ma con una differenza sostanziale: PlatinumGames ha reso la visione di Yoko Taro accessibile, fruibile e finalmente all’altezza del suo potenziale.

Ecco perché NieR: Automata è un gioco da non lasciarsi sfuggire. Non è solo un altro RPG giapponese, non è solo un altro hack’n’slash. È un’opera imperfetta eppure straordinaria, capace di smontare le certezze dei videogiocatori e aprire nuove strade.

Se amate i videogiochi, se credete che possano essere qualcosa di più di un passatempo, questa è la vostra occasione. Non commettete lo stesso errore di sette anni fa: stavolta lasciatevi trascinare in questa sinfonia di acciaio, lacrime e domande.


✨ Ora voglio sentire la vostra: avete già provato NieR: Automata? Qual è stato il momento che vi ha lasciato senza fiato? Scrivetelo nei commenti, condividete le vostre teorie e preparatevi, perché questo è uno di quei titoli di cui parleremo ancora per anni.


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Gianluca Falletta

Gianluca Falletta

Gianluca Falletta, creatore di Satyrnet.it, finalista nel 2019 di Italia's Got Talent, è considerato "il papà del Cosplay Italiano". Come uno dei primi sostenitori e promotori del fenomeno made in Japan in Italia, Gianluca, in 25 anni di attività ha creato, realizzato e prodotto alcune delle più importanti manifestazioni di  settore Nerd e Pop, facendo diventare Satyrnet.it un punto di riferimento per gli appassionati. Dopo "l'apprendistato" presso Filmmaster Events e la Direzione Creativa di Next Group, due delle più importanti agenzie di eventi in Europa, Gianluca si occupa di creare experience e parchi a tema a livello internazionale e ha partecipato allo start-up dei nuovissimi parchi italiani Cinecittà World, Luneur Park e LunaFarm cercando di unire i concetti di narrazione, creatività con l'esigenza di offrire entertainment per il pubblico. Per info e contatti gianlucafalletta.com

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