Avevano dimensioni minuscole, eppure bastavano pochi secondi per trasformarle nelle protagoniste di inseguimenti degni di Hollywood. Una curva disegnata con il nastro adesivo sul pavimento diventava Monte Carlo, il corridoio di casa si trasformava in un’autostrada americana e una pila di libri era sufficiente per costruire un salto che, nella fantasia di qualsiasi bambino, avrebbe fatto impallidire perfino gli stunt di Fast & Furious. Le Matchbox hanno accompagnato intere generazioni senza bisogno di effetti speciali, affidandosi soltanto a quel superpotere che appartiene all’infanzia: immaginare mondi immensi partendo da un oggetto grande quanto il palmo di una mano. Vedere oggi quel marchio diventare un film d’azione ad alto budget ha inevitabilmente il sapore di un piccolo viaggio nel tempo, ma anche di una sfida decisamente curiosa.
Dopo aver osservato il successo delle trasposizioni cinematografiche dedicate ai suoi brand più celebri, Mattel continua infatti a costruire il proprio universo sul grande schermo e stavolta sceglie una delle linee di giocattoli più iconiche di sempre. Matchbox – The Movie, in arrivo in esclusiva su Apple TV+ il prossimo 9 ottobre, prova a prendere tutto ciò che quelle automobiline hanno rappresentato per milioni di persone e a trasformarlo in uno spettacolo ricco di adrenalina, humor e inseguimenti spettacolari, senza dimenticare quel pizzico di nostalgia che rende ogni operazione del genere immediatamente familiare.
La trama parte da un’idea semplice ma efficace, quasi come se qualcuno avesse immaginato cosa sarebbe successo se il gruppo di amici che da piccoli organizzava gare infinite sul tappeto del salotto fosse costretto, molti anni dopo, a salvare davvero il pianeta. I protagonisti sono infatti amici d’infanzia, cresciuti condividendo una passione comune per le automobili e per le immancabili macchinine pressofuse, che il destino riporta improvvisamente uno accanto all’altro. Stavolta, però, il premio non è una coppa immaginaria o il diritto di scegliere la pista successiva: davanti a loro si profila una misteriosa minaccia globale che soltanto lavorando come una squadra potranno fermare.
A guidare questo improbabile gruppo troviamo John Cena, ormai perfettamente a suo agio nel ruolo dell’eroe larger than life. Il suo personaggio ricorda volutamente i grandi agenti segreti del cinema action, uno di quelli che sembrano conoscere ogni tipo di arma, ogni tecnica di combattimento e, naturalmente, qualsiasi automobile esistente. Una figura che gioca con gli stereotipi del genere senza prendersi troppo sul serio, qualità che negli ultimi anni è diventata uno dei marchi di fabbrica dell’ex campione WWE. Accanto a lui torna Jessica Biel, presenza che molti spettatori saranno felici di ritrovare in un blockbuster d’azione, insieme a Sam Richardson, Teyonah Parris, Randeep Hooda, Arturo Castro e Corey Stoll, un cast capace di alternare momenti più leggeri a situazioni decisamente esplosive.
Dietro la macchina da presa siede Sam Hargrave, nome che gli appassionati di cinema action ormai associano immediatamente a sequenze spettacolari costruite con precisione quasi chirurgica. Prima di diventare regista aveva già lasciato il segno come stunt coordinator, esperienza che si è riflessa perfettamente nei due film della saga Tyler Rake, caratterizzati da combattimenti brutali, piani sequenza mozzafiato e un utilizzo della macchina da presa capace di trasmettere la sensazione di essere sempre dentro l’azione. Sapere che sarà lui a dirigere Matchbox – The Movie lascia intuire quale sarà l’approccio: meno effetti digitali fini a sé stessi e molta attenzione alla fisicità degli inseguimenti, alle collisioni e alla velocità.
La sceneggiatura è invece firmata da David Coggeshall, già autore di The Family Plan, scelta che lascia intravedere la volontà di mescolare azione, comicità e dinamiche di gruppo senza trasformare tutto in una semplice successione di esplosioni. Il cuore della storia sembra infatti ruotare attorno ai rapporti tra i protagonisti, persone che hanno preso strade diverse e che improvvisamente devono tornare a fidarsi l’una dell’altra proprio come facevano da bambini. Una dinamica che, se sviluppata bene, potrebbe distinguere il film da tante produzioni analoghe.
Le riprese hanno attraversato scenari molto diversi tra loro, passando da Budapest al Marocco, dalla Slovacchia fino a Los Angeles, offrendo ambientazioni perfette per inseguimenti internazionali, missioni segrete e corse ad alta velocità. Il trailer ufficiale conferma questa impressione, alternando auto lanciate a tutta velocità, combattimenti, esplosioni e un tono ironico che sembra ricordare alcune produzioni action degli anni Novanta, aggiornate però con il ritmo del cinema contemporaneo.
Quello che rende davvero particolare questa operazione, almeno agli occhi di chi è cresciuto circondato da modellini in metallo, è però il significato culturale del marchio Matchbox. Tutto ebbe inizio nel 1953 grazie all’intuizione dell’inventore britannico Jack Odell, che realizzò una piccola automobile abbastanza compatta da entrare in una scatola di fiammiferi, proprio perché la figlia potesse portarla a scuola. Da quell’idea apparentemente banale nacque uno dei fenomeni più longevi della storia del giocattolo. Ancora oggi le Matchbox continuano a vendere milioni di esemplari in tutto il mondo, mantenendo intatto quel fascino fatto di metallo, ruote e fantasia che ha attraversato generazioni intere.
Probabilmente è proprio questa la parte più interessante dell’intera operazione cinematografica. Diversamente da altri brand che possiedono una mitologia già definita, le Matchbox non hanno mai avuto personaggi fissi, una storia ufficiale o un universo narrativo consolidato. Tutto è sempre stato affidato all’immaginazione di chi le faceva correre sul pavimento. Il film parte proprio da questa libertà creativa, costruendo una storia completamente nuova che prova a catturare lo spirito del gioco piuttosto che adattarne un racconto inesistente.
Guardando il trailer viene quasi spontaneo sorridere davanti ad alcune sequenze che sembrano riprodurre esattamente le acrobazie assurde inventate da bambini, soltanto moltiplicate per cento grazie agli effetti cinematografici. In fondo è difficile non ritrovare un pezzetto della propria infanzia osservando automobili che saltano, derapano e sfidano qualsiasi legge della fisica. Magari non tutte le promesse saranno mantenute, magari Matchbox – The Movie non rivoluzionerà il genere action, ma possiede già una qualità che tanti blockbuster contemporanei faticano a ricreare: quella capacità di risvegliare ricordi autentici senza trasformarli esclusivamente in un’operazione nostalgia.
Il 9 ottobre capiremo se Mattel avrà davvero trovato un’altra formula vincente dopo aver riportato sotto i riflettori alcuni dei suoi marchi storici. Intanto il trailer lascia intuire un mix di spettacolo, ironia e adrenalina che potrebbe sorprendere più di qualcuno. E a questo punto la curiosità viene spontanea: qual era la Matchbox che portavate sempre con voi, quella che vinceva tutte le gare immaginarie o quella che, nonostante anni di cadute, continuava ostinatamente a sfrecciare più veloce di tutte? Forse la risposta racconta molto più della nostra infanzia di quanto immaginiamo.
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