Mentre la maggior parte delle galassie se ne sta buona e tranquilla nel vicolo cosmico, senza dare fastidio a nessuno, ce ne sono altre che sembrano uscite da un film di fantascienza diretto da uno con seri problemi di gestione della rabbia. È il caso di Centaurus A, una vera e propria celebrità nel mondo dell’astronomia che le prende e le dà da decenni.
Il piccolo problema? Questa galassia è fondamentalmente timida, oppure ama giocare a nascondino. Il suo nucleo super attivo è infatti completamente blindato da enormi quantità di polvere cosmica, roba che farebbe impallidire l’armadio di chi non pulisce casa da mesi. Risultato: per anni abbiamo cercato di sbirciare al suo interno ottenendo più o meno gli stessi risultati di quando provi a guardare attraverso una finestra appannata dopo una doccia bollente.
Fortunatamente, però, nel frattempo noi umani abbiamo smesso di usare i bastoni e le pietre e ci siamo dotati di giocattolini leggermente più avanzati, come il Telescopio Spaziale James Webb.
Raggi infrarossi e superpoteri galattici
Mentre i telescopi tradizionali sbattono contro il muro di polvere, lo strumento MIRI di Webb (specializzato nel medio infrarosso) ha letteralmente inserito i cheat code. Il medio infrarosso è quella fascia di luce invisibile ai nostri occhi biologici che però ha un superpotere: attraversa la polvere cosmica come se fosse aria, illuminando a festa il materiale caldo e le nubi nascoste.
L’ultima immagine rilasciata è una roba da far cadere la mascella: una ragnatela intricatissima di filamenti e strutture polverose che prima d’ora nessuno aveva mai visto così chiaramente.
A circa 11 milioni di anni luce da casa nostra, Centaurus A non è solo bella da mettere come sfondo dello smartphone: è una galassia attiva in piena regola, con un buco nero supermassiccio al centro che si abbuffa di materia come se non ci fosse un domani, sputando fuori energia pura.
Perché dovrebbe fregarci qualcosa?
Semplice: Centaurus A è vicinissima (in termini cosmici, ovviamente). Questo significa che gli astronomi la usano come una sorta di laboratorio galattico a cielo aperto per capire una volta per tutte come i buchi neri giganti crescono e influenzano l’evoluzione dell’intera galassia. Spoiler: è probabile che sia proprio questo legame tossico ma affascinante ad aver modellato gran parte dell’Universo in cui sguassiamo oggi.
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