Nel cuore dell’esperienza cinematografica si cela un’arte che non sempre si vede, ma che si sente… e come se si sente! Parliamo della musica, elemento tanto essenziale quanto sottovalutato nella percezione del film. Ed è proprio questo l’universo esplorato in profondità da La musica nel cinema, il saggio firmato da Cristina Cano e recentemente tornato in libreria in una nuova edizione ampliata, riveduta e aggiornata, pubblicato da Gremese Editore. Un’opera che ogni nerd della settima arte dovrebbe tenere sul comodino come un tomo sacro del tempio audiovisivo.
In un’epoca in cui lo storytelling audiovisivo si arricchisce di contaminazioni tra media, piattaforme e linguaggi, il libro di Cristina Cano si configura come uno strumento teorico ma sorprendentemente accessibile per analizzare il potere invisibile e trasformativo del suono nel cinema. Questo non è solo un saggio: è una lente d’ingrandimento con cui decifrare la componente musicale dei film come se fosse un codice segreto, capace di svelare verità narrative nascoste.
Cristina Cano – musicista, docente e studiosa sopraffina – ci guida in un viaggio attraverso la funzione narrativa, estetica, emotiva e perfino manipolatoria della musica nei film. Non si tratta solo di capire perché ci emozioniamo davanti a una scena, ma come quella emozione viene attivata dal suono. Dai ruggiti orchestrali di John Williams che annunciano la presenza del grande squalo bianco in Lo Squalo, alla struggente e nostalgica “Unchained Melody” che accompagna la scena più iconica di Ghost, Cano mostra come le colonne sonore non siano semplici abbellimenti, ma veri e propri artefici del significato.
Il suo approccio unisce rigore accademico e chiarezza divulgativa, il che rende il saggio una lettura godibile anche per chi non ha mai aperto un trattato di semiotica. Anzi, proprio attraverso la semantica e la pragmatica della comunicazione musicale, l’autrice ci accompagna nella comprensione di come le musiche nel cinema non solo commentino le immagini, ma le guidino, le anticipino, a volte le contraddicano o addirittura le ricreino nella mente dello spettatore. In una parola: plasmano.
La nuova edizione di La musica nel cinema si presenta aggiornata con riflessioni pertinenti al linguaggio cinematografico contemporaneo, sempre più stratificato, dove la musica convive con suoni ambientali, voci e immagini digitali in un caleidoscopio sensoriale complesso. Cano ci invita a riconoscere e analizzare questa complessità, offrendo strumenti utili non solo agli studiosi, ma anche ai compositori, ai registi, ai docenti, agli studenti di DAMS e, ovviamente, agli irriducibili cinefili e melomani nerd.
Nel panorama editoriale italiano, dove i testi che esplorano la musica da un punto di vista critico e multidisciplinare nel contesto cinematografico sono ancora rari, questo libro rappresenta un faro. È come avere a disposizione una colonna sonora scritta per la nostra mente critica, capace di farci vedere – o meglio, sentire – il film con nuove orecchie. E magari, dopo la lettura, non guarderete più una scena d’amore, un’inquadratura d’azione o un momento di suspense senza far caso a ciò che avviene dietro le quinte sonore.
L’autrice, Cristina Cano, non è nuova a questo tipo di imprese: già autrice di Musica e cinema nel dopoguerra americano (sempre per Gremese), ha insegnato Semiotica della Musica all’Università di Bologna e Musica applicata alle immagini al Conservatorio di Bologna. Ha messo mano anche alla supervisione musicale di film come Goodbye Mr. Zeus!, La finestra di Alice e La freccia del tempo, portando il suo sapere teorico direttamente nella pratica cinematografica.
La musica nel cinema non è soltanto un libro, è una dichiarazione d’amore per uno degli aspetti più affascinanti e misteriosi della narrazione cinematografica. E se siete di quelli che, durante i titoli di coda, restano incollati alla poltrona per leggere chi ha composto la colonna sonora, questo saggio è scritto per voi.
Il volume, edito da Gremese nella collana “Biblioteca delle Arti”, conta 340 pagine in formato 16×23, con un prezzo di copertina di 30 euro. Un investimento più che giustificato per chi vuole approfondire le dinamiche tra suono e immagine, tra musica e emozione, tra teoria e magia cinematografica.
Che siate studenti, docenti, artisti o semplicemente geek della settima arte, questo è uno di quei titoli che meritano uno spazio nella vostra Batcaverna personale.
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