Il portale verso il mondo degli spiriti sta per riaprirsi, e stavolta profuma di piatti fumanti e promesse non mantenute… almeno fino a quando non ci si siede a tavola. “Kakuriyo no Yadomeshi”, la serie che nel 2018 ha conquistato gli amanti del folklore giapponese con un mix di cucina, romanticismo e yōkai, sta per tornare con la sua seconda stagione, “Kakuriyo no Yadomeshi Ni”, attesa per l’autunno 2025. Dopo anni di silenzio, il Ryokan Tenjin-ya spalancherà di nuovo le porte al pubblico, riportandoci nel magico equilibrio fra umani e creature sovrannaturali.
Un ritorno attesissimo
La prima stagione, prodotta dallo studio Gonzo e diretta da Yoshiko Okuda, era andata in onda dal 2 aprile al 24 settembre 2018, adattando con cura l’omonima light novel di Midori Yūma. Dietro la sceneggiatura c’era la veterana Tomoko Konparu, mentre le musiche, firmate da Takurō Iga, avvolgevano lo spettatore in atmosfere sospese tra nostalgia e mistero. La sigla di apertura “Tōka no Manimani” di Nao Tōyama è diventata, col tempo, una vera e propria firma sonora della serie, seguita dalla dolce e malinconica “Sai: color” di Manami Numakura. La nuova stagione, annunciata il 1° maggio 2024, si prepara a debuttare nell’ottobre 2025 con un teaser PV già capace di scatenare l’hype. A impreziosire il ritorno, un nuovo brano d’apertura, “Tooryanse”, ancora una volta interpretato da Nao Tōyama ma questa volta scritto e composto dal carismatico Masayoshi Ōishi. Il pezzo promette un ritmo pop vivace con un tocco tradizionale giapponese, mantenendo intatta l’identità estetico-musicale di “Kakuriyo” e amplificando i temi cardine della serie: il legame, l’appartenenza e la convivenza tra mondi diversi.
La storia: amore, debiti e cucina tra gli spiriti
“Kakuriyo no Yadomeshi” racconta di Aoi Tsubaki, una giovane universitaria dal carattere più solido di un mochi alla fragola, capace di vedere gli spiriti fin dall’infanzia. Quando il nonno muore, Aoi scopre di aver ereditato un pesante debito… e un contratto a dir poco inquietante: come pagamento, avrebbe dovuto sposare Ōdanna, il potente oni proprietario del Ryokan Tenjin-ya.Ma Aoi non è il tipo da farsi incasellare in un destino imposto. Rifiuta l’idea di diventare “merce di scambio” e propone di ripagare il debito con il proprio lavoro, cucinando per gli ospiti del mondo degli spiriti. Questo rifiuto iniziale, unito alla sua determinazione, attira la curiosità di Ōdanna, che decide di accettare la sfida. Quello che poteva diventare un cupo dramma sovrannaturale si trasforma così in un viaggio fatto di scoperte gastronomiche, piccoli misteri e rapporti che cambiano lentamente forma.
Luce e ombra di una prima stagione
La prima stagione ha diviso il pubblico. Da un lato, c’è chi ha amato la dolcezza rassicurante di una storia molto dolce, la cura per il dettaglio culinario e la delicatezza con cui il folklore giapponese è stato intrecciato alla narrazione. Dall’altro, alcuni spettatori hanno sentito il peso di una trama che, dopo un inizio promettente, sembra adagiarsi in una sequenza di episodi “a schema fisso”: un problema, una ricetta, una soluzione guidata dall’empatia di Aoi. Il mistero attorno al passato della protagonista e alle azioni del nonno rimane in gran parte inespresso, sepolto sotto banchetti sontuosi e piatti elaborati. Gli sguardi intensi tra Aoi e Ōdanna promettono un crescendo emotivo che però, almeno in questa prima parte, resta più suggerito che esplorato. Tuttavia, è proprio questo equilibrio sospeso che potrebbe trovare compimento nella seconda stagione, lasciando spazio a risvolti più profondi e meno prevedibili.
Il fascino visivo e sonoro
Se c’è un elemento su cui “Kakuriyo no Yadomeshi” ha messo d’accordo quasi tutti, è il comparto visivo. Gli sfondi dipinti con cura, i design eleganti degli yōkai e le animazioni vivide riescono a trasportare lo spettatore in un Giappone parallelo che mescola spiritualità e gusto estetico. Anche la colonna sonora, pur non sempre memorabile, svolge il suo ruolo nel creare un’atmosfera calda e avvolgente. E con Masayoshi Ōishi ora alla composizione della nuova opening, le aspettative musicali sono alle stelle.
Il valore simbolico del cibo
Oltre all’elemento romantico e alla cornice sovrannaturale, la serie trova nel cibo il suo vero cuore pulsante. Nei piatti preparati da Aoi non c’è solo maestria culinaria: c’è la sua energia spirituale, capace di confortare e persino curare. Ogni ricetta diventa un ponte tra mondi, un gesto di accoglienza che supera le barriere culturali e persino quelle tra specie diverse. È una narrativa che sfrutta la potenza universale del mangiare insieme, trasformandola in un linguaggio comune capace di pacificare anche i demoni più irascibili.
Cosa aspettarsi da “Kakuriyo no Yadomeshi Ni”
Con il ritorno fissato per l’autunno 2025, le domande si moltiplicano. Scopriremo finalmente i segreti legati al passato di Aoi e al patto stipulato dal nonno? Il rapporto tra la protagonista e Ōdanna avrà il coraggio di andare oltre il non detto? E soprattutto: la cucina di Aoi rimarrà solo uno strumento narrativo o diventerà il catalizzatore di una vera evoluzione personale e di trama?
L’aggiunta del nuovo tema “Tooryanse” e l’energia creativa di Ōishi potrebbero dare alla serie la spinta emotiva che molti attendevano. E per chi ama collezionare, l’edizione limitata del singolo offrirà chicche da veri fan, tra cui registrazioni live e un programma speciale con Nao Tōyama ai fornelli… o meglio, ai fornelli del Ryokan Tenjin-ya.
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