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Murciélago diventa anime: il manga cult di Kana Yoshimura arriverà nel 2027

Esistono manga che provano a conquistarti poco alla volta e poi esistono opere come Murciélago, quelle che ti afferrano per il colletto già dalle prime pagine e ti costringono a decidere immediatamente da che parte stare. O lo ami oppure lo rifiuti completamente, perché Kana Yoshimura non ha mai cercato compromessi e, forse, è proprio questo il motivo per cui questa serie è diventata un piccolo fenomeno di culto tra gli appassionati di action estremo, black humor e protagoniste fuori da qualsiasi schema tradizionale. La notizia arrivata dall’Anime Expo mi ha fatto sorridere tantissimo: dopo anni di attesa, finalmente Murciélago avrà il suo adattamento anime nel 2027. L’annuncio è arrivato durante il panel di NBCUniversal Entertainment Japan, confermando una voce che molti fan speravano di sentire da tempo. La distribuzione internazionale sarà affidata a HIDIVE, che trasmetterà la serie in esclusiva negli Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda. Per il resto del mondo bisognerà attendere comunicazioni successive, ma già solo sapere che il progetto è diventato realtà basta ad alimentare un hype che la community coltivava praticamente da anni.

Chi frequenta fumetterie, convention e gruppi dedicati ai manga più “borderline” sa benissimo che Murciélago occupa uno spazio tutto suo. Non è il classico battle manga, non è un thriller investigativo convenzionale e non prova nemmeno a sembrare moralista. Fa qualcosa di molto più rischioso: mette al centro una protagonista completamente amorale e costruisce attorno a lei un mondo dove il confine tra giustizia e vendetta diventa sempre più sfumato.

La protagonista è Kuroko Koumori, una serial killer responsabile di centinaia di omicidi finita nel braccio della morte. Anziché essere giustiziata, viene reclutata dal governo attraverso uno speciale programma che la trasforma in una sorta di boia ufficiale incaricata di eliminare criminali che le normali forze dell’ordine non riescono a fermare. Una premessa che sembra uscita direttamente da una di quelle campagne di gioco di ruolo dove il master decide di mettere insieme il party più improbabile possibile.

Accanto a Kuroko troviamo Hinako Tozakura, pilota eccezionale e partner inseparabile, mentre nel manga italiano molti lettori hanno imparato ad affezionarsi anche a Chiyo Yanaoka, figlia di un importante boss della yakuza, che accompagna spesso la protagonista durante le sue missioni. Il risultato è un trio che riesce continuamente a trasformare situazioni terribili in momenti assurdi, alternando violenza brutale, comicità completamente fuori controllo e dialoghi che sembrano voler mettere continuamente alla prova il lettore.

Forse è proprio questo il motivo per cui Murciélago continua a essere così discusso. Non cerca mai di addolcire i suoi contenuti. Sangue, torture, serial killer, organizzazioni criminali, humor nero e una protagonista apertamente eccentrica convivono senza filtri. È un’opera che sfida continuamente il concetto stesso di “eroe”, ricordandoci che, qualche volta, per affrontare il male viene scelto qualcuno persino peggiore.

Da cosplayer ho sempre trovato Kuroko uno di quei personaggi impossibili da ignorare durante una fiera. Basta una camicia bianca, una cravatta nera, il sorriso inquietante e quell’atteggiamento rilassato davanti all’orrore per renderla immediatamente riconoscibile. Non è una protagonista costruita per essere simpatica, è costruita per essere memorabile. E infatti lo è.

Anche il titolo racchiude una curiosità che adoro raccontare agli amici. “Murciélago” significa infatti “pipistrello” in spagnolo, un richiamo diretto al cognome della protagonista, Koumori, che in giapponese possiede esattamente lo stesso significato. Un dettaglio linguistico semplice ma elegantissimo che lega immediatamente il personaggio alla sua identità narrativa.

L’adattamento anime promette una squadra tecnica piuttosto interessante. La regia è stata affidata a Matsuo Asami, già conosciuto per lavori recenti nel panorama anime, mentre Takashi Naoya ricoprirà il ruolo di chief director occupandosi anche della composizione della serie. Il character design sarà curato da Sei Tateishi, con le musiche firmate da Masanori Akita e Yūichi Tsuchiya. Alla produzione collaborano gli studi Satelight e Staple Entertainment, due nomi che fanno pensare a una trasposizione capace di mantenere tutta l’energia cinetica che caratterizza il manga.

Il percorso editoriale di Murciélago racconta bene quanto la serie sia cresciuta negli anni. Dopo l’esordio come one-shot, Kana Yoshimura ha iniziato la serializzazione sulla rivista Young Gangan di Square Enix nell’estate del 2013, e da allora il manga non si è più fermato. L’opera continua ancora oggi, ha superato i ventotto volumi pubblicati in Giappone e ha raggiunto oltre 2,3 milioni di copie distribuite nel mondo, numeri importanti per una serie decisamente distante dal mercato più mainstream.

L’universo narrativo si è anche ampliato grazie allo spin-off Murciélago Byproduct: Araña, dedicato al personaggio di Reiko Kuchiba, pubblicato attraverso l’app Manga UP! tra il 2018 e il 2020. Un’espansione che dimostra quanto Yoshimura sia riuscito a costruire un cast secondario abbastanza forte da reggere persino storie autonome.

Per noi lettori italiani la buona notizia è che recuperare la serie è piuttosto semplice. Planet Manga pubblica infatti Murciélago dal 2017, permettendo anche al pubblico italiano di conoscere uno dei seinen action più eccentrici dell’ultimo decennio. Con l’anime ormai ufficiale, non mi stupirei affatto se molti decidessero finalmente di iniziare il manga proprio nei prossimi mesi.

La curiosità più grande resta capire fino a che punto l’adattamento televisivo avrà il coraggio di spingersi. Chi conosce il manga sa benissimo che Yoshimura non si limita mai a suggerire la violenza, ma la utilizza come parte integrante della costruzione narrativa, alternandola continuamente a momenti surreali e persino irresistibilmente divertenti. Trovare il giusto equilibrio senza snaturare l’opera originale sarà probabilmente la sfida più complicata per tutto il team di produzione.

Personalmente adoro gli anime che decidono di rischiare invece di seguire formule già viste. Murciélago appartiene proprio a quella categoria di storie che non cercano di piacere a tutti, ma che riescono a costruire una community incredibilmente fedele proprio grazie alla loro identità fortissima. È uno di quei titoli che finiscono spesso nelle conversazioni notturne tra amici durante una convention, insieme ai manga che definisci “assolutamente da leggere” salvo poi aggiungere subito dopo: “però preparati, perché è completamente fuori di testa”.

Il 2027 sembra ancora lontano, ma sapere che Kuroko Koumori sta finalmente per debuttare in versione animata rende l’attesa decisamente più interessante. Adesso la vera domanda passa alla community: secondo voi l’anime riuscirà a conservare tutta la follia, l’ironia nera e l’energia selvaggia che hanno reso Murciélago un cult tra gli appassionati, oppure alcune delle sue caratteristiche verranno inevitabilmente smussate? Raccontatecelo nei commenti di CorriereNerd.it: questa discussione promette già di essere esplosiva.

Note: AI-Generated Content

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