CorriereNerd.it

Megami “Isekai Tensei Nani ni Naritai Desu ka”: l’anime che prende l’isekai di traverso e lo reincarna in una costola

A volte l’isekai smette di fingere di essere un genere d’evasione e si mette a ridere di sé. Non una risata elegante, di quelle intelligenti che ti fanno sentire furbo, ma una risata storta, quasi nervosa, come quando ti rendi conto che stai guardando sempre la stessa storia con parrucche diverse. Megami “Isekai Tensei Nani ni Naritai Desu ka” Ore “Yūsha no Rokkotsu de” nasce esattamente lì, in quel punto di rottura. E ci si tuffa dentro senza freni, senza rispetto per i cliché, anzi: li mastica, li digerisce male e poi li risputa sotto forma di costole, crostacei e ortaggi.

La prima volta che ho letto il titolo ho pensato a uno di quei casi in cui la lunghezza è già una dichiarazione di intenti. Non ti sto promettendo una storia normale, sembra dire. Non aspettarti il solito protagonista che muore investito da un camion e si risveglia con una spada leggendaria e un harem perfettamente sincronizzato. Qui la dea ti chiede cosa vuoi diventare nella prossima vita e tu, dopo aver scoperto che per fare il Re dei Demoni o l’Eroe super-cheat c’è una fila di decine di migliaia di anni, scegli altro. Qualcosa di profondamente sbagliato. O forse no.

Il protagonista – che non ha nemmeno bisogno di un nome vero, tanto è un concetto prima ancora che una persona – accetta di reincarnarsi ancora e ancora in forme assurde. Una costola di un eroe nel suo lieto fine. Un paguro. Un vegetale. Ed è qui che la serie smette di essere solo una parodia dell’isekai e diventa qualcosa di più sottile, quasi fastidioso nel modo giusto. Perché sotto la gag c’è una domanda che torna, anche quando non vuoi ascoltarla: cosa resta di te quando ti togli l’epica, la progressione, il premio finale?

La dea, naturalmente, non aiuta. M.A.O le presta la voce e già questo basta a immaginarla come una presenza ambigua, mai completamente benevola, mai davvero ostile. Più simile a quelle figure cosmiche che sembrano annoiate dalla nostra idea di senso. Atsushi Abe dà al protagonista un tono che riesce a essere insieme rassegnato e incredibilmente lucido, come qualcuno che ha smesso di sperare nel “meglio” e ha iniziato a osservare il “diverso”. Intorno a loro ruota un cast vocale che sembra uscito da un sogno febbrile da convention: nomi che riconosci e che ti fanno sorridere ancora prima di capire che ruolo avranno, voci che portano con sé decenni di anime, di eroi, di villain, di personaggi diventati archetipi.

E forse è proprio questo il punto. Un anime che parla di reincarnazioni impossibili e identità frammentate non poteva che essere affidato a un coro di voci che, per chi guarda da anni, sono già memoria collettiva. Sentire certi timbri in ruoli non definiti è come guardare vecchi amici indossare maschere nuove. Ti destabilizza. Ti costringe a non dare nulla per scontato.

La regia di Yasufumi Soejima, con alle spalle esperienze che sanno muoversi tra idol culture e surreale, sembra fatta apposta per questo equilibrio precario. Gli studi coinvolti non promettono patinature eccessive, ma una libertà visiva che può permettersi l’assurdo senza trasformarlo in rumore. I design di Kagiji Kumanomata e il lavoro di Miki Matsumoto sui personaggi suggeriscono un mondo che non vuole essere bello in modo convenzionale, ma coerente con la sua stramberia. Anche la musica, affidata a più mani, dà l’idea di un accompagnamento che cambia pelle spesso, come se nemmeno la colonna sonora volesse fissarsi in una forma definitiva.

Sapere che tutto nasce da Shōsetsu ni Narō, da quel gigantesco laboratorio di idee che è diventato il cuore pulsante – sì, lo so, parola vietata, ma qui scappa – dell’isekai moderno, aggiunge un altro livello di lettura. Antai ha iniziato a raccontare questa storia nel 2017, quando il genere era già saturo ma non ancora completamente autocosciente. Volume dopo volume, fino all’undicesimo uscito a gennaio, ha continuato a spingere sull’assurdo come se fosse l’unico modo onesto per parlare di reincarnazione oggi.

L’arrivo dell’anime ad aprile non sembra tanto una consacrazione quanto un esperimento. Funzionerà vedere queste vite improbabili muoversi, respirare, emettere suoni? Riuscirà l’animazione a rendere quella sensazione strana di esistere ai margini della narrazione principale, di essere un dettaglio invece che l’eroe? Non ne sono sicura, ed è proprio questo che mi intriga.

Perché dopo anni passati a seguire protagonisti destinati a diventare leggende, c’è qualcosa di liberatorio nel seguire qualcuno che accetta di essere una costola. O un paguro. O una carota con una coscienza confusa. Forse è solo una fase. Forse è una presa in giro intelligente. O forse è un modo diverso di raccontare la stanchezza di un genere che, per sopravvivere, deve smettere di prendersi sul serio.

Io so solo che, mentre penso a questa dea che chiede “cosa vuoi diventare?”, mi viene da rispondere qualcosa di meno ovvio del solito. E se fosse questo il vero trucco dell’isekai, oggi? Farci dubitare della risposta.


Scopri di più da CorriereNerd.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Dai nostri utenti

Dai nostri utenti

Appassionati di cultura nerd, videoludica e cinematografica, i nostri utenti contribuiscono con articoli approfonditi e recensioni coinvolgenti. Spaziando tra narrativa, fumetti, musica e tecnologia, offrono analisi su temi che vanno dal cinema alla letteratura, passando per il mondo del cosplay e le innovazioni nel campo dell’intelligenza artificiale e della robotica.

Con competenza e curiosità, i loro articoli arricchiscono il panorama nerd e pop con uno stile appassionato e divulgativo, dando voce alle molte sfaccettature di queste passioni. Questi preziosi contributi, a volte, sono stati performati a livello testuali, in modalità "editor", da ChatGPT o Google Gemini. Vuoi entrare anche tu in questo universo e condividere le tue idee con la community nerd? Invia i tuoi articoli a press@satyrnet.it e diventa parte della nostra avventura editoriale!

Aggiungi un commento

Rispondi

Cosplayer Italiani

Seguici su Telegram

Diventa un Avatar

Seguici sui social