Ieri si è spento, all’età di 78 anni, uno dei compositori più iconici della storia della televisione: Mark Snow. Un nome che, per chi è cresciuto tra gli anni ’90 e i primi Duemila, è sinonimo di atmosfere misteriose, inquietanti e profondamente evocative. La sua firma sonora è incisa a fuoco nell’immaginario collettivo di intere generazioni, soprattutto grazie a una melodia che, non appena parte, ci trasporta immediatamente in un mondo di luci verdi, alieni, segreti governativi e cospirazioni: la sigla di X-Files.
La notizia della sua scomparsa è arrivata tramite un commosso post su Facebook pubblicato da Sean Callery, collega e amico fraterno, anch’egli compositore di successo nel mondo della serialità televisiva. Mark Snow, nato Martin Fulterman il 26 agosto 1946 a New York, se ne è andato nella sua casa in Connecticut, lasciando dietro di sé un’eredità sonora incalcolabile.
Una carriera forgiata tra talento, sperimentazione e magia
Snow non fu soltanto “il compositore di X-Files”. La sua carriera è un viaggio attraverso decenni di televisione americana, costellato da sigle indimenticabili e colonne sonore capaci di dare un’anima a ogni scena. Cresciuto a Brooklyn e diplomatosi alla prestigiosa High School of Music & Art, completò poi gli studi alla Juilliard School of Music, una vera fucina di talenti. In gioventù, fu anche cofondatore della New York Rock & Roll Ensemble, un gruppo che mescolava rock e musica classica ben prima che il crossover diventasse una moda.
Eppure fu il piccolo schermo a consacrarlo. Le sue musiche hanno accompagnato serie che hanno fatto la storia della TV: da Cuore e batticuore a T.J. Hooker, da Nikita a Smallville, riuscendo sempre a cogliere l’essenza narrativa e a rafforzarla con una colonna sonora coinvolgente e mai scontata. La sua versatilità lo rese uno dei compositori più richiesti del panorama televisivo americano, capace di passare dal romanticismo al thriller, dalla fantascienza al dramma umano con una disinvoltura quasi soprannaturale.
Il mistero dietro la musica di X-Files
Ma è impossibile parlare di Mark Snow senza immergersi nel fenomeno X-Files. La sua sigla è un capolavoro di suggestione, nata quasi per caso, come accade con molte opere d’arte. Come raccontato dallo stesso Snow nel dietro le quinte contenuto nei DVD della prima stagione, la genesi della melodia fu tutt’altro che lineare. Dopo numerosi tentativi non del tutto convincenti, il compositore — frustrato dall’insoddisfazione del creatore della serie, Chris Carter — posò distrattamente una mano sulla tastiera elettronica. Da quel gesto nacque l’eco spettrale che sarebbe diventato uno dei tratti distintivi della sigla.
La melodia fischiettata, altro elemento iconico, venne da una voce campionata chiamata “Whistling Joe”, ma si perfezionò grazie all’orecchio fine — e al talento nel fischiare — della moglie di Snow, che stava passando davanti al garage in cui lui stava componendo. Il risultato fu un tema di 40 secondi che colpì immediatamente Chris Carter e venne adottato senza modifiche. Quella melodia inquietante, ipnotica, quasi ultraterrena, non solo divenne un tormentone globale ma raggiunse persino la seconda posizione nella UK Singles Chart, un risultato clamoroso per un tema televisivo.
E non finisce qui. Snow mise la sua firma anche sulle musiche delle altre due serie ideate da Chris Carter, Millennium e The Lone Gunmen, contribuendo alla creazione di un universo sonoro coerente e riconoscibile che ha accompagnato ben 15 stagioni complessive.
Il suono di un’epoca
Mark Snow non componeva semplicemente musica: costruiva atmosfere. Ogni sua nota era un tassello nella costruzione di un universo narrativo, capace di farci vibrare le corde più profonde dell’immaginazione. In un mondo in cui il comparto sonoro spesso viene dato per scontato, Snow ha dimostrato che la musica può essere protagonista tanto quanto i personaggi sullo schermo. Senza la sua colonna sonora, X-Files non sarebbe stato lo stesso. Senza quella sigla, probabilmente, non avremmo mai avuto quei brividi lungo la schiena ogni volta che si accendeva lo schermo.
Con la sua morte, se ne va un pezzo di storia della televisione, ma il suo lascito è destinato a vivere per sempre, nei cuori di chi ha amato i suoi lavori, nei ricordi dei fan di Mulder e Scully, e nelle future generazioni che scopriranno, magari per caso, quella sigla fischiettata e rimarranno ipnotizzate, proprio come accadde a noi.
Il mondo nerd e geek, che spesso viene descritto come popolato da “visionari”, oggi saluta uno dei suoi più grandi architetti sonori. Che si tratti di indagini paranormali, eroi mascherati o cospirazioni intergalattiche, la musica di Mark Snow continuerà a echeggiare nell’etere, come una presenza invisibile ma indispensabile.
E tu, ricordi la prima volta che hai sentito la sigla di X-Files? Hai un episodio preferito in cui la musica di Snow ti ha colpito in modo particolare? Raccontacelo nei commenti e condividi l’articolo con i tuoi amici sui social. Che il mistero continui…
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