Nel vastissimo universo della DC Comics, tra alieni in calzamaglia e vigilanti oscuri, c’è una creatura che ha saputo ritagliarsi un posto speciale nel cuore dei fan: parliamo di Krypto, il Supercane. E se oggi il nome di questo tenero, potente e irruento cagnolone è tornato sulle labbra di tutti, è merito soprattutto di James Gunn. Il suo film Superman, infatti, si è rivelato un successo planetario, ma la vera sorpresa – o forse era già tutto scritto? – è che il personaggio più amato non è stato Kal-El, interpretato da David Corenswet, bensì il suo compagno a quattro zampe. Già dai primissimi trailer, Krypto ha dimostrato di essere ben più di un semplice pet con superpoteri. Con il suo carisma, il muso espressivo e una dose letale di distruttiva affettuosità, ha oscurato perfino il protagonista, conquistando pubblico e critica. E non è certo un caso isolato: la storia editoriale di Krypto è lunga, ricca e stratificata, fatta di rinascite, dimenticanze e gloriosi ritorni.

Krypto nasce nel 1955 sulle pagine di Adventure Comics #210, ideato da Otto Binder e Curt Swan. Il suo esordio non è affatto banale: fu Jor-El, il padre di Superman, ad adottarlo per fare compagnia al piccolo Kal-El. Quando il destino del pianeta Krypton si fece inevitabile, fu proprio Krypto a testare per primo il razzo che avrebbe poi salvato il futuro supereroe. Una rotta deviata e un lungo peregrinare nello spazio lo portarono sulla Terra, dove grazie al suo infallibile superfiuto riuscì a ritrovare il suo padroncino, ormai adolescente e noto come Superboy. È l’inizio di un legame profondo e indissolubile.
Nel corso dei decenni, la figura di Krypto si è trasformata insieme all’evoluzione della narrativa fumettistica. Durante la Silver Age, accompagnava spesso Superman nelle sue avventure, dimostrando che il coraggio e la lealtà non hanno bisogno di parole. Memorabile è il suo sacrificio nella leggendaria storia “Che cosa è successo all’Uomo del Domani?” firmata da Alan Moore, un addio che commosse intere generazioni di lettori.
Con la grande ristrutturazione dell’universo DC post-Crisis on Infinite Earths, però, Krypto scomparve per un lungo periodo. I superanimali non erano più di moda, considerati anacronistici in un contesto narrativo più cupo e realistico. Ma i miti, si sa, non muoiono davvero. Così nel 2001, Jeph Loeb e Ed McGuinness lo riportarono in vita su Superman #167, ridandogli dignità e forza, riconnettendolo con l’immaginario classico ma adattandolo ai gusti contemporanei.
Krypto non è rimasto confinato ai fumetti. È diventato protagonista anche sul piccolo schermo, specialmente nel 2005 con Krypto the Superdog, una serie animata andata in onda su Cartoon Network. In quel contesto, lo vediamo convivere con un ragazzino di nome Kevin e affrontare avversari bizzarri come Robogatto e l’iguana di Lex Luthor. Una versione più “terrestre”, ma comunque fedele allo spirito originale. Anche Smallville gli ha dedicato uno spazio nella sua quarta stagione, reinventandolo come cane da laboratorio sfuggito a un esperimento genetico della LuthorCorp.
Le apparizioni del supercane non si contano più: dal film animato Superman/Batman: Apocalypse al crossover con Scooby-Doo, passando per citazioni pop e omaggi come quello di Kevin Smith, che, mentre lavorava a un progetto per un film su Superman mai realizzato, ricevette la richiesta specifica di includere una scena con Krypto.
Il film diretto da James Gunn ha scelto di esplorare proprio questo legame, e il risultato è stato sì emozionante, ma non privo di polemiche. Durante il San Diego Comic-Con, l’attore Matthew Lawrence ha espresso il suo disappunto per il modo in cui la relazione tra Clark Kent e Krypto è stata rappresentata. In un’intervista a The Hollywood Reporter, ha dichiarato che, da amante degli animali e difensore dell’ambiente, si sarebbe aspettato un rapporto più affettuoso, più profondo. “Non è il legame che mi aspettavo. Non mi ha fatto emozionare,” ha detto, sottolineando di avere avuto esperienze forti con i propri animali e ritenendo il legame filmico troppo superficiale.
A difendere la scelta narrativa di Gunn è intervenuto il fratello Andrew Lawrence, suggerendo che Clark si stia semplicemente prendendo cura di Krypto durante l’assenza di Supergirl. Ma la discussione si è infiammata online, dividendo i fan. Da un lato c’è chi difende la versione cinematografica, spiegando che proprio nei momenti più caotici – quando Krypto distrugge, morde e scappa – Superman non lo abbandona mai, arrivando persino a rischiare la propria vita per lui. Dall’altro, alcuni spettatori avrebbero voluto più cuore, più “verità” nella loro interazione.
La scena in cui Clark, devastato, affronta Lex Luthor pur di ritrovare il suo cane scomparso è stata indicata come una delle più toccanti del film. Eppure, secondo alcuni, mancava ancora qualcosa per rendere il tutto davvero indimenticabile. Forse il pubblico è semplicemente diviso tra chi cerca l’azione e chi pretende poesia, anche da un cane con i poteri di Superman.
In ogni caso, l’effetto Krypto è esploso. Le bacheche social pullulano di fanart, meme, citazioni e discussioni accese. Anche Paru Itagaki, la talentuosa autrice di Beastars, ha omaggiato il film disegnando una sua personale versione del Supercane, rendendo omaggio a un personaggio che – al netto delle controversie – è diventato un’icona a tutti gli effetti.
Krypto oggi è molto più di un personaggio di supporto. È la dimostrazione che anche un animale può essere un simbolo, un eroe, una figura totemica all’interno di una mitologia pop sempre più variegata. Incarna l’innocenza, la fedeltà assoluta, l’impulsività dell’affetto che non ha bisogno di parole. In un’epoca in cui l’umanità degli eroi è spesso scandagliata in profondità, Krypto ricorda che il coraggio può anche avere quattro zampe e una coda scodinzolante.
E chissà, forse la prossima grande battaglia del DC Universe sarà combattuta… abbaiando.
Se anche tu hai amato Krypto nel film di Gunn, o se pensi che meritasse più spazio, faccelo sapere nei commenti. Hai mai pianto per un cane nei fumetti? Ti sei mai sentito più vicino a un supereroe grazie al suo animale? Parliamone. Perché a volte, dietro una zampa superpotente, si nasconde il cuore più grande dell’universo.
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