C’è un brivido nuovo che si insinua tra le maglie del football americano. Un sussurro oscuro che prende vita nel cuore pulsante di uno sport dove la violenza non è solo tollerata: è celebrata. Ed è proprio lì, tra corpi che si scontrano e sogni che si spezzano, che si annida HIM, il nuovo e attesissimo film horror prodotto da Jordan Peele e distribuito da Universal Pictures, in uscita il 19 settembre 2025. Un’opera che promette di sconvolgere, scuotere e ipnotizzare — perché quando Peele è coinvolto, nulla è mai come sembra.Dopo l’enigmatico Nope e il crudo realismo sociale di Get Out e Us, il nome di Jordan Peele è diventato sinonimo di horror d’autore. Ma questa volta, il maestro del mistero non siede dietro la macchina da presa: a dirigere è Justin Tipping, che firma anche la sceneggiatura insieme a Zack Akers e Skip Bronkie, già noti per Limetown. Eppure, l’impronta di Peele è inconfondibile: lo si percepisce nella scelta dei temi, nella tensione visiva e in quel senso di inquietudine che ti si incolla addosso.
HIM è più di un horror sportivo. È una spirale psicologica in cui il sogno americano dell’eccellenza atletica si trasforma in una distorsione grottesca. Protagonista del film è Cameron Cade, interpretato da Tyriq Withers, giovane promessa del football travolta da un trauma cerebrale alla vigilia del Combine, l’evento che decreta l’entrata nell’Olimpo professionistico della NFL. Quando tutto sembra perduto, entra in scena Isaiah White, icona leggendaria del football americano, incarnata da un Marlon Wayans magnetico e disturbante, pronto a offrire una seconda possibilità. Ma ogni miracolo ha un prezzo. E in HIM, quel prezzo si paga con la sanità mentale.
Il compound isolato in cui Cade viene invitato ad allenarsi, insieme alla moglie influencer di Isaiah, interpretata da una misteriosa e affascinante Julia Fox, diventa lo scenario di un addestramento allucinato e violento, dove il confine tra disciplina e tortura svanisce. Le sequenze del trailer — che hanno già fatto il giro del web — sono un pugno nello stomaco: un montaggio che alterna allenamenti brutali, sangue a fiotti e sguardi persi nel vuoto, mentre riecheggia una frase che sembra la tesi stessa del film: “In questo gioco, la violenza viene premiata. Quindi impara ad amarla.”
Cosa si nasconde dietro la maschera carismatica di Isaiah? Un allenatore? Un mentore? O qualcosa di molto più oscuro? Il trailer non lo svela, ma lancia interrogativi che bruciano: è follia, è magia, è soprannaturale? O è solo il volto più sincero dell’ambizione umana?
La narrazione di HIM scava a fondo nell’anima distorta della celebrità, della mascolinità tossica e della deificazione dell’atleta. Come una partita giocata nell’inconscio collettivo americano, dove ogni touchdown potrebbe essere una condanna e ogni vittoria il preludio della rovina. Il football diventa così il palcoscenico ideale per esplorare l’idolatria, la pressione e la metamorfosi della mente sotto il peso delle aspettative.
Non è un caso che la sceneggiatura, inizialmente intitolata Goat, fosse già entrata nel 2022 nella prestigiosa Black List delle migliori storie non ancora prodotte. Un riconoscimento che preannunciava il suo potenziale eversivo. Dopo la conferma di Justin Tipping come regista nel gennaio 2024, e l’ingresso nel cast di nomi potenti come Marlon Wayans, Tyriq Withers e Julia Fox, il progetto ha assunto contorni sempre più ambiziosi, fino a conquistare l’attenzione del grande pubblico. Le riprese si sono concluse a fine 2024, e ora l’attesa si fa febbrile.
La colonna sonora, affidata a Bobby Krlic (aka The Haxan Cloak), già apprezzato per il lavoro atmosferico su Midsommar, promette di amplificare il senso di smarrimento e angoscia, in perfetto stile Monkeypaw Productions. E se la musica è l’invisibile, il cast è il corpo: insieme a Wayans, Withers e Fox, troviamo Tim Heidecker, Jim Jefferies, il lottatore MMA Maurice Greene, il rapper Guapdad 4000 e la fenomenale Tierra Whack, tutti al loro debutto cinematografico.
Ma è soprattutto la domanda implicita nel titolo a lasciarci inquieti: chi è HIM? È un’entità? Un simbolo? Un’ombra dentro di noi? Il titolo non ce lo dice, ma insinua. Fa pensare a un culto, a una forza inafferrabile, a un “lui” che potrebbe essere chiunque — o peggio, essere noi stessi.
In un’epoca in cui la fama è più facile da ottenere che da sopportare, HIM si propone come specchio deformante del successo, dove ogni riflesso è una verità scomoda. Se il trailer riesce a farci sussultare in due minuti più di interi film horror, cosa ci farà il lungometraggio completo? È questa la magia nera di Jordan Peele: non ci dice tutto, ci fa desiderare di saperne di più. E intanto, ci lascia lì, a speculare. A tremare. A desiderare il prossimo kickoff.
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