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Il famiglio: tra storia e leggenda

Nella tradizione religiosa popolare, il famiglio è da sempre considerato uno spirito maligno, spesso un demone minore, che funge da devoto servitore delle streghe. Provenienti dalla convinzione che tale spirito potesse prendere l’aspetto di vari animali, come gatti neri e gufi, si è sviluppata nel tempo una cultura superstiziosa in cui si crede che questi animali siano posseduti da uno di questi famigli. Il termine famiglio deriva dal latino “famulus”, che significa “obbediente” o “sottomesso”. Anticamente, si riteneva che le streghe potessero ricevere un famiglio direttamente dal diavolo.

Nel corso del Medioevo e del Rinascimento, durante le caccie alle streghe, numerosi animali, soprattutto gatti, furono massacrati sotto l’accusa di essere creature diaboliche, specialmente in Scozia e Inghilterra. Questa persecuzione ha portato ad un aumento della presenza di topi, diffondendo la peste in molte aree. Nonostante ciò, non sempre i famigli sono stati considerati in maniera negativa. In alcune regioni della Germania, ad esempio, questi spiriti erano considerati amichevoli in quanto assistevano persone particolarmente sagge come maghi o guide spirituali delle comunità. Erano in grado di prevedere i pericoli e gli eventi funesti, e venivano utilizzati a scopi scaramantici e protettivi contro il malocchio e le malattie. Inoltre, venivano usati come catalizzatori nei rituali di magia e in tutte le pratiche divinatorie. I loro spiriti potevano essere sigillati in bottiglie, anelli o pietre mediante un incantesimo, e richiamati quando necessario.

La figura affascinante e misteriosa dei famigli ha ispirato numerosi autori e artisti che li hanno inclusi nelle loro opere di narrativa, poesia, teatro, cinema, fumetto, animazione, videogiochi e musica. Alcuni esempi famosi includono il Faust di Goethe, in cui vengono descritti i famigli di una strega incaricata di preparare una pozione per ridare la giovinezza al protagonista; i libri di Carlos Castaneda, in cui i famigli sono spiriti animaleschi che assistono i due stregoni principali; i personaggi di Walt Disney, come il corvo Gennarino alleato della strega Amelia; la saga di Harry Potter di J.K. Rowling, in cui maghi e streghe possono avere animali domestici con poteri magici o intelligenza superiore; la serie televisiva Streghe, in cui le tre sorelle protagoniste hanno come famiglio un gatto bianco che in realtà è un angelo custode sotto mentite spoglie; il manga e l’anime Naruto, in cui i ninja hanno compagni animali con cui comunicano telepaticamente; il videogioco The Witcher 3: Wild Hunt, in cui il protagonista può adottare un gatto nero di nome Nibbles; e la serie di romanzi Il ciclo dei demoni, in cui i personaggi principali hanno un famiglio legato a loro da un marchio magico.

Questi sono solo alcuni dei tanti esempi che dimostrano come il famiglio, una figura antica e affascinante, abbia influenzato la cultura popolare moderna, arricchendola di narrazioni, personaggi e simboli che hanno catturato l’immaginazione di milioni di lettori, spettatori e giocatori. Pertanto, il famiglio non è solo uno spirito maligno, ma può essere anche un compagno, un guardiano, un protettore, un alleato e un amico.

maio

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Massimiliano Oliosi, nato a Roma nel 1981, laureato in giurisprudenza, ma amante degli eventi e dell'organizzazione di essi, dal 1999 tramite varie realtà associative locali e nazionali partecipa ad eventi su tutto il territorio nazionale con un occhio particolare al dietro le quinte, alla macchina che fa girare tutto.

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