Immaginate un androide cinico, ironico, con un debole per le soap opera spaziali e una capacità letale che farebbe impallidire Terminator: sì, stiamo parlando di Murderbot, il protagonista della serie Apple TV+ tratta dai celebri romanzi di Martha Wells, “The Murderbot Diaries”. E la notizia fresca fresca che ci fa saltare dalla sedia è che Murderbot tornerà per una seconda stagione!
Apple TV+ ha infatti ufficializzato il rinnovo, confermando non solo il ritorno del cast stellare guidato da Alexander Skarsgård, ma anche la volontà di continuare a esplorare quell’universo sci-fi ironico, malinconico e profondamente umano che ha conquistato pubblico e critica.
Per chi ancora non conosce questo gioiellino (seriamente? Correte a recuperarlo!), la serie ci catapulta in un futuro dominato da megacorporazioni che governano vite e pianeti, dove i cyborg sono creati come strumenti – o meglio, armi – al servizio di missioni di esplorazione e sicurezza. Il nostro Murderbot è una SecUnit, cioè un’unità di sicurezza semi-autonoma, programmata per proteggere gli umani, ma in realtà sempre più insofferente al controllo e sempre più attratta da… beh, maratone di serie tv trash come Sanctuary Moon.
Il vero cuore della serie è proprio qui: dietro le armature metalliche e i protocolli di difesa, Murderbot cela una coscienza libera, una mente che riflette sul senso della propria esistenza, sugli umani che dovrebbe solo proteggere, e su sé stesso. Un’anima solitaria e tormentata che cerca un senso tra una sparatoria e una puntata della sua serie preferita. E ditemi voi se questo non è un concept irresistibile per qualsiasi nerd amante del cyberpunk e della fantascienza con quel pizzico di umorismo nero.
La prima stagione, composta da dieci episodi, ha visto Alexander Skarsgård calarsi con magnetismo nel ruolo del protagonista: freddo, distaccato, ma capace di trasmettere un’interiorità sorprendente. Accanto a lui, un cast di tutto rispetto che include Noma Dumezweni, David Dastmalchian, Sabrina Wu, Akshay Khanna, Tattiawna Jones e Tamara Podemski. Dietro le quinte, i fratelli Chris e Paul Weitz (già noti per opere come About a Boy) firmano la produzione esecutiva insieme ad Andrew Miano per Depth of Field e al leggendario David S. Goyer per Phantom Four, mentre Martha Wells supervisiona come producer consulente. Insomma, una squadra di fuoriclasse per un prodotto che non ha deluso le aspettative.
La notizia del rinnovo è stata accolta con entusiasmo non solo dai fan, ma anche dagli stessi creatori. I fratelli Weitz hanno dichiarato quanto siano grati per la risposta calorosa ricevuta e quanto siano entusiasti di tornare nel mondo di Murderbot. Matt Cherniss, responsabile dei contenuti Apple TV+, ha parlato di un adattamento originale, brillante, avvincente e vibrante, che ha saputo catturare l’immaginazione del pubblico globale. E c’è grande curiosità per sapere cosa accadrà nella seconda stagione, soprattutto per quanto riguarda l’evoluzione del rapporto tra Murderbot e il mondo (e gli umani) che lo circondano, senza dimenticare, ovviamente, il destino di Sanctuary Moon! Come i romanzi, anche la serie adotta una narrazione in prima persona che ci immerge completamente nella testa (e nel cuore, se così possiamo chiamarlo) di Murderbot. È un’esperienza intima e straniante: seguiamo i suoi pensieri sarcastici, la sua noia per le missioni di routine, la sua insofferenza verso gli umani e, al tempo stesso, la sua struggente curiosità per quei sentimenti e quei legami che non riesce del tutto a comprendere, ma che lo attraggono come una falena alla fiamma. Questo contrasto tra brutalità e vulnerabilità è il motore della storia, e probabilmente uno dei motivi per cui la saga di Martha Wells ha vinto premi come il Nebula e l’Hugo, conquistando una fanbase globale.
Non è solo una serie d’azione, né una semplice space opera: Murderbot è una riflessione sulla libertà, sull’identità, sulla solitudine, ma anche un’irresistibile lettera d’amore alla narrativa nerd. Per chi ama storie alla Ghost in the Shell, Ex Machina o Blade Runner, qui c’è pane per i vostri denti. E per chi ha sempre sognato un antieroe capace di massacrare mercenari armati fino ai denti e poi rifugiarsi a piangere guardando un dramma romantico galattico… beh, auguri, avete trovato il vostro nuovo idolo.
Io, personalmente, non vedo l’ora di scoprire come continuerà questa storia. Murderbot riuscirà a trovare una sua strada? A definire la propria umanità? O resterà per sempre intrappolato tra i protocolli di sicurezza e le maratone di Sanctuary Moon? Lo scopriremo nella seconda stagione, e vi assicuro che ci sarà da divertirsi.
Intanto, ditemi: anche voi siete rimasti conquistati dal fascino cinico e tenero di Murderbot? Avete letto i romanzi di Martha Wells o siete fan della serie Apple TV+? Fatemelo sapere nei commenti e, se vi va, condividete questo articolo sui vostri social: più siamo a discutere di cyborg depressi e soap opera spaziali, meglio è!
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