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NekoTV torna online: il ritorno cult del canale anime che ha segnato una generazione

Ricordo bene quella sensazione strana, quasi fisica, che prende allo stomaco quando un nome che credevi sepolto sotto strati di palinsesti dimenticati torna a lampeggiare davanti agli occhi. Non come una notizia urlata, ma come un segnale debole, familiare. Un miagolio lontano. NekoTV è sempre stata questo: una presenza irregolare, imperfetta, ostinata. Una creatura che ha attraversato il digitale terrestre come un yokai urbano, apparendo e scomparendo, lasciando dietro di sé frammenti di memoria e discussioni infinite tra chi, a un certo punto, aveva smesso di cercarla premendo il tasto 45 del telecomando.

Chi l’ha vissuta davvero sa che non era solo un canale. Era un’idea fragile, a tratti ingenua, e proprio per questo potentissima. Anime doppiati in italiano che sembravano arrivare da un’altra epoca, loop infiniti che trasformavano la programmazione in una specie di mantra visivo, sigle, videoclip, fiere raccontate con lo sguardo di chi stava dall’altra parte del banco, non dietro una scrivania. Un’emittente che non aveva paura di mostrarsi per quello che era: artigianale, sbilenca, innamorata fino all’eccesso di un immaginario che in Italia è sempre stato trattato come un ospite temporaneo, mai come qualcuno di famiglia.

Poi sono arrivate le fasi più confuse. I cambi di definizione, i loghi che andavano e venivano come maschere di carnevale, le promesse di reboot che sembravano trailer di un anime mai prodotto davvero. Le televendite, quelle sì, hanno fatto male. Non tanto perché “rovinarono” qualcosa, ma perché sembravano il segno di una resa silenziosa, di un compromesso che stonava con lo spirito originario. Eppure, anche lì, nel cuore della notte, quando il palinsesto tornava a respirare, qualcuno restava sintonizzato. Per abitudine, per affetto, per testardaggine.

Il tempo ha fatto il suo mestiere, spietato e necessario. La chiusura sul terrestre non ha sorpreso nessuno, e allo stesso tempo ha lasciato quella sensazione di occasione mancata che solo certi progetti sanno regalare. Per anni NekoTV è rimasta un nome che riemergeva ciclicamente sui social, tra meme, nostalgia e annunci che promettevano ritorni sempre rimandati. Un fantasma digitale che continuava a circolare perché, evidentemente, non aveva mai smesso di appartenere a qualcuno.

Ed eccoci qui, con il 2026 che si apre come un portale temporale. Il panorama intorno è cambiato: gli anime sono ovunque, le piattaforme si moltiplicano, il pubblico millennial e Gen Z non chiede più il permesso per amare ciò che ama. In mezzo a questa abbondanza quasi eccessiva, l’idea che NekoTV torni non come canale televisivo tradizionale ma come flusso online continuo ha qualcosa di profondamente coerente. Non un’operazione nostalgica patinata, ma un ritorno che profuma di cantina, di VHS consumate, di doppiaggi che ti restano addosso anche quando l’audio gracchia.

La riaccensione in streaming ha il sapore delle cose fatte dal basso, con quell’aria un po’ amatoriale che non è un difetto ma una dichiarazione d’intenti. Anime anni Ottanta in italiano che ripartono senza fanfare, test tecnici mostrati senza vergogna, un palinsesto che sembra ancora in fase di sogno più che di strategia. Non tutto è chiaro, e va bene così. L’ambiguità fa parte del DNA di NekoTV quanto il maneki neko nel logo: un portafortuna che non promette miracoli, ma invita a credere che qualcosa di buono possa ancora succedere.

Guardando questa rinascita, la domanda non riguarda tanto i titoli che arriveranno o la qualità dello streaming. La vera questione è un’altra, più profonda. In un’epoca in cui tutto è ottimizzato, profilato, deciso dagli algoritmi, che spazio resta per un canale che nasce dall’amore puro per l’immaginario, senza chiedere scusa per le proprie imperfezioni? Forse proprio questo spazio, minuscolo e prezioso, è quello che mancava.

NekoTV non torna per competere. Torna per ricordare. Per dimostrare che la cultura pop giapponese in Italia non è mai stata solo consumo, ma relazione, scoperta, crescita condivisa. Chi accenderà quella diretta non cercherà soltanto un cartone animato, ma un pezzo di sé, di un’epoca in cui restare svegli la notte davanti a un loop infinito sembrava un atto di resistenza.

E mentre lo schermo scorre, viene naturale chiedersi chi resterà, chi se ne andrà, chi sentirà il bisogno di raccontare di nuovo questa storia. Forse è proprio qui il punto: NekoTV non è mai stata una certezza. È sempre stata una domanda aperta. Una di quelle che, ciclicamente, tornano a bussare. Sta a noi decidere se aprire.


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Gianluca Falletta

Gianluca Falletta

Gianluca Falletta, creatore di Satyrnet.it, finalista nel 2019 di Italia's Got Talent, è considerato "il papà del Cosplay Italiano". Come uno dei primi sostenitori e promotori del fenomeno made in Japan in Italia, Gianluca, in 25 anni di attività ha creato, realizzato e prodotto alcune delle più importanti manifestazioni di  settore Nerd e Pop, facendo diventare Satyrnet.it un punto di riferimento per gli appassionati. Dopo "l'apprendistato" presso Filmmaster Events e la Direzione Creativa di Next Group, due delle più importanti agenzie di eventi in Europa, Gianluca si occupa di creare experience e parchi a tema a livello internazionale e ha partecipato allo start-up dei nuovissimi parchi italiani Cinecittà World, Luneur Park e LunaFarm cercando di unire i concetti di narrazione, creatività con l'esigenza di offrire entertainment per il pubblico. Per info e contatti gianlucafalletta.com

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