Ci sono autori che non raccontano solo storie, ma riescono a costruire piccoli mondi sospesi tra realtà e immaginazione, tra malinconia e meraviglia. Zhang Xiaoyu è uno di questi. Con Il Volo – pubblicato in Italia da 001 Edizioni – il fumettista cinese ci regala un volume unico che raccoglie due racconti autoconclusivi, due parabole intime che ruotano intorno a una domanda tanto semplice quanto universale: bisogna conformarsi per essere accettati o difendere la propria diversità anche a costo dell’emarginazione?
La leggerezza del sogno e il peso della realtà
Il primo racconto, da cui il volume prende il titolo, ci trascina nella Cina della Rivoluzione Culturale, un’epoca di sospetti e condanne, in cui anche la genialità può diventare una colpa. Il protagonista è un bambino, figlio di un inventore accusato di tradimento. Dopo il suicidio del padre e la follia della madre, il piccolo si ritrova solo, circondato da un mondo che lo considera “figlio di un codardo”. Ma dentro di sé custodisce un sogno: costruire un aeroplano e spiccare il volo, fuggendo da quella realtà che gli ha strappato tutto.
L’infanzia, qui, non è un rifugio ma un campo di battaglia. Zhang Xiaoyu racconta con un tratto raffinato e preciso la crudeltà dell’emarginazione e la bellezza disarmante della speranza. Il disegno, denso di ombre e silenzi, accompagna la crescita di un bambino che tenta di liberarsi dal peso del passato e sollevarsi – letteralmente – sopra le macerie della sua epoca. L’aeroplano diventa metafora della libertà e dell’immaginazione, simbolo di un riscatto che non è fuga, ma affermazione di sé.
Il futuro che divora l’umanità
Il secondo racconto cambia completamente registro e ambientazione. Siamo in un futuro dove i viaggi nel tempo sono realtà, e la scienza ha superato ogni limite etico. Un gruppo di ricercatori decide di strappare dal suo mondo un bambino preistorico per studiarlo. A occuparsi di lui è una giovane scienziata, inizialmente entusiasta di fronte alla possibilità di “fare la storia”. Ma ben presto l’esperimento le rivela un lato oscuro: il bambino non è un oggetto di studio, ma un essere umano condannato a vivere in un mondo che non potrà mai comprendere.
Ispirato a un racconto di Isaac Asimov, questo episodio riflette sulla spietatezza del progresso e sulla fragile linea che separa la curiosità scientifica dalla disumanità. Zhang ci mostra una società che osserva, analizza, seziona – ma ha dimenticato come provare empatia. Quando la protagonista scopre la verità dietro l’esperimento, il suo mondo crolla, e la storia raggiunge un lirismo doloroso, quasi struggente.
Zhang Xiaoyu: il Taniguchi cinese
Lo stile di Zhang Xiaoyu è di una precisione quasi chirurgica, ma allo stesso tempo ricco di poesia. Le sue linee sono pulite, i retini usati con misura, e ogni tavola sembra sospesa tra la delicatezza dei manga giapponesi e la forza evocativa del fumetto europeo. Non è un caso che molti lo definiscano “il Taniguchi cinese”: come il grande maestro giapponese, anche Zhang riesce a unire realismo e lirismo, introspezione e silenzio.
Rispetto a My Street di Nie Jun – altro titolo fondamentale del fumetto cinese contemporaneo – Il Volo si presenta più vicino alla sensibilità giapponese: l’uso dei retini, la costruzione delle espressioni, la cura per i dettagli quotidiani. Tuttavia, l’anima del racconto resta profondamente cinese, legata alla memoria collettiva e alla riflessione sull’individuo schiacciato dalle convenzioni sociali e dai dogmi politici.
Il messaggio dietro il tratto
In entrambe le storie, Zhang pone i suoi personaggi di fronte a un bivio esistenziale: rinunciare a sé stessi per adattarsi o restare fedeli alla propria natura, anche se ciò significa soffrire. È una domanda che risuona universale, nella scuola, nel lavoro, nella società. La risposta, nelle sue tavole, non è mai semplice né consolatoria: c’è sempre un prezzo da pagare per la libertà, ma anche una bellezza in quella scelta dolorosa.
Il disegno di Zhang, con le sue linee morbide ma incisive, amplifica l’impatto emotivo di ogni scena. Gli sguardi dei personaggi, i paesaggi sospesi, la luce che filtra tra le nuvole o tra i corridoi di un laboratorio: tutto contribuisce a creare un’atmosfera che alterna la dolcezza del sogno alla brutalità del reale.
La forma e la materia
L’edizione italiana di 001 Edizioni si presenta curata, con carta di buona qualità e sovraccoperta, ma – come segnalato da diversi lettori – afflitta da un problema tecnico: le tavole originali, ricevute in bassa risoluzione, rendono i retini sgranati e meno nitidi del dovuto. Una pecca che non compromette la potenza del racconto, ma ne limita in parte la resa grafica.
Rimane comunque un’opera imprescindibile per chi ama la narrativa visiva d’autore. Il Volo non è un semplice manhua, ma un viaggio nella sensibilità di un artista che unisce rigore e poesia, tecnologia e memoria, futuro e passato.
Un autore da ricordare
Zhang Xiaoyu non è un nome da dimenticare. La sua voce si distingue per maturità, precisione e profondità emotiva. In poche pagine riesce a condensare più emozioni di quante se ne trovino in interi volumi di fumetti più blasonati. È un autore che guarda al futuro, ma con la consapevolezza di chi ha vissuto il peso della storia del proprio Paese.
Con Il Volo, ci invita a guardare dentro di noi e a chiederci: quanto siamo disposti a cambiare per essere accettati? E quanto, invece, siamo pronti a sacrificare per restare fedeli al nostro spirito?
Perché, come dimostra Zhang, volare non significa fuggire, ma scegliere di restare liberi.
Scopri di più da CorriereNerd.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.









Aggiungi un commento