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Labyrinth Bestiario arriva in Italia: il libro che svela tutti i segreti delle creature del capolavoro fantasy di Jim Henson

Pochi film fantasy possono vantare un’eredità culturale paragonabile a quella di Jim Henson. A distanza di quarant’anni dalla sua uscita, “Labyrinth – Dove tutto è possibile” continua a esercitare un fascino quasi magnetico su generazioni diverse di spettatori, trasformandosi da cult degli anni Ottanta a vero e proprio mito della cultura pop. Chiunque sia cresciuto tra VHS consumate, passaggi televisivi pomeridiani e maratone fantasy ricorda perfettamente quella sensazione di meraviglia davanti a un mondo che sembrava vivo in ogni singolo dettaglio. Non era soltanto la storia di Sarah e della sua corsa contro il tempo per salvare il piccolo Toby dalle grinfie del Re dei Goblin interpretato da David Bowie. Era soprattutto un universo popolato da creature bizzarre, inquietanti, divertenti e irresistibilmente misteriose.

Per anni, una domanda ha accompagnato molti fan del film. Chi erano davvero tutti quegli esseri che comparivano lungo i corridoi del Labirinto? Quale storia si nascondeva dietro il Verme che invitava Sarah a prendere la strada sbagliata? Da dove provenivano Sir Didymus e il fedele Ambrogio? Quali segreti custodivano le Fate, le Mani d’Aiuto, gli abitanti della Foresta degli Sfrenati o gli enigmatici goblin che popolavano il castello di Jareth?

Finalmente arriva anche in Italia una risposta a tutte queste curiosità grazie a Labyrinth Bestiario, il magnifico volume pubblicato da Edizioni NPE, un’opera che rappresenta molto più di una semplice raccolta illustrata. Si tratta di un viaggio approfondito dentro l’immaginario creato da Henson e arricchito dall’estro visionario di Brian Froud, una sorta di enciclopedia definitiva dedicata alle creature che abitano il regno del Labirinto.

L’autrice delle illustrazioni, Iris Compiet, è già considerata una delle artiste più interessanti del panorama fantasy contemporaneo. Chi ha avuto tra le mani The Dark Crystal Bestiary conosce bene la sua capacità di raccogliere l’eredità visiva di mondi iconici senza limitarsi a copiarne lo stile. Il suo tratto riesce infatti a evocare atmosfere familiari e allo stesso tempo a espandere gli orizzonti narrativi, aggiungendo dettagli, suggestioni e sfumature che sembrano essere sempre appartenute a quell’universo.

Non sorprende che una personalità come Guillermo del Toro abbia espresso un entusiasmo così evidente per il progetto. Le sue parole descrivono perfettamente ciò che rende speciale questo volume: la capacità di Iris Compiet di comprendere profondamente l’oscurità fiabesca che caratterizzava il film originale e di amplificarla con una sensibilità artistica personale, rispettosa ma mai derivativa.

Sfogliando le pagine del Bestiario emerge immediatamente una sensazione che ogni appassionato di fantasy conosce bene. È la stessa emozione che si prova aprendo un manuale illustrato di un gioco di ruolo o un antico tomo recuperato in una biblioteca dimenticata. Ogni pagina sembra raccontare una leggenda, ogni creatura possiede una propria identità e ogni illustrazione invita il lettore a fermarsi qualche minuto in più per osservare dettagli che rischierebbero di sfuggire a una prima occhiata.

Il volume non si limita ai personaggi più famosi del film. Naturalmente trovano spazio figure amatissime come Bubo, Sir Didymus, Ambrogio, Hoggle e Ludo, ma l’attenzione si estende anche verso quelle creature che sullo schermo apparivano soltanto per pochi secondi e che, proprio per questo, hanno alimentato per decenni la fantasia dei fan. È un approccio che ricorda il modo in cui le grandi opere di worldbuilding costruiscono il proprio fascino: ogni elemento esiste perché appartiene a un ecosistema coerente, non semplicemente perché deve comparire in una scena.

L’esplorazione si sviluppa attraverso le diverse regioni del Labirinto, accompagnando il lettore in luoghi che hanno segnato la memoria collettiva di chi ama il fantasy cinematografico. Dall’ingresso del dedalo fino alle profondità della Segreta, passando per le aree sotterranee, la Foresta degli Sfrenati, la celebre Gora dell’Eterno Fetore e la discarica governata dall’indimenticabile Junk Lady, il libro ricostruisce una geografia narrativa che amplia enormemente la percezione del mondo mostrato nel film.

Particolarmente affascinante è il modo in cui l’opera integra non soltanto il materiale cinematografico originale, ma anche gli elementi sviluppati successivamente attraverso fumetti, romanzi ufficiali e pubblicazioni collegate all’universo narrativo di Labyrinth. Il risultato è una visione più ampia e stratificata, capace di trasformare quello che molti consideravano soltanto uno scenario fantastico in un vero ecosistema narrativo.

Per chi è cresciuto negli anni Ottanta e Novanta, il fascino di questo libro va oltre il semplice collezionismo. Rappresenta una sorta di ritorno a un’epoca in cui la fantasia cinematografica si costruiva con pupazzi animatronici, scenografie monumentali e creatività artigianale. Prima dell’avvento della CGI fotorealistica, i mondi di Henson respiravano grazie al talento di artisti, scultori, illustratori e performer che trasformavano stoffa, lattice e meccanismi in creature capaci di emozionare il pubblico.

Rivedendo oggi Labyrinth, si resta colpiti da quanto quelle creazioni risultino ancora credibili e affascinanti. Nonostante il passare degli anni, il film conserva una personalità visiva che molti blockbuster moderni faticano a raggiungere. Forse proprio per questo il Bestiario arriva in un momento perfetto. Non si limita a celebrare un classico, ma permette di comprenderne meglio la complessità artistica e l’immenso lavoro creativo nascosto dietro ogni personaggio.

Tra le pagine emerge continuamente l’amore per il dettaglio. Le creature non vengono trattate come semplici comparse, ma come abitanti autentici di un mondo dotato di regole, tradizioni e peculiarità. Il lettore scopre abitudini, comportamenti, caratteristiche fisiche e curiosità che trasformano ogni incontro del film in qualcosa di ancora più significativo.

Per gli appassionati di fantasy, illustrazione e cinema fantastico, Labyrinth Bestiario rappresenta una di quelle pubblicazioni che finiscono inevitabilmente sul tavolino accanto ai grandi artbook da consultare più volte nel corso degli anni. Per chi invece ha amato semplicemente il film e desidera ritrovare la magia provata davanti alle avventure di Sarah, il volume diventa una sorta di passaggio segreto capace di riportare direttamente dentro il Labirinto.

Forse è proprio questo il suo merito più grande. Non racconta soltanto le creature di un film leggendario. Riaccende quella curiosità infantile che ci spingeva a immaginare cosa accadesse oltre i bordi dello schermo, in quelle stanze che non abbiamo mai visto e in quei sentieri che Sarah non ha mai percorso. E per chi è cresciuto con il sorriso enigmatico di Jareth, le canzoni di David Bowie e gli straordinari pupazzi di Jim Henson, tornare ancora una volta tra i corridoi del Labirinto potrebbe essere un viaggio impossibile da rifiutare.

Note: AI-Generated Content

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Redazione

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