C’è qualcosa di magico quando due destini si intrecciano in un istante casuale, soprattutto se quel momento avviene su un treno diretto verso Tokyo. È il prologo di una delle storie più intense e travolgenti mai raccontate nel mondo del manga: Nana, capolavoro di Ai Yazawa, non è soltanto un racconto di amicizia e amore, ma un viaggio nel cuore pulsante dei sogni, delle paure e delle fragilità di una generazione. Al centro di questa epopea urbana ci sono due giovani donne che, pur condividendo lo stesso nome, incarnano universi interiori opposti. Nana Osaki è la tempesta: una voce rock che graffia l’anima, un carisma magnetico e un passato che ha forgiato un carattere duro come l’acciaio. Nana Komatsu, che presto tutti chiameranno “Hachi”, è invece il sole: ingenua, calorosa, un po’ incostante, ma capace di legarsi agli altri con una tenacia quasi commovente. Il loro incontro sul treno, il successivo ritrovarsi per caso nello stesso appartamento in affitto, e la decisione di diventare coinquiline non è soltanto un espediente narrativo: è il detonatore di un’esplosione emotiva che travolgerà loro e chiunque graviterà intorno ai loro cuori.
Nana Osaki: la voce dei Black Stones e il peso dell’abbandono
Dietro la silhouette iconica di Nana Osaki – stivali alti, sigaretta in mano e sguardo che sfida il mondo – si nasconde una bambina abbandonata troppo presto. Cresciuta con la nonna, accusata ingiustamente e spinta a lasciare la scuola, Nana ha conosciuto la musica come rifugio e arma di sopravvivenza. L’incontro con Ren Honjo e Yasu Takagi l’ha portata a diventare la frontwoman dei Black Stones (o Blast, come li chiamano gli amici), e a vivere una storia d’amore intensa e tormentata con Ren, destinata a segnare ogni sua scelta.
La sua Tokyo non è quella delle luci scintillanti, ma un campo di battaglia per affermarsi come artista e come donna. L’amore per Ren, intriso di gelosie e incomprensioni, la spingerà tra passione e rancore fino a una perdita irreparabile. Dopo la morte di Ren, Nana scompare dal Giappone: il mito vuole che sia morta, ma in realtà si reinventa a Londra, nascosta dietro una parrucca bionda e canzoni che portano ancora l’eco del dolore.
Hachi: il cuore grande e l’eterno bisogno di appartenere
Se Nana Osaki è la voce graffiante del rock, Nana “Hachi” Komatsu è la melodia dolce che resta in testa. La sua vita sentimentale è un susseguirsi di amori mal scelti e promesse infrante. Con Shoji crede di aver trovato stabilità, ma il tradimento di lui la catapulta tra le braccia di due uomini molto diversi: Nobu, il chitarrista dei Blast, e Takumi Ichinose, il carismatico leader dei Trapnest.
Quando resta incinta di Takumi, Hachi sceglie di sposarlo per garantire una famiglia al bambino, pur amando ancora Nobu. È una decisione dolorosa, che la definisce: Hachi è una donna che sacrifica se stessa per proteggere chi ama, anche a costo della propria felicità. Con Takumi avrà due figli, Ren e Satsuki, ma resterà per sempre legata, nel profondo, all’altra Nana, in un rapporto di sorellanza che sopravvive a distanza e silenzi.
Ren Honjo: il punk, la gloria e la caduta
Ren Honjo è un’anima ribelle fin dall’infanzia segnata dall’abbandono. Bassista dei Blast e poi chitarrista dei Trapnest, è la metà artistica e sentimentale di Nana Osaki. Il suo amore per lei è viscerale, ma contaminato da gelosie e dipendenze autodistruttive. Ren vive e muore come una rockstar maledetta: il suo incidente mortale, velato dal dramma della droga, è un colpo di grazia per tutti, soprattutto per Nana, che non smetterà mai di cantare per lui, anche a chilometri di distanza.
Il cerchio dei Blast: Yasu, Nobu e Shin
Attorno alle due Nana, la band dei Black Stones diventa una famiglia improvvisata. Yasu Takagi, il batterista calvo e rassicurante, è la roccia silenziosa che tiene tutti in piedi. Avvocato mancato, amico d’infanzia di Ren e tutore morale di Nana, Yasu è la figura adulta che i ragazzi avrebbero voluto avere accanto crescendo.
Nobu Terashima è il cuore romantico del gruppo, figlio di albergatori che sceglie la musica e l’amore per Hachi, salvo vedersela strappare via da Takumi. La sua è una ferita che non si rimargina, anche quando cerca conforto altrove.
Shin Okazaki, invece, è l’irriverenza giovane: un quindicenne che ne dimostra venti, scappato di casa, musicista e gigolò occasionale. La sua storia con Reira, la vocalist dei Trapnest, è un segreto proibito che brucia come un assolo di chitarra fuori tempo.
Trapnest: glamour, tormenti e verità nascoste
Se i Blast sono la rabbia e la passione pura, i Trapnest sono l’altro lato della medaglia: successo, riflettori e compromessi. Takumi Ichinose, leader e bassista, è un uomo che ha fatto della disciplina e dell’ambizione le sue armi, ma che con Hachi rivela un lato protettivo e sorprendentemente tradizionale.
Reira Serizawa, con la sua voce eterea e la bellezza malinconica, è la diva solitaria che ama da sempre Takumi senza essere ricambiata. La sua relazione con Shin è una ribellione silenziosa contro le regole dello show business. Accanto a loro c’è Naoki Fujieda, batterista allegro e un po’ sottovalutato, che resta sempre ai margini dei drammi sentimentali, ma che sarà tra i pochi a cercare davvero Nana quando sparirà.
L’amicizia, la musica e la città che inghiotte e restituisce
Nana non è soltanto un manga di personaggi complessi e amori travagliati. È un’opera che parla di Tokyo come un organismo vivo, capace di dare occasioni e di inghiottire sogni, di unire e separare, di far crescere e spezzare. È una lettera d’amore – a volte amara – al rock, all’amicizia femminile, a quelle scelte che cambiano tutto e che, nel bene o nel male, restano tatuate nell’anima.
Il legame tra Nana e Hachi è il filo rosso che attraversa la storia: una sorellanza che resiste a uomini, litigi, distanze oceaniche e tragedie. Perché alcune persone, una volta incontrate, diventano casa.
E forse, come insegna Ai Yazawa, la vera canzone di Nana non è nei concerti o nei dischi, ma nelle vite che quelle note hanno unito per sempre.











Aggiungi un commento