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Loco Motive: un viaggio in prima classe sul treno del delitto…

Ragazzi, fermi tutti: c’è un nuovo mistero in stazione e profuma di pixel, jazz anni ’30 e humor british a palate! Quando abbiamo sentito parlare di Loco Motive, il nostro hype ha superato il limite di velocità di qualsiasi treno esistente. Un’avventura punta e clicca ambientata su un treno a vapore, con una ricca ereditiera assassinata, tre sospettati improbabili e un mare di dialoghi da scoprire? Ma è Cluedo che incontra Monkey Island con una spruzzata di Agatha Christie? Prendeteci tutto, anche il biglietto di prima classe! Il gioco arriva a bordo del Reuss Express, un treno elegantissimo che sa di tappeti rossi, misteri e tè servito con il coltello. Pubblicato da Chucklefish e sviluppato dai fratelli Riches di Robust Games – sì, due fratelli nerd che hanno trasformato un’idea da game jam in un titolo completo – Loco Motive ha tutta l’aria di volerci riportare ai fasti delle avventure grafiche di una volta, quelle dove ogni clic era una scoperta e ogni dialogo un potenziale meme.

Appena avviato il gioco, la sensazione è quella giusta. La pixel art è un tripudio per gli occhi da retrogamer incalliti. Gli ambienti del treno sembrano usciti da un vecchio film poliziesco, i personaggi sono espressivi, e la colonna sonora jazz di Paul Zimmermann? Una roba che fa ondeggiare il cursore del mouse al ritmo di sassofono. Anche il sistema di controllo è snello e funzionale, con un’interfaccia semplice che ci fa sentire subito a casa. E l’inventario? Ordinato come un cassetto di LEGO: tutto dove deve stare, tutto pronto da combinare con qualcos’altro.

Insomma, l’inizio è una bomba. Ma poi… poi il treno inizia a fare qualche strano cigolio.

Il problema è che, se ti fermi ad ascoltare cosa dicono i passeggeri, ti accorgi che i dialoghi – che dovrebbero essere il cuore pulsante di un’avventura punta e clicca – sembrano scritti dopo una notte insonne e tre caffè scaduti. Ci sono momenti in cui pensi: “Dai, adesso spara una battuta geniale!”. E invece niente. Ti trovi a cliccare per saltare il tutto, e se in un’avventura grafica skippi i dialoghi… Houston, abbiamo un problema.

Anche la trama, che parte con un delitto succoso, si rivela fin troppo lineare. Sembra di stare su un binario unico dove già sai cosa succederà prima ancora di passare alla carrozza successiva. E i personaggi? Simpatici, sì, ma un po’ anonimi. Non ti lasciano quel segno, quel carisma che ti fa venire voglia di usare il loro nome come nickname su Steam. Ti affezioni? Meh. Ti ricordi le loro battute? Nemmeno sotto interrogatorio.

E parliamo degli enigmi: alcuni si risolvono con il pilota automatico. Altri richiedono un minimo di ragionamento, ma raramente ti fanno sentire quel brivido da “YEEES, HO RISOLTO!”. Mancano di quella genialità stramba che ci ha fatto amare giochi come The Secret of Monkey Island o Thimbleweed Park. Il fatto che tutta l’azione si svolga su un treno, poi, se da un lato è super affascinante e claustrofobico al punto giusto, dall’altro finisce per limitare la varietà. Sempre gli stessi ambienti, le stesse stanze, le stesse porte che apri e richiudi sperando che succeda qualcosa di più interessante. Ma niente.

Ci sono anche alcune scelte estetiche un po’ WTF. Tipo oggetti che appaiono all’improvviso in posti dove un attimo prima non c’era nulla. Stanze che si sbloccano senza un reale senso logico. E il font dei dialoghi? Carino, ma sembra preso da un fumetto moderno più che da un’avventura retrò. Ti stacca, ti distrae. E nel mezzo di un’indagine per omicidio, non è proprio il massimo.

Tirando le somme – anzi, facendoci un bel caffè nella carrozza ristorante – Loco Motive è come un treno d’epoca restaurato con cura, lucidato a dovere, partito con grande entusiasmo… ma con un motore che non riesce mai davvero a spingere a tutta velocità. C’è passione, c’è stile, c’è amore per il genere, ma manca quel twist, quel guizzo che lo faccia diventare un cult.

Detto questo, onore ai fratelli Riches. Perché si sente che ci hanno messo il cuore. E se questo è solo il loro primo viaggio, allora siamo davvero curiosi di vedere dove ci porterà il prossimo. Magari con più colpi di scena, più enigmi da sudare, e personaggi che ci facciano ridere e tremare allo stesso tempo.

E ora tocca a voi, compagni di viaggio nerd: avete giocato Loco Motive? Vi siete innamorati del suo stile rétro o avete abbandonato il vagone prima del finale? Commentate qui sotto, fateci sapere se anche voi avete cliccato disperatamente ogni pixel sperando in una rivelazione, e soprattutto… condividete questo articolo sui vostri social! Perché ogni treno misterioso merita la sua fan theory.


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