Ci sono opere che non appartengono soltanto alla nostra memoria, ma che hanno contribuito a definire l’immaginario collettivo di generazioni intere. Il fiuto di Sherlock Holmes è una di queste. L’anime del 1984, nato dalla collaborazione tra Italia e Giappone e supervisionato dal giovane Hayao Miyazaki, ha portato in televisione un Holmes segugio e un Watson bulldog in un mondo vittoriano popolato da cani antropomorfi, mescolando mistero, ironia e atmosfere steampunk ante litteram. Ora, a quarant’anni di distanza, l’editore Sprea – fresca di un accordo con la RAI – riporta alla luce la sua versione a fumetti in un prestigioso volume unico che farà vibrare il cuore di nostalgici e nuovi lettori.
Dalla TV alle pagine de Il Giornalino
Nel 1984, mentre l’anime Meitantei Hōmuzu (名探偵ホームズ) debuttava sugli schermi italiani, sulle pagine de Il Giornalino prendeva vita un adattamento a fumetti che traduceva la magia animata in vignette dal sapore tutto italiano. I testi erano affidati a Toni Pagot, mentre le matite portavano la firma di autentici maestri come Franco Oneta, Gino Gavioli e Carlo Peroni. Non si trattava di una mera trasposizione, bensì di una reinterpretazione: i personaggi conservavano l’essenza televisiva ma assumevano sfumature diverse, quasi più audaci.
Holmes, ad esempio, appariva più intuitivo ma anche più superbo, a tratti antipatico. L’ispettore Lestrade perdeva la sua rudezza per diventare un collaboratore più aperto e quasi amichevole, mentre il professor Moriarty veniva reso ancora più oscuro e diabolico, circondato da covi sotterranei adornati di statue demoniache a cui rivolgeva sinistri rituali. Persino i suoi scagnozzi cambiavano tono: Todd, in particolare, diventava balbuziente e goffo, enfatizzando la sua comicità. Insomma, un’opera parallela, capace di dialogare con l’anime ma di camminare su binari propri.
Il volume unico Sprea: un tesoro da collezione
La nuova edizione, in arrivo a ottobre al prezzo di 12,90 euro, non si limiterà a raccogliere le storie apparse su Il Giornalino. Sarà un vero scrigno di memorabilia e curiosità, arricchito da materiali extra che rendono il volume imperdibile per ogni appassionato di anime, manga e fumetto italiano. All’interno troveremo non solo i fumetti originali supervisionati dallo Studio Pagot, ma anche articoli di approfondimento, curiosità storiche e persino un’intervista esclusiva a Marco Pagot, nipote di Toni, che offrirà uno sguardo inedito dietro le quinte della creazione.
La copertina, disegnata da Franco Oneta, si annuncia come un piccolo gioiello da esporre in libreria: un ritorno estetico che sa di infanzia e di pomeriggi passati davanti alla TV, con la sigla che ancora oggi riecheggia nella memoria di tanti.
Un ponte tra Italia e Giappone
Ciò che rende speciale questa operazione editoriale non è soltanto il recupero di un fumetto “perduto”, ma il valore culturale che porta con sé. Il fiuto di Sherlock Holmes è stato uno dei primi esempi di collaborazione tra la nostra tradizione fumettistica e il mondo dell’animazione giapponese. La mano dei Pagot incontrava l’immaginazione di Miyazaki in una miscela che, ancora oggi, conserva freschezza e unicità.
Il volume testimonia questa fusione: da un lato, il respiro narrativo nipponico con le sue atmosfere sognanti e le invenzioni steampunk; dall’altro, l’ironia e il tratto immediato della scuola fumettistica italiana. È un incontro di culture che, negli anni ’80, ha anticipato un dialogo tra mondi che oggi ci appare naturale, ma che allora era pionieristico.
Perché non possiamo perderlo
Siamo davanti a un’uscita che non è soltanto un’operazione nostalgia, ma un vero atto d’amore verso due medium – anime e fumetto – e verso due Paesi che, uniti, hanno scritto una pagina memorabile della cultura pop. Questo volume unico di Sprea rappresenta una testimonianza storica e artistica, ma anche un’esperienza emozionale: sfogliarlo significherà ritornare bambini, ma anche scoprire sfumature che da piccoli ci erano sfuggite.
In un’epoca in cui i crossover culturali sono all’ordine del giorno, Il fiuto di Sherlock Holmes ci ricorda che quel ponte tra Italia e Giappone era stato gettato già quarant’anni fa, con eleganza e fantasia. Ed è bello che oggi, grazie a questa nuova edizione, possiamo attraversarlo di nuovo.
💬 E voi, siete pronti a tornare nella Londra vittoriana di Sherlock-cagnolino e del suo inseparabile Watson? Avete visto la serie in TV negli anni ’80 o l’avete recuperata in tempi più recenti? Scriveteci nei commenti e condividete questo articolo sui vostri social: riviviamo insieme questa avventura tra misteri, risate e un pizzico di magia steampunk.
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