CorriereNerd.it

INES: il graphic novel che racconta il lato oscuro delle mura di casa

«È tutta colpa mia. Non so più come fare… lasciarlo? E per andare dove?»

Bastano poche parole per capire che tipo di storia ci aspetta. Non servono esplosioni, non servono mostri, non servono invasioni aliene. A volte l’orrore più difficile da raccontare si consuma in silenzio, dietro la porta di un appartamento qualsiasi, in una casa identica a mille altre.

Chi è cresciuto come me tra fumetti, manga e cinema blockbuster tende ad associare il medium del fumetto all’avventura, alla fantascienza, agli universi eroici. L’infanzia è stata popolata da supereroi, robot giganti, cavalieri spaziali. Con il tempo però arriva quella consapevolezza che i fumetti non sono soltanto evasione. Possono essere strumenti potentissimi per raccontare il reale. A volte anche quello più difficile da guardare negli occhi.

Ed è esattamente quello che succede con INES, il graphic novel firmato da Loïc Dauvillier e Jérôme d’Aviau, in arrivo il 10 marzo sotto l’etichetta Astra.

Un’opera che non cerca scorciatoie emotive e non prova a rendere più digeribile ciò che racconta. Decide invece di fare la cosa più difficile: mostrare la violenza domestica nella sua forma più quotidiana.

E proprio per questo fa male.


La normalità che nasconde l’orrore

Il fumetto racconta una famiglia che, vista da fuori, sembra perfettamente ordinaria.

Un marito lavoratore, una moglie riservata, una bambina. La classica fotografia domestica che nessuno metterebbe mai in discussione. Il tipo di famiglia che si incontra sulle scale del condominio, al supermercato, al parco.

Poi arriva il momento in cui la porta di casa si chiude.

E tutto cambia.

Quella che all’esterno appare come una vita normale si trasforma lentamente in un incubo fatto di parole taglienti, controllo psicologico, umiliazioni e violenza fisica. Non esplosioni improvvise, non gesti cinematografici. Piuttosto un logoramento lento e costante.

Chi ha letto molti fumetti maturi sa che spesso la vera tensione narrativa nasce proprio dai dettagli. Dauvillier costruisce la storia in questo modo: piccoli segnali che all’inizio sembrano quasi invisibili e che, pagina dopo pagina, diventano impossibili da ignorare.

Un rumore soffocato oltre la parete.

Uno sguardo abbassato.

Un livido nascosto sotto le maniche lunghe.

Il vicino che capisce ma non interviene.

Il silenzio collettivo che diventa complice.

Il risultato è una narrazione che non urla mai, ma che riesce comunque a colpire con una forza devastante.


Il fumetto come lente sulla realtà

Chi frequenta CorriereNerd da anni sa bene quanto la cultura pop abbia sempre avuto la capacità di raccontare il mondo reale con strumenti diversi.

Il fumetto europeo, in particolare, possiede una tradizione lunghissima nel trattare temi sociali complessi. Non è una cosa nuova. Negli ultimi decenni abbiamo visto graphic novel affrontare guerra, memoria storica, identità, trauma, discriminazione.

INES si inserisce perfettamente in questa linea narrativa.

Il racconto non si limita a mostrare la violenza. Va oltre. Cerca di spiegare la dinamica invisibile che tiene intrappolate molte vittime: la dipendenza psicologica, quella economica, il senso di colpa costruito lentamente da chi esercita il controllo.

La protagonista non è una donna ingenua o incapace. È una persona intrappolata in un sistema di manipolazione.

Una trappola che spesso non si riconosce subito, neppure dall’interno.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più disturbanti del fumetto.

La domanda che attraversa tutta la storia non è soltanto “perché non scappa?”, ma qualcosa di molto più complesso: come si esce da una situazione in cui ogni strada sembra chiusa?


Il peso del silenzio

Uno dei temi più forti di INES riguarda chi sta intorno.

I vicini.

Gli amici.

La comunità.

Molte storie di violenza domestica rimangono invisibili non perché non esistano segnali, ma perché spesso quei segnali vengono ignorati. Il fumetto riesce a rendere questa dimensione con una precisione quasi dolorosa.

Gli sguardi che evitano.

Le frasi non dette.

Il pensiero che attraversa tutti almeno una volta: “non sono affari miei”.

