Diciamolo subito: Green Valley è una follia. Ma una di quelle che piacciono a noi, nerd appassionati di open world, viaggi nel tempo, magie, spade, pixel e paradossi temporali. Se esistesse come videogioco, sarebbe una bomba totale. Sarebbe quel titolo che scarichi pensando “vabbè, un fantasy classico”, poi dopo due ore ti ritrovi a combattere dinosauri con una spada laser e ti chiedi se per caso hai caricato il gioco sbagliato. Ma no, è proprio lui. E funziona. Maledettamente bene.
Questa miniserie a fumetti pubblicata da Skybound e portata in Italia da saldaPress non è solo una delle sorprese più clamorose degli ultimi anni, è una roba che ti manda completamente in tilt il cervello nerd. Perché inizia con quattro cavalieri – Ralphus, Gulliver, Indrid e Bertwald – che sembrano usciti dritti da una campagna D&D old school, con castelli, stregoni malvagi, incantesimi e tutto l’armamentario medievale. Poi, quando pensi di aver capito l’andazzo e sei pronto a gestire i tuoi punti mana e la resistenza dell’armatura, boom: salta fuori che c’è molto di più. Anzi, che non era affatto quello che pensavi.
Max Landis, sceneggiatore con una testa più veloce di un quick time event, ci porta da un fantasy apparentemente classico a una storia di fantascienza spinta, con colpi di scena che potrebbero benissimo appartenere al mondo di Starfield, Halo o Mass Effect. E la cosa sconvolgente è che tutto ha senso. La scrittura è così ben calibrata che ogni assurdità viene assorbita dalla narrazione come una pozione perfettamente bilanciata. Non c’è mai un momento in cui ti fermi a dire “eh, ma questo è forzato”. No. Sei troppo occupato a girare pagina dopo pagina come se stessi grindando un dungeon segreto che ti ha appena cambiato l’intera lore del gioco.
E poi ci sono i disegni di Giuseppe Camuncoli. Se Max Landis scrive come se stesse costruendo un open world dinamico e imprevedibile, Camuncoli lo disegna con la potenza visiva di un tripla A next-gen. Ogni tavola è un cinematic in full HD, con una regia visiva che ti fa pensare “ok, questo lo voglio animato, lo voglio su uno schermo, lo voglio giocare!”. Le scene d’azione sono fulminee, le espressioni dei personaggi sono più vive di certi modelli 3D, e l’ambientazione è talmente ricca che ci potresti passare sopra 100 ore solo per esplorarla.
Green Valley è quella storia che parte come Skyrim, ha un cuore alla Dragon Age, ma poi deraglia gloriosamente verso una zona alla No Man’s Sky con qualche spruzzata di Jurassic Park e Dark Souls. Non ha paura di mischiare i generi, anzi, lo fa con la sfrontatezza di chi sa perfettamente quello che sta facendo. E tu, lettore-giocatore, lo segui come ipnotizzato, perché una narrativa così avvincente capita raramente, su carta come su schermo.
La nuova edizione deluxe di saldaPress è un regalo per gli occhi e per l’anima geek: cartonato di grande formato, 240 pagine di pura meraviglia nerd a 29,90 euro. Se ti sei perso i numeri spillati o se vuoi rileggerti tutto d’un fiato un fumetto che sembra progettato da uno studio di sviluppo AAA, questa è l’occasione giusta.
E ora scusate, ma io devo andare a rileggere Green Valley per la terza volta. E voi? Siete pronti a entrare in una valle che inizia con la magia e finisce nello spazio? Parliamone nei commenti o lanciate il link sui vostri server Discord, tra una partita a Elden Ring e una run su Baldur’s Gate 3. Perché certe storie non si leggono, si vivono. E questa è una quest che non potete perdervi.
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