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“Hocus Pocus” compie 30 anni: chi l’ha detto che le streghe sono brutte e cattive?

Trent’anni. Sono passati già trent’anni da quando “Hocus Pocus”, il cult di Kenny Ortega, faceva il suo debutto nelle sale americane, il 16 luglio 1993. E se ci pensate bene, è incredibile come un film che all’epoca fu accolto con una certa freddezza dalla critica — e diciamocelo, anche al box office non fece faville — sia oggi un simbolo immortale di Halloween, un appuntamento fisso per grandi e piccoli, capace di stregare (letteralmente) nuove generazioni a ogni visione. Ma cosa rende “Hocus Pocus” così speciale? Perché, pur parlando di streghe, rapimenti, zombie e maledizioni secolari, questo film è ancora capace di regalarci più sorrisi che brividi?

Il merito va innanzitutto a tre attrici straordinarie: Bette Midler, Sarah Jessica Parker e Kathy Najimy, che danno vita alle sorelle Sanderson, un trio di streghe irresistibile e sopra le righe. Bette Midler, che già ci aveva fatto ridere (e un po’ tremare) in “Per favore ammazzatemi mia moglie”, qui è Winnifred, la leader del gruppo, dispotica, geniale, assetata di potere e leggermente fuori di testa. Kathy Najimy, indimenticabile suor Mary Patrick in “Sister Act”, è Mary, la sorella pasticciona, dotata di un olfatto infallibile per rintracciare i bambini. E poi c’è Sarah Jessica Parker, che prima di diventare la Carrie Bradshaw di “Sex and the City” stregava il pubblico con la sua Sarah, una sorta di sirena bionda, frivola e seducente, con una voce ipnotica in grado di attirare i bambini verso un destino tutt’altro che roseo.

Ma facciamo un passo indietro, anzi, un balzo indietro di tre secoli. Siamo a Salem, Massachusetts, nel 1693. La piccola Emily Binx scompare misteriosamente, attirata nel covo delle Sanderson, dove viene privata della sua energia vitale per permettere alle streghe di mantenersi giovani. Suo fratello Thackery tenta invano di salvarla e finisce maledetto: trasformato in un gatto nero immortale, condannato a vagare per l’eternità. Tuttavia, la vendetta della folla non si fa attendere: le sorelle Sanderson vengono catturate e giustiziate per stregoneria. Ma prima di morire, Winnifred lancia un ultimo incantesimo: un giorno, quando una vergine accenderà la candela dalla fiamma nera, loro torneranno dall’oltretomba.

Trecento anni dopo, Halloween 1993. Max, adolescente scettico appena arrivato da Los Angeles, cerca di sopravvivere al clima provinciale di Salem e alle prese in giro dei compagni di scuola. Durante un giro di “dolcetto o scherzetto” con la sorellina Dani e l’amica Allison, si ritrovano nella casa-museo delle Sanderson. E come ogni adolescente ribelle che si rispetti, Max fa l’unica cosa che non dovrebbe: accende la candela maledetta.

Boom! In un istante, le sorelle Sanderson tornano in vita, affamate di potere e assetate di giovani vittime. Ha inizio così un’avventura rocambolesca che mescola corse nei cimiteri (perché il terreno consacrato tiene lontane le streghe), inseguimenti nelle fogne, genitori ipnotizzati a ballare fino allo sfinimento, e zombie resuscitati — come Billy Butcherson, ex amante di Winnifred, risvegliato per dare la caccia ai ragazzi ma che finirà per ribellarsi alla sua padrona.

Il ritmo di “Hocus Pocus” è travolgente: non c’è un momento di pausa, un attimo di noia. La regia di Kenny Ortega, già maestro del musical e del teen movie, mescola sapientemente humour, tensione e atmosfere gotiche, senza mai cadere nell’horror puro. È un film che fa ridere e affascina, che unisce streghe malvagie e gag esilaranti, momenti teneri (come l’amicizia tra i ragazzi e il gatto parlante Binx) e sequenze spettacolari come il celebre numero musicale di Bette Midler, “I Put a Spell on You”, diventato iconico al punto da essere replicato ogni anno nelle feste a tema.

Il segreto del successo sta proprio qui: “Hocus Pocus” non ha paura di essere sopra le righe, esagerato, caricaturale. Le sorelle Sanderson sono buffe e minacciose allo stesso tempo; fanno paura ai bambini, ma fanno anche morire dal ridere gli adulti. È un film che non si prende mai troppo sul serio, e proprio per questo riesce a incantare.

Il finale poi è perfetto: al sorgere del sole, le streghe si dissolvono in polvere, Binx può finalmente riunirsi alla sorella Emily, e Billy torna a dormire nella sua tomba, mentre i bambini di Salem si svegliano ignari della notte appena trascorsa. Solo Max, Dani e Allison porteranno per sempre con sé il ricordo di quell’avventura incredibile. E noi spettatori, chiudendo il film, non possiamo che sospirare e dire: “Già finito? Peccato!”.

Non sorprende che “Hocus Pocus” sia diventato un film di culto, al punto da aver ispirato un sequel (uscito su Disney+ nel 2022) e da essere oggetto di un vero e proprio culto nerd, con fan che collezionano DVD, poster, gadget, magliette, candele dalla fiamma nera (sì, esistono davvero!) e cosplay delle tre sorelle. In Italia, purtroppo, il film è stato per anni difficile da reperire, fuori catalogo nei negozi e persino nei canali ufficiali, ma chi ha avuto la fortuna di possedere una copia in DVD o VHS custodisce un piccolo tesoro cinematografico.

“Hocus Pocus” è uno di quei rari casi in cui l’alchimia funziona: cast azzeccatissimo, sceneggiatura scoppiettante, atmosfera perfetta, colonna sonora memorabile. Non è solo un film per Halloween, è un film che ci ricorda quanto sia bello ridere delle nostre paure, giocare con i miti e le leggende, lasciarci incantare da una favola che mescola buio e luce, paura e tenerezza, ironia e magia.

E voi? Avete già organizzato la vostra maratona di Halloween con “Hocus Pocus”? Qual è il vostro momento preferito del film? E quale sorella Sanderson sentite più vicina al vostro spirito nerd? Scrivetemelo nei commenti o condividete questo articolo sui vostri social, così da spargere un po’ di magia (e di risate) anche tra i vostri amici! Dopo tutto… è Halloween, e nella notte delle streghe, tutto può succedere!


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Marco Giovanni Lupani

Marco Giovanni Lupani

grande appassionato di cinema di fantascienza, fantasy, horror e Trash. Interessato anche ai fumetti di ogni genere dai comics ai manga a quelli d'autore. Cosplayer della vecchia guardia dagli anni 90
intrigato da ogni cosa che possa stimolare la sua curiosità

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