La Florida si è tinta di giallo e rosso il primo agosto, non per l’ennesimo tramonto tropicale, ma per celebrare ufficialmente l’“Hulk Hogan Day”. Un omaggio istituzionale dal sapore epico, proclamato dal governatore Ron DeSantis all’indomani di un lutto che ha scosso il mondo del wrestling e, più in generale, tutto il multiverso nerd: giovedì 24 luglio 2025 si è spento Terrence Gene Bollea, per milioni di fan nel globo semplicemente Hulk Hogan. Aveva 71 anni. Il suo addio non è solo la chiusura di un capitolo sportivo e spettacolare, ma l’equivalente geek di un’esplosione cosmica: la fine di un’era che pareva eterna.
La sua cerimonia commemorativa è prevista per martedì 5 agosto a Tampa, Florida, nella chiesa dove sarà celebrata la sua ultima entrata trionfale — stavolta non su un ring, ma nel cuore dei suoi fan. Secondo quanto riportato da Us Weekly, il corpo sarà cremato, come stabilito dal Pinellas County Forensic Science Center. Ma è un fuoco simbolico a bruciare più forte: quello dell’Hulkamania, che arderà per sempre nei ricordi di una generazione cresciuta tra leg drop e catchphrase da manuale dell’epica.
La nascita di un mito: dalla Georgia all’universo Marvel del wrestling
Nato ad Augusta, Georgia, l’11 agosto 1953, Hogan era figlio di un saldatore italoamericano e di una casalinga di origini panamensi. Da ragazzo, il suo sogno non era il wrestling, ma il baseball e la musica rock. Eppure, fu il suo fisico a parlare per lui. Scoperto dai fratelli Brisco, venne allenato con disciplina spartana da Hiro Matsuda, che gli spezzò una gamba nel primo allenamento per testarne la dedizione. Superato quel rito di iniziazione, Terry non si sarebbe più fermato.
Il personaggio di Hulk Hogan nacque come un’esagerazione muscolare, ma divenne presto qualcosa di ben più profondo: un archetipo, un’icona larger-than-life, il primo wrestler ad assumere i tratti di un supereroe marveliano, completo di colori primari, giustizia muscolare e un seguito da culto.
Hulkamania: la febbre gialla che conquistò il mondo
Il 23 gennaio 1984, al Madison Square Garden, Hogan sconfisse The Iron Sheik e vinse il titolo mondiale della WWF. Quel momento non fu solo un passaggio di cintura, ma un reset della timeline del wrestling moderno. Da quel giorno, la WWF (oggi WWE) smise di essere solo uno spettacolo per appassionati per diventare una religione pop, un franchise globale, un universo condiviso prima che il termine diventasse di moda nel cinema.
WrestleMania, merchandising, cartoni animati, action figures, film: la Hulkamania fu un virus buono, un’esplosione culturale che ridefinì le regole dell’intrattenimento sportivo. WrestleMania III resta una reliquia dell’epica: Hogan che solleva André the Giant davanti a 93.173 spettatori al Pontiac Silverdome non è solo uno scoop slam, è la visualizzazione di ciò che accade quando mito e realtà collidono.
Hollywood Hogan: il lato oscuro della leggenda
Ma ogni eroe, si sa, ha il suo lato ombra. E nel 1996, nella WCW, Hogan compì l’inaspettato: abbracciò il lato oscuro. Nasce così Hollywood Hogan, l’antieroe con barba tinta e cuore nero, fondatore della leggendaria fazione nWo insieme a Kevin Nash e Scott Hall. Era come se Captain America si fosse unito agli Hydra. Un tradimento necessario, narrativamente potente, che riscrisse le regole e rilanciò il wrestling nell’era delle Monday Night Wars.
Il pubblico fischiava, ma continuava a guardare. Perché anche quando interpretava il villain, Hogan era ancora al centro del multiverso. Ogni sua mossa diventava lore. Ogni promo, un nuovo episodio nella saga infinita del wrestling moderno.
Oltre il ring: l’icona transmediale
Hogan non è stato solo un wrestler. È stato attore, meme vivente, simbolo culturale. Da Rocky III (nei panni del mitologico Thunderlips) a Mr. Nanny, passando per la serie cult Thunder in Paradise, la sua figura si è moltiplicata nei media, rendendolo immortale per chiunque sia cresciuto tra gli anni ’80 e i primi 2000. I suoi baffi biondi sono stati un brand, la sua voce un jingle nella testa dei fan, le sue magliette strappate una dichiarazione d’intenti.
Eredità, Hall of Fame e redenzione
Indotto nella WWE Hall of Fame nel 2005 da Sylvester Stallone — fratello d’armi cinematografico — Hogan fu temporaneamente rimosso nel 2015 per dichiarazioni razziste. Ma come ogni saga epica insegna, la redenzione è parte integrante del viaggio dell’eroe. Nel 2018 viene reintegrato, e nel 2021 riceve un nuovo tributo come membro fondatore dell’nWo.
Il suo regno come campione WWF durò complessivamente 2185 giorni. Due vittorie consecutive alla Royal Rumble, sei titoli in WWF e altrettanti in WCW, main event di WrestleMania per otto volte. Ma sono numeri. E i numeri, davanti al mito, impallidiscono.
Il wrestler, l’icona, il supereroe senza mantello
Hulk Hogan ha incarnato l’archetipo del guerriero solare: muscoli e cuore, determinazione e spettacolo. È stato il padre simbolico di un’intera generazione, il primo vero supereroe pop americano che non aveva bisogno di volare, perché bastava che entrasse in scena per farlo l’universo.
Con la sua morte, si chiude definitivamente il sipario sull’età dell’oro del wrestling, quella in cui tutto sembrava più grande, più forte, più vero. Ma come ogni eroe mitologico, Hogan non scompare davvero: si trasforma. Entra nel Valhalla del wrestling, dove combattono le leggende. Vive nel DNA culturale di chi ha indossato una bandana per sentirsi invincibile.
Epilogo: l’ultimo leg drop
Hulk Hogan è morto a Clearwater, Florida, ma l’Hulkamania non morirà mai. Ogni volta che qualcuno urlerà “Whatcha gonna do, brother?”, ogni volta che un ragazzino romperà la sua maglietta davanti allo specchio, ogni volta che l’umanità avrà bisogno di un eroe larger-than-life, lì ci sarà ancora lui.
Rest in power, Hulkster.
Grazie per averci fatto credere che, anche solo per un momento, davvero nulla fosse impossibile.
Se sei cresciuto con il wrestling degli anni ’80 e ’90, raccontaci cosa ha rappresentato Hulk Hogan per te.
Qual è il tuo ricordo più epico del leggendario Hulkster?
Scrivilo nei commenti e manteniamo viva la leggenda, insieme.
Scopri di più da CorriereNerd.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.









Aggiungi un commento