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Hurry Up Tomorrow: Il Thriller Psicologico di The Weeknd tra Musica e Cinema

Nel cuore inquieto di Hollywood, tra riflettori abbaglianti e ombre dell’anima, si staglia Hurry Up Tomorrow, un esperimento cinematografico audace e disturbante che fonde musica, ossessione e alienazione. Diretto da Trey Edward Shults – il visionario dietro Waves e It Comes at Night – e nato dalla mente di Abel Tesfaye, conosciuto ai più come The Weeknd, insieme a Reza Fahim, questo thriller psicologico si presenta come una vera e propria discesa nell’inferno interiore di una superstar tormentata. Ed è impossibile guardarlo senza sentire le vene pulsare al ritmo di una colonna sonora ipnotica e penetrante.

Il film, uscito nelle sale americane il 16 maggio 2025 distribuito da Lionsgate Films, si è rivelato un flop al botteghino, racimolando appena 3,5 milioni di dollari a fronte di un budget stimato oltre i 20. Ma nonostante il naufragio commerciale e le critiche feroci che lo hanno bollato come un narcisistico veicolo promozionale per Tesfaye, Hurry Up Tomorrow non è un film da ignorare. È piuttosto una dichiarazione d’intenti: scomoda, imperfetta, ma intensa.

La discesa nel delirio di un’anima spezzata

La storia ruota attorno a una versione fittizia dello stesso Tesfaye, un musicista stanco e insonne che si aggira in uno stato costante di dissociazione. Sul palco, acclamato da folle adoranti, è l’icona pop che tutti conosciamo. Ma dietro le quinte si disgrega lentamente, incapace di superare la fine di una relazione e soffocato da una pressione mediatica asfissiante. La sua voce cede durante un’esibizione e la sua maschera si incrina. È il punto di rottura.

Da qui inizia il viaggio notturno e allucinato che dà corpo e anima al film. Al centro, l’incontro con Anima, interpretata da una magnetica e inquietante Jenna Ortega. Una giovane fan disturbata e affascinata che diventa la miccia di un’escalation psicologica a metà tra sogno e incubo. Anima, colma di dolore represso, incendiaria letterale e metaforica, trascina Abel in un vortice di confusione e violenza che culmina in un confronto tragico e simbolico. Il film gioca con la percezione del tempo, dello spazio e dell’identità. Ogni scena sembra sfilacciarsi come in un sogno, per poi ricomporsi in un incubo ancora più oscuro.

L’ingresso in scena di Barry Keoghan nei panni di Lee, manager e unica ancora razionale del protagonista, aggiunge un ulteriore livello emotivo, culminando in un’escalation brutale e scioccante. Ma al centro rimangono loro: Anima e Abel, due anime spezzate, due riflessi speculari della stessa sofferenza.

Musica come specchio dell’anima

La colonna sonora, vera protagonista silenziosa, è stata creata dallo stesso The Weeknd insieme a Daniel Lopatin (Oneohtrix Point Never), e rappresenta un’estensione naturale del film. Il pezzo omonimo, Hurry Up Tomorrow, è un lamento disperato e visionario che si fa filo conduttore emotivo della narrazione. L’album legato al film ha trionfato in classifica, raggiungendo il primo posto nella Billboard Hot 100, e rappresenta forse il vero cuore pulsante dell’opera.

Ogni nota, ogni battito, ogni eco elettronica si fonde con le immagini in un’esperienza sensoriale che si avvicina al videoclip musicale d’autore, ricordando l’estetica curata e iconica di Belly di Hype Williams, ma con un’ambizione narrativa decisamente più cupa e pretenziosa.

Arte o vanità?

Ed è proprio qui che si annida la spaccatura più evidente del film. Hurry Up Tomorrow oscilla costantemente tra l’arte e l’autoreferenzialità, tra la confessione sincera e il compiacimento narcisistico. La performance di Tesfaye – intensa nel concetto ma debole nella recitazione – fatica a reggere il confronto con quella di Ortega, che trasmette una fragilità rabbiosa e imprevedibile, quasi primordiale. Keoghan, dal canto suo, è come sempre una presenza magnetica e credibile.

Il problema, tuttavia, non è solo nella recitazione, ma in una sceneggiatura che preferisce suggerire piuttosto che spiegare, affascinare piuttosto che coinvolgere. La narrazione frammentata e criptica, che vuole essere evocativa e profonda, rischia spesso di diventare semplicemente dispersiva. L’equilibrio tra mistero e chiarezza si rompe più volte, lasciando lo spettatore più confuso che intrigato.

Tra fiamme e specchi: il significato dietro il caos

Eppure, nonostante le critiche, c’è qualcosa di profondamente autentico in questo progetto. Hurry Up Tomorrow è un viaggio dentro le crepe dell’identità, una riflessione sulle maschere che indossiamo – quelle pubbliche e quelle private – e sul dolore che spesso celiamo dietro un’immagine perfetta. Abel Tesfaye si mette a nudo, o almeno ci prova, e nel farlo tocca corde che molti artisti non osano nemmeno sfiorare.

Il film diventa così una sorta di purificazione simbolica, dove il fuoco rappresenta non solo la distruzione, ma anche la possibilità di rinascita. Il finale, in cui il protagonista attraversa un’ultima soglia verso il palco come se fosse un ritorno alla vita, è ambiguo e potente. È reale? È immaginato? Non importa. È la rappresentazione ultima del ciclo dell’arte: dal dolore nasce la creazione.

Un’opera imperfetta, ma necessaria

Hurry Up Tomorrow non è un film per tutti, e forse nemmeno vuole esserlo. È un esperimento ambizioso che fallisce in molti aspetti, ma che riesce comunque a imprimere un’immagine, un suono, un’emozione. È il ritratto di una superstar vulnerabile che, proprio nell’atto di mettersi in discussione, mostra la sua umanità.

Se siete fan di The Weeknd, non potrete fare a meno di vedere in questo film una sorta di confessione artistica. Se invece amate il cinema psicologico, preparatevi a un viaggio frammentato e disturbante, dove le risposte non arrivano mai facili. Ma forse, in fondo, è proprio questo il messaggio.

E voi, cosa ne pensate di Hurry Up Tomorrow? Vi ha conquistati o delusi? Avete apprezzato il coraggio di Abel Tesfaye nel mettersi in gioco o vi è sembrato un esercizio di stile fine a sé stesso? Parliamone nei commenti e condividete l’articolo sui vostri social: il dibattito è aperto, e ogni voce conta nel mondo caleidoscopico del CorriereNerd.it!


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