È uno degli aspetti più difficili da accettare della realtà. La violenza domestica non vive soltanto dentro una relazione tossica. Vive anche nello spazio lasciato libero dall’indifferenza.

Ed è qui che il graphic novel diventa qualcosa di più di una semplice storia.

Diventa uno specchio.


I disegni di Jérôme d’Aviau: emozione senza retorica

Il lavoro visivo di Jérôme d’Aviau accompagna la narrazione con una sensibilità rara. Non cerca spettacolarizzazione. Non carica le scene con effetti drammatici inutili.

La forza delle tavole sta nella loro capacità di restare vicine ai personaggi.

Gli sguardi, i silenzi, gli spazi domestici diventano parte integrante della tensione narrativa. La casa stessa sembra trasformarsi in un luogo claustrofobico, una gabbia invisibile da cui la protagonista fatica a immaginare una via di fuga.

Il fumetto lavora molto sull’atmosfera emotiva. Non ha bisogno di mostrare tutto. Spesso basta una vignetta muta per far capire quello che sta accadendo.

Chi legge si ritrova coinvolto senza accorgersene, quasi come se stesse osservando qualcosa che non dovrebbe vedere.

Ed è proprio questo che rende INES un’esperienza di lettura intensa.


Una storia difficile ma necessaria

Il tema della violenza domestica continua purtroppo a essere uno dei problemi sociali più gravi e diffusi. Non riguarda una singola cultura, una classe sociale o un contesto specifico. Attraversa tutto.

Proprio per questo raccontarlo attraverso un medium come il fumetto ha un valore enorme.

Il graphic novel riesce a parlare a pubblici diversi, anche a lettori che magari non si avvicinerebbero a un saggio o a un’inchiesta giornalistica. La forza delle immagini, unita alla narrazione, crea un impatto emotivo difficile da ignorare.

INES non offre soluzioni semplici. Non chiude con un finale consolatorio.

Ma fa qualcosa di molto importante.

Costringe a guardare.


Il fumetto che apre una conversazione

Il volume sarà disponibile dal 10 marzo in fumetteria, libreria e negli store online. E vale davvero la pena leggerlo.

Non è una lettura leggera, questo è certo. Ma è una di quelle opere che ricordano quanto il fumetto possa essere uno strumento potente per raccontare la realtà e far nascere una riflessione collettiva.

E in fondo è proprio questo il ruolo migliore della cultura pop: non solo intrattenere, ma anche farci pensare.

Adesso sono curioso di sapere cosa ne pensate voi.

Vi capita mai di cercare nei fumetti storie che parlino della realtà, non solo di evasione?
E secondo voi il graphic novel è davvero uno dei mezzi più efficaci per affrontare temi sociali complessi?

Parliamone nei commenti qui su CorriereNerd.it, oppure sui nostri social. Le discussioni più interessanti spesso nascono proprio da storie come questa.


Scopri di più da CorriereNerd.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Enrico Ruocco

Enrico Ruocco

Figlio della GOLDRAKE generation, l’amore che avevo da bambino per il fumetto è stato prima stritolato dall’invasione degli ANIME, poi dall’avvento dei Blockbuster e annientato completamente dai giochi prima per PC e poi per CONSOLE.
In seguito con l’arrivo del nuovo millennio, il tanto temuto millennium bug , ha fatto riaffiorare in me una passione sopita soprattutto grazie ad INTERNET.
Era il 2000 quando finalmente in Italia internet diventava sempre più commerciale, ed io decisi di iniziare la mia avventura sul web creando il mio sito TUTTOCARTONI. Sito nato da una piccola ricerca fatta fra quello che “tirava” sul web e le mie passioni. Sappiamo bene cosa tira di più sul web … sinceramente non lo ritenni adatto a me, poi c’era lo sport, altra mia passione ma campo altamente minato. Infine c’erano i cartoon e i fumetti…beh qua mi sentivo preparato e soprattutto pensavo di trovare un mondo PACIFICO…
Man mano che passava il tempo l’interesse si spostava sempre più verso il fumetto, ed oggi, nel 2017, guardandomi indietro e senza vantarmi troppo posso considerarmi un blogger affermato e conosciuto, uno dei padri degli eventi salernitani dedicati al mondo del fumetto ma soprattutto lettore di COMICS di ogni genere.

Aggiungi un commento

Rispondi

Seguici sui social