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UFO e Pentagono: i video ufficiali degli oggetti volanti non identificati che sfidano la scienza

Immaginate di essere un pilota della Marina americana, a migliaia di metri sopra l’oceano, con il cuore che batte all’impazzata e gli occhi incollati al radar. All’improvviso, qualcosa appare: un punto sullo schermo che si muove a una velocità impossibile, sfidando le leggi della fisica come le conosciamo. Non è un jet, non è un drone, non è un uccello, né un pallone meteorologico. È qualcosa di non identificato.

Questa scena non è frutto di un film di fantascienza o dell’ultimo videogioco AAA, ma è quanto raccontato nei famosi video ufficialmente rilasciati dal Pentagono e dalla Marina degli Stati Uniti. Quei filmati, diventati ormai virali e discussi in tutto il mondo, mostrano UAP — Unidentified Aerial Phenomena, il nuovo termine tecnico per quello che tutti noi conosciamo come UFO, oggetti volanti non identificati.

Ma facciamo un salto indietro. Già nel 2017 e 2018, la To The Stars Academy of Arts & Sciences — la compagnia fondata da Tom DeLonge, ex frontman dei Blink-182 e appassionato di fenomeni extraterrestri — aveva diffuso quei video sconvolgenti. Due in particolare mostrano il momento esatto in cui i piloti si rendono conto di aver avvistato qualcosa di inspiegabile. Nei filmati si sente chiaramente lo stupore e quasi l’adrenalina pura nelle loro voci mentre osservano questi oggetti muoversi a velocità inimmaginabili, tanto da far ipotizzare a qualcuno che si trattasse di droni ultra-avanzati.

Eppure, solo nell’aprile 2020 il Pentagono ha deciso di rilasciare ufficialmente quei video, motivando la scelta con la volontà di “chiarire eventuali idee sbagliate da parte del pubblico” sulla veridicità del materiale. Secondo Sue Gough, portavoce del Pentagono, una revisione approfondita ha stabilito che quei filmati, pur essendo autentici, non svelano segreti tecnologici né compromettono indagini in corso. Insomma, niente Area 51 o armi segrete, almeno stando alle dichiarazioni ufficiali.

Uno dei racconti più incredibili è quello del comandante David Fravor, pilota veterano della Marina, che nel 2004 ha avuto un incontro ravvicinato con uno di questi oggetti misteriosi. Intervistato dalla CNN, Fravor ha raccontato come, durante l’avvicinamento, l’oggetto sia schizzato via a velocità fulminea, sparendo all’orizzonte in meno di due secondi. Per usare le sue stesse parole: “È stato estremamente brusco, come una pallina da ping pong che rimbalza contro un muro”. Un movimento così repentino e fluido da risultare inspiegabile anche per un pilota d’élite.

Ma la storia non si ferma ai video. Il Pentagono aveva già avviato nel 2007 un programma classificato voluto dall’allora senatore Harry Reid, appassionato sostenitore della ricerca su fenomeni inspiegabili. Quel programma, chiamato Advanced Aerospace Threat Identification Program (AATIP), si è ufficialmente chiuso nel 2012 per motivi di budget, ma molti, come l’ex direttore Luis Elizondo, ritengono che non abbia mai smesso del tutto di esistere. Elizondo, infatti, si è dimesso nel 2017 proprio per protestare contro la mancanza di trasparenza e ha dichiarato pubblicamente che ci sarebbero “prove molto convincenti che potremmo non essere soli”. Secondo lui, gli oggetti osservati mostrano capacità tecnologiche sconosciute, fuori dalla portata non solo degli Stati Uniti, ma anche di qualsiasi altro Paese conosciuto.

Harry Reid stesso, dopo la pubblicazione ufficiale dei video, ha espresso su Twitter la sua soddisfazione, ma anche un monito: questi video rappresentano solo la punta dell’iceberg. Per Reid, il governo americano dovrebbe affrontare la questione con uno sguardo serio e scientifico, valutando non solo le implicazioni per la sicurezza nazionale, ma anche le domande fondamentali che queste anomalie sollevano sulla nostra comprensione del mondo e, forse, dell’universo.

Non a caso, alcuni senatori hanno già ricevuto briefing riservati dalla Marina sugli UAP, segno che l’interesse politico e militare sul tema non è mai calato. Rachel Cohen, portavoce del senatore democratico Mark Warner, ha dichiarato che la priorità non è tanto stabilire se si tratti di alieni, palloncini o fenomeni atmosferici, ma garantire la sicurezza dei piloti americani, che non possono rischiare la vita per ostacoli non identificati durante le loro missioni di addestramento.

Questa storia è affascinante non solo per ciò che mostra, ma anche per ciò che lascia intuire. Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia ci permette di esplorare lo spazio, creare intelligenze artificiali sempre più sofisticate e progettare videogiochi che simulano interi universi, eppure restiamo ancora a bocca aperta di fronte all’ignoto. Che si tratti di avanzamenti tecnologici segreti, di fenomeni naturali ancora da comprendere o, perché no, di visitatori da altri mondi, gli UAP ci ricordano che ci sono ancora misteri là fuori, pronti a stimolare la nostra immaginazione nerd e a farci sognare.

E voi cosa ne pensate? Credete che dietro questi avvistamenti ci sia una spiegazione razionale, o il nostro mondo sta per aprirsi a una nuova, straordinaria scoperta? Raccontatemi la vostra opinione nei commenti qui sotto e non dimenticate di condividere questo articolo sui vostri social: più siamo a discutere, più sarà emozionante il confronto! Il mistero ci unisce, e chissà… magari qualcuno, tra le stelle, ci sta già leggendo.

 

Maria Merola

Maria Merola

Laureata in Beni Culturali, lavora nel campo del marketing e degli eventi. Ama Star Wars, il cosplay e tutto ciò che riguarda il mondo del fantastico, come rifugio dalla realtà quotidiana. In particolare è l'autrice del blog "La Terra in Mezzo" dedicato ai miti e alle leggende del suo Molise.

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